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	<title>Perugia Online &#187; cgil</title>
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		<title>&#8220;Basta morti sul lavoro&#8221;, dalla Cgil l&#8217;appello ad istituire una task force per la prevenzione anche in Umbria</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jan 2018 10:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La tragica morte di 5 lavoratori in Lombardia, a pochi giorni di distanza dalla scomparsa di Gianluca Menichino, l’operaio delle acciaierie Ast morto dopo sei mesi di agonia, ripropone per l’ennesima volta l’emergenza sicurezza sul lavoro in Italia. &#8220;Una piaga che continua ad affliggere il nostro paese e anche la nostra regione. Per questo, nell’esprimere la vicinanza dei lavoratori umbri ai compagni lombardi e alle famiglie delle vittime, la Cgil dell’Umbria torna a sollecitare la costituzione, anche nella nostra regione come a Milano, di una task force, coordinata dalla prefettura, e formata da istituzioni, sindacati e associazioni datoriali, per monitorare i livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro della regione e predisporre tutte le misure di prevenzione necessarie a impedire che nuove tragedie si verifichino, a partire da un rafforzamento dei controlli e delle ispezioni. Non vogliamo piangere altre vittime, è necessario agire ora: si convochi subito un incontro per avviare il lavoro necessario&#8221;.</p>
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		<title>Coop Centro Italia: Cgil Perugia esprime &#8220;preoccupazione&#8221; per il centro direzionale e logistico di Castiglione del Lago</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jan 2018 09:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;Quando nel febbraio 2016 definimmo il piano industriale di Coop Centro Italia penalizzante per l’economia del territorio del Trasimeno fummo, purtroppo, facili profeti. Lo spostamento di due importanti reparti del Magazzino da Castiglione del Lago a Terni non poteva che essere l’inizio dello smembramento di un sito produttivo fondamentale per l’economia dell’intero territorio&#8221;. A parlare il responsabile zona lago Trasimeno della Cgil di Perugia Mauro Moriconi. &#8220;Oggi &#8211; a due anni di distanza dalla presentazione del fantasmagorico piano industriale (avvenuta all’indomani dell’acquisizione del gruppo Superconti) che prevedeva l’apertura di 20 nuovi punti vendita, un incremento significativo del fatturato (dai 600 milioni di vendite conseguiti nel 2014, agli 800 milioni previsti per il 2016, per raggiungere nel 2019 il traguardo del miliardo di euro, pari ad una crescita del 66%) un incremento stratosferico dell’<wbr />occupazione: dai 2.700 lavoratori del 2014 ai 4.000 previsti nel 2019 &#8211; Coop Centro Italia presenta come piano di riorganizzazione commerciale un’intesa con Unicoop Firenze che prevede un piano di sinergie &#8211; così le definiscono &#8211; sostanziato col passaggio della nuda proprietà dei rami d’azienda rappresentati dai 29 punti vendita della rete toscana di Coop Centro Italia ad una società di scopo interamente posseduta da Unicoop Firenze, denominata Terre di mezzo Srl&#8221;.</p>
<p>&#8220;In una situazione siffatta esprimere preoccupazione per la tenuta occupazionale del centro direzionale e logistico di Castiglione del Lago è un eufemismo. Oggi più che mai è necessario che ognuno faccia la sua parte a partire dalla direzione aziendale che deve dare (non solo ai lavoratori, ma all’intero territorio) garanzia che l’operazione in atto non abbia alcuna ripercussione sui livelli occupazionali. Un invito va anche alle rappresentanze politiche e istituzionali a non sottovalutare una situazione che potrebbe essere foriera di esiti non sopportabili dalla già debole struttura economica del Trasimeno&#8221;.</p>
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		<title>Anche in Umbria braccia incrociate per lo #shopero! Fermi i lavoatori di Coop e Grande distribuzione</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Dec 2017 14:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Braccia incrociate e presidi oggi a Perugia e Terni per lo sciopero nazionale della grande distribuzione organizzata e della distribuzione cooperativa promosso da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per chiedere il rinnovo dei contratti scaduti da 4 anni. Lavoratrici e lavoratori hanno manifestato sotto la sede di Lega Coop a Perugia e sotto la prefettura a Terni per chiedere il riconoscimento di un diritto ad oggi negato, quello di avere un Ccnl giusto, come avviene per i loro colleghi che hanno il contratto Confcommercio. “Quattro anni senza contratto significa molto concretamente almeno 2000 euro persi &#8211; hanno spiegato gli stessi lavoratori in sciopero intervenuti ai presidi &#8211; e inoltre significa vedersi negato il diritto a contrattare le proprie condizioni di lavoro e quindi lo sciopero di oggi è prima di tutto un’azione volta a difendere la nostra dignità”. Dai primi dati raccolti dalle organizzazioni sindacali si registrano adesioni significative con punte altissime ad esempio al magazzino di Coop Centro Italia (80%), ma naturalmente Filcams,Fisascat e Uiltucs sono anche consapevoli delle difficoltà che molte lavoratrici e lavoratori, soprattutto se con contratti precari, hanno ad aderire alla protesta, pur condividendone le ragioni.</p>
