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	<title>Perugia Online &#187; Cisl</title>
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		<title>Marco Carlini è il nuovo segretario della Slp Cisl Umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2021 14:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[ Marco Carlini è il nuovo segretario generale Slp Cisl Umbria, nella sua segreteria sono stati eletti ieri, 20 aprile 2021, nel corso del direttivo svolto in modalità video (nel rispetto delle normative anti-Covid) al quale ha partecipato il segretario generale Slp Cisl Nazionale Maurizio Campus, Maria Enrica Medori (segretario aggiunto) e Giovanni Campana (segretario organizzativo). Ad introdurre il direttivo, presieduto dal segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti, è stato il segretario uscente Umberto Pocceschi.</p>
<p>Marco Carlini, oggi nuovo segretario, viene da un’esperienza decennale di formatore Slp nazionale oltre a ricoprire nell’ultimo quadriennio il ruolo di coordinatore della provincia di Perugia dei lavoratori postali della Cisl. Il suo impegno sarà nella continuità con la segreteria uscente, che ha ringraziato per il grande lavoro svolto negli anni, sia dal segretario Pocceschi che dalla sua squadra. Oltre a questo Carlini ha rivolto i suoi ringraziamenti alla segreteria nazionale per l’attenzione che da sempre rivolge anche all’Umbria.</p>
<p>“In questo momento di particolare difficoltà – afferma Carlini – siamo impegnati su tre importanti tavoli: quello del rinnovo contrattuale, l’integrazione dei lavoratori Nexive che dovranno essere integrati con gli altri lavoratori all’interno di Poste Italiane e quello delle politiche attive del lavoro”.</p>
<p>In Umbria una delle priorità, emerse anche ieri dall’incontro on-line, rimane quella della riapertura degli uffici postali che ad oggi, a causa del Covid-19, sono ancora razionalizzati (per lo più limitando le aperture a 3 giorni a settimane). La Slp Cisl Umbria è consapevole che questo stato di cose crea difficoltà soprattutto nelle realtà più piccole. “Questo per sottolineare ancora una volta – conclude il segretario- la grande importanza sociale che Poste Italiane svolge nei territori, anche quelli più piccoli”.</p>
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		<title>Perugia, in centinaia in piazza per chiedere il &#8220;contratto subito&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2016 10:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ci sono i lavoratori della polizia provinciale, le educatrici degli asili nido, gli addetti della sanità pubblica e privata, del terzo settore, quelli del Corpo Forestale dello Stato, i precari dei centri per l’impiego, i lavoratori di ministeri, agenzie fiscali, ex comunità montane e tante altre categorie di quel grande universo che racchiude il lavoro ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ci sono i lavoratori della polizia provinciale, le educatrici degli asili nido, gli addetti della sanità pubblica e privata, del terzo settore, quelli del Corpo Forestale dello Stato, i precari dei centri per l’impiego, i lavoratori di ministeri, agenzie fiscali, ex comunità montane e tante altre categorie di quel grande universo che racchiude il lavoro dei servizi pubblici. Tutti in piazza a Perugia, in occasione dello sciopero generale proclamato da Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl e Uilpa, per chiedere il #ContrattoSubito per tutti, un sacrosanto diritto atteso ormai da 7 anni.</p>
<p>In centinaia – oltre ai lavoratori anche rappresentanti degli studenti, comitati dei genitori e dei cittadini in difesa del corpo forestale &#8211; hanno sfilato da piazza Italia a piazza della Repubblica dove dal palco si sono alternate le voci delle tante realtà coinvolte dallo sciopero, tutte unite da una richiesta precisa: ottenere il proprio contratto, senza distinzioni, difendendo il grande patrimonio che i servizi pubblici rappresentano in Italia e in Umbria. “Sblocchiamo il futuro”: questo il messaggio lanciato dalla piazza di Perugia, un futuro che non può portare allo “smantellamento dei servizi pubblici”, che invece si sta realizzando in Italia e in Umbria.</p>
<p>“Oggi qui a Perugia, come a Napoli e a Roma, i lavoratori dei servizi pubblici mandano un messaggio chiaro al governo – ha detto nel suo intervento conclusivo Rossana Dettori, segretaria generale della Fp Cgil nazionale – noi non ci stiamo allo smantellamento dei servizi pubblici. Non ci stiamo alla militarizzazione del corpo forestale dello Stato, alla chiusura delle Camere di Commercio, non ci stiamo alle privatizzazioni che cancellano spazi pubblici in sanità. Non ci stiamo all’attacco agli asili nido pubblici, luoghi in cui si formano i cittadini del domani”.</p>
<p>Dal palco è partito poi un appello anche alla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini: “Oggi deve dirci da che parte sta, dalla parte dei lavoratori e dei cittadini che chiedono il rispetto di un loro sacrosanto diritto, o con il Governo che quel diritto continua a negarlo?”. “Questo governo – ha concluso Dettori –, che nessuno ha eletto, a differenza di noi che ogni tre anni ci sottoponiamo al voto dei lavoratori, ha cancellato la parola lavoro dal proprio vocabolario. Ma deve essere chiaro che la nostra mobilitazione non si fermerà finché non porteremo a casa il risultato: ovvero un giusto contratto per tutte e per tutti”.</p>
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		<title>Coop Centro Italia, i lavoratori approvano l&#8217;accordo</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2016 14:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Le assemblee dei lavoratori e gli attivi dei delegati di Coop Centro Italia hanno approvato l’accordo siglato lo scorso 27 aprile per il protocollo di gestione del piano industriale 2016/2019 e l’annessa riorganizzazione del Gruppo Coop Centro Italia, a seguito dell’acquisizione della rete Superconti. L’accordo interessa circa 3.500 lavoratori, distribuiti nelle 9 province in cui è ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Le assemblee dei lavoratori e gli attivi dei delegati di Coop Centro Italia hanno approvato l’accordo siglato lo scorso 27 aprile per il protocollo di gestione del piano industriale 2016/2019 e l’annessa riorganizzazione del Gruppo Coop Centro Italia, a seguito dell’acquisizione della rete Superconti. L’accordo interessa circa 3.500 lavoratori, distribuiti nelle 9 province in cui è presente il gruppo: tra queste Perugia e Terni.</p>
