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	<title>Perugia Online &#187; Teatro Morlacchi</title>
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		<title>Perugia, il 7 febbraio al teatro &#8220;Morlacchi&#8221; arriva lo spettacolo &#8220;Vetri Rotti&#8221; con Elena Sofia Ricci e Gian Marco Tognazzi</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Feb 2018 16:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Elena Sofia Ricci, GianMarco Tognazzi, Maurizio Donadoni tre protagonisti straordinari per &#8220;Vetri rotti&#8221;, l’opera del drammaturgo americano Arthur Miller, in scena al Teatro Morlacchi di Perugia, da mercoledì 7 a domenica 11 febbraio. Brooklyn, novembre 1938. Sylvia Gellburg, ebrea, casalinga, viene improvvisamente colpita da un&#8217;inspiegabile paralisi agli arti inferiori. Il medico, Herry Hyman, suo coetaneo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Elena Sofia Ricci, GianMarco Tognazzi, Maurizio Donadoni tre protagonisti straordinari per &#8220;Vetri rotti&#8221;, l’opera del drammaturgo americano Arthur Miller, in scena al Teatro Morlacchi di Perugia, da mercoledì 7 a domenica 11 febbraio. Brooklyn, novembre 1938. Sylvia Gellburg, ebrea, casalinga, viene improvvisamente colpita da un&#8217;inspiegabile paralisi agli arti inferiori. Il medico, Herry Hyman, suo coetaneo e conoscente, è convinto della natura psicosomatica del male e, al tempo stesso, è sentimentalmente attratto dalla donna, mentre il marito di Sylvia, Phillip, non riesce ad accettare quanto sta accadendo. Ben presto emerge che Sylvia è ossessionata dalle notizie delle persecuzioni contro gli ebrei in Germania. Sono gli echi della Kristallnacht, ma forse l&#8217;angoscia della protagonista per quegli avvenimenti si somma ad altre fonti di frustrazione ed inquietudine&#8230;Miller, trattando il tema immenso dell&#8217;Olocausto, torna pacatamente indietro alla ricerca delle proprie percezioni e sensazioni di allora, ambientando questa sua nuova commedia in una Brooklyn isolata e provinciale, soddisfatta della propria mediocrità.</p>
<p>Il regista Armando Pugliese dopo aver a lungo cercato una chiave interpretativa del testo si è risolto a farsi guidare dal titolo con cui l&#8217;autore ha voluto chiamare il dramma. Il collegamento più vistoso è quello con la “Notte dei Cristalli” nome dato dagli stessi nazisti ai tremendi pogrom da loro condotti in Germania, e non solo, nel novembre del 1938, ma il richiamo del titolo è sicuramente riferito anche al progressivo incrinarsi del rapporto matrimoniale dei protagonisti, così come viene fatto di pensare al rituale della rottura del bicchiere nel matrimonio ebraico in memoria della distruzione del tempio di Gerusalemme. La fluidità di questa posizione ha comportato per regia e gli interpreti (nel cast anche Elisabetta Arosio, Alessandro Cremona e Serena Amalia Mazzone) la necessità di assecondare e far vivere ogni &#8216;frammento&#8217; di ciascun personaggio accettandone ambiguità e contraddizioni come un riflesso fedele della realtà. Ecco perché le undici scene diverse che si susseguono senza soluzione di continuità hanno fatto sì che il regista intraprendesse la strada di una sorta di montaggio cinematografico, come se il testo fosse il frutto di una sceneggiatura più che di un percorso di drammaturgia teatrale. Mentre la riflessione storicizzata sui drammatici eventi di quegli anni, lontani geograficamente ma intimamente vissuti come vicinissimi fa da sfondo imprescindibile alla vicenda umana dei personaggi, l&#8217;interrogativo sull&#8217;identità ebraica e sull&#8217;antisemitismo continua per Miller ad essere il fulcro della sua indagine che ci comunica magistralmente e che ci obbliga a riflettere perché ci coinvolge nel profondo.</p>
<p>Giovedì 8 febbraio, alle 17,30, al Teatro Morlacchi, Elena Sofia Ricci, GianMarco Tognazzi e Maurizio Donadoni partecipano all’incontro con il pubblico tenuto dal Prof. Alessandro Tinterri, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo e di Storia e Critica del Cinema dell’Università degli Studi di Perugia. Al termine presso il Caffè del Teatro, l’Azienda agraria <i>Terre de la Custodia</i> offrirà al pubblico una degustazione dei propri vini.</p>
<p>La prevendita dei biglietti viene effettuata, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13, presso l’Agenzia n°2 dell’Unicredit, in Via Mario Angeloni 80 e dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13,30 e dalle 17 alle 20, il sabato dalle 17 alle 20, al botteghino del teatro Morlacchi. Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita. E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria <a href="http://www.teatrostabile.umbria.it">www.teatrostabile.umbria.it</a> e presso il Piccadilly Box Office di Collestrada.</p>
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		<title>Perugia, al teatro Morlacchi arriva lo spettacolo &#8220;Il padre&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2018 12:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/perugia-al-teatro-morlacchi-arriva-lo-spettacolo-il-padre/">Perugia, al teatro Morlacchi arriva lo spettacolo &#8220;Il padre&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Al teatro Morlacchi di Perugia, mercoledì 17 e giovedì 18 gennaio, il pluripremiato testo di Florian Zeller, &#8220;Il padre&#8221;. Lo spettacolo è interpretato con grande sensibilità e maestria da Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere, superbamente affiancati da David Sebasti, Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo e Riccardo Floris, l’apprezzata regia è di Pietro Maccarinelli. Andrea è un uomo molto attivo, nonostante la sua età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer. Anna, sua figlia, che è molto legata a lui, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza. Ma l’inesorabile avanzare della malattia la spinge a proporgli di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che sia la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita. Ma le cose non vanno del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non è affatto deciso a rinunciare alla sua indipendenza.</p>
