giovedì, 13 agosto 2020 Ultimo aggiornamento il 7 agosto 2020 alle ore 10:40

Oltre 8 mila umbri nella morsa dell’usura: intorno ai 700 milioni di euro il giro di affari nel territorio

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Il consigliere regionale De Vincenzi (Rp) raccoglie il grido d'allarme della Fondazione anti-usura rimasta senza fondi per aiutare le vittime e chiede l'impegno di tutte le istituzioni per la repressione del fenomeno.

 
Oltre 8 mila umbri nella morsa dell’usura: intorno ai 700 milioni di euro il giro di affari nel territorio
Regione Umbria.  “Il giro d’affari dell’usura in tutta l’Umbria si attesta attorno ai 700 milioni di euro, 200 solo nella provincia di Terni. Il grido d’allarme lanciato ieri della Fondazione Umbra Anti-usura e della Uil bancari non può lasciare indifferenti il Consiglio regionale, la commissione d’inchiesta sulla criminalità organizzata, ma anche la stessa presidente Marini con la sua Giunta”. A parlare è il consigliere regionale Sergio De Vincenzi, analizzando il quadro emerso in Umbria. “Tutti – secondo De Vincenzi –  siamo chiamati a dare risalto istituzionale ad una situazione drammatica e fortemente sommersa, che si nutre del complessivo stato di profonda crisi economica e sociale ma anche delle nuove dipendenze che affliggono molti nostri concittadini che, attraverso il gioco compulsivo legale ed illegale, sperano di risolvere i problemi della propria esistenza. Terni, secondo gli ultimi dati Eurispes, ha una percentuale di permeabilità usuraia del 47 cento ed è, fra le diciotto province della macro-regione dell’Italia di mezzo, quella con il più alto tasso di attività illecite di credito. Mentre la città di Perugia conta su un’incidenza complessiva ‘solamente’ del 35 per cento. In questo panorama, i cittadini dei comuni di Perugia e Terni non possono più contare sul fondo anti-usura, misura preventiva messa a disposizione per evitare di incappare nelle spire dei ‘cravattari’, perché sembra che non ci sia più denaro da poter mettere a disposizione”.

“Alla magistratura e a tutte le forze dell’ordine – conclude – chiediamo il massimo sforzo nella prevenzione e nella repressione del fenomeno, mentre alla presidente Marini un impegno chiaro ed efficace sul fronte della collaborazione con gli attori sociali impegnati su questo fronte e azioni di governo regionale veramente efficaci. Infine alle amministrazioni di Perugia e Terni chiediamo lo sforzo di prendere a cuore la sorti delle circa ottomila famiglie umbre coinvolte in prima persona nella morsa dell’usura”.

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