<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Perugia Online &#187; Poesiaeuropa</title>
	<atom:link href="http://www.perugiaonline.net/tag/poesiaeuropa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.perugiaonline.net</link>
	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 12 Oct 2026 06:26:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Se l’Europa riscopre le proprie radici culturali</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/se-leuropa-riscopre-le-proprie-radici-culturali/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/se-leuropa-riscopre-le-proprie-radici-culturali/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2021 15:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Arpa]]></category>
		<category><![CDATA[Isola Polvese]]></category>
		<category><![CDATA[lago trasimeno]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Poesiaeuropa]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Humanities APS]]></category>
		<category><![CDATA[Umbr?]]></category>
		<category><![CDATA[Umbrò Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.perugiaonline.net/?p=44115</guid>
		<description><![CDATA[<p> Chi non ricorda il racconto della giovane Europa, figlia dei fenici rapita dal toro-Zeus, e dei suoi fratelli, giunti su terre ignote, da scoprire, conoscere e colonizzare? La rappresentazione dell’Europa affonda le proprie radici nel mito, nelle storie narrate e nell’incontro con nuovi popoli e culture. D’altronde, Boccaccio coniò l’aggettivo europico con riferimento al Mediterraneo, ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/se-leuropa-riscopre-le-proprie-radici-culturali/">Se l’Europa riscopre le proprie radici culturali</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Chi non ricorda il racconto della giovane Europa, figlia dei fenici rapita dal toro-Zeus, e dei suoi fratelli, giunti su terre ignote, da scoprire, conoscere e colonizzare? La rappresentazione dell’Europa affonda le proprie radici nel mito, nelle storie narrate e nell’incontro con nuovi popoli e culture. D’altronde, Boccaccio coniò l’aggettivo <em>europico</em> con riferimento al Mediterraneo, anche se è solo con Piccolomini che il termine <em>europaeus</em> iniziò a designare l’unità politica e culturale di base della <em>respublica literaria</em> europea e di quel ‘crogiolo – per dirla con Claudio Magris (<em>Danubio</em>, Garzanti, 1986) – che non cessa di ribollire, amalgamare, fondere, bruciare, consumare’.</p>
<p>Quel crogiolo non cessa ancora di fondere. Specie se l’Europa, anche grazie al contributo di iniziative culturali e sperimentali che intendono omaggiarla, continua a riscoprire le proprie radici umanistiche e spirituali.</p>
<p>POESIÆUROPA è tra queste iniziative. Giunta al terzo anno consecutivo, con quattro giornate d’eccezione, promosse il 2, il 3, il 4 e il 5 settembre 2021 sull’Isola Polvese del Lago Trasimeno (Perugia) dall’Associazione di promozione sociale Spazio Humanities, presieduta da Maria Borio, in collaborazione con Umbrò, è posta, sempre per il terzo anno consecutivo, sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo. Il festival internazionale si pone in linea e in sinergia con la visione del piano Next Generation Eu, che, a seguito della pandemia, ha posto in essere le basi per la ripresa, la trasformazione delle economie dei Paesi membri dell’Unione Europea e la costruzione di visioni per il futuro al fine di rendere l’Europa in senso lato più resiliente, digitale, verde.</p>
<p>«Il dittongo latino æ – spiega Maria Borio, poetessa, dottore di ricerca in <em>Letteratura italiana</em> e redattrice di ‘Nuovi Argomenti’ – ci è sembrato un efficace espediente grafico per sottolineare la comunità e i legami degli artisti fra i vari Paesi d’Europa». Oltre che per porre in essere una manifestazione di livello internazionale come POESIÆUROPA, che esprima le prospettive di una generazione giovane, proiettata oltre il Novecento e coerente con la visione promossa, appunto, dal piano Next Generation Eu. Ma anche attenta alle radici umanistiche e spirituali dell’Europa.</p>
<p>La necessità di riflettere, soprattutto oggi, sul significato delle radici umanistiche dell’Europa aveva già suggerito alla presidente dell’Associazione di promozione sociale Spazio Humanities, nonché ideatrice del progetto culturale Umbrò Cultura, Maria Borio di promuovere, due anni fa, in collaborazione con Umbrò e con il Centro ‘Cambiamento Climatico e Biodiversità in ambienti lacustri ed aree umide’ di Arpa Umbria (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale dell’Umbria), la giornata di incontri, confronti e letture POESIÆUROPA, tenutasi all’Isola Polvese (Lago Trasimeno, Castiglione del Lago, Perugia) il 13 luglio 2019, con un ampio successo di pubblico. L’evento del 2019 – sponsorizzato da Umbrò in collaborazione con il citato Centro di Arpa Umbria, posto sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e patrocinato, tra gli altri, dall’Università degli Studi di Perugia, UPTER di Roma, Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Perugia, Ambasciate di Irlanda e di Ungheria, Goethe Institut, Instituto Cervantes e dall’Institut Français – si era posto come obiettivo una riflessione democratica sull’unità dell’Europa e aveva portato a una viva discussione sulla situazione culturale e politica europea a partire dalle voci della poesia, per riconsiderare il valore delle radici umanistiche e spirituali dell’Europa e costruire visioni per il futuro.</p>
<p>Il testimone è stato passato, poi, lo scorso anno, a un’edizione speciale di ‘ASPETTANDO POESIÆUROPA’, tenutasi dal 23 al 25 settembre 2020 beneficiando, nel rispetto delle norme anti-Covid 19, di un doppio canale di fruizione: via StreamYard, per le prime due giornate d’eccezione, e all’aperto nella Terrazza di Umbrò, in occasione del reading del giorno conclusivo. Nel corso di questa edizione speciale, promossa da Spazio Humanities APS in collaborazione con Umbrò e con il Centro di Poesia &amp; Scritture Contemporanee a cura di Marco Giovenale e Valerio Massaroni, e sempre posta sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, sono stati presentati alcuni libri usciti durante il lockdown. Tra gli autori presenti, Laura Pugno e Giulio Mozzi; Marco Giovenale e Vincenzo Ostuni; Elisa Biagini e Federico Italiano; infine, la poetessa inglese Alice Oswald insieme ai traduttori Rossella Pretto e Marco Sonzogni. Spazio è stato dato, inoltre, a giovani autori, con la presentazione della collana di Interlinea ‘Lyra giovani’ curata da Franco Buffoni, e un reading in presenza per la giornata conclusiva del 25 settembre, cui è seguito un after reading con Elio Cagnizi Acoustic Quartet in concerto – Toti Panzanelli-chitarra; Andrea Rellini-violoncello; Nicola Polidori-batteria; Elio Cagnizi-basso e voce – con brani di musica inedita e edita.</p>