<p>La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari, ma la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia. Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita dell’autonomia del padre, Andrea, progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà. La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare col sorriso e con ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone. Con grande abilità l’autore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il nostro protagonista incappa, il quale perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dall&#8217;immaginario, ci coinvolge con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico.</p>
<p>Giovedì 18 gennaio, alle 17,30, al Teatro Morlacchi, Alessandro Haber, Lucrezia Lante Della Rovere e la Compagnia partecipano all’incontro con il pubblico tenuto dal Prof. Alessandro Tinterri, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo e di Storia e Critica del Cinema dell’Università degli Studi di Perugia. Al termine presso il Caffè del Teatro, l’Azienda agraria <i>Terre de la Custodia</i> offrirà al pubblico una degustazione dei propri vini. La prevendita dei biglietti viene effettuata, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13, presso l’Agenzia n°2 dell’Unicredit, in Via Mario Angeloni 80 e dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13,30 e dalle 17 alle 20, il sabato dalle 17 alle 20, al botteghino del teatro Morlacchi.</p>
<p>Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita.</p>
<p>E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria <a href="http://www.teatrostabile.umbria.it">www.teatrostabile.umbria.it</a> e presso il Piccadilly Box Office di Collestrada.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/perugia-al-teatro-morlacchi-arriva-lo-spettacolo-il-padre/">Perugia, al teatro Morlacchi arriva lo spettacolo &#8220;Il padre&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Perugia, prosegue &#8220;Art Bonus&#8221;: al via la campagna &#8220;Adotta una poltrona&#8221; al teatro Morlacchi</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 19:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Partirà in questi giorni al Teatro Morlacchi la campagna di comunicazione “Adotta una poltrona” per promuovere la raccolta fondi attraverso l’Art Bonus tra gli abbonati del teatro. Lo storico teatro perugino è, infatti, tra i beni individuati dal Comune di Perugia per Art Bonus 2017 per un importo complessivo previsto di 582.790,00 euro, suddiviso in diversi interventi, quali la manutenzione straordinaria per la sostituzione delle poltrone della platea (€ 112.400,00), la sostituzione delle seggiole nei  palchi (€ 138.990,00), la ristrutturazione dei servizi igienici (€ 200.000,00), la ristrutturazione dei camerini (€ 85.000,00) e il rifacimento del palcoscenico (€ 46.400,00).</p>
<p>Personale dell’ente sarà, dunque, presente nel foyer il 15,16,17 dicembre, per distribuire del materiale illustrativo sul progetto Art bonus e per rispondere alle domande o ai dubbi degli spettatori. Obiettivo dell’iniziativa è di far comprendere appieno le opportunità e gli incentivi fiscali in favore di privati, enti o società che decidono di fare mecenatismo.</p>
<p>Effettuare erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo permette, infatti, un credito d&#8217;imposta pari al 65% detraibile in 3 anni e il contributo donato dal mecenate viene utilizzato dalle amministrazioni per il  recupero e per gli interventi di restauro di beni culturali e storici che danno lustro alla città. Secondo i dati presentati dal Mibact, i moderni mecenati sono stati prevalentemente persone fisiche (il 73%), seguite dalle imprese (20%) e dagli enti (6%). Le persone fisiche hanno donato in media 1.670 euro, le imprese 167.290 euro e gli enti 132.152 euro. Il caso di Perugia riflette appeno questa analisi con 386 mecenati e quasi 400.000,00 donati per il restauro di 13 beni storici.</p>
<p>Conclusi, dunque, i lavori sulla vera del Pozzo Etrusco in piazza Piccinino, il restauro delle Statue dei Giardini del Frontone, il restauro della Porta di San Girolamo, il Comune ha affidato in questi giorni  lavori per il pozzo di San Francesco, ha approvato il progetto esecutivo per la Fonte Lomellina e la chiesa di Ponte Felcino a cui seguiranno il restauro del monumento ai Caduti di Ponte San Giovanni, la Fonte dei Tintori e i portoni di Palazzo dei Priori per un totale di euro €198.000,00.</p>