<p><strong>Le parole dei sindacati &#8211; </strong>&#8220;Si tratta di un accordo sofferto &#8211; spiegano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Perugia &#8211; che prevede sacrifici nel breve periodo, ma apre una prospettiva importante per il futuro del gruppo&#8221;. I sindacati sottolineano il risultato ottenuto, soprattutto in merito alla gestione degli esuberi (in quanto è salvaguardata la totalità dell’occupazione), con l’azienda che ha rinunciato alla terziarizzazione delle attività del magazzino Coop di Castiglione del Lago. L’accordo prevede inoltre che i dipendenti in esubero del magazzino siano tutti ricollocati nei punti vendita, mentre ai dipendenti dell’appalto del magazzino di Terni sarà applicata la clausola sociale: un &#8220;risultato fondamentale che libera i lavoratori in appalto dalla precarietà occupazionale&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Il destino di Superconti &#8211; </strong>Gli esuberi che si determineranno invece nella rete Superconti (a causa della chiusura dei negozi di abbigliamento) saranno ricollocati nella rete vendita della società stessa: ciò non consentirà il loro completo assorbimento, pertanto è previsto un piano di strumenti che permetterà di gestire le criticità che compariranno nel breve e medio termine, evitando un impatto traumatico sull’occupazione ed escludendo licenziamenti coatti.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Investimenti e nuove assunzioni &#8211; </strong>La cooperativa ha intanto confermato i 50 milioni di euro di investimento e insieme l’intenzione di aumentare di 500 unità la forza lavoro nei prossimi anni, ribadendo anche la centralità di Castiglione del Lago, dove sono situati la sede ed il magazzino. Ciò nonostante la nuova conformazione dell’impresa, che appare intenzionata ad avere un baricentro più spostato a sud, con i nuovi investimenti nel Lazio e la presenza importante nella provincia di Terni.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Concertazione &#8211; </b>Le parti si sono inoltre impegnate a gestire di concerto tutti i processi di riorganizzazione che si determineranno e a mantenere costante il dialogo con le istituzioni locali, confermando in questo modo l&#8217;intento di garantire un rapporto tra Coop Centro Italia e i territori in cui opera e rilanciando il ruolo della concertazione con le istituzioni quale strumento indispensabile a sostegno dei processi di cambiamento.</p>
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		<title>Lavoro, raggiunto l&#8217;accordo tra Confartigianato e sindacati regionali</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2016 13:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>È stato siglato oggi (lunedì 9 maggio) presso la sede della Confederazione Nazionale dell&#8217;Artigianato e della Piccola e Media Impresa dell&#8217;Umbria il nuovo accordo quadro tra Confartigianato e i sindacati Cgil, Cisl e Uil sulla contrattazione di secondo livello. In rappresentanza degli artigiani erano presenti Roberto Giannangeli (direttore Cna Umbria), Roberta Datteri (vice presidente della ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>È stato siglato oggi (lunedì 9 maggio) presso la sede della Confederazione Nazionale dell&#8217;Artigianato e della Piccola e Media Impresa dell&#8217;Umbria il nuovo accordo quadro tra Confartigianato e i sindacati Cgil, Cisl e Uil sulla contrattazione di secondo livello. In rappresentanza degli artigiani erano presenti Roberto Giannangeli (direttore Cna Umbria), Roberta Datteri (vice presidente della stessa Cna) e Giuseppe Flamini (vice presidente vicario Confartigianato Imprese Umbria); in rappresentanza dei dipendenti sedevano invece i tre segretari confederali regionali di Cgil, Cisl e Uil: Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini.</p>
<p><strong>L&#8217;accordo &#8211; </strong>La firma del documento permetterà di far partire su base regionale la contrattazione settoriale, che a quanto si apprende cercherà di adattarsi ai cambiamenti veloci del panorama del lavoro soprattutto promuovendo una maggiore flessibilità.  Accanto all’accordo-quadro, che stabilisce le linee guida a cui si atterranno tutti i contratti territoriali di settore, è stato firmato anche un avviso comune per l’applicazione del criterio di proporzionalità alle sanzioni irrogate ai dipendenti all’interno delle imprese; sono previste inoltre la creazione di un osservatorio specifico sui livelli di occupazione e Pil e il rafforzamento dell&#8217;Ente bilaterale dell&#8217;artigianato (Ebrau) che si concentrerà soprattutto sulla messa a punto di nuove forme di welfare.</p>
<p><strong>Il ruolo della politica &#8211; </strong>L&#8217;accordo tuttavia &#8211; è questa la sensazione comune da parte dei disserenti &#8211; se potrà favorire un rafforzamento dei rapporti di collaborazione tra i proprietari delle Pmi e i propri dipendenti (superando il modello classico della concertazione), non porterà ricadute sui livelli occupazionali, almeno nel breve periodo. &#8220;Per quello c&#8217;è bisogno dell&#8217;aiuto della Regione, che passa anche attraverso il corretto utilizzo dei fondi europei&#8221; afferma Sbarra; &#8220;Il lavoro si può creare solo con gli investimenti&#8221; gli fa eco Giannangeli.</p>
<p><strong>E Confindustria? &#8211; </strong>L&#8217;intesa rappresenta comunque un primo successo, tanto che c&#8217;è già chi auspica il raggiungimento di un accordo simile con la Confindustria regionale. &#8220;Lo speriamo – commenta in proposito Sgalla – qualcosa si sta muovendo, ma è presto per fare previsioni&#8221;: con l&#8217;ente degli industriali è infatti in piedi un discorso sul modello contrattuale, stavolta però sul livello nazionale.</p>