<p>‘In questo 2020 – aveva dichiarato allora ai media Maria Borio, presidente di Spazio Humanities APS &#8211; aspettando di poterci ritrovare per una futura edizione a tutto tondo di Poesiæuropa, proponiamo tre giornate d’eccezione’.</p>
<p>L’Associazione di promozione sociale Spazio Humanities, che nel 2020 non aveva, appunto, proposto un’edizione completa, ma un <em>interim</em>, un momento transitorio in cui il bilancio dei mesi trascorsi e l’attesa per i tempi a venire avessero auspicato la costruzione di nuovi progetti, riprende, nell’anno corrente, il timone del progetto culturale internazionale e lo fa promuovendo, per le giornate del 2, del 3, del 4 e del 5 settembre 2021, la seconda edizione – in presenza, sull’Isola Polvese (Castiglione del Lago, Perugia), nel pieno rispetto delle norme anti-Covid 19 – di POESIÆUROPA, evento posto, per il terzo anno consecutivo, sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo.</p>
<p>POESIÆUROPA è, infatti, un’iniziativa posta sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, ed è organizzata da Spazio Humanities APS in collaborazione con Umbrò e con il patrocinio della Provincia di Peruugia, del Comune di Castiglione del Lago e di Arpa Umbria. Fra i partner dell’edizione 2021 si annoverano l’Instituto Cervantes, il Forum Austriaco di Cultura, l’Arts Council of England, la Provincia di Perugia e il Comune di Castiglione del Lago, l’Università degli Studi di Perugia, Mediazione Linguistica Perugia, il Centro Scritture di Roma e l’Associazione Zest.</p>
<p>Nello spirito dell’iniziativa, che intende proporre una riflessione sulla cultura europea partendo dalla voci della poesia per riconsiderare il valore delle radici umanistiche e spirituali dell’Europa e costruire insieme visioni per il futuro, l’edizione classe 2021 di POESIÆUROPA ospiterà autori da tutta Europa, che prenderanno parte a una scuola speciale della durata di quattro giorni (2-5 settembre 2021), articolati in vari incontri: <em>Lectio magistralis</em>, Forum di dialogo e interventi dei vincitori di borsa di studio, Letture e Concerti di musica inedita, nell’alveo dei quali alcuni testi letterari verranno trasposti in musica  (nello specifico, si veda il programma delle quattro giornate d’eccezione).</p>
<p>Nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto, inoltre, tenutasi sulla piattaforma Zoom il 25 agosto scorso, Maria Borio ha precisato: «Siamo partiti tre anni fa, nel 2019 con un progetto, POESIÆUROPA, che è nato da forze giovani e che ha sin da subito intessuto legami con la ricerca in ambito umanistico. La poesia, anche per questa seconda edizione in presenza è, se vogliamo, il nodo catalizzatore, che permette un’interazione con altre dimensioni, ad esempio, con la sfera umanistica, quella sociale, e, ci auguriamo, in futuro, con quella scientifica. Il luogo prescelto, l’Isola Polvese del lago Trasimeno – ha proseguito Borio – si presta ad un evento unico nel suo genere, con gli spazi del Centro Arpa e dell’ex-monastero di S. Secondo. La manifestazione – ha precisato Borio – esiste grazie a Umbrò e all’aiuto di un sostenitore speciale, che preferisce rimanere anonimo. Novità dell’edizione classe 2021 è il taglio formativo dato al progetto: l’idea è quella di istituire, durante le quattro giornate d’eccezione, una scuola speciale. Abbiamo ricevuto moltissime domande, da tutta Italia, dal Friuli alla Sicilia, per le borse di studio erogate, da parte di giovani studenti e dottorandi, domande che sono difficili da selezionare, vista l’entità dei <em>curricula</em> presentati».</p>
<p>Valerio Massaroni, vice-presidente dell’associazione di promozione sociale Spazio Humanities, ha fatto leva sullo spirito che ha mosso i membri dell’associazione fin dall’inizio: «Le vecchie idee – è stato il commento di Massaroni – sono state e vengono messe alla prova nel contesto attuale, segnato dalla pandemia. Noi crediamo che, soprattutto oggi, i concetti di cooperazione e di solidarietà vadano riconsiderati non solo come valori astratti e morali, ma soprattutto come base di un reale spirito di collaborazione. Collaborazione di tutti. Dobbiamo cooperare – ha proseguito Massaroni -, partendo dal contesto a noi più vicino: l’Europa, come anche il piano Next Generation EU ci invita a fare. Noi, come associazione, pensiamo che questa idea di collaborazione abbia bisogno di cultura e di idee. Raramente, infatti, si sente parlare di Europa in senso spirituale e culturale. Intendiamo, nel nostro piccolo, colmare questo gap e far circolare la cultura europea, farla dialogare, perché crediamo che, al di là dei meri aspetti tecnici, ci sia bisogno di un reale impegno di cooperazione culturale e che le radici europee, quelle più vicine alla popolazione, debbano connettersi con reali visioni per il futuro».</p>
<p>‘La seconda edizione di <em>Poesiaeuropa</em> è un tassello importante che conferma il successo dell’iniziativa. Patrocinata dal Parlamento Europeo e in sinergia con l’Università di Perugia, oltre che con diverse istituzioni nazionali e internazionali (es. Istituto Cervantes, Forum Austriaco di Cultura, British Council of Arts), quest’anno la manifestazione avrà un orientamento soprattutto formativo con <em>Lectio magistralis</em> e Forum di dibattito. La letteratura viene messa al centro di riflessioni che spaziano in vari campi del sapere e della vita sociale ed economica. Novità di quest’anno è l’istituzione di borse di studio che consentiranno a giovani da tutta Italia di seguire gli incontri e presentare i loro progetti. Sono arrivate moltissime domande per le borse di studio: la selezione non sarà facile, ma fa presagire ottimi sviluppi del progetto’. A dichiararlo, Maria Borio, presidente dell’associazione di promozione sociale Spazio Humanities che, da inizio 2020, gestisce anche il progetto culturale Umbrò Cultura, volto a proporre iniziative sperimentali e innovative incentrate sulla poesia, la narrativa, la storia, la filosofia, le arti visive e la musica al fine di valorizzare la ricerca in ambito culturale.</p>
