venerdì, 19 luglio 2024 Ultimo aggiornamento il 18 luglio 2024 alle ore 12:10

Festival dei Due Mondi, il direttore artistico Ferrara dà i numeri: 40 mila euro di incassi in più rispetto al 2015. “La formula Menotti non è più riproducibile”

Conferenza finale con il sindaco Cardarelli. A Spoleto 80 mila visitatori grazie alla manifestazione. Fondazione accende un mutuo per riaprire il capannone di scenotecnica: "Un luogo fisico a disposizione delle nostre maestranze".

 
Festival dei Due Mondi, il direttore artistico Ferrara dà i numeri: 40 mila euro di incassi in più rispetto al 2015. “La formula Menotti non è più riproducibile”
Regione Umbria.  La novità concreta è che a breve il capannone di scenotecnica situato a San Nicolò tornerà a piena disposizione. La Fondazione Festival dei Due Mondi ha infatti provveduto ad accendere un mutuo per farlo diventare nuovamente “un luogo di produzione aperto alle nostre maestranze che tutto il Paese ci invidia”. Ad annunciarlo è stato il sindaco Fabrizio Cardarelli, nel corso della conferenza di fine Festival: alcuni sopralluoghi all’interno della struttura, che da anni custodisce  programmi di sala, manifesti, costumi e cimeli che hanno fatto la storia della manifestazione ideata da Gian Carlo Menotti, sono stati già effettuati mentre i lavori potrebbero iniziare nei prossimi mesi. L’obiettivo è quello di riaprirlo in occasione di Spoleto 60, che prenderà il via ufficialmente il 30 giugno 2017.

Mini rassegna a Natale Nessuna anticipazione su quello che sarà il nuovo cartellone (“da domani ci metteremo al lavoro per scegliere i progetti più idonei ma per ora non possiamo aggiungere altro”) ma da Cardarelli e dal direttore artistico Giorgio Ferrara sono invece arrivate conferme sulla mini-rassegna a Natale: “Vorremmo che la città vivesse tutto l’anno con il Festival e il successo ottenuto dai concerti di Uto Ughi e Bruno Canino e dallo spettacolo ‘Tango: un atto d’amore’ ci hanno convinto che questa è la strada che deve essere seguita”.

I dati di Spoleto 59 Il nome di Spoleto in ogni caso continuerà ad essere presente nei vari circuiti culturali italiani ed internazionali. “L’opera ‘Così fan tutte’ verrà portata in scena a Novara, Ravenna e Piacenza, Luca Ronconi sarà ricordato a Parigi e a gennaio inizia il Festival di Cartagena, con il quale abbiamo stretto un accordo di collaborazione” ha spiegato Ferrara, facendo poi un bilancio del Festival: “Nel 2007, ultimo anno della gestione Menotti, avevamo registrato 5 mila presenze mentre quest’anno ne abbiamo avute 80 mila. Rispetto al 2015 sono positivi anche i dati degli incassi, nonostante l’abbattimento dei prezzi del concerto finale: siamo passati da 627 mila a 665 mila euro e l’incremento riguarda tutti gli spettacoli. Le rilevazioni ci dicono che l’interesse del pubblico si distribuisce in modo più uniforme sulla programmazione con un livello di gradimento molto alto”.

I cambiamenti Inoltre, sembra essere cambiato il comportamento degli spettatori. “Sono tornati gli appassionati del Festival, che si fermano più giorni a Spoleto per maratone attraverso tutti gli appuntamenti. La vecchia formula Menotti – ha detto il direttore artistico – non era riproducibile, visto che in quell’epoca l’evento culturale fioriva: da questo punto di vista tutto è cambiato e la sfida del nuovo Festival è stata quella di emulare il modello storico su un altro terreno, allargando i confini dei due mondi al mondo intero. Abbiamo quindi avviato una nuova fase organizzativa recuperando le relazioni con le Istituzioni e gli sponsor: oggi, superata la fase dell’incertezza e riacquisita la sua dimensione storica, il Festival può guardare con fiducia al futuro”. La prossima edizione potrebbe essere l’ultima per Ferrara visto il contratto in scadenza: “Chi vivrà vedrà, ma intanto sono felice di aver visto la città ricompattarsi per il suo Festival”.

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