<div>“Lo sciopero di oggi e i prossimi che seguiranno se necessario &#8211; hanno concluso i rappresentanti di Filcams, Fisascat e Uiltucs dell’Umbria &#8211; hanno lo scopo di riaprire una vera trattativa per raggiungere l’obiettivo, che è quello di siglare un contratto giusto anche per le migliaia di lavoratrici e lavoratori umbri che aspettano da troppo tempo qualcosa che gli spetta di diritto”.</div>
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		<title>Pensioni: sabato l&#8217;Umbria scende in piazza a Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 20:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Sabato andremo a Roma. Sono già 20 i pullman predisposti dalla Cgil dell’Umbria per continuare insieme la nostra battaglia che punta a cambiare la legge Fornero sulle pensioni. Rispettiamo l’opinione delle altre organizzazioni sindacali, ma per quanto ci riguarda non possiamo accontentarci delle “briciole” che il governo ci ha lasciato, sotto forma di deroghe minimali e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;Sabato andremo a Roma. Sono già 20 i pullman predisposti dalla Cgil dell’Umbria per continuare insieme la nostra battaglia che punta a cambiare la legge Fornero sulle pensioni. Rispettiamo l’opinione delle altre organizzazioni sindacali, ma per quanto ci riguarda non possiamo accontentarci delle “briciole” che il governo ci ha lasciato, sotto forma di deroghe minimali e parziali ad una legge fortemente ingiusta&#8221;. A parlare è il segretario generale CGIL Umbria Vincenzo Sgalla.</p>
<div>&#8220;La linea politica che anche questo governo, in continuità con i precedenti, sta seguendo sulla previdenza porterà donne e uomini a dover aspettare per andare in pensione i 67 anni di età (oppure 43 anni e tre mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e tre mesi per le donne) con l’aggravante che, non modificando il meccanismo sull’aspettativa di vita, si arriverà nel giro di pochi anni alla soglia dei 70 anni. Questo era quello che non volevamo. Quello che vogliamo invece è una pensione di garanzia per i giovani, una contribuzione maggiorata per le donne con figli o che si sobbarcano i lavori di cura, il blocco di questo meccanismo infernale che porta all’aumento continuo dell’età per andare in pensione e la garanzia di una maggiore libertà di scelta ai lavoratori, ricordando che non tutti i lavori sono uguali. Insomma, vogliamo ripristinare un po’ di giustizia in una paese nel quale un avvocato comunale può ricevere una pensione pari a quella di 200 precari messi insieme. Per questo lanciamo un appello alle cittadine e ai cittadini umbri: prenotate il vostro posto, scendiamo in piazza, perché insieme cambiare si può&#8221;.</div>
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		<title>Lavoro, l&#8217;allarme di Cgil e Ires: &#8220;Perugia e comuni limitrofi hanno perso quasi 7mila occupati dal 2008&#8243;</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 10:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;La crisi colpisce duramente l&#8217;Umbria, lo abbiamo sottolineato più volte (-15,7% di Pil negli anni della crisi, -43% di investimenti pubblici e privati, oltre 14mila i posti di lavoro bruciati). Ma questa situazione, che dura ormai da 10 anni e che è sempre più arduo definire solo come &#8216;crisi&#8217;, non si manifesta dappertutto allo stesso modo. Perché se è vero come è vero che tutta la nostra regione sta retrocedendo da un punto di vista economico verso performance tipiche delle regioni del Sud è altrettanto vero che esistono differenze <wbr />significative tra i vari territori dell’Umbria&#8221;. A parlare sono il Segretario Generale Cgil Perugia Filippo Ciavaglia e il Presidente Ires/CGil Umbria Mario Bravi.</p>
<p>&#8220;Questo percorso di approfondimento ci è consentito grazie ai dati Istat sui 14 Sistemi Locali del Lavoro della nostra regione. Dati che confermano il dramma della fascia appenninica incentrata sui sistemi locali di Gubbio e Gualdo Tadino che perdono l 8% degli occupati dal 2008 ad oggi, ma che svelano anche, immediatamente dopo, la situazione pesantemente negativa di Perugia, che perde nello stesso periodo il 7% degli occupati. Guardiamo i dati nel dettaglio: il Sistema Locale del Lavoro di Perugia è composto da 9 comuni (Perugia, Corciano, Magione, Passignano, Tuoro, Torgiano, Deruta, Marsciano, San Venanzo). Il territorio complessivo corrisponde a 1.193 kmq, la popolazione residente è di 243.259 unità (oltre i 15 anni 213.400), gli occupati sono 103mila, i disoccupati 10.800, gli inattivi 98.600, il tasso di disoccupazione è al 9,4%&#8221;.</p>