<p>Le borse di studio che verranno accese, previa selezione delle numerose richieste giunte entro l’8 agosto, unitamente ai <em>curricula</em> dei candidati, all’Associazione di promozione sociale Spazio Humanities, prevedono l’ospitalità per le quattro giornate. A tal proposito, si fornisce, in calce, mediante link, la rassegna stampa degli articoli pubblicati con riferimento all’erogazione di suddette borse di studio.</p>
<p>All’indirizzo <a href="mailto:info@umbrocultura.com">info@umbrocultura.com</a>, lo stesso al quale sono pervenute le richieste per le borse di studio, si consiglia di inviare anche le richieste di partecipazione come uditori data la disponibilità limitate dei posti nell’audience in conformità alle norme anti-Covid 19.</p>
<p>La partecipazione a POESIÆUROPA 2021 rilascia, inoltre, un attestato con validità di corso di aggiornamento/formazione.</p>
<p>Per ulteriori informazioni sull’Associazione di promozione sociale Spazio Humanities, si rimanda al sito <a href="https://www.umbrocultura.com/">https://www.umbrocultura.com/</a></p>
<p>Si ricorda, inoltre, che gli incontri promossi durante le giornate del 2, 3, 4 e 5 settembre 2021 saranno fruibili anche in diretta sulla pagina Facebook di Umbrò Cultura:  <a href="https://www.facebook.com/umbrocultura/">https://www.facebook.com/umbrocultura/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di seguito, <strong>I</strong><strong>L</strong><strong> P</strong><strong>ROGRAMMA</strong> delle quattro giornate d’eccezione del 2, 3, 4 e 5 settembre 2021:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giovedì 2 settembre </strong></p>
<p>Ore 11:00 <em>Poesia/paesaggio</em> – <strong>Helen Moore</strong> (UK) – <em>Lectio magistralis</em>.</p>
<p>Ore 15:30 Forum, <em>La spazialità e il testo</em> – <strong>Laura Pugno &amp; Italo Testa</strong> / Intervengono i vincitori della borsa di studio.</p>
<p>Ore 17:00 Presentazione lavori Liceo ‘A. Pieralli’ – Con le studentesse e gli studenti.</p>
<p>Ore 17:45 Lettura – <em>‘I’m nobody. Who are you? Are you nobody too?’ </em>– <strong>Silvio Raffo </strong>legge Emily Dickinson.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Venerdì 3 settembre</strong></p>
<p>Ore 11:00 <em>Auden. Musée des Beaux Arts e Gare du Midi come preludio a The Age of Anxiety</em> – <strong>Franco Buffoni</strong> – <em>Lectio magistralis</em>.</p>
<p>Ore 15:30 Forum, <em>Gli anni Settanta</em> – <strong>Stefano Giovannuzzi</strong> e <strong>Davide Castiglione</strong> / Intervengono i vincitori della borsa di studio.</p>
<p>Ore 16:30 Forum, <em>Andrea Zanzotto</em> – <strong>Stefano Dal Bianco</strong>, <strong>Giovanna Frene</strong> e <strong>Lorenzo Cardilli</strong> / Intervengono i vincitori della borsa di studio.</p>
<p>Ore 21:00 Proiezione, <em>Dentro il polittico. Impegno civile e poesia</em> – regia di <strong>Davide Minotti</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sabato 4 settembre</strong></p>
<p>Ore 11:00 <em>Serie sperimentali rosse sulla poetica e sulla scrittura</em> – <strong>Margret Kreidl</strong> (Austria) con <strong>Maria Borio</strong> – <em>Lectio magistralis</em>.</p>
<p>Ore 16:00 Letture – <strong>Margret Kreidl</strong>, <strong>José María Micó</strong>, <strong>Helen Moore</strong>, <strong>Gian Mario Villalta</strong>.</p>
<p>Ore 16:45 Concerto,<em> Il tempo e l’acqua </em>– <strong>Ælio Cagnizi</strong> (voce e chitarra acustica), <strong>Andrea Rellini</strong> (violoncello), <strong>Toti Panzanelli</strong> (chitarra elettrica), <strong>Mario Spagnoli</strong> (batteria).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Domenica 5 settembre</strong></p>
<p>Ore 11:00 <em>Poesia e musica</em> &#8211; <strong>José María Micó</strong> (traduttore spagnolo di Dante) – <em>Lectio magistralis</em>.</p>
<p>Ore 15:30 Letture – <strong>Davide Castiglione</strong>, <strong>Marco Corsi</strong>, <strong>Marco Giovenale</strong>, <strong>Umberto Piersanti e altri</strong>.</p>
<p>Ore 17:00 Concerto, <em>Inchiostro</em> – <strong>Anna </strong><strong>Panzanelli</strong> (voce e tastiere), <strong>Ruggero Bonucci</strong> (basso elettrico), <strong>Nicola Pitassio</strong> (batteria).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/se-leuropa-riscopre-le-proprie-radici-culturali/">Se l’Europa riscopre le proprie radici culturali</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.perugiaonline.net/se-leuropa-riscopre-le-proprie-radici-culturali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8216;aspettando POESIÆUROPA&#8217;</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/aspettando-poesiaeuropa-2/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/aspettando-poesiaeuropa-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2020 13:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[‘aspettando Poesiæuropa’]]></category>
		<category><![CDATA[Centro di Poesia & Scritture Contemporanee]]></category>
		<category><![CDATA[libri usciti durante il lockdown]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Poesiaeuropa]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Humanities A.P.S.]]></category>
		<category><![CDATA[Umbr?]]></category>
		<category><![CDATA[Umbrò Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.perugiaonline.net/?p=43881</guid>
		<description><![CDATA[<p> Biografie e autobiografie, habitat personali e biologici, case, riflessioni sull’abitare e sull’economia domestica, storie personali e non, percorsi di traduzione, giochi intorno alla soglia dell’apparente e del non apparente. Libri che si esprimono intorno alla poesia, la quale si presenta al lettore come un ragionamento su se stessa e, quindi, con una funzione meta-letteraria. Traduzioni ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/aspettando-poesiaeuropa-2/">&#8216;aspettando POESIÆUROPA&#8217;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Biografie e autobiografie, habitat personali e biologici, case, riflessioni sull’abitare e sull’economia domestica, storie personali e non, percorsi di traduzione, giochi intorno alla soglia dell’apparente e del non apparente. Libri che si esprimono <em>intorno</em> alla poesia, la quale si presenta al lettore come un ragionamento su se stessa e, quindi, con una funzione meta-letteraria. Traduzioni di immagini in parole, binomi di poesia-ricerca e di tradizione-innovazione, libri cartesiani, condanne della memoria come ricerche di salvaguardia e di consapevolezza che, durante la crescita, qualcosa inevitabilmente si perde. E, ancora, ambiti poetici surrealisti e simbolisti, lavori archeologici condotti sull’<em>Iliade</em>, ferite che diventano possibilità costruttive di sguardo, abbassamenti alla statura di un bambino per ritrovare uno sguardo vergine e in grado di provare ancora stupore; infine, conflitti con una realtà ‘sistemica’ che a volte si esperisce in modo passivo ed io poetici che diventano droni e che, come i droni, sono capaci di visioni dall’alto.</p>