<p>Intanto, si ricorda che il prossimo 16 dicembre (non il 25 ovembre come precedentemente comunicato) andrà in onda, alle ore 7.00 su Rai 1, la puntata di Settegiorni, il settimanale di approfondimento di Rai Parlamento “Alla scoperta dei mecenati della città di Perugia&#8221;, visibile anche sul sito <a href="http://www.raiparlamento.it/">www.raiparlamento.it</a> , sull’app di RaiPlay e sul sito <a href="http://www.raiplay.it">http://www.raiplay.i</a> Inoltre, fino al 6 gennaio prossimo, sarà ancora possibile votare per la città di Perugia e per le Statue del Frontone, quale Progetto Art Bonus dell’anno direttamente sul portale <a href="http://www.concorsoartbonus.it">www.concorsoartbonus.it</a> (Sezione Progetti per Regione – Umbria). Il concorso è stato indetto da Ales Spa in collaborazione con MiBACT e Promo PA Fondazione per valorizzare l’impegno di mecenati e istituzioni e promuovere ancora di più l’erogazione liberale Art Bonus a favore del patrimonio culturale e artistico italiano.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/perugia-prosegue-art-bonus-al-via-la-campagna-adotta-una-poltrona-al-teatro-morlacchi/">Perugia, prosegue &#8220;Art Bonus&#8221;: al via la campagna &#8220;Adotta una poltrona&#8221; al teatro Morlacchi</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Filippo Timi in scena al teatro Morlacchi con lo spettacolo &#8220;Una casa di bambole&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 11:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La prossima settimana, da martedì 14 a domenica 19 marzo, arriva al teatro Morlacchi di Perugia uno degli spettacoli più attesi della Stagione, &#8220;Una casa di bambola&#8221;, con Filippo Timi, Marina Rocco e Mariella Valentini, Andrea Soffiantini, Marco De Bella, Angelica Gavinelli, Paola Senatore. Scritta da Ibsen nel 1879, l’opera è sempre stata identificata come il manifesto dei diritti delle donne e del loro ruolo nella società e il motivo per il quale viene continuamente presentata in tutto il mondo (perfino in Cina), è il suo tema centrale, sempre attuale perché universale: il confronto tra l’identità maschile e quella femminile.</p>
<p>L’innovativa regia di Andrée Ruth Shammah penetra negli strati dell’affascinante universo dei personaggi, per esplorare la profonda crisi di identità del “maschile” distanziandosi dalle facili interpretazioni che hanno spesso accompagnato il testo e il personaggio di Nora, la sua protagonista, qui interpretata da una sorprendente Marina Rocco. Nora gioca a fare la bambola per imprigionare il marito nel suo ruolo di maschio, fino a quando si stufa e cambia radicalmente, facendolo precipitare in una profonda crisi. È proprio questo il momento in cui si condensa l’attenzione della regista, che da donna, posa il suo sguardo non sulla donna che si ribella, bensì sulla solitudine dei personaggi maschili del testo, tutti interpretati dall’estro espressivo di Filippo Timi.</p>
<p>Il complesso intreccio, avvincente come un thriller e intrigante come un giallo, fatto di sentimenti e passioni, truffe e calcoli, inganni, utopie e rese dei conti, è solo un pretesto che Andrée Ruth Shammah usa per coinvolgerci in un appassionante viaggio nei rapporti tra i diversi e sofisticati ruoli maschili e femminili che popolano il testo ibseniano. Giovedì 16 marzo, alle 17,30, al Teatro Morlacchi, Filippo Timi e Marina Rocco con tutta la compagnia partecipano all’incontro con il pubblico tenuto dal Prof. Alessandro Tinterri, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo e di Storia e Critica del Cinema dell’Università degli Studi di Perugia. Al termine presso il Caffè del Teatro, l’Azienda agraria Terre de la Custodia offrirà al pubblico una degustazione dei propri vini.</p>
<p>La prevendita dei biglietti viene effettuata, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13, presso l’Agenzia n°2 dell’Unicredit, in Via Mario Angeloni 80 e dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13,30 e dalle 17 alle 20, il sabato dalle 17 alle 20, al botteghino del teatro Morlacchi. Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita. E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria <a href="http://www.teatrostabile.umbria.it">www.teatrostabile.umbria.it</a> e presso il Piccadilly Box Office di Collestrada.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/filippo-timi-in-scena-al-teatro-morlacchi-con-lo-spettacolo-una-casa-di-bambole/">Filippo Timi in scena al teatro Morlacchi con lo spettacolo &#8220;Una casa di bambole&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>&#8220;Live in Umbria&#8221;, Enrico Ruggeri con gli storici &#8220;Decibel&#8221; sul palco del teatro Morlacchi</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 12:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Ruggeri]]></category>
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		<category><![CDATA[Teatro Morlacchi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Non si è ancora spento l’eco della “sirena” Carmen Consoli che il Teatro Morlacchi di Perugia è pronto per un nuovo ed attesissimo concerto targato ancora ‘Live in Umbria’. Il nuovo contenitore di eventi umbri firmati Athanor Eventi stavolta presenta Enrico Ruggeri che sabato 25 marzo (ore 21.15) sarà affiancato dagli storici &#8220;Decibel&#8221; per una ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/live-in-umbria-enrico-ruggeri-con-gli-storici-decibel-sul-palco-del-teatro-morlacchi/">&#8220;Live in Umbria&#8221;, Enrico Ruggeri con gli storici &#8220;Decibel&#8221; sul palco del teatro Morlacchi</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Non si è ancora spento l’eco della “sirena” Carmen Consoli che il Teatro Morlacchi di Perugia è pronto per un nuovo ed attesissimo concerto targato ancora ‘Live in Umbria’. Il nuovo contenitore di eventi umbri firmati Athanor Eventi stavolta presenta Enrico Ruggeri che sabato 25 marzo (ore 21.15) sarà affiancato dagli storici &#8220;Decibel&#8221; per una tappa del loro nuovo tour. A distanza di 40 anni, infatti, la reunion dello storico gruppo punk di Ruggeri si è tradotta nel nuovo &#8220;Noblesse oblige&#8221;, un album con 12 brani inediti e 3 grandi successi in uscita il 10 marzo 2017, ed un tour in partenza il 17 marzo: 10 tappe in tutta Italia in cui i Decibel, pionieri italiani del punk, presenteranno dal vivo il loro disco. Sul palco del Morlacchi, scelto personalmente dallo stesso Ruggeri che non voleva mancare a Perugia per questo ‘Noblesse oblige – In Tour’, salirà la band nella sua formazione originale composta dal celebre cantante e dai suoi ex compagni di liceo. Il disco ‘Noblesse oblige’ arriva a 40 anni dalla nascita dei Decibel, fondati infatti tra i banchi di scuola del Liceo Berchet di Milano, nel pieno della diffusione del punk in tutto il mondo, da Ruggeri e gli amici Silvio Capeccia e Fulvio Muzio.</p>
