lunedì, 11 dicembre 2017 Ultimo aggiornamento il 9 dicembre 2017 alle ore 12:22

Saldi: la parola più dolce del linguaggio unversale

 
Saldi: la parola più dolce del linguaggio unversale
Sale, saldos, soldes, saldi”: un po’ come dire, per alcune di noi donne, ti amo in tutte le lingue! Affascinanti ed irresistibili, i saldi riempiono le vie dello shopping della città. Anche se, va sottolineato, la grande attesa non è più quella di un tempo.

Sbiadito ormai il ricordo di bambina delle lunghe code di gente di fronte ai negozi. L’attesa dell’apertura delle porte simboleggiava l’emozionante esaudirsi dell’acquisto tanto atteso, di quella “occasione” tanto desiderata da essere considerata un buon affare. Erano i Saldi di fine stagione. Lentamente abbiamo assistito ad una trasformazione di questo appuntamento che ha progressivamente perso fascino, importanza e soprattutto la sua reale funzione e la sua unicità.

Vendite promozionali, vendite on line, black friday (che negli ultimi anni sta decisamente sfuggendo di mano a chi lo propone per la sua durata), la crisi dei mercati, l’eccessiva offerta, la concorrenza sleale, la regolamentazione sugli sconti troppo permissiva, fanno sì che il cliente sia “saldo” ai saldi! L’acquisto è diventato sinonimo di sconto. E’ stato creato un sistema che ha diseducato il cliente a comprendere, nella sua interezza, l’importanza del prodotto. Tutto va troppo velocemente quando, in realtà, ci sarebbe la necessità di fermarsi e fare un passo indietro per tornare a dare il giusto valore alle cose.

Qualità e non quantità… ma è solo poesia! Il 21 dicembre segna l’arrivo dell’inverno, il 5 gennaio sono iniziati i saldi: perché non chiamarli “saldi di inizio” stagione? Il commercio è paragonabile ad una grande fiera ed il mercanteggiare appartiene purtroppo a chi sta da tutte e due le parti del bancone… e allora si “saldi” chi può!!!

Buon sano shopping a tutti.
Federica Meniconi
Miumà Via Umberto I 46, Foligno. fb

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