<p>L’itinerario di ‘aspettando Poesiæuropa’ ha analizzato questi ed altri argomenti, riflettendo, ancora una volta, su alcuni temi cruciali del contemporaneo e presentando, in anteprima assoluta, libri usciti durante il lockdown.</p>
<p>Si è conclusa venerdì 25 settembre, con un concerto di Elio Cagnizi Acoustic Quartet, questa edizione ‘speciale’ di ‘Poesiæuropa’, che, inaugurata il 23 settembre, è nata da un’idea dell’Associazione di promozione sociale Spazio Humanities, con il supporto di Umbrò e in collaborazione con il Centro di Poesia &amp; Scritture Contemporanee a cura di Marco Giovenale e Valerio Massaroni. E, ancora, una volta, alla stregua della prima edizione di ‘Poesiæuropa’ – tenutasi nel luglio del 2019 all’Isola Polvese (<a href="https://www.umbrocultura.com/poesiaeuropa/">https://www.umbrocultura.com/poesiaeuropa/</a>) – posta sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo.</p>
<p>«In questo 2020, aspettando di poterci ritrovare per una futura edizione a tutto tondo di Poesiæuropa, proponiamo tre giornate d’eccezione». A dichiararlo, Maria Borio, presidente dell’associazione di promozione sociale Spazio Humanities che, da inizio 2020, gestisce anche il progetto culturale Umbrò Cultura, volto a proporre iniziative sperimentali e innovative incentrate sulla poesia, la narrativa, la storia, la filosofia, le arti visive e la musica al fine di valorizzare la ricerca in ambito culturale. Nello spirito dell’iniziativa Poesiæuropa, che riflette sul valore delle radici umanistiche e sulla situazione culturale e politica europea a partire dalle voci della poesia, sono stati presentati alcuni libri usciti durante il lockdown e il dialogo si è incentrato su alcuni aspetti dell’immaginario del tempo che stiamo vivendo. Nella difficoltà contingente di poter allestire un evento come Poesiæuropa – nato con una radice internazionale, che ha ricevuto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e che lo ha riconfermato per questa edizione e per i prossimi tre anni –, difficoltà condivisa con molte altre attività vitali per lo sviluppo e l’innovazione culturale, l’APS Spazio Humanities ha deciso, infatti, di non proporre un’edizione completa, ma un <em>interim</em>: un momento transitorio in cui il bilancio dei mesi trascorsi e l’attesa per i tempi a venire auspichino una costruzione di progetti. Il motto dell’associazione Spazio Humanities è, dunque, ‘costruiamo visioni!’. Un motto che è stato condiviso con tutti i partecipanti all’iniziativa.</p>
<p>L’attenzione è stata focalizzata su libri usciti durante il lockdown, a cui nessun incontro era stato finora dedicato in maniera programmatica. Tra gli autori presenti, Laura Pugno e Giulio Mozzi con il loro lavoro di scrittura in coppia sul senso della letteratura al presente; Marco Giovenale e Vincenzo Ostuni con uno spaccato sulla poesia di lingua francese; Elisa Biagini e Federico Italiano con libri che affrontano il rapporto tra uomo, natura e politica, e la poetessa inglese Alice Oswald insieme ai traduttori Rossella Pretto e Marco Sonzogni. Spazio, inoltre, a giovani autori, con la presentazione della collana di Interlinea ‘Lyra giovani’ curata da Franco Buffoni, e un reading in presenza che si è tenuto nella giornata conclusiva del 25 settembre. Le case editrici coinvolte sono state: Archinto, Amos Edizioni, Ben-Way Series, Einaudi, Elliot, Interlinea, Interno Poesia, MarcosyMarcos, Terra d’ulivi Edizioni, Sonzogno. Da mercoledì 23 settembre a venerdì 25 settembre, dalle ore 18:00 alle ore 20:00, gli incontri sono stati pensati per un doppio canale di fruizione: le giornate di mercoledì 23 e giovedì 24 si sono svolte via StreamYard e sono state rese fruibili ai numerosi partecipanti attraverso la pagina facebook Umbrò Cultura (<a href="https://www.facebook.com/umbrocultura/">https://www.facebook.com/umbrocultura/</a>). Nella giornata di venerdì 25, invece, si è svolto in presenza e all’interno della Sala Muro di Umbrò, in via S. Ercolano a Perugia, un reading di quattro giovani autori: Franca Mancinelli, Dimitri Milleri, Bernardo Pacini, Federica Ziarelli. Dopo la lettura, a partire dalle 21, si è tenuto un after reading con Elio Cagnizi Acoustic Quartet in concerto – Toti Panzanelli-chitarra; Andrea Rellini-violoncello; Nicola Polidori-batteria; Elio Cagnizi-basso e voce – con brani di musica inedita e edita.</p>
<p>Il primo incontro di mercoledì 23 settembre, con Elisa Biagini e Federico Italiano, si è incentrato sul dialogo intorno a due libri degli stessi autori, usciti in pieno lockdown: rispettivamente, <em>Filamenti </em>di Elisa Biagini e <em>Habitat</em> di Federico Italiano. Queste due opere sono legate a doppio filo dai temi antropologici e storici qui attraversati, dal rapporto tra storia personale e non, dal concetto di habitat personale che si traduce in habitat biologico e nello spazio dell’abitare, come ben messo in luce dalla lettura di alcune poesie da parte dei due autori. C’è poi una costante ricerca condotta sulla lingua, sull’esercizio di traduzione, su un desiderio di leggere, nello spazio di natura della poesia italiana contemporanea, meno retorica. La poesia, specie quella del 2020 – un anno, quest’ultimo, di bilanci –, può avere ancora una funzione di pulizia della lingua dagli elementi retorici che la rendono pesante e inutile.</p>