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		<title>Lettera aperta dei sindacati alla Marini: &#8220;È tempo di aprire il confronto per far ripartire l’Umbria&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 11:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Presidente Marini, da tempo Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno avviato una fase di discussione, confronto ed elaborazione con l’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Umbria sulla difficile situazione economica e sociale della nostra regione”. Inizia così la lettera aperta che le tre confederazioni sindacali dell’Umbria indirizzano alla presidente della giunta regionale, Catiuscia Marini, per ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;<span style="font-size: medium;">Presidente Marini, da tempo Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno avviato una fase di discussione, confronto ed elaborazione con l’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Umbria sulla difficile situazione economica e sociale della nostra regione”. Inizia così la lettera aperta che le tre confederazioni sindacali dell’Umbria indirizzano alla presidente della giunta regionale, Catiuscia Marini, per segnalarle l’esigenza di aprire al più presto un confronto sulle azioni da mettere in campo per contrastare il declino economico e sociale della regione.</span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-size: medium;">Il quadro che emerge dal nostro quotidiano impegno nei luoghi di lavoro e sul territorio è straordinariamente complicato, al contrario di quanto, secondo noi impropriamente, viene rappresentato &#8211; scrivono Cgil, Cisl e Uil – ed è conseguenza di un lunghissimo periodo di crisi che non è assolutamente alle spalle, come dimostrano anche gli ultimi dati sull’occupazione. Certamente – osservano ancora i sindacati umbri – esistono però alcuni fattori esogeni che offrono oggi la possibilità di una ripartenza per la nostra economia, e in primo luogo del sistema manifatturiero. A nostro avviso sarebbe dunque necessaria una strategia complessiva, in grado di intercettare questi fattori ed orientarli verso lo sviluppo, avendo come obiettivo principe sempre il recupero dell’occupazione e di un’occupazione di qualità. Siamo altresì convinti – insistono Cgil, Cisl e Uil &#8211; che le fondamenta su cui edificare un progetto di nuovo sviluppo per l’Umbria debbano poggiare su elementi imprescindibili quali: legalità, sicurezza sul lavoro e parità di opportunità di partenza per tutti”.</span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-size: medium;">Per questo, presidente, nell’augurarle buone feste, le chiediamo di convocarci il prima possibile per poter argomentare direttamente le nostre proposte”, concludono i sindacati.</span></p>
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		<title>Al centro congressi Capitini 500 lavoratrici e lavoratori con Cgil, Cisl e Uil: “Una forte proposta unitaria per la Regione partendo dal lavoro”</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2015 15:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il ricordo delle vittime del terrorismo e di quelle della violenza maschile sulle donne, dopo la tragica morte a Perugia di Raffaella Presta proprio il 25 novembre, hanno connotato fortemente l’iniziativa che Cgil Cisl e Uil dell’Umbria hanno tenuto oggi, 27 novembre, a Perugia, con oltre 500 lavoratrici e lavoratori da tutta la regione riuniti ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/al-centro-congressi-capitini-500-lavoratrici-e-lavoratori-con-cgil-cisl-e-uil-una-forte-proposta-unitaria-per-la-regione-partendo-dal-lavoro/">Al centro congressi Capitini 500 lavoratrici e lavoratori con Cgil, Cisl e Uil: “Una forte proposta unitaria per la Regione partendo dal lavoro”</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ Il ricordo delle vittime del terrorismo e di quelle della violenza maschile sulle donne, dopo la tragica morte a Perugia di Raffaella Presta proprio il 25 novembre, hanno connotato fortemente l’iniziativa che Cgil Cisl e Uil dell’Umbria hanno tenuto oggi, 27 novembre, a Perugia, con oltre 500 lavoratrici e lavoratori da tutta la regione riuniti al centro congressi Capitini per “aprire un percorso unitario di proposta partecipata”, “offrendo una visione dal basso, da chi cioè vive quotidianamente il problema del lavoro che manca e di quello che resiste, ma peggiora costantemente”. Un messaggio rivolto in primo luogo alla Regione e alle istituzioni pubbliche, ma allargato a tutti i soggetti sociali ed economici dell’Umbria. “Serve una responsabilità condivisa se vogliamo far sì che la tanto sventolata ripresa, per ora tutta sulla carta, possa concretamente portare benefici all’Umbria”, hanno sottolineato nei loro interventi i segretari del sindacato umbro, Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini, che con questa iniziativa intendono ridare centralità al tema del lavoro. Molti i contributi portati da lavoratrici e lavoratori del settore pubblico e privato, di tutta la regione, dalla piccola azienda metalmeccanica narnese, alla Perugina, passando per il pubblico impiego (domani a Roma la manifestazione per il contratto nazionale alla quale parteciperanno oltre 500 lavoratori umbri), la cooperazione sociale, l’edilizia e il commercio. Tante voci diverse che chiedono però all’unisono di aprire una fase nuova, nella quale il lavoro, quello di qualità (non quello dei voucher), sia davvero la prima priorità. E la possibilità di incidere davvero c’è, considerando l’importante iniezione di risorse europee che arriverà in Umbria nel prossimo quinquennio (circa 1,7 miliardi di euro). “Noi abbiamo le nostre proposte e vogliamo costruirne altre attraverso la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori – insistono Cgil, Cisl e Uil – avendo chiari quelli che sono i presupposti necessari e irrinunciabili: legalità e sicurezza sul lavoro”. Due temi sui quali – sottolineano i sindacati – l’Umbria negli ultimi anni è arretrata e ha bisogno di reagire. “Mafizzazione” dell’economia (emblematico il caso del commissariamento di Gesenu) e record di morti sul lavoro (già 20 nel 2015), sono due piaghe che vanno immediatamente sanate, per poter pensare di costruire una qualsiasi prospettiva di sviluppo. Ma sono molti altri i temi sui quali Cgil, Cisl e Uil chiedono di lavorare, confrontarsi, anche scontrarsi se necessario alla nuova giunta regionale: temi quali l’efficienza e l’ammodernamento della macchina istituzionale; il rispetto dell’ambiente e la valorizzazione del territorio (a partire dai centri storici) attraverso il recupero e il riutilizzo, anziché il consumo di nuovo suolo. E ancora, un sistema manifatturiero che resti asse portante dell’economia regionale e fonte primaria di creazione di lavoro, anche ad alto livello di qualificazione, attraverso una nuova stagione di innovazione e sviluppo, che coinvolga l’Università, in stretta correlazione con il mondo delle imprese e del lavoro.  “L’iniziativa di oggi è una dimostrazione di non rassegnazione alla crisi e al declino”, hanno osservato nei loro interventi i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil, Fabrizio Solari, Gigi Petteni e Carmelo Barbagallo. “Da qui oggi deve partire una vertenza Umbria, che significa costruire sul territorio condizioni di sviluppo, seguendo le vocazioni proprie di questa realtà. Questo vuol dire fare il sindacato: stare dalla parte dei più deboli, con un forte spirito unitario, per offrire una speranza al paese”. Sul palco per tutta la durata dell’iniziativa è stata esposta, grazie alla disponibilità della Fondazione Aldo Capitini, la bandiera originale della prima Marcia della Pace Perugia-Assisi, promossa dal filosofo pacifista e non violento, il cui pensiero oggi è di straordinaria attualità.</p>
