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	<title>Perugia Online &#187; differenziata</title>
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		<title>Città della Pieve, partita la differenziata nel centro storico</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 09:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Dal 5 dicembre è partita nel centro storico di Città della Pieve la raccolta differenziata con il riconoscimento puntuale dei rifiuti. A metà novembre – informa l’Amministrazione comunale – è stata avviata una campagna informativa abbinata alla consegna del contenitore (mastello) per la misurazione dei rifiuti residui che consentirà di leggere i dati identificativi di ogni singolo utente ed il numero di svuotamenti effettuati per il contenitore stesso. Ecco dunque alcune informazioni pratiche per i cittadini. Il rifiuto residuo (mastello grigio) è quello composto da pannolini assorbenti, borse e zaini, carta oleata o plastificata, cocci di ceramica, videocassette, cd o dvd, giocattoli  o polveri d’aspirapolvere e altro verrà ritirato ogni venerdì dopo le 8 del mattino e quindi si consiglia agli utenti di esporlo dalla sera prima o tra le 6 e le 8 del mattino. La frazione organica umida (mastello marrone) composta da scarti di cucina, tovaglioli e fazzoletti sporchi, ceneri spente dei caminetti e scarti vegetali fondi di caffè e filtri viene ritirata il martedì, giovedì e sabato mattina ma per chi possiede un giardino può essere utile ritirare in ricicleria il “composter domestico” per produrre terriccio dai rifiuti organico. La carta ed il cartone devono essere messi fuori il mercoledì nella cesta di colore giallo e rimangono sempre disponibili anche le campane (sempre di colore giallo)  situate nel territorio comunale. La plastica deve essere esposta dentro il sacco di colore azzurro e la raccolta viene effettuata ogni lunedì mattina. Il vetro va inserito nei contenitori di colore verde (campane) che rimangono disponibili nel territorio.</p>
<p>Restano anche operative le riciclerie dove poter conferire ogni genere di rifiuto differenziato e dove è possibile chiedere e ritirare sacchi e compositori. In questa prima fase di sperimentazione le isole di prossimità rimarranno a disposizione dei cittadini per conferire le varie frazioni di rifiuto, già presenti in passato. Terminata la fase di sperimentazione le isole di prossimità che rimarranno attive saranno quelle di S. Agostino, San Pietro innesto Sp 308 e il nuovo punto in prossimità del parcheggio San Francesco. “E’ pienamente raggiunto l’obiettivo che ci eravamo dati per il 2016 di avviare la differenziata nel centro storico – spiega il vicesindaco Marco Cannoni –, i mastelli consegnati hanno tutti un chip per il riconoscimento puntuale dell’utenza e ci prepara a quello che dovrà essere il prossimo passaggio: una tariffazione puntuale dell’utenza”.</p>
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		<title>Sale dal 51% al 55% la raccolta differenziata in Umbria nei primi sei mesi del 2016</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2016 09:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Dare attuazione agli obiettivi del Piano regionale e del Programma di Prevenzione e Riduzione della Produzione dei Rifiuti è l’impegno che abbiamo assunto e che intendiamo concretizzare”, così l’assessore regionale all’ambiente, Fernanda Cecchini, ha annunciato l’approvazione del “Bando pubblico per la concessione di contributi ai Comuni a sostegno della realizzazione ed allestimento di centri di riuso”. In pratica, sono i luoghi idonei al conferimento, da parte dei cittadini, di beni o oggetti non più di loro interesse, che pertanto sarebbero destinati a divenire rifiuti, ma che potrebbero essere ancora utilizzati e, quindi, avere una “seconda vita”. Hanno quindi la finalità, oltre che di prevenzione della produzione dei rifiuti, di diffondere la cultura del riuso dei beni attuando i principi di tutela ambientale e di solidarietà sociale. Per promuovere l’attivazione di questi centri, la Giunta regionale lo scorso luglio ha approvato le “Linee guida regionali per la realizzazione e la gestione dei centri di riuso” che ne definiscono le caratteristiche tecniche, organizzative e operative.</p>