<p>Spazio, durante il secondo incontro di mercoledì 23 settembre, con Marco Giovenale e Vincenzo Ostuni, a un dialogo sulla scrittrice francese Nathalie Quintane, autrice, fra le altre opere, di <em>Osservazioni</em>, libro uscito oltralpe nel 1997 e tradotto in italiano nel 2003. Avvezza a performance del tutto diverse da quelle cui gli spettatori sono solitamente abituati – il riferimento è alla partecipazione della Quintane a un festival di poesia barcellonese del 2003, durante la quale l’autrice legge alcuni testi francesi tratti da <em>Osservazioni</em> in un inglese non simmetrico rispetto al testo di partenza e lo fa volgendo le spalle al pubblico e alla lingua stessa –, la Quintane organizza i testi di <em>Osservazioni</em> distribuendoli in tre parti, connotate da una sostanziale brevità, da un gioco continuo intorno alla soglia dell’apparente e del non apparente, da una non dis-identificazione, ovvero da un non rifiuto della posizione dell’io, che la scrittrice definisce ‘la parte più politica di ciò che cerco di fare’. ‘Mi faccio da cavia – ha dichiarato la Quintane – perché sono come tutti gli altri’. Quella che emerge è, dunque, una posizione liberale e non ingenua: il problema è la posizione di questo suo ‘io’ rispetto al mondo, un io che è enunciatore dei testi che scrive. Un altro filone di ricerca costante si incentra sul ricorso ad una scrittura senza orpelli e non assertiva, che chiede al lettore di riconoscere ciò che viene detto, togliendogli dei riferimenti, disattendendo di elaborare la sintassi da un punto di vista classico, privandolo della performance in senso proprio. Tutto ciò è stato avvalorato con la lettura di alcuni passi tratti dalle tre parti di cui si compone <em>Osservazioni</em>, un’opera che implica un effetto di straniamento nel lettore e che lo induce ad interpretare i testi (anche) con una risata: la risata è, infatti, uno degli esiti interpretativi legittimi del lavoro della Quintane, che focalizza la sua attenzione sull’oggetto e non su ciò che l’oggetto dovrebbe significare.</p>
<p>Gli incontri di giovedì 24 settembre – in ordine: <em>Oracoli nel presente</em> con Laura Pugno e Giulio Mozzi e mediazione di Maria Borio ed Elena Zuccaccia; <em>Lyra giovani. Una collana di poesia</em> con Franco Buffoni, Tommaso Di Dio, Samir Galal Mohamed e Angelo Nestore; <em>Memorial. I classici, il contemporaneo</em> con Alice Oswald, Rossella Pretto e Marco Sonzogni – hanno teso a presentare altri libri usciti durante il lockdown e a dialogare intorno a questi.</p>
<p>Nello specifico, Laura Pugno e Giulio Mozzi si sono confrontati su <em>Oracolo manuale per poete e poeti</em> (Sonzogno), libro ‘fratello’ di <em>Oracolo manuale per scrittori e scrittrici</em> pubblicato dalla stessa casa editrice, ‘qualcosa di uguale e diverso insieme’, come l’ha definito lo stesso Giulio Mozzi. Laura Pugno si è, dunque, inserita su un modello preesistente, appropriandosi della parte di commento al testo, consapevole che esistono, nel panorama letterario contemporaneo, dei libri che parlano della poesia in altro modo e da punti di vista diversi rispetto a quelli di metrica e di tecnica della versificazione: sono libri che parlano intorno alla poesia, in un momento in cui la narrativa tiene il passo. Ma la poesia, da tempo confinata ‘nel terzo paesaggio dell’editoria’, sta tornando ora verso il centro, presentandosi come un ragionamento su se stessa. Questo <em>Oracolo</em> è un appello all’unità del corpo con la mente, in quanto la poesia è una forma di conoscenza e di pensiero.  La consultazione e l’apprendimento non arrivano in modo normativo, secondo la retorica occidentale, ma seguono, qui, un altro tipo di itinerario: il messaggio giunge in forma sintetica e illuminante, potenzialmente aperta, nella quale il lettore può entrare in modo poroso e non consequenziale. Un gioco intellettuale, dunque, desunto anche dall’esperienza di insegnamento di Giulio Mozzi: ‘insegnando – afferma – ho imparato a discutere con gli allievi circa il lavoro che stiamo facendo sul testo’. Diversi, poi, i passi dell’<em>Oracolo</em> letti dai due autori: ‘Disegna una mappa della tua poesia’ è quello che ci è sembrato più calzante. Cosa significa? Questa mappa è coerente? Produce senso? Si tratta di una mappa interiore o, piuttosto, di una genealogia? Coincide con un andare indietro nel tempo o con un visualizzare la poesia stessa? Un esortativo resta fermo quando si disegna la mappa di una poesia: ‘traducete le immagini in parole’.</p>
<p>Successivamente, in occasione del secondo incontro di giovedì 24 settembre, Franco Buffoni ha presentato alcuni libri di tre giovani autori, trentenni, che, insieme ad altri, tra cui Maria Borio, hanno partecipato alla collana di poesia <em>Lyra giovani</em>, edita per i tipi di Interlinea. Un libro cartesiano, <em>Verso le stelle glaciali</em> di Tommaso Di Dio, un libro geometrico anche nella distribuzione delle poesie, un libro che sogna un metodo e che costruisce un progetto, orientando il lettore con mappe e componimenti notturni disposti alla fine di ogni sezione. Un libro in cui trovarsi, ma in cui ci si può anche perdere, seguendo la traiettoria di ‘stelle glaciali’, ovvero di stelle alla fine della loro vita, quando si accingono a rimanere delle pure attrazioni gravitanti. <em>Damnatio memoriæ</em>, il titolo del libro di Samir Galal Mohamed, dove la condanna della memoria coincide con la ricerca di salvaguardare e con la consapevolezza che, crescendo, qualcosa si perde. Si tratta, allora, di un meccanismo di autodifesa finalizzato a salvare qualcosa. <em>I corpi a mezzanotte</em> di Angelo Nestore, invece, a differenza dei due libri precedenti, non è ancora uscito (la pubblicazione è prevista per fine anno): un’opera in cui il giovane autore trapiantato a Malaga torna all’italiano e lo fa rimanendo ancorato a ‘un ambito surrealista e simbolista’ e a un ‘Barocco-rock’, come l’ha definito Buffoni, di matrice castigliana e salentina. L’indagine è focalizzata sul corpo e sulla sua importanza nel nostro secolo, sul corpo all’ombra di tanti discorsi e sui riti di consapevolezza di ciò che il corpo stesso significa.</p>
<p>Il terzo incontro della giornata di giovedì 24 è stato dedicato all’opera Memorial della scrittrice Alice Oswald e al lavoro di traduzione italiana compiuto da Rossella Pretto e Marco Sonzogni. Si tratta di un lavoro archeologico condotto sull’<em>Iliade</em>, lavoro che permette di portare alla luce qualcosa di antico e ancestrale. Un’opera, dunque, che ha a che fare con la memoria, con la tradizione orale, con il canone letterario occidentale e che conduce, come già detto, un lavoro e uno scavo archeologici sul materiale di partenza, partendo da uno scarto: la focalizzazione sull’essere umano vicino alla morte e sul conseguente lamento dei padri e delle madri. Accantonate le parti strettamente narrative dell’<em>Iliade</em>, infatti, il focus dell’opera si è incentrato sul catalogo degli eroi morti, sulle loro biografie e sulla coda di similitudini che correda il testo. Nonché sulla luminosità, sul bagliore che cattura gli ultimi momenti di un uomo. Un uomo soggetto al caos e non più al volere degli dèi.</p>
