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	<title>Perugia Online &#187; Kartomatic</title>
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		<title>Floppy&#8230;. what else? Finiremo sepolti da un floppy?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Mar 2017 09:39:28 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> I floppy disk hanno tracciato la storia dell&#8217;informatica. Fin dagli anni &#8217;70 sono stati uno dei principali strumenti in cui archiviare dati da poter trasportare ovunque. Allo stesso tempo, la longevità dei floppy disk ha sorpreso quasi tutti, soprattutto se consideriamo il fatto che il Pentagono si affidi ancora a questa tipologia di supporto per la gestione dell&#8217;arsenale nucleare. Scopriamo, quindi, la storia dei floppy disk e come mai, ancora oggi, vengano utilizzati nella gestione di uno fra i più importanti arsenali nucleari al mondo. Con oltre 40 anni sulle spalle, il floppy disk è considerato uno dei dispositivi di archiviazione più longevi di sempre. La sua nascita avvenne nel 1971, quando Alan Shugart, ingegnere di IBM, mostrò un dispositivo sottile e flessibile delle dimensioni di 8 pollici. Al suo interno vi era un disco con la superficie coperta da uno strato magnetizzato di ossido di ferro, attraverso cui era possibile scrivere e leggere i dati. Di lì a poco, il floppy disk avrebbe conquistato un importante spazio nella vita di tutti gli utenti. Infatti, il suo principale punto di forza erano le dimensioni contenute, che lo rendevano il primo dispositivo di memorizzazione facilmente trasportabile.</p>
<p>Nel 1973, IBM venne affiancata da ITC (l&#8217;attuale Verbatim) nella creazione di un guscio in grado di proteggere i dispositivi dai danni e dalla polvere. Non solo, nel 1976, sempre ITC inizia la produzione di massa dei floppy disk attraverso la creazione di un media factory, attraverso l&#8217;impiego di un rivestimento in Teflon. Come per ogni tecnologia che si rispetti, gli ingegneri IBM lavorarono fino al 1976 per la definizione di un nuovo standard di floppy disk, progettato su richiesta dei Wang Laboratories. Questi ultimi, infatti, avevano la necessità di un dispositivo di archiviazione più compatto e capiente, da affiancare ai propri sistemi desktop. Da questa collaborazione nacquero i floppy disk da 5,25 pollici. Da questo momento in poi, il mercato floppy disk ebbe un&#8217;enorme frammentazione. Anno dopo anno, le principali aziende, tra cui Sony, presentarono i primi floppy disk da 3,5 pollici, ribattezzati micro floppy disk. Non solo, altri produttori realizzarono floppy da 2 pollici e molte altre varianti. Anche la loro capacità venne migliorata. Dai 360 KB della versione da 5,25 pollici, l&#8217;industria è arrivata alla produzione di versioni da 1,44 MB e 2,88 MB. Ovviamente, con il passare del tempo, i floppy disk divennero rapidamente obsoleti e, a metà degli anni &#8217;90, il nuovo standard come supporto di archiviazione diventò il CD-ROM.</p>
<p>Coloro che hanno vissuto l&#8217;epoca in cui i floppy disk erano uno strumento di archiviazione usato da tutti rimarranno sorpresi nello scoprire che, nel 2016, il Pentagono li utilizzi ancora. La conferma giunge da un rapporto del GAO (Governament Accountability Office) degli Stati Uniti, il quale evidenzia l&#8217;utilizzo di floppy disk da 8 pollici all&#8217;interno del programma nucleare del Pentagono. Ad accompagnare i floppy disk vi sono anche i computer IBM Serie 1 degli anni &#8217;70. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, quindi, sta utilizzando floppy disk da 8 pollici in un sistema legacy che coordina le funzioni operative delle forze nucleari della nazione, ovvero missili balistici intercontinentali, bombardieri nucleari, aerei cisterna di supporto e molto ancora. Se da un lato potremmo trattare i floppy disk e i computer IBM Serie 1, dall&#8217;altro è importante sottolineare il fatto che, pur trattandosi di tecnologie antiquate, siano in grado di rispondere alle esigenze. Tuttavia, il Pentagono ha già previsto un aggiornamento delle apparecchiature entro il 2020. Tutto ciò dimostra che i floppy disk, seppur considerati da molti obsoleti, possono essere uno strumento di archiviazione estremamente importante, soprattutto in ambiti dove sono necessarie misure di sicurezza estremamente elevate.</p>
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		<title>Caro Jack&#8230; addio!</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2017 12:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Kartomatic]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;addio al jack audio da 3,5mm sembra essere definitivo. USB Implementers Forum ha pubblicato le specifiche tecniche per la trasmissione dei segnali audio digitali tramite la porta USB Type-C. Si tratta di un&#8217;importante novità, anche se alcuni produttori come Apple, Motorola e LeEco hanno già abbandonato il jack da 3,5 millimetri per soluzioni digitali. Andiamo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[L&#8217;addio al jack audio da 3,5mm sembra essere definitivo. USB Implementers Forum ha pubblicato le specifiche tecniche per la trasmissione dei segnali audio digitali tramite la porta USB Type-C. Si tratta di un&#8217;importante novità, anche se alcuni produttori come Apple, Motorola e LeEco hanno già abbandonato il jack da 3,5 millimetri per soluzioni digitali.</p>