<p>Ma il dato più rilevante, secondo i due, &#8220;è quello relativo al “trend” dell&#8217;occupazione nel confronto 2008-2016: in questi 9 anni gli occupati sono passati dai 110.804 del 2008 ai 103.915 del 2016, con una perdita complessiva di 6.889 posti di lavoro, pari ad oltre il 7%. È un dato pesantissimo, tenendo conto anche del fatto che nel corso di questo 2017 la situazione non è sicuramente migliorata. Lo testimoniano le tante vertenze aperte e il fatto (come dice l’Inps) che 4/5 delle assunzioni effettuate quest’anno sono caratterizzate da estrema precarietà e sono &#8216;lavoro povero&#8217;. Questi dati dovrebbero far riflettere tutti, anche quella parte della politica perugina ed umbra che non sembra essersi accorta della situazione pesantissima che abbiamo di fronte. Rendersi conto della realtà per cercare di cambiarla: questo dovrebbe essere l&#8217;imperativo categorico a Perugia e in Umbria&#8221;.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/lavoro-lallarme-di-cgil-e-ires-perugia-e-comuni-limitrofi-hanno-perso-quasi-7mila-occupati-dal-2008/">Lavoro, l&#8217;allarme di Cgil e Ires: &#8220;Perugia e comuni limitrofi hanno perso quasi 7mila occupati dal 2008&#8243;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Pensioni, lavoro, giovani e licenziamenti: Cgil, Cisl e Uil verso la mobilitazione</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 13:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> La vertenza per le pensioni e il lavoro per i giovani, la riforma degli ammortizzatori sociali e la valanga di licenziamenti annunciati in Umbria: il piano nazionale e quello locale si fondono nell’iniziativa che Cgil, Cisl e Uil hanno messo in campo oggi, 11 ottobre, all’hotel Giò di Perugia, dove i tre sindacati confederali regionali (presenti ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/pensioni-lavoro-giovani-e-licenziamenti-cgil-cisl-e-uil-verso-la-mobilitazione/">Pensioni, lavoro, giovani e licenziamenti: Cgil, Cisl e Uil verso la mobilitazione</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La vertenza per le pensioni e il lavoro per i giovani, la riforma degli ammortizzatori sociali e la valanga di licenziamenti annunciati in Umbria: il piano nazionale e quello locale si fondono nell’iniziativa che Cgil, Cisl e Uil hanno messo in campo oggi, 11 ottobre, all’hotel Giò di Perugia, dove i tre sindacati confederali regionali (presenti i tre segretari generali Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini) hanno chiamato a raccolta categorie e delegati per rilanciare l’azione unitaria e indicare le priorità di intervento per il paese e per l’Umbria.</p>
<p>“Sul piano nazionale la vertenza aperta per cambiare la legge Fornero è la più importante battaglia unitaria che stiamo conducendo &#8211; ha detto nella relazione introduttiva unitaria Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria &#8211; è doveroso che il governo trovi le risorse necessarie a rendere più flessibile ed equo un sistema che oggi è invece percepito dalle lavoratrici e dai lavoratori come profondamente ingiusto. Al tempo stesso &#8211; ha aggiunto &#8211; la nostra azione unitaria deve svilupparsi anche a livello locale per rimettere al centro dell’agenda politica-istituzionale i temi del lavoro. Da tempo unitariamente ci siamo posti la domanda di come inquadrare in un piano generale le tante criticità aperte &#8211; ha proseguito Sgalla &#8211; Su come confederalmente si possa tirare un filo comune tra il riconoscimento di Terni-Narni area di crisi complessa, i problemi legati alla fascia appenninica, la politica dei licenziamenti delle multinazionali, la ricostruzione post terremoto e le politiche per le aree interne, e ancora come rilanciare la filiera turismo-ambiente-cultura. Sono tutti pezzi di uno stesso puzzle: quale modello di sviluppo vogliamo immaginare per l&#8217;Umbria. Questa è la risposta confederale che un sindacato come il nostro deve saper mettere in campo. Partendo da un elemento che ha caratterizzato la nostra storia e che è elemento economico essenziale per i cittadini della nostra regione &#8211; ha concluso Sgalla nella relazione unitaria &#8211;  si chiama coesione sociale ed è l&#8217;opposto della frammentazione e dei campanili&#8221;.</p>
<p>Tanti gli interventi e i contributi dalle categorie e dai delegati presenti, coordinati dal segretario generale della Cisl dell’Umbria, Ulderico Sbarra. Dibattito poi concluso dal segretario generale della Uil nazionale, Carmelo Barbagallo: “Sabato in tutta Italia e anche in Umbria (Perugia e Terni) manifesteremo sotto le prefetture per rivendicare gli obiettivi della piattaforma unitaria e a sostegno delle trattative in corso con il Governo. Noi vogliamo completare &#8211; ha proseguito Barbagallo &#8211; la seconda fase del confronto sulla previdenza, perché bisogna tutelare sia i giovani, costruendo sin da ora pensioni decenti, sia le donne, su cui spesso gravano i lavori di cura, sia i pensionati, sia i lavoratori che svolgono lavori gravosi. La devono smettere di dire che non ci sono le risorse necessarie che, invece, possono essere recuperate da 111 miliardi di evasione, 60 miliardi di corruzione e 27 miliardi di pizzo e usura. È necessario, inoltre, separare la previdenza dall’assistenza e, ancora, congelare l’incremento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita: i lavori non sono tutti uguali e non tutti possono andare in pensione alla stessa età. Fermiamo quel meccanismo &#8211; ha concluso il leader della Uil &#8211; divenuto ingiusto e inaccettabile dopo l’approvazione della legge Fornero, e istituiamo una Commissione che stabilisca i criteri sulla base di valutazioni scientifiche e sullo studio delle patologie”.</p>