<p>L’ultima giornata, quella di venerdì 25 settembre, si è svolta, a differenza delle prime due, in presenza, nella cornice della Sala Muro di Umbrò, a Perugia. Ospiti del reading <em>Attraversamenti, proiezioni, passaggi</em>, quattro giovani autori: Franca Mancinelli, autrice di <em>Tutti gli occhi che ho aperto</em>, Federica Ziarelli con il suo <em>In erba</em>, Dimitri Milleri con <em>Sistemi</em> e Bernardo Pacini con <em>Fly mode</em>. Dagli alberi maestri di Franca Mancinelli – e dalle ferite dei loro tronchi molto segnati che offrono nuove possibilità di sguardo e di uscita dalla propria individualità per essere altro e, quindi, per intraprendere una metamorfosi – all’abbassamento di Federica Ziarelli alla statura di sua figlia-bambina nel suo <em>In erba</em> – al fine di descrivere il mondo dell’infanzia e l’infanzia del mondo da uno prospettiva altra, con uno sguardo non ancora ammorbato, vergine, capace di provare stupore e meraviglia con chiare caratteristiche profetiche e chiaroveggenti ­­–, passando per il conflitto con la realtà come zona difficile a cui accedere, come qualcosa che a volte si esperisce in modo passivo – è questo il caso di <em>Sistemi</em> di Dimitri Milleri, che indaga il suo sé quale struttura fra altre strutture biologiche – e per la modalità con cui il drone, identificato con l’io poetico in <em>Fly mode</em> di Bernardo Pacini, offre una prospettiva sul mondo e permette di liberare il poeta dalla zavorra umana e di dare lui una facoltà tecnologica. Sono stati solo alcuni dei temi indagati dai quattro giovani autori, a chiusura, con il concerto di Elio Cagnizi Acoustic Quartet, della seconda edizione <em>sui generis</em> di ‘aspettando Poesiæuropa’, in attesa – da qui il gerundio – di ritrovare di nuovo questi ed altri scrittori e intellettuali sull’Isola Polvese nel 2021.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/aspettando-poesiaeuropa-2/">&#8216;aspettando POESIÆUROPA&#8217;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.perugiaonline.net/aspettando-poesiaeuropa-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>‘Poesiaeuropa’, il senso di un dittongo</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/poesiaeuropa-il-senso-di-un-dittongo/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/poesiaeuropa-il-senso-di-un-dittongo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2019 13:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Arpa Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Cambiamento Climatico e Biodiversità in ambienti lacustri e aree umide di Arpa Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Poesiaeuropa]]></category>
		<category><![CDATA[Umbr?]]></category>
		<category><![CDATA[Umbrò Cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.perugiaonline.net/?p=43575</guid>
		<description><![CDATA[<p> ‘Die Urhen gehen überall anders / die Urhen gehen überall falsch. / Von einer Mähre gezogen, die Kutsche / braucht einen Tag länger aus Frankfurt. / Wir stehen unter dem Blattwerk / in den Händen glänzt Steinobst. / Die trockenen Früchte am Gaumen / in den Händen fiebert das Glas’. ‘Ovunque gli orologi sono diversi ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/poesiaeuropa-il-senso-di-un-dittongo/">‘Poesiaeuropa’, il senso di un dittongo</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Trasimeno. </span> ‘Die Urhen gehen überall anders / die Urhen gehen überall falsch. / Von einer Mähre gezogen, die Kutsche / braucht einen Tag länger aus Frankfurt. / Wir stehen unter dem Blattwerk / in den Händen glänzt Steinobst. / Die trockenen Früchte am Gaumen / in den Händen fiebert das Glas’. ‘Ovunque gli orologi sono diversi / ovunque gli orologi funzionano male. / Trainata da una cavalla, la carrozza / ci impiegherà un altro giorno ad arrivare da Francoforte. / Viaggiamo sotto le fronde / nelle mani brillano dei noccioli. / La frutta secca accarezza il palato / nelle mani del vetro febbricitante’. <em>Brentano a Lagenwinckel</em> del poeta berlinese Tom Schulz. A rappresentare l’Europa in una piccola isola sospesa su un piccolo lago, la notte del 13 luglio, col cielo trapuntato di stelle e di una luna intera, di stagione, col vento che cambia le direzioni. Perché l’Europa può rifarsi un’anima, proprio muovendo dalle voci della poesia. In principio era il mito. La rappresentazione del Vecchio Continente attinge al racconto della giovane Europa, figlia del re dei fenici rapita dal toro-Zeus. E, poi, ai rivoli mitologici delle storie dei suoi fratelli, approdati su terre ignote con l’intento di scoprirle, conoscerle, colonizzarle. Mettendosi in movimento, incrociando nuovi popoli e culture. Dall’aggettivo <em>europico</em>, coniato da Boccaccio con riferimento al Mediterraneo, all’<em>europaeus</em> di Piccolomini, termine che designa l’unità ideale, politica e culturale, su cui poggia la <em>respublica</em> <em>literaria</em> europea. Da Muratori a Voltaire, da Defoe a Swift, fino alla Giovine Europa di Mazzini, molti sono stati gli intellettuali che hanno riflettuto sull’idea di Europa. Solo per citarne due: Elias Canetti (<em>La lingua salvata. Storia di una giovinezza</em>, Milano, Adelphi, 1995) e Claudio Magris (<em>Danubio</em>, Milano, Garzanti, 1986). Se quella che emerge dal primo romanzo è ‘un’Europa dell’anima’ e ‘delle lingue’, con riferimento ad una nozione di spostamento che è, insieme, un’evoluzione e un ritorno alle origini, la seconda raccolta di racconti, scaturiti attraversando l’Europa centro-orientale e seguendo il corso del fiume e della cortina di ferro, affonda le proprie radici sul <em>Grand Tour</em>, pur stravolgendo il <em>cliché</em> letterario classico in funzione delle molte identità conosciute, unite e divise da quell’unico corso d’acqua dagli innumerevoli nomi e nel quale ci si può bagnare due volte. Testimone, come è stato, di eventi storici che il volto dell’Europa l’hanno cambiato davvero. ‘In un crogiolo che non cessa di ribollire, amalgamare, fondere, bruciare, consumare’.</p>