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		<title>Gesenu, i sindacati chiedono un incontro al prefetto De Miro</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 09:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> <span style="color: #222222;">“Gli sviluppi della vicenda Gesenu, con le notizie che in questi giorni si susseguono in maniera frenetica, descrivendo un quadro sempre più pesante, ci preoccupano e ci spingono ad intervenire, in primo luogo in difesa del valore della legalità, che rappresenta per le nostre organizzazioni, la priorità assoluta e irrinunciabile in Umbria”. È quanto affermano in una nota congiunta i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini, che hanno inoltrato questa mattina una richiesta di incontro al prefetto di Perugia, Antonella De Miro, per un confronto approfondito su quanto sta accadendo nella più importante azienda regionale di igiene ambientale. </span></p>
<p><span style="color: #222222;">“Al prefetto – continuano i tre segretari – sottoporremo anche le nostre preoccupazioni per gli effetti che i lavoratori del settore rischiano di subire e più in generale per la tenuta complessiva del sistema rifiuti in Umbria, già attraversato da evidenti criticità, da noi più volte denunciate, ma che ora rischia davvero di non reggere più”.</span></p>
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		<title>Umbria, le idee dal lavoro: Cgil Cisl e Uil avviano la costruzione di una proposta partecipata per il rilancio dell’occupazione</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 09:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Non la tradizionale “piattaforma” sindacale calata dall’alto, ma una serie di idee e proposte che nascano e si sviluppino a partire dai luoghi di lavoro, dalle leghe dei pensionati, dai territori nei quali il sindacato svolge quotidianamente la sua funzione di rappresentanza. È questa la strada che Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno deciso di percorrere per poi aprire il confronto con le istituzioni, Regione in primis, e contrattare le azioni necessarie per rilanciare l’Umbria, partendo dal lavoro. Giovedì 22 ottobre, nel corso di una segreteria unitaria, i tre sindacati umbri hanno dunque individuato un percorso comune che porterà già nei prossimi giorni alla calendarizzazione di assemblee in tutti i luoghi di lavoro della regione, e ad iniziative diffuse sul territorio.  “L’obiettivo – spiegano i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini – è quello di portare la voce, le idee e le proposte della nostra base fino al confronto con i massimi livelli istituzionali. Invertendo dunque il tradizionale meccanismo per cui di solito sono gli organismi dirigenti del sindacato a costruire una proposta che poi viene validata dalla base. Naturalmente, noi ci presenteremo nelle assemblee con un schema in testa e una serie di ipotesi da sottoporre ai lavoratori, ma vogliamo che siano loro, le decine di migliaia di iscritte e iscritti di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, ad indicarci priorità ed esigenze da portare al tavolo di trattativa”. Nella segreteria unitaria, Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno cominciato ad affrontare i nodi principali che dovranno trovare spazio nella costruzione di una proposta per l’Umbria. Temi – qui declinati solo per titoli &#8211; quali la legalità, precondizione per ogni politica di sviluppo; l’efficienza e l’ammodernamento della macchina istituzionale; il rispetto dell’ambiente e la valorizzazione del territorio (a partire dai centri storici) attraverso il recupero e il riutilizzo, anziché il consumo di nuovo suolo. E ancora, un sistema manifatturiero che resti asse portante dell’economia regionale e fonte primaria di creazione di lavoro, anche ad alto livello di qualificazione, attraverso una nuova stagione di innovazione e sviluppo, che coinvolga l’Università, in stretta correlazione con il mondo delle imprese e del lavoro. Insomma, i sindacati dell’Umbria, anche visti i primi segnali di una possibile inversione del trend economico, grazie ad un contesto internazionale indubbiamente favorevole, si preparano a costruire la propria proposta. Sulla quale poi, tutti i soggetti, economici, sociali e istituzionali dell’Umbria, saranno chiamati a dare in tempi rapidi e certi risposte all’altezza delle aspettative e delle esigenze del mondo del lavoro.</p>
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		<title>Gesenu, revocato lo sciopero di lunedì e martedì</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 14:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> E&#8217; stato revocato lo sciopero dei dipendenti della Gesenu che i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil avevano indetto per lunedi&#8217; e martedi&#8217; prossimo: lo riferisce l&#8217;azienda in un comunicato in cui si spiega che la decisione di non scioperare e&#8217; stata presa &#8220;a seguito del negoziato avvenuto nei giorni scorsi tra le parti, che ha prodotto un verbale di intesa sottoscritto ieri&#8221;. I servizi di igiene urbana nel comune di Perugia &#8211; sottolinea Gesenu &#8211; non subiranno pertanto alcuna interruzione e saranno integralmente garantiti.</p>
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		<title>Ex Merloni, per i sindacati la situazione sta precipitando</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 17:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Nocera. </span> &#8216;A distanza di 40 giorni non abbiamo piu&#8217; avuto alcuna notizia sull&#8217;attuazione del percorso concordato, mentre la situazione socio-economica dell&#8217;area di Marche e Umbria interessata dalla crisi dell&#8217;ex A. Merloni si sta ulteriormente degradando, e rischia di alimentare il senso di abbandono e l&#8217;esasperazione di molte persone e famiglie&#8221;. E&#8217; quanto hanno scritto i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil delle Marche Roberto Ghiselli, Stefano Mastrovincenzo e Graziano Fioretti al vice ministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti.</p>