<p>Con il bando approvato, per la realizzazione e l’allestimento di tali centri, vengono destinati, a favore dei Comuni, contributi pari all’80 per cento delle spese riconosciute ammissibili e, comunque, pari ad un importo massimo concedibile di 75.000 euro. Le risorse complessivamente destinate al bando ammontano a 450.000 euro. Per la gestione dei centri di riuso è in fase di approvazione lo schema-tipo di convenzione tra il Comune e il soggetto gestore, da individuare preferibilmente tra le organizzazioni o le associazione del terzo settore.</p>
<p>“Nei prossimi giorni – ha proseguito l’assessore &#8211; in coerenza con le misure per accelerare l’incremento della raccolta differenziata disposte lo scorso gennaio, sarà approvato il programma di finanziamento, per complessivi 400.000 euro, a sostegno del passaggio al sistema di tariffazione puntuale a favore dei Comuni che hanno conseguito nell’anno 2015 l’obiettivo del 65 per cento di raccolta differenziata. Nel frattempo però – ha concluso l’assessore Cecchini &#8211; prosegue l’impegno di regione e Comuni per raggiungere gli obiettivi strategici già fissati. E proprio grazie a questo impegno, nei primi sei mesi del 2016 abbiamo registrato un aumento dal 51 al 55 per cento della percentuale di raccolta su base regionale”. Le linee guida, il bando per i centri di riuso e il programma di sostegno all’attivazione della sistema di tariffazione puntuale saranno presentati venerdì 30 settembre, alle ore 11.30, nello stand della Regione Umbria allestito in occasione della manifestazione “Fa’ la cosa Giusta” che si svolgerà al Centro Fieristico di Bastia Umbra.</p>
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		<title>Questione rifiuti: cosa non è stato detto</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2016 07:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sordi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Di raccolta differenziata e gestione dei rifiuti si sta tanto parlando in questi giorni, ma sembra che nessuno abbia le idee chiaro su quanto sta succedendo, almeno da quanto emerge dai comunicati della Regione, del Comune di Perugia e di diversi partiti, primo tra tutti il Movimento 5 Stelle. Un argomento questo su cui Perugiaonline ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Perugia. </span>Di raccolta differenziata e gestione dei rifiuti si sta tanto parlando in questi giorni, ma sembra che nessuno abbia le idee chiaro su quanto sta succedendo, almeno da quanto emerge dai comunicati della Regione, del Comune di Perugia e di diversi partiti, primo tra tutti il Movimento 5 Stelle. Un argomento questo su cui Perugiaonline sta lavorando da mesi, attraverso un lavoro di inchiesta del quale, per ora, è uscita solo una prima puntata ( <a href="http://www.perugiaonline.net/societa/centro-storico-differenziato-capitolo-1-34678/">http://www.perugiaonline.net/societa/centro-storico-differenziato-capitolo-1-34678/</a> ). Adesso, però, ci sembra arrivato il momento di fare uscire il secondo capitolo, se non altro per cercare di fare chiarezza in questo mare di dati, percentuali e affermazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa è stato detto dalle istituzioni nelle ultime settimane? </strong>Il vicesindaco Urbano Barelli dice: “Il Comune di Perugia è passato dal 60,3% di raccolta differenziata del 2014 al 60,4% del 2015 con un modesto ma positivo più 0,1%”. Ma l’Assessore regionale Fernanda Cecchini, negli stessi giorni, ha affermato: “Dopo una crescita ininterrotta della raccolta differenziata dal 2009 (in cui era al 31,3 per cento) ora si ferma al 50,6, stesso risultato del 2014 e Perugia registra un calo, ferma sul 59,3% (-1% sul 2014)”. Quindi, stando alle affermazioni del vicesindaco Barelli tutto funziona come dovrebbe, anzi 0,1 % meglio, e la Regione ha fatto qualche piccolo errore di calcolo, non contando i rifiuti prodotti dallo spazzamento stradale, di cui solo una parte è destinata al riciclo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dubbio funzionamento del sistema in uso non riguarda solo la raccolta ma anche, e a maggior ragione, lo smaltimento dei rifiuti stessi. A tal proposito si è espresso il Movimento 5 stelle, che ha inviato al Ministero dell’Ambiente e alla Commissione Europea -Direttorato Generale per l’Ambiente-, una “Istanza di intervento e accertamenti urgenti” al fine di stabilire se siano state commesse violazioni di legge, riguardanti le modalità di utilizzo del bioreattore di Borgogiglione per il trattamento di biostabilizzazione. Sembrerebbe che le proroghe per l’utilizzo del bioreattore siano state rilasciate dal Comune nonostante il parere negativo di Arpa Umbria, dovuto al mancato collaudo di alcune celle oggetto di sperimentazione. Inoltre, a quanto pare, non sono stati forniti sufficienti elementi a sostegno della valutazione dell’impatto ambientale del bioreattore collegato alla produzione di biogas e alle altre sostanze emesse.