<p>E, allora, la poesia di Tom Schulz può essere a pieno titolo inserita in questo crogiolo che ribolle, amalgama, fonde, brucia, consuma. Come la sua, anche altre poesie di numerosi poeti europei. Per raccontare le radici umanistiche e spirituali dell’Europa e creare visioni per il futuro. La sera del 13 luglio, nella suggestiva cornice del monastero di San Secondo, un tempo abitato da monaci dell’ordine degli Olivetani, questa poesia di Tom Schulz è stata letta dal poeta tedesco e il testo, in una traduzione di servizio in italiano realizzata dagli studenti della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Perugia, è stato proiettato davanti a un nutrito pubblico che ha raggiunto l’Isola Polvese sul lago Trasimeno per partecipare all’evento Poesiaeuropa, promosso dal progetto culturale Umbrò Cultura e posto sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo. Come questa, altre poesie sono state lette e tradotte dagli studenti di Mediazione Linguistica in occasione delle letture pomeridiane e serali che si sono tenute sull’isola e che hanno registrato la partecipazione, tra gli altri, dei poeti Lorenzo Chiuchiù, Giulia Martini, Sara Ventroni, Anna Maria Farabbi, Nick Laird, Laura Pugno, Marko Pogakar, Luigia Sorrentino, Tom Schulz, Jan Wagner, William Wall.</p>
<p>E proprio il reading ha concluso la giornata del 13 luglio, Poesiaeuropa, che ha saputo raccontare il significato ultimo di un dittongo, del binomio tra poesia e Vecchio Continente e che è stata promossa dalla costituenda associazione di promozione sociale Umbrò Cultura in collaborazione con Umbrò e con il Centro ‘Cambiamento Climatico e Biodiversità in ambienti lacustri ed aree umide’ di Arpa Umbria, il quale ha offerto i propri spazi per lo svolgimento di questa iniziativa, la più importante del progetto culturale ideato da Maria Borio, nei suoi due anni di attività (per gli eventi promossi durante il biennio 2017-2019  si rinvia al sito internet <a href="http://www.umbrocultura.com"><em>www.umbrocultura.com</em></a> e ai canali social del progetto culturale: pagine Facebook, Twitter, Instagram). La giornata del 13 luglio, suddivisa in momenti di dibattito, traduzione e reading, posta sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, patrocinata da ventisette prestigiosi enti ed istituzioni europee, tra cui la Provincia di Perugia – ente proprietario dell’Isola Polvese –, l’Università degli Studi di Perugia, la UPTER di Roma, la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Perugia, l’Accademia di Ungheria e il Goethe Institut, e supportato dalle associazioni Metanoia (che ha realizzato il video-promo-trailer dell’evento), La Balena Bianca, CaLibro, Medium Poesia e SettePiani, si è posto come obiettivo primario una riflessione democratica sull’unità dell’Europa.</p>
<p>‘Si tratta di un evento unico nel suo genere, non solo in Italia, ma anche nel panorama europeo – è stato il commento di Maria Borio, poetessa, dottore di ricerca in <em>Letteratura italiana</em>, redattrice di <em>Nuovi Argomenti</em> e ideatrice del progetto, in occasione della presentazione che si è tenuta la mattina del 13 luglio negli spazi del Centro ‘Cambiamento Climatico e Biodiversità in ambienti lacustri ed aree umide’ di Arpa Umbria –. Un’iniziativa, questa, che vuole portare a una viva discussione sulla situazione culturale e politica europea partendo dalle voci della poesia, per riconsiderare il valore delle radici umanistiche e spirituali dell’Europa e costruire, insieme, visioni per il futuro, muovendo proprio da questa piccola isola e da questo lago. ‘Poesiaeuropa’ – ha proseguito Maria Borio dopo avere ringraziato Umbrò, il Centro ‘Cambiamento Climatico e Biodiversità in ambienti lacustri ed aree umide’ di Arpa Umbria, il comitato scientifico e quello di redazione di Umbrò Cultura per avere supportato l’iniziativa e la Provincia di Perugia (l’Isola Polvese è di proprietà di questo ente) per avere, tra gli altri, patrocinato l’evento – è nata da una scommessa, da una mia idea, dalla necessità artistica, ma anche politica, di mettere in rapporto la <em>comunitas Italiae</em> della poesia con quella europea. Si tratta solo del primo di una lunga serie di passi verso la costruzione di progetti futuri. A fine giugno è arrivata, poi, la lettera, la mail di risposta e di accettazione della mia richiesta di patrocinio direttamente dal Parlamento Europeo’. ‘Sono arrivato a Perugia nel settembre del 2016 – è stato il commento di Stefano Giovannuzzi dell’Università degli Studi di Perugia (una delle istituzioni che ha patrocinato l’evento) e membro del comitato scientifico di Umbrò Cultura –. Avevo conosciuto Maria Borio un anno prima a Torino e questo incontro ha sancito l’inizio di una collaborazione. Credo, infatti, che l’Università debba istituire un rapporto forte con le associazioni culturali e con la società civile. Da qui, lo stretto rapporto tra l’Ateneo perugino e le iniziative promosse dal progetto Umbrò Cultura, iniziative che ruotano attorno a temi cruciali del contemporaneo’.</p>
<p>Alla presentazione del progetto sono seguiti momenti di dibattito, traduzione e reading, che hanno coinvolto tutti i numerosi intellettuali presenti all’Isola Polvese e provenienti da varie parti del continente europeo, e, in alcuni casi, da quello americano: Yari Bernasconi (Svizzera), Petr Borkovec (Repubblica Ceca), Jacob Blakesley (USA), Vera Lúcia de Oliveira (Brasile), Albane Gellé (Francia), Nick Laird (Irlanda), Giorgi Lobzhanidze (Georgia), Miguel Manso (Portogallo), Vicente Luis Mora (Spagna), Els Moors (Belgio), Eiléan Ní Chuilleanáin (Irlanda), Marko Pogačar (Croazia), Tom Schulz (Germania), Jan Wagner (Germania), William Wall (Irlanda), e, dall’Italia, Franco Buffoni, Elisa Biagini, Maria Grazia Calandrone, Stefano Dal Bianco, Andrea Inglese, Federico Italiano, Laura Pugno, Antonio Riccardi, Luigia Sorrentino  e altri.</p>