<p>L’album, disponibile in tutti i negozi dal 10 marzo 2017 e già in preorder su Amazon in una Superfan Limited Edition, contiene 12 tracce inedite e 3 vecchi successi della band tra cui ‘Contessa’ e una versione in inglese del brano ‘Vivo da Re’. Primo estratto dall’album è ‘My my generation’, il nuovo singolo in radio e in tutti gli store digitali da venerdì 24 febbraio. Un ritmo incalzante sottolinea quella che si è dimostrata essere la grande sorpresa del 2017: un brano fuori da ogni schema, il passato che diventa futuro, la generazione del rock che colpisce ancora. Tra suoni vintage e slogan cantati la canzone si conclude citando tutti i numi tutelari del punk.</p>
<p>Così i &#8220;Decibel&#8221;annunciano l’uscita del disco: &#8220;Proviamo a scrivere delle canzoni: se riteniamo non siano all&#8217;altezza degli album pubblicati dai Decibel, che vengono ricordati ancora oggi a 40 anni di distanza, buttiamo via tutto. Questo è quello che ci siamo detti prima di cominciare a registrare. L&#8217;album uscirà: abbiamo vinto anche con il nostro passato&#8221;. &#8220;&#8216;Noblesse oblige’ &#8211; racconta Enrico Ruggeri &#8211; non nasce come operazione-nostalgia, è un album nuovo di zecca con un sound inimitabile, senza sequenze pre-registrate e senza i soliti suoni elettropop: sul palco Silvio Capeccia suona solo tastiere d&#8217;epoca, dal mellotron al minimoog fino al mitico organo Vox Continental. Il terzo protagonista sarà Fulvio Muzio, chitarrista innovativo oggi più di allora. Con noi sul palco anche la super band che ha collaborato all&#8217;album, Lorenzo Poli al basso, Massimiliano Agati alla batteria e Paolo Zanetti alla chitarra. Da ‘Contessa’ alle nuove canzoni, ci sono tutti i presupposti per un evento storico&#8221;.</p>
<p>La manifestazione non si ferma però solo al Teatro Morlacchi di Perugia, che il 28 febbraio scorso ha visto protagonista Carmen Consoli con “Eco di sirene tour” ed il 25 marzo invece avrà ospite Ruggeri con i Decibel ed in collaborazione con il Comune di Perugia: il nuovo brand è stato pensato al momento, tra concerti, danza e teatro, anche per il Teatro Nuovo ‘Gian Carlo Menotti’ di Spoleto in collaborazione con il Comune di Spoleto e lo Spazio Fabbrica di Lugnano in Teverina in collaborazione con l’amministrazione comunale di Lugnano in Teverina. A Spoleto, dopo che la Compagnia Nazionale Raffaele Paganini e con la regia e coreografia di Luigi Martelletta ha portato già in scena ‘Il lago dei cigni’, si proseguirà il 1 aprile con l’anteprima nazionale del nuovo progetto musicale di Max Gazzè, ‘Alchemaya’, l’opera “sintonica” insieme alla Bohemian Orchestra di Praga.</p>
<p>A Lugnano in Teverina, dopo l’avvio con Barbara De Rossi, il 12 marzo sarà la volta dell’eclettica attrice Emanuela Grimaldacon ‘Le difettose’, monologo per sette particolari personaggi femminili; il 26 marzo il quintetto composto da Marco Morandi, Matteo Vacca, Francesca Milani, Francesca Bellucci e Ludovica Didonato porteranno in scena lo spettacolo ‘Insieme a te non ci sto più’ commedia divertente ambientata nel 1989 con storie di giovani e le loro incerte aspirazioni; l’ultimo appuntamento il 9 aprile sarà un evento musicale rivolto alla solidarietà verso i comuni colpiti dal recente sisma. La Trasimeno Clearwater Revival capeggiata da Fiorello Primi presidente dell’Associazione Borghi più belli d’Italia in Umbria si esibiranno in concerto con l’intento di devolvere l’incasso ai borghi umbri feriti dal terremoto. &#8220;Live in Umbria&#8221; vuole mettere in rete, in un unico progetto culturale, tutti gli eventi per promuove lo spettacolo dal vivo in Umbria e per garantire la qualità ed il livello culturale dell’offerta. Ad idearlo è stata l’associazione Athanor Eventi che da oltre venti anni organizza in Umbria, nella provincia di Perugia e Terni, eventi di spettacolo dal vivo (stagioni teatrali, rassegne, festival, concerti). I biglietti per gli eventi sono acquistabili sul circuito <a href="http://www.tickeitalia.com/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.tickeitalia.com&amp;source=gmail&amp;ust=1488968830072000&amp;usg=AFQjCNGtnRfCoJ8LKTCyXgOKjy7L5miiuA">www.tickeitalia.com</a>.</p>
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		<title>&#8220;Live in Umbria&#8221;, Carmen Consoli verso il tutto esaurito al teatro Morlacchi</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 10:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Carmen Consoli]]></category>
		<category><![CDATA[Live in Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Morlacchi]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Sono pochi ancora i posti disponibili per poter assistere alla tappa perugina del nuovo tour teatrale di Carmen Consoli. Sarà quindi un teatro Morlacchi di Perugia gremito, visto che si sta andando verso il tutto esaurito, quello che accoglierà la cantante siciliana. Il terzo appuntamento del nuovo tour teatrale di Carmen Consoli (il 25 febbraio il tour prederà il via da Belluno) è infatti con il Morlacchi per un atteso concerto targato &#8220;Live in Umbria&#8221;, nuovo contenitore di eventi umbri firmati Athanor Eventi. Martedì 28 febbraio 2017 la “cantantessa” arriverà con &#8220;Eco di Sirene Tour Teatrale&#8221;, un nuovo progetto in trio ma antitetico rispetto al power trio del precedente ‘L’abitudine di tornare’: sul palco in punta di plettro sarà affiancata stavolta dal violino e violoncello rispettivamente di Emilia Belfiore e Claudia della Gatta.</p>
