lunedì, 15 luglio 2024 Ultimo aggiornamento il 14 luglio 2024 alle ore 09:37

Presidente Santopadre, e se ci si fosse sbagliati?

Il Perugia sta attraversando un periodo di grande difficoltà a causa di alcune scelte poco felici effettuate dalla società e dal tecnico Bisoli. Ma i veri problemi risalgono all'estate: analisi, settore per settore, di un Grifo malato.

 
Presidente Santopadre, e se ci si fosse sbagliati?
Perugia.  Tre sconfitte consecutive. Con la prospettiva di dover affrontare sabato in trasferta un Crotone, primo in classifica, in versione schiacciasassi. Per il Perugia non è decisamente un periodo positivo, anzi in realtà è dall’inizio della stagione che la squadra palesa evidenti difficoltà soprattutto nel giro palla e nella costruzione di gioco. Si segna poco, e i dati lo confermano: sono soltanto 21 le reti realizzate finora in 23 partite. Una miseria. “Abbiamo un debito con i tifosi e siamo tutti in discussione, dal primo all’ultimo, ma non è certo colpa del tecnico” aveva detto in conferenza domenica pomeriggio il direttore tecnico Goretti dopo il naufragio tra le mura amiche con il Pescara. Certo, che Bisoli privilegiasse la fase difensiva si sapeva già però la situazione sta ormai assumendo contorni grotteschi. L’anno scorso, per dire, il miglior marcatore dei grifoni è stato Falcinelli (14), rientrato poi a Sassuolo in estate per fare con merito il titolare in Serie A. La sensazione è che né Ardemagni né Di Carmine (ma la loro permanenza non è affatto scontata) arriveranno a toccare la stessa quota o comunque una simile, per limiti propri e dei compagni a centrocampo.

Poca qualità Già, perché è anche vero che di palloni giocabili le punte dei Grifoni non ne vedono molti. A mancare è la qualità, c’è poco da girarci intorno: non ci sono in rosa, al momento, elementi in grado di assicurare lo stesso tasso tecnico di Verre e Fossati, due dei principali artefici dei successi del Perugia targato Camplone. In estate, per venire incontro alla filosofia di gioco di Bisoli, sono state fatte delle scelte come quella di portare in Umbria Salifu e Della Rocca, nonché confermare Rizzo che si stanno rivelando errate e non funzionali. Il nigeriano, addirittura, potrebbe già concludere a gennaio la propria esperienza a Perugia. Lanzafame, mai realmente determinante in biancorosso nonostante le premesse e le promesse del giocatore, scelto tra l’altro pure come capitano (sic) nella partita di Coppa Italia contro il Milan, dopo essere stato accantonato da Bisoli è andato a Novara e così per avere qualcuno in grado di impostare in mezzo al campo al tecnico non è rimasto altro da fare che “riesumare” Taddei, visto che Spinazzola ancora è troppo giovane per prendersi una tale responsabilità.

La difesa arranca I problemi della linea mediana, poi, si riflettono anche sulla fase difensiva. Perché se la retroguardia da bunker inespugnabile diventa nel giro di poche settimane terra di conquista degli attaccanti avversari la colpa di sicuro non è soltanto di Volta e compagni. Anche qui, qualche meccanismo si è rotto e non è certo con l’arrivo del solo Milos che si può pensare di risolvere tutte le criticità. Se manca il filtro a centrocampo, logico poi che la difesa soffre. C’è da lavorare ma in maniera profonda e anche diversa rispetto a quanto fatto finora perché di tempo non ce n’è più molto: nel giro di un mese, il Perugia sarà chiamato a dare risposte convincenti se vuole cercare di conquistare un posto per i playoff. Ma servono interventi decisi, strutturali, visto che anche i monologhi del presidente Santopadre stanno perdendo di efficacia. E i tifosi di questo ormai ne sono a conoscenza (“Spero che la gente continui a credermi. Se non dovesse succedere mi dispiacerebbe, perché si vede che starei perdendo credibilità mentre invece penso di essere rimasto sempre lo stesso” ha detto il patron).

L’apporto del mercato Intanto dal Maiorca è arrivato Rolando Bianchi, ma è un tipo di attaccante che necessita del supporto di tutta la squadra per poter essere efficace. Lasciato da solo, si perde. Contro il Pescara, infatti, (non) si è visto. Non può quindi essere lui la panacea a tutti i mali. In queste ore poi si parla di Bolzoni del Palermo e di Monaco dall’Arezzo: nomi buoni, ma le trattative si preannunciano complicate. E intanto il tempo scorre. Si rischia di rimanere con il cerino in mano e buttare via un’altra stagione. Presidente Santopadre, e se ci si fosse sbagliati a luglio?

@FPartenzi

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