<p><strong>Tutto si è arenato</strong> &#8211; Il 28 gennaio scorso, ricordano, &#8221;in un incontro al Mise che ci era sembrato molto proficuo, lei aveva assicurato tempi brevissimi per la firma della proroga dell&#8217;Accordo di programma tra Governo e Regioni Marche e Umbria, e, a seguire, il varo di una modifica della legge 181 per favorire gli investimenti unitamente ad una decisa iniziativa per sbloccare la vertenza J &amp; P&#8221;, l&#8217;azienda che ha acquisto i beni produttivi della ex Merloni e riassunto 700 dipendenti (una vendita che rischia di essere annullata per problemi formali e ricorsi). Ora pero&#8217; &#8221;tutto sembra essersi arenato&#8221;. Cgil, Cisl e Uil hanno scritto anche ai parlamentari, alcuni dei quali (Lodolini, Giulietti e Carrescia del Pd, Terzoni di M5S) si sono a loro volta attivati con De Vincenti.</p>
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		<title>Terni, i sindacati pronti ad aprire la vertenza per l&#8217;indotto Ast</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2015 14:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Terni &#8211; &#8220;I lavoratori dell’indotto non possono essere la valvola di sfogo delle tensioni che la politica di ThyssenKrupp su Ast Terni sta generando dopo l’accordo del 3 dicembre. La multinazionale sta portando all’estremo la sua strategia di contenimento dei costi sugli appalti e, a catena, le ditte appaltatrici, pur di non perdere commesse vitali, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="western"><strong>Terni</strong> &#8211; &#8220;I lavoratori dell’indotto non possono essere la valvola di sfogo delle tensioni che la politica di ThyssenKrupp su Ast Terni sta generando dopo l’accordo del 3 dicembre. La multinazionale sta portando all’estremo la sua strategia di contenimento dei costi sugli appalti e, a catena, le ditte appaltatrici, pur di non perdere commesse vitali, scaricano sui lavoratori tutto il peso degli sconti imposti. La conseguenza, già ben visibile, è la perdita di posti di lavoro, oltre all’abbassamento di salari e diritti attraverso una modifica dei contratti applicati. Di fronte a questa situazione: Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria e di Terni sono pronte ad aprire una vera vertenza dell’indotto di Ast”. I sindacati lo hanno messo in chiaro oggi, 17 febbraio, nel corso dell’attivo dei delegati dell’indotto delle acciaierie ternane che si è svolto presso la sala degli edili di Terni, con la partecipazione, tra gli altri, di Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria.</p>
<p class="western"><strong>Difficoltà</strong> &#8211; Un mondo complesso quello dell’indotto di Ast, fatto di almeno 1500 lavoratori (non si conosce un numero preciso per la difficoltà di penetrare a fondo un universo molto articolato, composto anche da tantissime piccole e piccolissime realtà) che sta attraversando una fase di grande difficoltà. “La gestione dell’accordo del 3 dicembre su Ast, che era l’unico accordo possibile – hanno spiegato i sindacati nel corso dell’iniziativa – sta comunque generando effetti negativi sugli appalti in termini di volumi e occupazione. Le nostre organizzazioni hanno già denunciato la perdita di posti di lavoro, almeno un centinaio quelli accertati, ma se non si inverte la tendenza le cifre sono destinati a crescere”.</p>
<p class="western"><strong>Interventi &#8211;</strong> Nei numerosi interventi, i delegati, tra i quali anche diversi migranti, presenti in gran numero nel sistema dell’indotto Ast, hanno sottolineato la gravità della situazione: “Gli sconti selvaggi richiesti da Thyssen alle ditte dell’indotto attraverso il ricatto ‘o accetti o sei fuori’ stanno ricadendo sulle nostre spalle. Molte aziende hanno già messo mano ai contratti, altre ai licenziamenti”. “Basta guardare quello che è successo alla portineria ‘Serra’ (quella riservata ai lavoratori delle ditte terze, <i>ndr</i>) – ha detto uno dei delegati intervenuti – dove fino a qualche anno fa c’era una fila interminabile, mentre oggi in un minuto si riesce ad entrare”. Di qui la necessità di un’azione compatta dei lavoratori (significativa a riguardo la presenza dei delegati di Tk-Ast all’attivo) e dei sindacati, per pretendere, in primo luogo, il rispetto di quanto previsto dall’accordo del 3 dicembre: accordo sottoscritto da tutte le istituzioni, dal governo, alla Regione, agli enti locali – hanno ricordato sindacati e lavoratori &#8211; e che prevedeva garanzie anche per il sistema degli appalti, in termini di ricollocamento e formazione. “Ad oggi quegli impegni sono rimasti sulla carta”, è la denuncia di Cgil, Cisl e Uil, mentre sul versante delle imprese “è assordante il silenzio delle associazioni datoriali, che dura ormai da anni”.</p>
<p class="western"><strong>Le responsabilità delle istituzioni</strong> &#8211; Chiamare le istituzioni alle proprie responsabilità rispetto agli impegni sottoscritti, “costringere” le associazioni delle imprese a confrontarsi sul sistema complessivo degli appalti, continuare il percorso in prefettura per monitorare anche le ricadute in termini di legalità sul territorio: questi i punti fondamentali della vertenza che Cgil, Cisl e Uil, attraverso il coordinamento delle Rsu/Rsa dell’indotto Ast, intendono portare avanti, pronte a mettere in campo “qualsiasi iniziativa si renda necessaria, a partire da una manifestazione sotto la Regione”. “Il fatto che oggi siano qui insieme lavoratori metalmeccanici, dei trasporti, dell’edilizia, del commercio, della cooperazione – ha osservato nel suo intervento conclusivo Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria intervenuto anche a nome di Cisl e Uil regionali – è già un elemento importante e non scontato. Per questo Cgil, Cisl e Uil regionali hanno il dovere di dare seguito a questa iniziativa, non solo per l’enorme importanza che il sistema Ast riveste nell’economia umbra (20% del Pil), ma per sanare una contraddizione: tutti, a partire dal governo, esaltano l’accordo del 3 dicembre, frutto di 40 giorni di sciopero e mobilitazione dei lavoratori delle acciaierie, come una medaglia da lucidare, poi però quando si tratta di tradurre in fatti concreti tutte le cose che l’accordo prevede, vediamo un ritardo e un’inerzia inaccettabile. I lavoratori degli appalti non sono invisibili – ha concluso Bravi – e il nostro impegno sarà quello di chiedere alla presidente Marini un incontro immediato per fare chiarezza sulle azioni concrete che la Regione intende mettere in campo da subito per rispettare gli impegni presi. E senza risposte, sarà mobilitazione”.</p>