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		<title>Furto alla sede Cgil di Ponte Felcino: ingenti i danni all&#8217;interno della struttura</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 09:36:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> La sede Cgil di Ponte Felcino a Perugia è stato oggetto nei giorni scorsi di un furto, con ingenti danni all’interno della struttura. Sono stati prelevati beni di scarso valore, qualche computer e poco altro, ma la gravità dell’episodio non sta nel danno economico, quanto piuttosto nell’aver colpito un luogo dove si offrono servizi e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La sede Cgil di Ponte Felcino a Perugia è stato oggetto nei giorni scorsi di un furto, con ingenti danni all’interno della struttura. Sono stati prelevati beni di scarso valore, qualche computer e poco altro, ma la gravità dell’episodio non sta nel danno economico, quanto piuttosto nell’aver colpito un luogo dove si offrono servizi e assistenza ai lavoratori, ai pensionati e alla cittadinanza tutta, in un quartiere molto importante della città capoluogo. Sono proprio luoghi come le Camere del Lavoro, presidi di partecipazione territoriale, che tentano di porre argine alla disgregazione sociale che spesso sfocia anche in episodi di criminalità. Luoghi che andrebbero dunque tutelati e tenuti in maggior conto da parte delle amministrazioni pubbliche, perché è attraverso la partecipazione alla vita comune che si contrastano fenomeni di microcriminalità come quello che ha colpito la nostra sede. Detto questo, vogliamo tranquillizzare i cittadini di Ponte Felcino: la nostra sede è già pienamente operativa.</p>
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		<title>Vertenza Perugina, manifestazione in piazza il 7 ottobre: la Cgil di Perugia risponde all&#8217;appello della Rsu</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Sep 2017 11:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;La Camera del Lavoro di Perugia raccoglie l’appello della Rsu Perugina e sabato 7 ottobre sarà in piazza a Perugia, con tutte le sue categorie, accanto alle lavoratrici e ai lavoratori di San Sisto&#8221;. Ad affermarlo è Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia. “Crediamo che la vertenza Perugina, per quello che questa fabbrica rappresenta non solo per la città, ma per tutta la regione e per tutto il Paese, possa svolgere il ruolo di catalizzatore per una mobilitazione più ampia &#8211; afferma Ciavaglia &#8211; che intrecci le tante crisi aperte sul nostro territorio, dalla ex Merloni alla Colussi, dalla Trafomec alla Pozzi, dalla Novelli alla Gls, senza dimenticare dimenticare il lavoro pubblico e tutto quell’universo precariato e sfruttamento che purtroppo attraversa interi settori della nostra economia. Ma la manifestazione di sabato 7 ottobre chiama all’impegno anche la politica, le istituzioni e tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici, quei cittadini e quelle cittadine che per fortuna non vivono direttamente situazioni di crisi, ma che, come noi tutti, subiranno inevitabilmente le conseguenze di licenziamenti di massa come quelli che Nestlé sta minacciando in Perugina. Dunque &#8211; conclude Ciavaglia &#8211; prepariamoci a riportare il lavoro al centro e a farlo insieme, con forza e determinazione, per il futuro di un’intera comunità”.</p>
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		<title>Infrastrutture, Ciavaglia (Cgil Perugia): &#8220;Finalmente qualcosa si muove&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jul 2017 14:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viabilità e Trasporti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Cogliamo segnali positivi dal Governo e dalla Regione rispetto alle rivendicazioni che da tempo avanziamo come Cgil di Perugia sul nodo infrastrutture. L&#8217;annuncio di una prossima ripartenza dei lavori della Tre Valli va in questa direzione. Come Cgil, anche insieme a Cisl e Uil, abbiamo indicato da tempo &#8211; ad esempio nell’importante iniziativa &#8216;Infrastrutture e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;Cogliamo segnali positivi dal Governo e dalla Regione rispetto alle rivendicazioni che da tempo avanziamo come Cgil di Perugia sul nodo infrastrutture. L&#8217;annuncio di una prossima ripartenza dei lavori della Tre Valli va in questa direzione. Come Cgil, anche insieme a Cisl e Uil, abbiamo indicato da tempo &#8211; ad esempio nell’importante iniziativa &#8216;Infrastrutture e Sviluppo&#8217; che abbiamo organizzato il 28 aprile 2016 a Spoleto  &#8211; questa opera come fondamentale, non solo per il territorio di Spoleto, che certamente ne trarrebbe grande vantaggio, ma per tutta l’Umbria e l’Italia di Mezzo&#8221;. A parlare è il segretario generale della Cgil Perugia Filippo Ciavaglia.</p>