<p>Protagonisti saranno un suono e degli arrangiamenti molto sperimentali, pensati appositamente per la formazione con archi e chitarra acustica. Il tour registra già 10 sold out di fila nelle prime 10 date. Il nuovo live nei teatri, prima ancora della partenza, mette quindi a segno i suoi primi successi. Un progetto magico ed originale che rispecchia l&#8217;anima di grande sperimentatrice di Carmen, una delle più apprezzate artiste italiane. Innovatrice, eclettica e poliedrica, Carmen Consoli continua a sperimentare e dopo un tour nei palazzetti con un’eccezionale band, una tournée nelle arene estive in trio rock tutto al femminile e un live nei teatri con una formazione acustica di 8 musicisti polistrumentisti, con &#8220;Eco di Sirene&#8221; torna in teatro con un nuovo progetto, per un ritorno live attesissimo.</p>
<p>&#8220;Eco di sirene&#8221; è l&#8217;evoluzione di uno dei progetti più amati ed originali dell’artista siciliana: ‘L&#8217;anello mancante’ (2008), un tour teatrale con il quale ha registrato il tutto esaurito in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, dominando la scena sola sul palco con le sue sei chitarre acustiche. Ed ‘Eco di sirene’ si apre infatti con un breve set di sola voce e chitarra. Dopo aver visto il debutto del suo tour teatrale della scorsa stagione all’Auditorium San Domenico di Foligno nell’ambito della rassegna ‘Foligno Musica’, non poteva quindi mancare ancora in Umbria anche l’appuntamento con il Teatro Morlacchi che Athanor Eventi ha potuto organizzare grazie alla collaborazione del Comune di Perugia (i biglietti del concerto sono in vendita sul circuito <a href="http://www.tickeitalia.com/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.tickeitalia.com&amp;source=gmail&amp;ust=1488360313557000&amp;usg=AFQjCNEelWTfd3gSRPxXSJall-QLp8bFEQ">www.tickeitalia.com</a> o nei punti vendita Ticket Italia).</p>
<p>La programmazione al Morlacchi proseguirà poi con Enrico Ruggeri affiancato dagli storici Decibel (25 marzo). &#8220;Live in Umbria&#8221; non si ferma però solo al Teatro Morlacchi di Perugia: il nuovo brand è stato pensato al momento, tra concerti, danza e teatro, anche per il Teatro Nuovo ‘Gian Carlo Menotti’ di Spoleto e lo Spazio Fabbrica di Lugnano in Teverina. A Spoleto, dopo che la Compagnia Nazionale Raffaele Paganini e con la regia e coreografia di Luigi Martelletta ha portato già in scena &#8220;Il lago dei cigni&#8221;, si proseguirà il 1 aprile con l’anteprima nazionale del nuovo progetto musicale di Max Gazzè,&#8221;Alchemaya&#8221;, l’opera “sintonica” insieme alla Bohemian Orchestra di Praga.</p>
<p>A Lugnano in Teverina, dopo l’avvio con Barbara De Rossi, il 12 marzo sarà la volta dell’eclettica attrice Emanuela Grimaldacon ‘Le difettose’, monologo per sette particolari personaggi femminili; il 26 marzo il quintetto composto da Marco Morandi, Matteo Vacca, Francesca Milani, Francesca Bellucci e Ludovica Didonato porteranno in scena lo spettacolo ‘Insieme a te non ci sto più’ commedia divertente ambientata nel 1989 con storie di giovani e le loro incerte aspirazioni; l’ultimo appuntamento il 9 aprile sarà un evento musicale rivolto alla solidarietà verso i comuni colpiti dal recente sisma. La Trasimeno Clearwater Revival capeggiata da Fiorello Primi presidente dell’Associazione Borghi più belli d’Italia in Umbria si esibiranno in concerto con l’intento di devolvere l’incasso ai borghi umbri feriti dal terremoto.</p>
<p>&#8220;Live in Umbria&#8221; vuole mettere in rete, in un unico progetto culturale, tutti gli eventi per promuove lo spettacolo dal vivo in Umbria e per garantire la qualità ed il livello culturale dell’offerta. Ad idearlo è stata l’associazione Athanor Eventi che da oltre venti anni organizza in Umbria, nella provincia di Perugia e Terni, eventi di spettacolo dal vivo (stagioni teatrali, rassegne, festival, concerti). I biglietti per gli eventi sono acquistabili sul circuito <a href="http://www.tickeitalia.com/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.tickeitalia.com&amp;source=gmail&amp;ust=1488360313557000&amp;usg=AFQjCNEelWTfd3gSRPxXSJall-QLp8bFEQ">www.tickeitalia.com</a>.</p>
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		<title>Un dissacrante, corsaro &#8220;Vangelo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2016 10:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “(&#8230;) restano i vangeli, che hanno la loro serie di problemi – così, l’iraniano Reza Aslan, sociologo delle religioni, nella nota introduttiva al volume di cui è autore, Gesù il ribelle: Gesù, l’ebreo, “che visse nell’epoca più tumultuosa nella storia della terra santa”, della Palestina dell’anno zero –. Per cominciare, con la possibile eccezione del vangelo di Luca, nessuno dei vangeli è stato scritto dalla persona da cui ha preso il nome. (&#8230;) i vangeli non sono e mai hanno voluto essere una documentazione storica della vita di Gesù (&#8230;). Sono testimonianze di fede composte da comunità di fede, scritte molti anni dopo gli eventi che descrivono. Detto semplicemente, i vangeli parlano di Gesù il Cristo, non dell’uomo Gesù”. Al termine dello spettacolo di cui conduce la regia, “Vangelo”, in scena al teatro Morlacchi di Perugia da venerdì 4 novembre a domenica 6 novembre, Pippo Delbono, col canovaccio in mano, e sul palco con gli attori – fra gli altri, Gianluca Ballarè, Margherita Clemente, Simone Goggiano, Nelson Lariccia, Gianni Parenti ed Alma Prica – dichiara che, forse, sarebbe diventato “cristiano”, se il Cristo gli fosse stato presentato, semplicemente, come un uomo. “Il Gesù che ci è dato raggiungere coi mezzi della storiografia – come scriveva Aslan –. Il resto – prosegue – è materia di fede”.</p>