<p>Andiamo a scoprire più in dettaglio quale sarà il futuro di USB Type-C e del classico jack audio che, per il momento, sembra avere i giorni contati. L&#8217;USB Implementers Forum ha ufficializzato lo standard Audio Device Class 3.0, che permette la trasmissione audio su collegamenti USB Type-C. Questo nuovo standard verrà implementato all&#8217;interno dei futuri smartphone e tablet con l&#8217;utilizzo di MPU (Multi-function Processing Unit), chip che permette la sincronizzazione audio, conversione digitale-analogica, cancellazione del rumore e molto altro ancora. In termini tecnici, grazie ai due pin del bus secondario del connettore USB Type-C è possibile trasferire sia il segnale audio digitale che analogico.</p>
<p>Se da un lato Intel aveva già recentemente elencato un&#8217;ampia gamma di vantaggi derivanti dall&#8217;audio su USB Type-C, adesso l&#8217;accordo dell&#8217;USB Implementers Forum rappresenta un cambiamento &#8220;epocale&#8221;. Così facendo, l&#8217;architettura interna dei dispositivi viene semplificata eliminando i componenti analogici e convertitori DAC. Rispetto al jack da 3,5mm, il supporto audio attraverso USB Type-C permette di ottenere anche consumi simili, ma la possibilità di introdurre funzioni avanzate, tra cui il riconoscimento vocale.</p>
<p>Tuttavia, in futuro sarà necessario un adattatore per connettere dispositivi da 3,5mm e non sarà possibile, se non con un adattatore ad-hoc, utilizzare in contemporanea auricolari e cuffie durante la ricarica.</p>
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		<title>Il blog: in futuro esisterà ancora?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 17:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Kartomatic]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pillole di tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; molto probabile che in futuro il blog continuerà ad esistere, perché l&#8217;uomo ha necessità di esprimersi, di scrivere, di raccontare e raccontarsi. Dai disegni nelle caverne dell&#8217;uomo primitivo ai diari segreti di quando eravamo bambini, fino poi ad arrivare a MySpace, la prima forma di blogging, ed ai blog attuali su wordpress e blogspot. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[E&#8217; molto probabile che in futuro il blog continuerà ad esistere, perché l&#8217;uomo ha necessità di esprimersi, di scrivere, di raccontare e raccontarsi. Dai disegni nelle caverne dell&#8217;uomo primitivo ai diari segreti di quando eravamo bambini, fino poi ad arrivare a MySpace, la prima forma di blogging, ed ai blog attuali su wordpress e blogspot.</p>
<p>Ultimamente vediamo già un cambiamento in corso in cui la scrittura sta passando in secondo piano per lasciare spazio prima alle foto e alle immagini, in quanto più immediate ed in grado di creare subito delle emozioni più dirette, per poi evolvere sempre più verso i video. Basti pensare a Snapchat, Instagram Stories e le dirette su Facebook, che sono ormai delle forme di blogging dirette ed istantanee in grado di produrre emozioni più velocemente del testo scritto. I neofiti si chiederanno ancora che cos&#8217;è e come funziona un &#8220;blog&#8221;.</p>
<p>Nato nel lontano (in termine informatico) 1997, è stato ufficialmente pubblicato il 23 Dicembre di quell&#8217;anno. L&#8217;iniziatore di tutto fu un cacciatore appassionato del suo hobby, il quale decise di condividere le sue ricerche sulla rete, coniando il termine &#8220;Weblog&#8221;. Agli inizi del 1999 venne proposta l&#8217;abbreviazione &#8220;Blog&#8221;. A tutti gli effetti, si parla di un sito internet più particolare del solito, i cui contenuti vengono offerti al lettore in modo anti-cronologico (in pratica leggeremo in cima alla lista la pubblicazione più recente e, a seguire verso il basso, tutte quelle precedenti in ordine cronologico inverso). In genere a gestire un blog ci sono i &#8220;blogger&#8221;, uno o più, che pubblicano, periodicamente, vari contenuti in forma testuale, multimediale o sotto forma di &#8220;post&#8221;, qualcosa di molto simile ad un articolo di giornale e che il &#8220;famigerato&#8221; Facebook ha portato oramai alla consuetudine quotidiana.<br />
Kartomatic Via Nazario Sauro 2 Foligno<br />
Fb Kartomatic Assistenza PC Cartolibreria</p>
<p>&nbsp;</p>
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