<p>&#8220;C’è poi la partita decisiva dell’alta velocità ferroviaria, che potrebbe finalmente trovare una soluzione nello snodo di Orte. Ma qui si innesta l’annosa questione del raddoppio della Orte-Falconara, rispetto alla quale però notiamo che qualcosa si muove, visto che in provincia di Ancona è stato inaugurato nei giorni scorsi un nuovo tratto a doppio binario. Infine, di grande importanza è il collegamento tra i porti di Civitavecchia e Civitanova, un’operazione in grado di garantire “un accesso al mare” ad una regione che il mare non ce l’ha. Insomma, la Cgil continua a credere fortemente che il rilancio dell’Umbria passa anche per un grande sforzo di investimento e rinnovamento delle sue infrastrutture strategiche, in una logica di rete tra diversi vettori, nella quale rientra naturalmente anche il potenziamento dell’aeroporto di Perugia&#8221;.</p>
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		<title>Lavoro in Umbria, cresce solo quello precario</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jun 2017 08:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Sempre più povero e senza tutele: sono queste le caratteristiche sempre più chiare che il lavoro ha assunto, anche in Umbria, dopo il jobs act. Lo ribadiscono ancora una volta i recenti dati dell’Osservatorio Inps sul precariato, relativi ai primi 4 mesi dell’anno (gennaio-aprile 2017). &#8220;Le attivazioni di nuovi contratti, in Umbria sono state 25.130 &#8211; spiega il presidente Ires Cgil Mario Bravi &#8211; ma di queste solo 3.837 sono avvenute con contratti a tempo indeterminato (a cui vanno aggiunte 1.751 trasformazioni da altri contratti), mentre 18.591 sono le attivazioni a termine, 1.748 in apprendistato e 1.014 stagionali. Nello stesso periodo le cessazioni di contratti a tempo indeterminato sono state 14.347, con un delta positivo (ma in realtà molto negativo!) pari ad oltre 10 mila unità. Non va dimenticato poi che nel conteggio complessivo delle attivazioni vengono considerati anche i tanti voucher ancora utilizzati, che si riferiscono a prestazioni estremamente sporadiche e frammentarie e che possono vedere (come ci dice il Ministero del Lavoro) una persona essere considerata e conteggiata più volte. Tant’è che la disoccupazione sostanzialmente non scende e i posti di lavoro reali diminuiscono, mentre la qualità del lavoro precipita sempre di più&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">Infatti, dopo i crolli del 2016, in Umbria le assunzioni a tempo indeterminato continuano a calare: -6,2% nei primi 4 mesi del 2017 (contro una media nazionale di -4,4%) e risultano nettamente inferiori alle cessazioni (5.872). Inoltre, sul totale delle attivazioni abbiamo in Umbria una delle percentuali più basse di contratti a tempo indeterminato sul totale (19,8%) contro una media nazionale del 26,6% già considerata estremamente bassa. &#8220;Questi dati ci debbono far riflettere e dimostrano l’esigenza di contrastare tutte le forme di &#8216;lavoro povero&#8217; che stanno dilagando anche nella nostra regione. Serve invece un&#8217;altra politica economica, che ridia diritti e dignità al lavoro, come prevede la Carta Universale dei diritti delle Lavoratrici e dei Lavoratori promossa dalla Cgil&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tassa sui permessi di soggiorno: il tribunale di Perugia condanna il ministero dell&#8217;Interno</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/tassa-sui-permessi-di-soggiorno-il-tribunale-di-perugia-condanna-il-ministero-dellinterno/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Jun 2017 10:16:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/tassa-sui-permessi-di-soggiorno-il-tribunale-di-perugia-condanna-il-ministero-dellinterno/">Tassa sui permessi di soggiorno: il tribunale di Perugia condanna il ministero dell&#8217;Interno</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il tribunale di Perugia ha condannato il ministero dell’Interno alla restituzione di 180 euro più gli interessi a due cittadini stranieri residenti a Perugia che avevano fatto ricorso, attraverso l’Inca Cgil, contro la tassa sul permesso di soggiorno. La sentenza, la prima di questo genere in Umbria, è conseguenza delle pronunce della Corte di Giustizia europea che nel 2015, intervenendo sul contenzioso legale promosso da Inca e Cgil nazionali contro il decreto governativo istitutivo della tassa, aveva sancito l’illegittimità di un tributo considerato sproporzionato e ingiusto.</p>