<p>Alla tavola rotonda moderata da Federico Italiano hanno partecipato Franco Buffoni, Elisa Biagini, Andrea Inglese, Jakob Blakesley, Vera Lúcia de Oliveira, Nunu Geladze, Giorgi Lobzhanidze, Jan Wagner, Eiléan Ní Chuilleanáin e Stefano Giovannuzzi. Un dialogo sulla traduzione, in primo luogo della poesia europea, il loro, sul senso di creare in un altro linguaggio come ha affermato Federico Italiano. Ma anche sul fatto che, come sosteneva Benedetto Croce, citato da Franco Buffoni, i poeti siano intraducibili: da qui, l’importanza di una traduzione di rispetto, ben diversa da quella di servizio, una traduzione che rispetti, appunti, il movimento della lingua del testo di partenza che si dilata nello spazio-tempo e che intessa elementi quali l’intertestualità, la trasformazione in un altro testo, questioni stilistiche e, non da ultimo, il potere di rivivere le cose in un altro modo. Perché c’è un linguaggio del corpo ed un corpo del linguaggio, come ha evidenziato Elisa Biagini, una possibilità di ricreare lo spazio della poesia attraverso la traduzione. ‘Why I need to translate a poetry text?’ è stato il titolo della comunicazione presentata da Andrea Inglese, che ha focalizzato la sua attenzione sulla seconda via della traduzione, quella delle amicizie poetiche coltivata dalle avanguardie artistiche. La traduzione è una modalità di lettura più compiuta: leggere un testo tradotto significa aprire due dimensioni, di critica letteraria e di giudizio, sulla base di una distanza dal testo nella traduzione e di una operazione ermeneutica. Non si tradisce il testo di partenza: a volte si tradisce quello di arrivo, perché ciò che si identifica nella lingua di partenza consente di smontare degli automatismi lirici ed estetici della lingua di arrivo. È questa l’operazione che deve avere compiuto Jakob Blakesley nel suo <em>Translating Italian Poetry</em>, muovendo, ad esempio, dalla poesia di Caproni, Sanguineti e Buffoni, e arrivando a decodificare le differenze epistemologiche sottese al rapporto tra testo originale e testo tradotto. C’è anche una alterità nella traduzione ed è quella che è stata sottolineata da Vera Lúcia de Oliveira, la quale non traduce mai ciò che studia da poco tempo: questo perché non è possibile passare dal processo creativo a quello analitico in breve tempo. Esiste una differenza sostanziale tra scrittura poetica e traduzione, in quanto la prima sottende una epifania, mentre la seconda una analisi intuitiva profonda, uno stato di coscienza allargata. La traduzione come operazione che porta fuori da se stessi e come una approssimazione ed operazione utopica si colloca anche alla base del lavoro del poeta georgiano Giorgi Lobzhanidze e della sua traduttrice Nunu Geladze, intenti a non tradire il testo di partenza, a dire quasi la stessa cosa, come voleva Umberto Eco. Dire quasi la stessa cosa anche tenendo conto, da un lato, dei <em>linguistic devices</em>, come ha ricordato Jan Wagner, che nell’atto della traduzione vede una transazione di culture, un giocare con le figure della lingua, incluse le frasi idiomatiche, dall’altro lato del fatto che la traduzione rappresenti un’esperienza anche per il lettore, come ha detto Eiléan Ni Chuilleanáin, facendo leva sul concetto di movimento da parole a parole. Non da ultimo, come ha rimarcato Stefano Giovannuzzi, storicamente la traduzione, specie nell’alveo della situazione italiana, molto rigida e basata sull’asse Petrarca-Leopardi, è diventata la chiave di volta per creare un varco e riposizionare la poesia. Si pensi al surrealismo spagnolo e a quello francese: in momenti di grossa crisi dislocare altrove il discorso è diventato la via per i poeti italiani di uscita da una sorta di stallo, sia negli anni Quaranta, che negli anni Settanta, quando si è cercata una via di fuga dalle secche della poesia italiana, invischiata nella tendenza classicista.</p>
<p>Le due sessioni pomeridiane, dedicate a ‘Dialoghi sull’Europa’, moderate da Italo Testa e da Lorenzo Cardilli e rappresentate da Maria Borio, Albane Gellè, Federico Italiano, Vicente Luis Mora, Laura Pugno, Jan Wagner, William Wall, Italo Testa, Giorgi Lobzhanidze, Yari Bernasconi, Maria Grazia Calandrone, Eiléan Ní Chuilleanáin, Massimo Gezzi, Miguel Manso, Matteo Marchesini, Valerio Massaroni, Els Moors, Petr Borkovec, Marko Pogakar e Tom Schulz, si sono incentrate sull’attuale situazione politica e culturale del Vecchio Continente da diversi punti di vista. Dalla necessità di immaginare un futuro che muove da una piccola isola di un piccolo lago per rifondare la repubblica delle lettere, uno spazio intellettuale in cui dare voce ad una Europa creata dai poeti, lontana dall’intolleranza e abitata da una forte coscienza identitaria data anche dall’importanza della connessione e dei <em>global balances</em> ai concetti di comunità e di eredità culturale, che fanno sì che la poesia venga interpretata come possibilità <em>altra</em> di percezione e di abbattimento delle frontiere, e la traduzione come transazione di identità politiche, culturali e religiose (il riferimento, è, ad esempio, al caso della Georgia, crocevia di culture fra Est e Ovest). Dalla concezione della lingua come parte di identità culturale, immaginando confini e differenze naturali, ma non antropologiche e concependo la traduzione come potere di trasportare nuclei culturali all’opposizione al radicalismo <em>nonsense</em>, in una sorta di eco collettiva e di condanna di ogni forma di dogmatismo, nel tentativo di mostrare, con la poesia, ‘le cose come sono’, di mettere insieme parole che per secoli non sono state insieme’. E, ancora, dalle radici spirituali ed umanistiche dell’Europa, che sono, insieme, culturali e politiche, all’incontro tra differenti culture, ammiccando anche a fatti di un’attualità stringente, come il caso-Brexit e quello di Carola Rackete, passando per gli anfratti della poesia, i suoi non detti, i suoi spazi da riempire, che altrimenti rimarrebbero schiacciati da altri linguaggi, il senso di umanità che ne traspare nella direzione di una identificazione con l’altro. Perché l’arte, come ha detto Massimo Gezzi citando Laura Pugno, ha bisogno di poco: di un corpo e di una voce. E, poi, del viaggio, dell’armonia, del problema dello spazio come lingua, del cambiamento.</p>
<p>Soffiava un vento leggero, la sera di sabato 13 luglio, un vento che cambiava le direzioni. Verso l’Europa, concepita come uno spazio mentale in cui l’uomo rifiuta il dogma. Non è forse un caso, allora, se il Parlamento Europeo abbia scelto di patrocinare iniziative come questa: l’Europa deve rifarsi un’anima. E può partire dalla poesia, dalla piccola isola di un piccolo lago.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/poesiaeuropa-il-senso-di-un-dittongo/">‘Poesiaeuropa’, il senso di un dittongo</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.perugiaonline.net/poesiaeuropa-il-senso-di-un-dittongo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