<p>Consapevole che avrebbe dato un dolore certo a sua madre – la quale gli avrebbe chiesto espressamente, come lo stesso regista ligure ha affermato, di fare uno spettacolo sul Vangelo: “Così dai un messaggio d’amore” –, nel concepire, per poi trasporlo in scena, un “Vangelo” corsaro, a tratti irriverente e dissacrante, scanzonato, a tratti volutamente kitsch, Delbono estende la sua ricerca, in ambito teatrale, alla creazione di un linguaggio personale in cui “il verbo” è in grado di incarnarsi in una feroce contemporaneità, fatta di guerre, di approdi, disperati, alla terra promessa, delle storie dei migranti, dei rifugiati – il riferimento è al centro di accoglienza PIAM di Asti –, di resistenza alla morte. Quando la vita può essere guardata, illuminata, scandagliata, senza timore alcuno. Quando anche la musica – è lo stesso Delbono, mentre legge vorticosamente le pagine del suo canovaccio, salendo sul palco, camminando fra gli spettatori, in un continuo scambio fra realtà e finzione, che, da un punto di vista spaziale, ricorda certi allestimenti beckettiani, a fare richiesta “della musica, della musica e basta” – si trasforma in un atto di coraggio, di disarmo, sugli arrangiamenti ed il coro polifonico di Enzo Avitabile. Quel “verbo”, allora, si biforca, ramificandosi ancora, nelle voci di tanti Cristi che si sono fermati nei luoghi-non luoghi degli ospedali, delle carceri, dei centri di accoglienza, in Italia come in Francia, in Romania come in Russia, e poi in America Latina, in Africa, in Medio Oriente: un mondo altro, quello raccontato dalla compagnia teatrale di Delbono – il lavoro corale è nato a Zagabria, con l’orchestra, il coro, gli attori e i danzatori del Teatro Nazionale Croato –, non irretito nel mistero della fede, degli incensi, del bigottismo di una morale che condanna il peccato, l’amore, finanche la felicità, nei dogmi, negli assiomi, nei divieti. Un mondo in cui “è l’uomo ad aver creato Dio”, in cui i crocefissi campeggiano sui muri scrostati di edifici degradati, senza Madonne, e senza affreschi, senza riti: c’è, su quella croce, lo stesso Cristo sofferente, e umano, de Il Vangelo secondo Matteo di Pierpaolo Pasolini (1964), e non Barabba; c’è una donna, una peccatrice, e poi ci sono i versetti del Vangelo secondo Giovanni: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”, ci sono le cose sante che, come si legge nel Vangelo secondo Matteo, non vanno date ai cani, così come “le perle non vanno gettate davanti ai porci”; ci sono delle sedie vuote, e dei personaggi, pirandelliani, che vi si siedono, con la loro urgenza di rompere gli schemi delle convenzioni sociali, della “forma”.</p>
<p>L’allestimento, allora, ne risulta costantemente abbozzato, come se gli attori stessi fossero immersi in una costante prova generale, più che in una rappresentazione teatrale compiuta: una evoluzione continua, una ricontestualizzazione della parola, sempre nuova, sempre in essere, in divenire, che trova nell’atto teatrale una forma di condivisione. E le perle, quelle che non devono essere gettate davanti ai porci, sono rappresentate da “corpi senza menzogna”, da “persone che si ritrovano nella loro stessa natura”. Allora il verbo si incarna nella sindrome di down di Gianluca, nel sordomutismo di Bobò, nella condizione di clochard di Nelson: “il Vangelo mi intriga – ha dichiarato Delbono in una recente intervista (a cura di Ana Tonkovič Dolenčić) –. Contiene messaggi che mi sembrano importanti. Semplici, ma allo stesso tempo rivoluzionari. Quando si leggono le parole del Vangelo staccate da una visione moraleggiante, quando si arriva alla sostanza, si scopre che si sta parlando d’amore (&#8230;). La fede esiste in quello spazio in cui non capiamo, non vediamo”. La vera rivoluzione sembra coincidere con il sovvertimento delle false morali addotte per una certa ipotesi di Dio. Specie se questa rivoluzione è innescata sulle note di Andrew Lloyd Webber, autore della colonna sonora di Jesus Christ Superstar.</p>
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		<title>Amedeo Amodio e il simulacro dello Schiaccianoci</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2016 11:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Schiaccianoci]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Morlacchi]]></category>

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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/amedeo-amodio-e-il-simulacro-dello-schiaccianoci/">Amedeo Amodio e il simulacro dello Schiaccianoci</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Una catasta di coloratissimi giocattoli, ed un audace “burattinaio”, Drosselmeier, che la muove, la inventa, l’alterna con giochi <em>altri</em>, fatti di ombre, di proiezioni e di video, atti a risvegliare timori infantili, “dando vita ai sogni, alle paure e ai desideri” di due bambini, Clara e Fritz. Non in una notte qualunque, ma durante la vigilia di Natale – come ne “Lo schiaccianoci e il re dei topi” di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, editato a Berlino nel 1816, e 22 anni dopo, tradotto in francese e “reinterpretato”, nel 1844, da Alexandre Dumas –, quando la famiglia si riunisce, per scambiarsi doni, che, se inseriti nell’ingranaggio della fantasia e della rivisitazione fiabesca, diventano correlativi oggettivi in grado di trasformarsi in idee, in incantesimi.</p>