<div>“Si tratta di due cittadini albanesi che vivono in Italia da anni insieme ai loro figli nati nella nostra città &#8211; spiega Alessia Giuliacci, dell’Inca di Perugia &#8211; che nel 2013 avevano ottenuto un permesso di soggiorno (lui per lavoro, lei per motivi familiari) di 2 anni, pagando 100 euro a testa più le spese postali, per poi trovarsi nel 2015 a chiedere un rinnovo di un anno, pagandone altri 80 a testa. Cifre evidentemente sproporzionate &#8211; spiega Giuliacci &#8211; che ora verranno giustamente restituite ai ricorrenti”. Intanto, però, il governo è corso ai ripari e con un decreto entrato in vigore il 9 giugno 2017 ha rimodulato la tassa, dimezzandone l’importo. “Ma questo &#8211; spiega ancora Giuliacci &#8211; avendo effetto retroattivo per tutto il periodo in cui la tassa non è stata pagata, in seguito alle varie sentenze pronunciate, comporta ora l’obbligo per tutti coloro che hanno fatto domanda per il rinnovo e sono in attesa di ritirare il permesso di pagare l’importo, seppure ridotto”. “Aver ridotto la tassa è comunque un risultato positivo raggiunto grazie all’impegno di Inca e Cgil &#8211; conclude Giuliacci &#8211; ma questo non toglie che il governo reintroducendo una tassa comunque ancora alta continua a colpire persone che vivono e lavorano regolarmente nel nostro paese e che già pagano le tasse come tutti gli altri cittadini”.</div>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/tassa-sui-permessi-di-soggiorno-il-tribunale-di-perugia-condanna-il-ministero-dellinterno/">Tassa sui permessi di soggiorno: il tribunale di Perugia condanna il ministero dell&#8217;Interno</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>No ai nuovi voucher e allo schiaffo alla democrazia: sabato 17 giugno in migliaia dall&#8217;Umbria a Roma per la manifestazione Cgil</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/no-ai-nuovi-voucher-e-allo-schiaffo-alla-democrazia-sabato-17-giugno-in-migliaia-dallumbria-a-roma-per-la-manifestazione-cgil/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Jun 2017 10:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Voucher]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Sono già circa 2000 gli umbri che sabato 17 giugno hanno deciso di raggiungere Roma per partecipare alla manifestazione nazionale organizzata dalla Cgil contro i nuovi voucher. Una manifestazione fortemente voluta dal sindacato e dai lavoratori per chiedere il rispetto della Costituzione e di quei milioni di persone che con la propria firma avevano chiesto ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/no-ai-nuovi-voucher-e-allo-schiaffo-alla-democrazia-sabato-17-giugno-in-migliaia-dallumbria-a-roma-per-la-manifestazione-cgil/">No ai nuovi voucher e allo schiaffo alla democrazia: sabato 17 giugno in migliaia dall&#8217;Umbria a Roma per la manifestazione Cgil</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Sono già circa 2000 gli umbri che sabato 17 giugno hanno deciso di raggiungere Roma per partecipare alla manifestazione nazionale organizzata dalla Cgil contro i nuovi voucher. Una manifestazione fortemente voluta dal sindacato e dai lavoratori per chiedere il rispetto della Costituzione e di quei milioni di persone che con la propria firma avevano chiesto e ottenuto un referendum popolare per l’abrogazione dei “buoni” e che ora si sentono presi in giro da una maggioranza e da un governo che, dopo aver fatto saltare la consultazione popolare (si sarebbe dovuto votare lo scorso 28 maggio), reintroduce con un emendamento alla manovra finanziaria questo strumento di sfruttamento estremo del lavoro.</p>
<div>Per consentire la massima partecipazione alla manifestazione, la Cgil dell’Umbria ha predisposto pullman che partiranno da tutta la regione (è ancora possibile prenotarsi presso tutte le Camere del Lavoro): San Giustino, Città di Castello, Magione, Passignano, Gubbio, Gualdo Tadino, Bastia Umbra, Marsciano, Perugia, Foligno e Terni.</div>
<div>La Cgil lancia un appello “a tutti i cittadini, ai lavoratori, ai pensionati ed a tutte le Associazioni democratiche affinché partecipino alla manifestazione nazionale del 17 giugno, per il rispetto dell’art. 75 della Costituzione, per difendere la democrazia e il diritto dei cittadini a decidere, per contrastare la precarietà, per un lavoro dignitoso tutelato e col pieno riconoscimento dei diritti”.</div>
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		<title>Lavoro: dai dati del Ministero del Lavoro un’altra doccia fredda per l&#8217;Umbria</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Mar 2017 08:41:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;I dati recenti dell’Inps (Osservatorio Nazionale sul Precariato) ci hanno confermato che il lavoro che esiste (o resiste) in Umbria è sempre più precario e senza tutele, infatti, nei primi 2 mesi del 2017 solo 934 delle attivazioni effettuate (6.216 in totale) sono state a tempo indeterminato&#8221;. A parlare sono la Segreteria Regionale Cgil Umbria Giuliana Renelli e il Presidente Ires Cgil Umbria Mario Bravi. &#8220;C’è un altro dato però, elaborato dal Ministero del Lavoro, che desta ulteriore preoccupazione: nel corso del IV trimestre 2016 in Umbria sono stati attivati 32.555 rapporti di lavoro, che corrispondono (e qui sta l’elemento in più rispetto ai dati Inps) a 23.435 persone fisiche che hanno attivato almeno un rapporto. Ebbene, il confronto con lo stesso periodo del 2015 è a dir poco impietoso: se infatti, a livello di rapporti di lavoro attivati si è registrato un preoccupante – 6,1% (dato comunque inferiore alla media nazionale, -7,2%), a livello di persone fisiche che hanno avviato un rapporto di lavoro la flessione sale ad un -10,1%, dato che supera di oltre un punto percentuale la media nazionale (-9%)&#8221;.</p>