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa non è stato detto? </strong>Vista la bufera suscitata dalla questione smaltimento della nettezza urbana, Perugia Online ha deciso di muoversi in tal senso andando a consultare i dati dei rifiuti giunti in discarica nell’ultimo anno. Sfogliando la relazione dell’Ati 2, <a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/08/DM_174_RELAZIONE-CONTROLLI_ANNO-20154.pdf">DM_174_RELAZIONE CONTROLLI_ANNO 2015</a>, che si occupa di 20 comuni dell’Umbria, si nota che vi sono delle discrepanze tra i dati: alla pagina 19 è scritto che la produzione totale di rifiuti è di 197.769 tonnellate, di cui 117.918 vengono gestite nella raccolta differenziata, mentre nella indifferenziata finiscono 72.863 tonnellate più lo spazzamento stradale, con altre 6.988 tonnellate. Quindi sommando l’indifferenziata e lo spazzamento risultano 79.851 tonnellate da smaltire in discarica. Tuttavia, andando a verificare la quantità di rifiuti che è stata smaltita a Borgogiglione nel 2015, che ammonta a 135.909 tonnellate, si nota che, pur escludendo i rifiuti speciali pari a 7.991 tonnellate, lo smaltimento effettuato in discarica è di gran lunga superiore alle 79.851 tonnellate prodotte da indifferenziata e spazzamento. Da tutti questi calcoli, calcolatrice alla mano, risulta che ci sono 40.000 tonnellate di rifiuti (togliendo quelli extra Ati 2 che ammontano al massimo a 10.000 tonnellate) non dichiarati nella relazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da dove vengono le 40.000 tonnellate di rifiuti e di cosa si tratta? </strong>Si stratta di materiale destinato al bioreattore, più semplicemente l’“umido”, che non è possibile destinare al compostaggio a Pietramelina. Ossia tutti i rifiuti organici che non sono stati debitamente differenziati dai cittadini dell’Ati 2. Tuttavia, per quanto la scorretta differenziazione e la noncuranza della cittadinanza siano le principali cause del malfunzionamento del riciclo di materiale, questi dati lasciano spazio a domande e dubbi. Come è possibile che dal nulla compaia una così grande quantità di rifiuti non riportata nei dati? Pur concesso di avere poca fiducia nell’intelligenza umana e nella società &#8211; 40.000 tonnellate di irresponsabilità sono una cifra cospicua – e posto che il bioreattore di Borgogiglione lavori solo quando non è possibile smaltire i rifiuti organici in altro modo (compostaggio), vale forse la pena chiedersi se il gas prodotto dal suddetto bioreattore non sia fonte di guadagno per chi si occupa dello smaltimento dei rifiuti, e quindi sia una grande risorsa ampiamente usata anche quando, forse, non ce n’è bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa comporta? Quale guadagno?  Per chi? </strong>I rifiuti, come già detto, scartati da Pietramelina, finiscono diretti nel bioreattore (come riportato del grafico a pag.43 della relazione dell’Ati 2), ma vista la quantità ingente, di 40.000 tonnellate appunto, si potrebbe pensare che non soltanto gli “avanzi” non compostabili siano smaltiti in questo modo ma, piuttosto, vengano smaltiti lì anche i rifiuti “in regola”, adeguatamente differenziati. Ciò ovviamente comporterebbe uno smaltimento assai maggiore del necessario e, se si tiene conto del fatto che il bioreattore non è totalmente “a norma” ciò potrebbe non essere totalmente “lecito”. Infatti ARPA Umbria nella nota del 07/12/2015 ha rilevato che sono state collaudate solo sei celle rispetto alle dieci oggetto di sperimentazione (una valutazione completa poteva essere fatta solo al termine del collaudo di tutte le celle previste) e che non sono stati forniti sufficienti elementi a sostegno della valutazione  dei  benefici  ambientali  del  bireattore relativa  al  biogas,  al  percolato  e  agli  assestamenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft wp-image-37987 size-full" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/08/GESENU-IMAGE.jpg" alt="GESENU IMAGE" width="487" height="330" />Ben più certo sembra essere il guadagno che procura il bioreattore che produce biogas (metano) da immettere sul mercato. Considerando, infatti, quanto si guadagna dalla vendita del compost (ad aziende agricole etc.) e quanto invece da quella del gas alle grandi aziende dell’energia, è chiaro che il secondo frutti molto di più del primo alle tasche di chi lo produce e lo vende. È lecito, quindi, chiedersi se a trarre profitto dalla produzione di biogas (metano) non sia proprio Ge.se.nu (Gestione servizi nettezza urbana, società partecipata a capitale pubblico e privato, di cui il Comune di Perugia detiene il 45% delle azioni, l&#8217;Impresa A. Cecchini &amp; C. un altro 45% e l&#8217;Ing. Rosario Carlo Noto la Diega il restante 10%), l’ente che si occupa della raccolta nel Perugino, famigerata a livello nazionale per essere al centro di vicende giudiziarie ancora in corso. Forse questa è una questione più importante rispetto agli 0,01% ed altre magie statistiche su cui le istituzioni dovrebbero pronunciarsi.</p>
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		<title>Centro storico &#8220;differenziato&#8221; &#8211; capitolo 1</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 16:58:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sordi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il nuovo sistema “Raccoglincentro” di gestione dei rifiuti nel centro storico sembra già presentare qualche falla: dal 1 gennaio 2016 a Perugia è stato introdotto un cambiamento nel servizio di raccolta differenziata, volto a facilitare la tracciabilità dei rifiuti in vista di una tassazione puntuale della tassa rifiuti (Tari). A partire da dicembre sono stati consegnati ad ogni domicilio dei mastelli di differenti colori per la raccolta di umido, indifferenziata e vetro dotati di un codice a barre identificativo da disporre su suolo stradale in giorni prestabiliti e, per una maggiore comodità del cittadino, il Comune di Perugia ha proceduto a stilare un nuovo calendario giornaliero che garantisce, oltre alla raccolta porta a porta, un mezzo itinerante, chiamato “Raccoglincentro” come il progetto, a circuiti fissi e soste programmate tra le vie del centro.</p>
<p>Ma come funziona e, soprattutto, cosa non funziona nell’attuale servizio di raccolta differenziata?<br />
Il nuovo sistema adottato in città favorisce la tracciabilità dei rifiuti e dovrebbe, quindi, permetterne la tassazione puntuale per ogni abitazione. I codici a barre identificativi posti sui raccoglitori vengono rilevati dai dispositivi in dotazione agli operatori del gruppo Gesenu (Gestione Servizi Nettezza Urbana, società a capitale misto pubblico e privato tra Comune di Perugia &#8211; 45%, impresa A. Cecchini &#8211; 45%, ingegner Rosario Carlo Noto la Diega &#8211; 10%), che calcolano quante volte ogni domicilio espone i propri mastelli (procedimento valido anche per il “Raccoglincentro”, mostrando il proprio codice).</p>
<p>Tuttavia, le recenti misure adottate dal Comune non tengono in considerazione il peso di quanto prodotto poiché i mezzi di raccolta non sono dotati di bilance. Un tale sistema, tuttavia, sembra comportare che a chi si libera, per comodità, tutti i giorni dei rifiuti, magari producendone pochi, verrà imputato un consumo ben superiore rispetto a chi, pur generandone una quantità maggiore, non usufruisce giornalmente del servizio.</p>
<p>Diversamente funziona per plastica e carta, da raccogliere in sacchetti privi di codice a barre, che sono così esonerati dal sistema della tracciabilità. Benché la modalità di differenziazione di questo tipo di materiali sia immediata e facile, il colore dei sacchetti disorienta i cittadini. Infatti, a dispetto delle nuove norme del servizio di raccolta, il Comune, nel momento della consegna dei sacchetti, non si è premurato di fornirne di nuovi ma ha continuato a distribuire quelli in dotazione nel sistema precedente: ad oggi sul sacchetto blu per la carta vi è scritto “plastica” e allo stesso modo su quello giallo, destinato alla plastica, vi è ancora scritto “carta”.<img class="aligncenter wp-image-34682 size-large" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/04/20160408_231807-700x394.jpg" alt="20160408_231807" width="618" height="348" /></p>