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		<title>La protesta delle Province, i sindacati difendono i lavoratori</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2014 16:20:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> E’ un fronte compatto quello creato dai Sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) a difesa dei servizi erogati e dei posti di lavoro della Provincia, “perché quella in atto è la vertenza più importante in Umbria”. Intervenendo questa mattina alla conferenza stampa indetta dalla Rsu della Provincia di Perugia, i segretari Mario Bravi (Cgil), Claudio Bendini (Uil) e Ulderico Sbarra (Cisl), all’unisono, hanno dichiarato la chiara volontà di porsi a difesa dei lavoratori provinciali, con l’obiettivo di “ottenere modifiche profonde rispetto a questa Riforma e tornare sui binari della logica e della normalità”.</p>
<p><strong>La riforma secondo la Cgil</strong> &#8211; “C’è qualcosa di atipico nel gestire questo percorso”, è stato detto da Bendini, in riferimento ad una “Riforma troppo violenta per gli effetti che produce”. Inaccettabile per Bravi la logica fatta transitare, della serie “colpiamo i lavoratori, poi si vedrà”. Tra i Sindacati confederali c’è grande preoccupazione, per le incertezze sulle risorse e sui tempi. “L’Umbria non si può permettere – secondo Sbarra – una tale spoliazione dell’apparato istituzionale, che la farebbe diventare un’area interna depressa. Nella regione vi sono già troppi disoccupati o male occupati”. E’ unanime, dunque, la convinzione della necessità di “difendere i redditi esistenti e di conseguenza i servizi che grazie ad essi vengono erogati”. Duplici i fronti di azione individuati. Quello nazionale, perché, usando le parole di Sbarra, “è lì che è stato combinato il ‘pastrocchio’ ed è lì che vanno trovate le coperture necessarie per gestire questa partita”. Ma i Sindacati confederali, con altrettanta determinazione, intendono muoversi anche sul piano regionale.</p>
<p><strong>Le Rsu</strong> &#8211; “La Regione deve fare di più – ha dichiarato Bravi – non si può limitare a fare la passacarte, o da ‘carta assorbente’”. Si chiede, come esplicitato da Bendini, che nell’incontro annunciato del 30 dicembre con l’assessore Paparelli, vengano chiariti gli impegni che si intendono assumere sia in sede di Conferenza Stato-Regioni che sul piano del ricollocamento del personale. “Il Sindacato è unito e pronto a fare una trattativa seria – ha tuonato Sbarra -; non retrocederemo di un passo. In questa vicenda – ha poi messo in guardia – le fughe verso la politica rischierebbero di non pagare”. Il 29 e il 30 dicembre rappresentano due date fondamentali per la vertenza in atto: rispettivamente l&#8217;assemblea dei dipendenti e l&#8217;avvio dell&#8217;Osservatorio regionale che dovrà affrontare con chiarezza l&#8217;argomento . Lo ha chiarito il portavoce della Rsu della Provincia di Perugia Massimo Panella lanciando anche un monito ai parlamentari umbri “la cui autorevole voce non si è ancora sentita”. “La Regione – ha aggiunto Panella – ci deve dire a chiare lettere i problemi che ha, i fondi a disposizione e come intende affrontare tutta la materia compreso il problema dei nostri 52 precari che, senza decisioni immediate e precise, dal 31 dicembre andranno a casa”. Panella ha quindi assunto una decisa presa di distanza da alcuni articoli di stampa degli ultimi giorni. “In una situazione così drammatica – ha chiarito – lo scorso venerdì i lavoratori della provincia si sono &#8216;permessi&#8217; di manifestare legittimamente la loro preoccupazione.</p>
<p><strong>Le proteste della settimana scorsa</strong> &#8211; E&#8217; grave che sono stati identificati come coloro che hanno fatto irruzione nel palazzo della giunta regionale e sentirsi dire che non hanno perso un euro quando hanno il contratto fermo al 2009 con il potere d&#8217;acquisto dei loro stipendi si è frantumato. Purtroppo tutto questo si ripercuoterà sui cittadini che si renderanno conto del danno conseguente al depotenziamento delle Province quando crolleranno servizi essenziali. Per questo la mobilitazione deve essere generale, per questo ringraziamo i dipendenti del Comune di Perugia che hanno espresso tutta la loro solidarietà consapevoli che se non interverrà un processo democratico vero, capace di ascoltare i problemi della gente, quanto sta avvenendo per le Province tra breve toccherà anche Comuni e Regioni”. Temi ribaditi dal coordinatore della Rsu della Provincia di Terni Fabrizio Fazi che ha evidenziato come i tagli già subiti nel 2014 hanno compromesso sin dalla scorsa estate gli adempimenti di alcuni servizi. “Dal prossimo anno – ha dichiarato – sarà difficile far fronte anche alle manutenzioni ordinarie su scuole e impianti sportivi di nostra competenza. I dipendenti hanno già dato tanto in termini di salario, gestiscono i servizi anche fuori turno senza percepire reperibilità. Abbiamo il dovere di difendere servizi e posti di lavoro”. “Tra stipendi fermi e aumento di tariffe il potere d&#8217;acquisto degli stipendi dei pubblici dipendenti si è ridotto del 50% &#8211; ha affermato Angelo Garofalo della Uil -. Ecco anche perché il commercio è allo sbando e le saracinesche chiudono. Noi non siamo contrari alla riforma, ma ostili alla controriforma e il dramma è che nessun politico risponde mai delle proprie azioni devastanti per i cittadini” Garofalo ha quindi elencato una serie di Enti già dichiarati inutili dal Governo Monti, “sui quali l&#8217;attuale Governo non ha fatto approfondimenti”, che vedono nei consigli di amministrazione politici o ex politici e che costano agli italiani 10 miliardi di euro l&#8217;anno. “Lì non si interviene – ha insistito Garofalo – tutte risorse che potrebbero essere recuperate. Perché deve essere chiaro che senza fondi questa riforma avrà ricadute sulla Regione con concreti rischi di impoverimento della sanità. E deve essere altrettanto chiaro che tutti i dipendenti pubblici sono a