<p>Nello stesso periodo, le cessazioni sono state 41.943 in Umbria per quanto riguarda i rapporti di lavoro, mentre le persone che hanno visto cessare il proprio rapporto di lavoro sono state 32.171. Basta un semplice calcolo, dunque, per capire quanto lavoro sia andato bruciato nel corso del 2016: la differenza tra lavoratori entrati in nuovi rapporti e quelli che ne hanno invece visto la cessazione sfiora le 10mila unità in negativo (-9.736 unità per l’esattezza). &#8220;Questo spiega il dato sull’aumento degli inattivi e il calo degli occupati nella nostra regione e mette in evidenza, come sottolineato più volte dalla Cgil, la necessità di politiche per lo sviluppo e di investimenti che possano generare buona e stabile occupazione&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2017/03/unnamed.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-large wp-image-40657" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2017/03/unnamed-700x647.jpg" alt="unnamed" width="618" height="571" /></a></p>
<p><a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2017/03/unnamed.png" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-large wp-image-40658" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2017/03/unnamed-700x700.png" alt="unnamed" width="618" height="618" /></a></p>
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		<title>Terremoto, a Spoleto il punto della situazione con il presidente della Regione Marini e il Commissario Errani</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2017 15:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Marini]]></category>
		<category><![CDATA[ricostruzione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Accanto alla gestione dell’emergenza, all’avvio della ricostruzione, dobbiamo lavorare – in parallelo – ad un ‘progetto socio-economico’ per favorire la ripartenza dell’economia regionale, che guardi ai territori più direttamente colpiti dagli eventi sismici, ma anche a tutta l’Umbria. Alcuni comparti, come quello turistico, hanno infatti subito, e stanno subendo, gravi danni indiretti”. E’ quanto ha sostenuto il presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, intervenuta questa mattina a Spoleto, ai lavori dell’incontro promosso dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil sul tema “Ricostruiamo?” insieme al Commissario per la ricostruzione Vasco Errani.</p>
<p><strong>L’impegno per la ricostruzione</strong> Secondo il Governatore “sarà fondamentale ricostruire non solo fisicamente gli edifici e le aziende danneggiate dal terremoto, ma anche il tessuto economico sia della Valnerina, sia delle altre aree della regione che, a causa dei ripetuti eventi sismici, stanno registrando pesantissime perdite economiche. Per ciò dobbiamo poter mettere in campo, da subito, misure immediate di sostegno economico per quei soggetti che hanno subito danni diretti e per i settori che stanno subendo danni indiretti. Per ciò che riguarda, poi, il tema relativo a minori tasse e tributi è necessaria una interlocuzione con Governo e Parlamento, dato che in questo caso saranno necessarie le relative coperture finanziarie”. La Marini ha quindi ricordato come “già nelle settimane passate ho posto la questione del riconoscimento del ‘danno indiretto’ e il nostro impegno è quello di proseguire in questo lavoro affinché si possano trovare, d’intesa con lo Stato, le risposte adeguate”.</p>
<p><strong>La campagna di promozione</strong> L’altro asse di questo “progetto socio-economico” è quello del rilancio dell’immagine dell’Umbria che viene purtroppo associata nella sua interezza ai luoghi del sisma, pur non avendo la stragrande maggioranza del territorio regionale subito alcun danno: “come Regione – ha aggiunto Marini &#8211; stiamo lavorando ad un pacchetto di azioni ed iniziative di promozione dell’Umbria, ma per far questo abbiamo l’oggettiva necessità che si esaurisca la fase acuta della crisi sismica”. “Vorrei anche ricordare il fatto che oggi abbiamo un quadro normativo, dai decreti alle ordinanze commissariali, e finanziario che, a differenza del passato, consente a soli pochi mesi dall’inizio della crisi sismica, di poter avviare immediatamente la ricostruzione a ‘burocrazia zero’ ed avendo la certezza della disponibilità della risorse. Tutto ciò – ha concluso &#8211; per contrastare il rischio dello spopolamento di queste aree e dell’indebolimento del tessuto sociale ed economico”.</p>
<p><strong>Sindacati preoccupati</strong> Il quadro attuale, però, preoccupa i sindacati: “A quattro mesi dal sisma di ottobre, possiamo dire di essere ancora nella fase dell’emergenza”. Nella relazione unitaria Cgil, Cisl e Uil sono partite dalle criticità e dai ritardi, sottolineando come la ricostruzione sembri ancora “ben lontana dall’iniziare”, con molti cittadini che “si sono affidati all’iniziativa autonoma” e “la consegna dei containers collettivi che è rallentata”, tanto che “dei dodici previsti per Norcia e Cascia ne sono stati consegnati meno della metà”. Per non parlare della viabilità, “che ha mostrato tutta la sua fragilità, e rischia di penalizzare ulteriormente tutta la zona del cratere, per il prossimo futuro”.</p>