<p>La confusione generata dal nuovo sistema di raccolta risulta, inoltre, più che evidente girando a piedi per la città.</p>
<div id="attachment_34681" style="width: 213px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-34681 " src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/04/20160407_1043021-394x700.jpg" alt="?" width="203" height="360" /><p class="wp-caption-text">?</p></div>
<p>Infatti, a causa del mancato ritiro da parte degli operatori di Gesenu di rifiuti non ritenuti conformi alla nuova normativa, si è venuta a creare una situazione di degrado urbano nelle vie centrali, condizione che viene ulteriormente aggravata dai mastelli lasciati sulla strada per intere giornate dai condomini che si dimenticano di ritirarli. Tale situazione, determinata sicuramente dalla noncuranza di alcuni cittadini nei confronti dell’attuale regolamentazione, è in parte dovuta all’inadeguata e approssimativa campagna d’informazione promossa dal Comune. Alcuni accorgimenti, quale il ritiro del mastello della strada nella prima mattinata, per quanto ovvi, vengono tralasciati dalle brochure illustrative distribuite da Gesenu che dunque non risultano chiare ed immediate in tutti i loro punti.</p>
<p>Inoltre, la situazione di disagio viene ulteriormente aggravata dalla raccolta in notturna della nettezza urbana che comporta il lasciare i mastelli sul suolo stradale per tutta la notte. A tal proposito i cittadini lamentano che spesso, alla mattina, trovano i propri raccoglitori danneggiati perché utilizzati come bidoni per l’immondizia da passanti e avventurieri notturni; è facile trovarvi dentro bottiglie e bicchieri ma anche, purtroppo, urina e feci.</p>
<p>Le zone in cui si sono riscontrati i maggiori problemi sono quelle frequentate e abitate da studenti: quella più problematica è risultata corso Garibaldi, via per altro nota per il rilevante tasso di piccola criminalità. Molti affittuari non sono stati avvertiti dai padroni di casa del nuovo sistema e quindi non osservano le attuali normative. Inoltre gli studenti in affitto, che condividono l’appartamento con più persone, riscontrano delle difficoltà nell’attenersi al calendario di raccolta giornaliero e si trovano perciò a dovere convivere per giorni con i rifiuti. Tale problema riguarda soprattutto la plastica che, per chi vive in condominio, viene raccolta soltanto ogni venti giorni.<img class="alignright wp-image-34683 " src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/04/20160408_231857-284x160.jpg" alt="20160408_231857" width="337" height="190" /></p>
<p>Il nuovo sistema di raccolta che conduce sicuramente a dei vantaggi -grazie alla tracciabilità dei rifiuti il Comune di Perugia è già riuscito a scovare più di duecento evasori fiscali e sta lavorando per potere ridurre la Tari del 10% per il 2016- non sembra, per ora, funzionare in modo ottimale. Le scomodità per i cittadini sono numerose ma siamo fiduciosi che il Comune ne prenda atto e si adoperi per migliorarlo. Perugiaonline, d’altro canto, si impegnerà a seguire passo a passo l’evoluzione del servizio e sottolinearne i prossimi sviluppi.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/centro-storico-differenziato-capitolo-1/">Centro storico &#8220;differenziato&#8221; &#8211; capitolo 1</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Le Crete di Orvieto;  assessore Cecchini: &#8220;Richiesta mie dimissioni pretestuosa, su ampliamento discarica in corso procedura di via&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2015 15:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;Chi chiede le mie dimissioni da assessore all&#8217;ambiente ha governato dal 2009 allo scorso anno lasciando in eredità una raccolta differenziata ferma al 20 per cento, rispetto ad un dato regionale che è più che doppio,  e ancora oggi la raccolta differenziata nell&#8217;Orvietano e nel Ternano mostra la più alta criticità dell&#8217;Umbria, fermandosi al 39 per cento contro un dato regionale che ha abbondantemente superato il 50 per cento. Addossare alla Regione Umbria responsabilità imputabili ad altri, radicate nel passato e sul territorio è un esercizio pretestuoso che non aiuta a risolvere i problemi&#8221;: lo ha detto l&#8217;assessore