rischio di licenziamento a breve termine”. Il dibattito che si è aperto sulle macro regioni pone inoltre l&#8217;Umbria in uno stato di enorme debolezza. “Chiediamo trasparenza – ha esortato la rappresentante della Rsu regionale -. Bene ha fatto l&#8217;assessore Paparelli ad invitare al tavolo dell&#8217;Osservatorio regionale anche i due Prefetti affinché forniscano dati relativi alla disponibilità di assorbimento del personale da parte degli organi periferici dello Stato. Resta la speranza di poter rimettere in discussione alcune questioni: una riforma così non si fa senza risorse. Di certo questa vertenza è di tutti ed è indispensabile la massima unità perché se per la Provincia è emergenza, tra breve il problema si sposterà su Comuni e Regione”. “La nostra regione più di altre – è stata la chiosa di Mario Bravi – prima eleggeva sindaci, presidenti di Province e di Regione, tra breve riuscirà soltanto a eleggere sindaci. Temi sui quali l&#8217;Osservatorio regionale dovrà fornire risposte chiare ricordando che questa è una vertenza più grande di quella della Ast”.</p>
<p align="justify"><strong>Le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Perugia Nando Mismetti &#8211; &#8220;</strong>La conferenza stampa odierna fa seguito all’incontro avuto nel pomeriggio di ieri dal presidente Nando Mismetti con le stesse rappresentanze sindacali, in occasione del quale sono stati ribaditi i “seri e reali rischi che a decorrere dal 1° gennaio interesseranno i servizi che fanno capo alla Provincia” e “l’inadeguatezza delle misure adottate dal Governo centrale rispetto alle aspettative”. Ma al centro dell’intervento di Mismetti vi è stata la data del prossimo 30 dicembre, quando alle ore 10 è prevista la prima riunione dell’Osservatorio regionale. A suo avviso, in vista di questa data, Sindacati e struttura, compatibilmente con le festività natalizie in corso, sarà opportuno che si preparino, dando vita ad un gruppo di lavoro che inizi da subito a progettare la riorganizzazione dell’Ente, in base alle competenze ad oggi assegnate. “Vorrei – sono state le parole del presidente – che sia un percorso limpido e trasparente, in cui tutti i lavoratori si sentano coinvolti e garantiti”. Parallelamente, secondo Mismetti, occorre iniziare ad impostare la nuova pianta organica, “in base alle disposizione fin qui note, adeguando le strutture alle funzioni”. Secondo le previsioni di Mismetti, quella che si sta per aprire è una fase riorganizzativi che necessariamente occuperà diversi mesi (non meno di quattro o cinque). Rivolgendosi ai sindacati il presidente non ha nascosto che quello che si sta delineando è un quadro che avrà conseguenze sul fondo dei dipendenti “in quanto, come accadrà per le altre Amministrazioni provinciali, il Patto di Stabilità verrà sforato&#8221;.</p>
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		<title>Ex Merloni, oltre 1400 licenziamenti tra Umbria e Marche</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 15:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Non solo Ast. Da oggi i 1450 lavoratori della ex Antonio Merloni sono avviati alla mobilità. Licenziamento dunque per gli 820 dipendenti delle fabbriche di Fabriano e i 630 di Gaifana di Nocera Umbra. Tutti non riassunti dalla Jp di Porcarelli dove erano in regime di cassa integrazione in deroga dopo il crollo della ex Merloni nel 2008, quando fu messa in amministrazione straordinaria.</p>
<p><strong>Impasse industriale</strong> &#8211; La mobilità durerà un anno  per chi ha meno di 40 anni, due anni per i 40-50enni, tre anni per chi ha più di 50 anni. Nonostante l&#8217;Accordo di programma siglato nel 2010 fra ministero dello Sviluppo economico e le Regioni Marche e Umbria che con un plafond di 35 milioni di euro avrebbe dovuto incentivare la reindustrializzazione dei due territori in crisi, la situazione non è migliorata e finora non si è affatto avanti nessun imprenditore disposto ad investire.</p>
<p><strong>Riunione urgente</strong> &#8211; Intanto le due Regioni chiedono un incontro urgente al premier Renzi mentre la i sindacati hanno indetto una manifestazione unitaria a Fabriano il prossimo 7 novembre. “Con l’esaurimento della cassa integrazione per circa 1400 operai della Antonio Merloni di Umbria e Marche si apre da oggi una fase di ulteriore drammatizzazione di una delle crisi più antiche e dolorose del nostro territorio e dell’intero centro Italia”. E’ quanto affermano in una nota Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria e Simone Pampanelli, segretario della Fiom Cgil di Perugia che hanno preso parte oggi, 13 ottobre, alla riunione convocata d’urgenza presso la Regione Marche, ad Ancona, con il presidente Gian Mario Spacca, l’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Umbria Vincenzo Riommi, l’imprenditore Giovanni Porcarelli, titolare della Jp Industries e i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Umbria e Marche, insieme alle categorie Fiom, Fim e Uilm delle province di Perugia e Ancona.</p>
<p><strong>2000 operai sul lastrico</strong> &#8211; “La drammaticità della situazione è ormai sotto gli occhi di tutti – affermano Bravi e Pampanelli – con circa 2000 persone oltre ai licenziati ci sono infatti i lavoratori riassunti dalla Jp, fermi anche loro e con la cassa integrazione bloccata per mesi, nella fascia appenninica umbro-marchigiana che sono letteralmente sul lastrico. L’imprenditore Porcarelli – proseguono – arrivato al terzo anno del suo progetto quadriennale è fermo, in attesa dello sblocco della vicenda giudiziaria, mentre sul fronte dell’accordo di programma che doveva lanciare nuove attività sul territorio per creare occupazione siamo a zero”.</p>
<p><strong>Situazione calda</strong> &#8211; In tutto questo, sottolinea la Cgil, manca clamorosamente un intervento del governo nazionale: “Tutte le parti presenti al tavolo di oggi hanno concordato sull’assoluta necessità di un intervento immediato del premier Renzi in prima persona – concludono Bravi e Pampanelli – per scongiurare l’esplosione di una bomba sociale di proporzioni inaudite. O questo governo comincia davvero a prendere di petto l’emergenza industriale del paese, oppure il fallimento sarà totale e irreversibile”. A sostegno della richiesta di intervento immediato su questa ennesima emergenza del lavoro,Cgil, Cisl e Uil di Umbria e Marche, insieme alle categorie dei metalmeccanici, hanno indetto una manifestazione unitaria a Fabriano (Ancona) per il prossimo 7 novembre.</p>