<p><strong>Pericolo spopolamento</strong> Altro aspetto preoccupante, secondo Cgil, Cisl e Uil, è quello dello spopolamento, “fenomeno testimoniato anche dai dati sulla frequenza scolastica, in netto calo rispetto all’anno precedente”. Anche da un punto di vista economico le preoccupazioni dei tre sindacati umbri sono forti: praticamente tutti i settori sono stati interessati, dall’agroalimentare al turismo, dal pubblico impiego al sistema del credito e via dicendo. Da qui l’appello rivolto al sistema imprenditoriale, presente all’iniziativa di Spoleto con le principali associazioni datoriali umbre: “Se imprenditori sono disponibili a ricostruire muri, che si faccia anche lo sforzo di ricostruire lavoro nelle aree del sisma”.</p>
<p><strong>L’attivazione di tavoli</strong> Importante, secondo Cgil, Cisl e Uil anche fare tesoro dell’esperienza del sisma del 1997. In particolare alcuni aspetti specifici: il Durc con congruità (documento unico di regolarità contributiva), che ha permesso una ricostruzione senza morti sul lavoro e limitato fortemente le infiltrazioni del malaffare, oltre ad una spesa finale inferiore a quella preventivata. “Dopo il ‘97 oltre 16mila cantieri aperti hanno permesso di far rientrare nelle loro case oltre 22mila persone che erano rimaste senza tetto – hanno ricordato i sindacati &#8211; ovviamente il sistema economico e sociale odierno è ben diverso da quello di allora e questo ci costringe a contestualizzare con attenzione gli strumenti per la ricostruzione”. Di qui la richiesta rivolta in particolare al commissario Errani: “Chiediamo urgentemente tavoli territoriali specifici, anche di settore, perché non è possibile che la gestione resti in capo alle sole istituzioni centrali”. Insomma, per Cgil, Cisl e Uil la via di uscita “deve essere necessariamente quella di ridare voce a livello locale”.</p>
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		<title>Umbria ai primi posti per livelli di formazione dei suoi giovani, ma agli ultimi per andamento economico</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2017 15:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> L’Umbria è ai primi posti in Italia per livelli di istruzione e formazione dei suoi cittadini. In particolare, come fa notare il segretario regionale della Cgil Vasco Cajarelli, &#8220;la nostra regione si distingue per la percentuale di persone di 30-34 anni che hanno conseguito un titolo universitario e di persone di 25-64 che hanno completato almeno la scuola secondaria ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> L’Umbria è ai primi posti in Italia per livelli di istruzione e formazione dei suoi cittadini. In particolare, come fa notare il segretario regionale della Cgil Vasco Cajarelli, &#8220;la nostra regione si distingue per la percentuale di persone di 30-34 anni che hanno conseguito un titolo universitario e di persone di 25-64 che hanno completato almeno la scuola secondaria di II grado: in entrambi i casi siamo nelle prime tre posizioni a livello nazionale. Si tratta di un dato molto significativo, che però non trova poi sbocco nel mercato del lavoro, soprattutto per i giovani&#8221;. Infatti, aggiunge il sindacalista, &#8220;cresce la disoccupazione giovanile,specie quella caratterizzata da un livello di istruzione medio-alto. Ciò non stupisce, visto che l’Umbria risulta molto indietro sul versante della Ricerca e Sviluppo, a causa degli scarsi investimenti privati. Così, mentre le famiglie umbre investono nella conoscenza dei propri figli, l’orientamento alla ricerca da parte delle imprese umbre è tra i più bassi d’Italia. Conseguenza diretta di questo provincialismo imprenditoriale è il livello molto basso di export, nettamente al di sotto della media nazionale, che peraltro sarebbe ancora più basso se non ci fossero le acciaierie ternane e poche altre grandi imprese internazionalizzate&#8221;.</p>
<div>Nel frattempo aggiunge Cajarelli &#8220;aumentano in maniera preoccupante il disagio economico e il rischio povertà, mentre crolla il Pil procapite che nel 2014 ha toccato il suo minimo storico. Il risultato è un arretramento pesante dell’Umbria verso le posizioni del Meridione, sempre più lontana dagli standard del Centronord.  Questi dati, contenuti nel recente rapporto economico e sociale dell’Aur, ci descrivono una regione dalle elevate potenzialità, con un alto tasso di formazione e preparazione dei suoi giovani, che subisce però gli effetti della crisi (ma ormai è più corretto parlare di un cambiamento strutturale di equilibri) in maniera ben più forte di quasi tutte le altre regioni italiane, comprese anche quelle del Sud. Ebbene, è a partire da questa evidente contraddizione che va ricostruito un progetto di governo dell’Umbria, con una classe dirigente che sia davvero in grado di valorizzare le straordinarie potenzialità che esistono. Finché i nostri giovani continueranno a studiare senza trovare sbocchi per costruirsi un futuro dignitoso, il destino di questa regione sarà purtroppo segnato&#8221;.</div>
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