regionale all&#8217;ambiente, Fernanda Cecchini,  replicando ai gruppi di minoranza del Consiglio comunale di Orvieto che con una mozione hanno chiesto le dimissioni dell&#8217;assessore. A differenza di quanto previsto dalle leggi di settore,  dalle direttive europee e dallo stesso Piano regionale dei rifiuti  ha aggiunto Cecchini -, nellATI 4 si è invece continuato negli anni a conferire alla discarica di Le Crete,  senza impegnarsi seriamente a raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata. Si è insomma proseguito a riempire la discarica e poi ci si sveglia ambientalisti, ma il tempo delle mere enunciazioni è finito, bisogna cambiare passo e  ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità. Se ci troviamo oggi a dover far fronte alla richiesta di ampliamento del secondo calanco dell&#8217;attuale discarica  ha proseguito Cecchini &#8211;  è dunque esclusivamente dovuto alla mancata attuazione delle previsioni del Piano regionale, mentre mancano colpe imputabile alla Regione Umbria che, al contrario, ha stralciato dal progetto un terzo calanco previsto nel Piano regolatore del Comune di Orvieto. Per arrivare al superamento delle discariche  ha poi  sottolineato l&#8217;assessore  è del tutto evidente che ciascuno deve fare la propria parte: alla Regione spetta il compito della programmazione, sostenuta in questo caso da ingenti risorse, e ai Comuni l&#8217;obbligo di attuazione degli interventi e della gestione, dotandosi di una  impiantistica adeguata e moderna. Dei 7 milioni di euro stanziati dalla Regione Umbria per l&#8217;adeguamento dell&#8217;impiantistica  a disposizione dei Comuni, spesso proprietari o comproprietari degli impianti,  ad oggi  ha sottolineato Cecchini &#8211;  pochi ne sono stati impegnati e utilizzati. Nei prossimi giorni  ha annunciato &#8211; la Giunta regionale approverà un atto  che renderà più stringenti obiettivi e tempi di attuazione del Piano di gestione dei rifiuti.<span style="line-height: 1.5; font-size: 16px;">  Sarà prevista la possibilità di accompagnare economicamente lo sforzo dei Comuni, ma verranno anche introdotte sanzioni più pesanti per chi non raggiunge gli obiettivi indicati.  Capisaldi del provvedimento  ha anticipato l&#8217;assessore  saranno la prevenzione della produzione, l&#8217;incremento della raccolta differenziata,  anche oltre  il 65 per cento  fissato dalla pianificazione, marginalizzazione del ricorso allo smaltimento fino al superamento delle discariche e l&#8217;ammodernamento della rete impiantistica funzionale al trattamento rifiuti. </span><span style="line-height: 1.5; font-size: 16px;">Relativamente a Le Crete di Orvieto  ha poi aggiunto Cecchini,  meglio puntualizzando l&#8217;informazione da lei stessa fornita in Consiglio regionale &#8211;  è ancora in corso la procedura di valutazione d&#8217;impatto ambientale per l&#8217;ampliamento del secondo calanco. Nei prossimi giorni  ha annunciato &#8211; incontrerò i sindaci e sono disponibile a dialogare e a confrontarmi con tutti, con le diverse sensibilità in un clima senza ipocrisie perché è  chiaro che per raggiungere gli obiettivi bisogna darsi da fare coi fatti, nel rispetto di leggi e regole, e  non è sufficiente dichiararsi semplicemente   ambientalisti. Come assessore all&#8217;ambiente, all&#8217;agricoltura e al paesaggio &#8211;  ha concluso Cecchini &#8211;  ho  sempre posto particolare attenzione a tutti quei fattori che concorrono alla  qualità della vita in Umbria, che può svilupparsi solo in un ambiente e in un territorio salubre, capace di garantire le nostre produzioni agroalimentare di qualità. Questo l&#8217;impegno che continuerò a mantenere anche in questa legislatura in tutti i settori di mia competenza, incluso quello relativo ai rifiuti. </span></p>