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		<title>Spi CGIL, Fnp CISL e Uilp UIL presentano la &#8220;Piattaforma Casa&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2014 13:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Spi Cgl, Fnp Cisl e Uilp Uil Umbria presentano la Piattaforma “Casa”: questa mattina presso la sede della Cassa Edile si è tenuta la riunione dei Direttivi unitari alla quale hanno preso parte i segretari generali regionali Oliviero Capuccini dello Spi Cgil, Giorgio Menghini della Fnp Cisl e Francesco Ciurnella della Uilp Uil. A chiudere i lavori il segretario nazionale Fnp Cisl con delega al sociale Attilio Rimoldi.</p>
<p>Le segreterie unitarie di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil dell’Umbria, visto il persistere delle crescenti difficoltà sul problema  dell’abitare degli anziani, ritengono necessario aprire una vertenza umbra sulla casa per gli anziani con la Giunta regionale, l’Anci Umbria, comuni capofila ambito sociale e con l’Ater. In primo piano, quindi, le difficoltà affrontate dagli anziani, spesso over 65, nel mantenere la propria abitazione, concepita in termini di famiglia, e quindi troppo grande ed onerosa per una o due persone. Da qui, i tentativi speculativi di alcune grandi agenzie immobiliari che invogliano per necessità l’anziano alla vendita della nuda proprietà. “Per contrastare questo fenomeno – è stato spiegato- si rende necessario attivare l’Agenzia Casa e le detrazioni fiscali sulle tariffe dei servizi necessarie all’utilizzo della propria casa attraverso lo strumento Isee dell’anno in corso. Infine, gli enti locali dovrebbero limitare il più possibile la tassazione sugli immobili, in special modo quelli dei centri storici, cercando di reperire le risorse attraverso una lotta di prossimità all’evasione, elusione fiscale e agli sprechi”.</p>
<p>L’obiettivo, che si pongono i sindacati dei pensionati, è quello di sviluppare un confronto in merito alle politiche abitative, partendo dalla necessità di realizzare programmi condivi attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche, siano esse nazionali, regionali e comunitarie. Strategici, quindi, i finanziamenti assegnati per la riqualificazione urbana, nei quali il Puc 3 può essere uno strumento di riferimento che necessiterà però di verifiche riguardo alla sua attuazione. Il ragionamento sviluppato si pone dentro un’ottica di compartecipazione per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistete, il superamento delle barriere architettoniche, dentro e fuori la propria abitazione e interventi sul risparmio energetico.</p>
<p>Uno degli argomenti centrali che è stato affrontato nel corso dei Direttivi unitari è stato quello riguardante la vivibilità dei centri storici, sviluppando un impegno sull’housing sociale, mettendo quindi in relazione il recupero dello stesso patrimonio edilizio con una domanda che viene dalle classi con basso reddito. “I centri storici –è stato sottolineato- devono essere recuperati attraverso una valorizzazione dell’identità, conservando e ristrutturando l’esistente. Ciò potrebbe essere anche volano di sviluppo occupazionale. Oltre al ritorno della presenza umana – è stato aggiunto- per i centri storici va programmato insieme l’insediamento dei servizi del commercio di prossimità, l’artigianato e i luoghi di aggregazione”.</p>
<p>La Piattaforma “Casa”, sostenuta anche da parte di Cgil, Cisl e Uil, è stata votata all’unanimità dai Direttivi unitari dei pensionati.</p>
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		<title>Equitalia. Per Cgil e Cisl Umbria: inaccettabile il ridimensionamento sul territorio</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2014 09:04:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Cgil e CISL Regionali, con i Segretari Regionali Mario Bravi e Ulderico Sbarra si sono incontrati insieme a FISAC, FIBA (categorie del credito) e ad alcuni lavoratori di Equitalia dell’Umbria.</p>
<p>Il Sindacato considera inaccettabile la decisione di Equitalia di chiudere gli uffici dislocati sul territorio, a partire da Foligno, città nella quale si svolgerà una manifestazione con sciopero il giorno 22 settembre.</p>
<p>Va anche sottolineato che nel corso degli ultimi anni partendo da 12 uffici dislocati sul territorio della nostra Regione si è andati ad un progressivo ridimensionamento anche per quanto riguarda i dipendenti passati da oltre 180 a circa 130.</p>
<p>E tutto questo mentre in altre parti d’Italia il numero delle consulenze esterne aumentava al punto tale da pareggiare il numero dei dipendenti.</p>
<p>Considerando inaccettabile la logica dei tagli, mentre si continua ad infierire sui debitori a basso reddito e si continua ad avere atteggiamenti comprensivi verso i grandi debitori, amplificando clientele e prebende, riteniamo necessario che la Presidente della Regione Catiuscia Marini attivi un tavolo di confronto per modificare l’atteggiamento di Equitalia.</p>
<p>Pensiamo che in tale confronto vadano coinvolti anche i Parlamentari umbri, perché non dobbiamo dimenticare che Equitalia svolge una funzione pubblica che spesso nei fatti viene contraddetta.</p>
<p>Il confronto è necessario anche perché:</p>
<ol>
<li>Nel novembre 2007 il Presidente di allora di Equitalia, dott.Attilio Befera si era assunto l’impegno, di fronte ai Sindacati e alle Istituzioni umbre, di non ridimensionare la presenza sul territorio. Impegno del tutto disatteso. E in un Paese civile occorre ricordare che gli accordi non possono essere disdetti in maniera unilaterale.</li>
<li>CGIL CISL e UIL hanno realizzato una piattaforma nazionale sul fisco per contrastare l’evasione fiscale. L’allentamento della presenza nel territorio di Equitalia invece di essere un elemento di contrasto, costituisce uno stimolo per andare nella direzione opposta.</li>
</ol>
<p>Tutto ciò è inaccettabile! Occorre trasparenza e cambiamento! Dal 2011, anno nel quale in Umbria gli operatori di Equitalia hanno recuperato 128 milioni di evasione, non è dato più sapere qual’è il quadro della situazione che abbiamo di fronte.</p>
<p>Per tutti questi motivi riteniamo necessario un confronto su una situazione, quella di Equitalia e del fisco, che è centrale per la vertenza Umbria.</p>
<p>I Segretari Generali di</p>
<p>CGIL – CISL dell’Umbria</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mario Bravi – Ulderico Sbarra</p>
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