<p>Ne “Lo schiaccianoci” di Amedeo Amodio, danzatore e coreografo milanese – direttore della compagnia dell’Aterballetto fino al 1996, del corpo di ballo del teatro dell’Opera di Roma fino al 2000, e direttore artistico della compagnia di danza del teatro Massimo di Palermo &#8211; viene fornita una chiave di lettura simbolica, giocosa, onirica ad uno dei balletti più celebri del repertorio classico, sulle musiche di Čajkovskij, con le scene ed i costumi ideati per Aterballetto dall’animatore e illustratore genovese Emanuele Luzzati per la versione del 1989, e con primi ballerini, solisti ed il corpo di ballo del Balletto Nazionale DCE (una produzione “Daniele Cipriani Entertainment”).</p>
<p>“Ho voluto rimanere il più possibile fedele al racconto originale di Hoffmann – ha commentato Amodio nelle note di regia –: la realtà vista con gli occhi di una bambina, Clara (interpretata da Giulia Neri; Clara, in età adulta, è invece interpretata da Anbeta Toromani, n.d.r.), che conserva il senso della ‘realtà magica’, il fantastico presente nella quotidianità dove i confini fra il mondo dell’immaginario e la realtà di tutti i giorni sono così attenuati che, a volte, non sappiamo quale sia più vero e più concreto. Il padrino Drosselmeier (interpretato da Valerio Polverari, n.d.r.) è artefice – ha proseguito il coreografo e regista lombardo –: inventa le ombre, muove i giocattoli, dando vita ai sogni, alle paure, ai desideri di Clara. Ma è anche difensore del mondo dell’immaginario che molto spesso gli adulti cercano di annientare”. L’occhio di Clara è una lente deformata, divertita e curiosa che riflette, rendendoli grotteschi o animandoli, i personaggi e i giocattoli arrugginiti, come uno schiaccianoci di legno decorato, donatole in dono, e destinato a prendere vita, a combattere contro “il re dei topi”, a trasformarsi in principe, al contrario di quelli che venivano esposti sulle bancarelle dei mercatini natalizi della Germania ottocentesca. Clara se ne innamora e, nella dimensione onirica del suo inconscio, sempre architettata e scandita dalle lancette degli orologi e dalle mani demiurgiche del padrino-precettore Drosselmeier, il cui occhio, a differenza di quello della bambina, è coperto da una benda – riferimento, questo, secondo la lettura che del racconto originale fa Agamben, al fatto che questo personaggio non possa essere traghettato dall’aiutante, lo Schiaccianoci, verso il regno della grazia e della salvezza –, riconosce nella difformità del suo Schiaccianoci – rotto dal fratello Fritz – la vera meraviglia, catapultandosi con lui in un paese edulcorato con zucchero e confetti.</p>
<p>Come rendere visivamente questi segni, questo canovaccio di notazione coreografica? La rappresentazione scenica dei fiocchi di neve, e, poi, nel II atto, le danze spagnola, araba, cinese, russa, le esibizioni dei saltimbanchi, l’allusione a Mozart, nella scena dei “flautini”, Papageno e Papagena, tratti da “Il flauto Magico”, e il celeberrimo <em>pas de deux</em>: audaci, polimaterici e policromatici, i costumi di scena di questo spettacolo, gli stessi che Luzzati – illustratore, fra le altre opere, delle “Fiabe scelte dei fratelli Grimm” per le edizioni Olivetti nel 1988 – ideò per la versione della fine degli anni Ottanta del secolo scorso, inserendo “Lo schiaccianoci” in un progetto più ampio, che arreca la firma di Daniele Cipriani, e che è volto al recupero del repertorio classico del balletto. Oggetti e costumi, scenografie per cui ed in cui l’illustratore genovese dichiara di aver “lavorato a collage”, che sopperiscono ad una a volte non troppo definita “notazione coreografica”, con una non sempre precisa disposizione dei ballerini sulla scena, ed una non definitezza costante delle linee dei singoli danzatori – nei grand-jeté, nelle pirouettes, negli arabesques –, e, più in generale, di quelle diagrammatiche del corpo di ballo.</p>
<p>Un allestimento, ed una rappresentazione scenica, distanti, dunque, volutamente, dalla versione del direttore-coreografo dei balletti imperiali di San Pietroburgo, Marius Petipa, il quale, nella prima metà dell’Ottocento, eliminò i risvolti più inquietanti del racconto di Hoffmann, esaltando il sistema valoriale dell’amore, dei prodigi, del <em>divertissement</em>. La figura dello Schiaccianoci-aiutante, deforme, monco, eppure in grado di sfidare il Re Topo, e di far innamorare Clara, è, invece, riabilitato in tutta la sua profondità psicologica nello spettacolo di cui Amodio conduce la regia.</p>
<p>“Anche fra le cose si danno aiutanti – si legge, a tal proposito, ne “Il giorno del Giudizio” di Giorgio Agamben –. Ciascuno conserva questi oggetti inutili, metà ricordo e metà talismano, di cui un po’ si vergogna, ma a cui non vorrebbe per nulla al mondo rinunciare. Si tratta, a volte, di un vecchio giocattolo sopravvissuto alle stragi infantili, di un astuccio di scolari che custodisce un odore perduto o di una maglietta striminzita che continuiamo, senza ragione, a tenere nel cassetto (&#8230;). Sono i personaggi che il narratore dimentica alla fine della storia, quando i protagonisti vivono felici e contenti fino alla fine dei loro giorni; ma di loro, di quella ‘gentaglia’ inclassificabile cui, in fondo, devono tutto, non si sa più nulla”.</p>