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		<title>Il 22 giugno incrociano le braccia i lavoratori della Gesenu</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 10:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[differenziata]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> &#8220;A seguito del mancato accordo della procedura di raffreddamento e conciliazione esperita il giorno 11 giugno&#8221;, afferma in una nota la Gesenu e comunica che i sindacati Fp-Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, insieme alla Rsu aziendale hanno indetto una giornata di sciopero per lunedì prossimo, 22 giugno 2015&#8243;. Gesenu avverte che nella giornata di sciopero potranno verificarsi disservizi, ma saranno comunque ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> &#8220;A seguito del mancato accordo della procedura di raffreddamento e conciliazione esperita il giorno 11 giugno&#8221;, afferma in una nota la Gesenu e comunica che i sindacati Fp-Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, insieme alla Rsu aziendale hanno indetto una giornata di sciopero per lunedì prossimo, 22 giugno 2015&#8243;. Gesenu avverte che nella giornata di sciopero potranno verificarsi disservizi, ma saranno comunque garantiti i servizi minimi essenziali. Da qui l&#8217;invito gli utenti a non depositare i propri rifiuti nella giornata di domenica prossima.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/il-22-giugno-incrociano-le-braccia-i-lavoratori-della-gesenu/">Il 22 giugno incrociano le braccia i lavoratori della Gesenu</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Raccolta lampadine usate, i dati del Consorzio Ecolamp</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Apr 2014 15:05:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Quasi duemila tonnellate raccolte nel 2013. Per l’esattezza sono 1.905 tonnellate di lampadine a basso consumo ad essere state raccolte in tutto il territorio italiano, grazie al contributo dei cittadini e ai conferimenti del canale professionale. I dati sono stati resi noti dal Consorzio Ecolamp, che ha fatto anche sapere che dal totale dei rifiuti ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/raccolta-lampadine-usate-dati-del-consorzio-ecolamp/">Raccolta lampadine usate, i dati del Consorzio Ecolamp</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Quasi duemila tonnellate raccolte nel 2013. Per l’esattezza sono 1.905 tonnellate di lampadine a basso consumo ad essere state raccolte in tutto il territorio italiano, grazie al contributo dei cittadini e ai conferimenti del canale professionale. I dati sono stati resi noti dal Consorzio Ecolamp, che ha fatto anche sapere che dal totale dei rifiuti è stato “recuperato il 95 per cento di materie prime seconde come plastica, vetro e metalli e sottratto alla dispersione nell’ambiente il mercurio in essi contenuto. Un ottimo risultato soprattutto se confrontato con l’andamento generale del comparto dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), che chiude il 2013 con una flessione del 6 per cento rispetto all’anno precedente”.</p>
<p>Dal punto di vista regionale, sul podio dei virtuosi Lombardia, Veneto e Piemonte rappresentano l’eccellenza nella raccolta di lampadine esauste in Italia: da sole le tre grandi regioni coprono il 54% del totale nazionale.</p>
<p>Sulla totalità delle tonnellate raccolte nel 2013 ben 615 si trovavano in Lombardia (+11% rispetto al 2012), la regione del nord Italia è seguita dal Veneto con 231 ton (+16 %) e dal Piemonte con 181 ton (+6 %). Il maggior incremento rispetto all’anno scorso è stato registrato dal Molise (al diciassettesimo posto della classifica) e dalla Basilicata (al diciannovesimo posto): rispettivamente +306 per cento con 8.360 kg e +102 per cento con 3.660 kg. Male, purtroppo, l’Umbria che non va oltre la sedicesima posizione con “solo” 19.709 kg di lampadine raccolti. La situazione dell’Umbria però migliora e la nostra regione risale di qualche posto in classifica se consideriamo la raccolta pro-capite. In questo caso la verde regione passa dalla sedicesima all’undicesima posizione grazie a 0,022 kg raccolti.</p>
<p>Si tratta, in ogni caso, di un ottimo risultato, a livello europeo. Un risultato che, grazie al costante aumento annuale, fa guardare con fiducia agli obiettivi sempre più ambiziosi che la normativa europea impone per i prossimi anni.</p>
<p>In effetti, considerando la somma del canale domestico e di quello professionale, l’unico dato in decremento è quello della Calabria, con una raccolta pari a 6.289 kg nel 2013 contro gli 8.333 Kg del 2012, ma con una crescita del conferimento da parte dei cittadini presso le isole ecologiche che mostra un dato molto positivo: +153% rispetto all’anno precedente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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