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		<title>Giovanni Allevi raddoppia: annunciata una seconda data al teatro Morlacchi di Perugia</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2016 14:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[concerto]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Si aggiunge una seconda data al teatro Morlacchi di Perugia per Giovanni Allevi. Visto il grande successo delle prevendite, che hanno portato rapidamente al sold out il concerto di mercoledì 25 maggio, la rassegna Umbria Eventi d&#8217;Autore ha annunciato un secondo appuntamento con il geniale pianista e compositore, giovedì 26 maggio, sempre nello splendido teatro perugino. A quattro anni ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Si aggiunge una seconda data al teatro Morlacchi di Perugia per Giovanni Allevi. Visto il grande successo delle prevendite, che hanno portato rapidamente al sold out il concerto di mercoledì 25 maggio, la rassegna Umbria Eventi d&#8217;Autore ha annunciato un secondo appuntamento con il geniale pianista e compositore, giovedì 26 maggio, sempre nello splendido teatro perugino. A quattro anni dal disco di Platino &#8220;Alien&#8221; e dopo l’esperienza sinfonica dell’album &#8220;Sunrise&#8221;, contenente il concerto per violino e orchestra in Fa minore, Giovanni Allevi torna al pianoforte solo con un nuovo progetto e un titolo che è una vera e propria affermazione d’amore nei confronti dell’esistenza: &#8220;Love&#8221;, un viaggio nell’anima per tornare ad amare il mondo.</p>
<p>Anticipato dai singoli &#8220;My family&#8221; e &#8220;Loving You&#8221;, il nono album di studio del pianista, compositore e direttore d&#8217;orchestra è l’ultima tappa di un percorso di crescita artistica e umana. Nelle 13 tracce dell&#8217;album, che Allevi riproporrà al pianoforte nelle 2 serate di Perugia, il 25 e il 26 maggio al Morlacchi, c&#8217;è l’amore romantico di &#8220;Loving you&#8221;, quello quotidiano di &#8220;Come with me&#8221; e quello fisico di &#8220;Lovers&#8221;, fino ad arrivare al cosmico desiderio di libertà di &#8220;Asteroid 111561&#8243; (dal nome dell’asteroide che la Nasa ha recentemente dedicato al musicista). Ma &#8220;Love&#8221; è anche e soprattutto una dichiarazione d&#8217;amore per il suo pubblico che da oltre venti anni lo segue con costante affetto. Anche per questo, per la prima volta nella sua carriera, Allevi nella fase finale della lavorazione dell&#8217;album ha voluto con sé anche i suoi fan, invitandoli ad entrare in studio di registrazione e rendendoli partecipi così in prima persona della musica che stava nascendo.</p>
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		<title>Al teatro Morlacchi di Perugia in scena &#8220;Eneide di Krypton&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 14:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Eneide di Krypton]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Cauteruccio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Proseguono le iniziative nate dalle collaborazioni tra il Teatro Stabile dell’Umbria e le maggiori istituzioni culturali della Regione. In seguito al protocollo d’intesa triennale con l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, da lunedì 11 a mercoledì 13 aprile, al Teatro Morlacchi, l’artista Giancarlo Cauteruccio, docente di scenografia, terrà un laboratorio dal titolo “Lo spazio scenico tra ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Proseguono le iniziative nate dalle collaborazioni tra il Teatro Stabile dell’Umbria e le maggiori istituzioni culturali della Regione. In seguito al protocollo d’intesa triennale con l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, da lunedì 11 a mercoledì 13 aprile, al Teatro Morlacchi, l’artista Giancarlo Cauteruccio, docente di scenografia, terrà un laboratorio dal titolo “Lo spazio scenico tra mito e contemporaneità”, nel corso del quale gli studenti approfondiranno le tecniche della macchineria teatrale e la pratica del palcoscenico come luogo dell’illusionismo prospettico nella messa in scena contemporanea.</p>
<p>A conclusione del progetto, mercoledì 13 aprile, alle 21, al teatro Morlacchi andrà in scena lo spettacolo cult del teatro italiano contemporaneo, &#8220;Eneide di Krypton&#8221;, in una speciale edizione che il regista e interprete Giancarlo Cauteruccio realizza con gli studenti dell&#8217;Accademia che hanno partecipato al laboratorio. Lo spettacolo, che vede l&#8217;importante contributo musicale dei Litfiba &#8211; Beau Geste e i danzatori performer Martina Belloni, Giorgio Coppone, Marta Tabacco, dopo trent’anni si arricchisce dell’esperienza maturata dagli artisti, del mutato punto di vista delle nuove possibilità tecnologiche e non ultimo di un senso critico verso i linguaggi delle arti sceniche.</p>
<p>In questo allestimento l’energia creativa ed espressiva che dall’opera virgiliana discende di nuovo sui suoi cantori contemporanei, apre ancora una volta un nuovo orizzonte percettivo. Quel che fu raccontato solo con la musica nella prima edizione, viene oggi interpretato come testimonianza viva del testo virgiliano per conferirgli una nuova vibrazione: la voce di Cauteruccio e la musica di Litfiba &#8211; Beau Geste si combinano in un&#8217;azione interdisciplinare di forte coinvolgimento sensoriale.</p>
<p>E’ un racconto fortemente contemporaneo che si misura con il tempo presente e si spinge in avanti a indagare nuovi territori scenici e musicali, senza però tradire l&#8217;essenza dei brani storici, presenti e sedimentati anche nella memoria degli spettatori.  Una vera e propria scossa di suono, voce, luce attraverso l&#8217;immagine digitale e la tridimensionalità del laser. “Dopo trent&#8217;anni torno a confrontarmi con l’Eneide, &#8211; racconta Cauteruccio &#8211; con gli scenari e gli dei di un mito fondativo per la storia dell’occidente, quello virgiliano, e per la mia ricerca artistica quello del segno tecnologico e elettronico meglio conosciuto attraverso il laser. Mi ritrovo adesso nella scena, nel tentativo di rivivere il viaggio di un&#8217; opera che ha segnato l&#8217;intera mia carriera. Chiamato dal progetto a offrire la voce alle parole virgiliane, mi vedo nella luminosa scena come un caparbio interprete che si illude di potersi riappropriare di quella materia espressiva esile e leggera, con il mio corpo pesante, goffo e provato dal tempo: improvvisare un improbabile e disorientato direttore d’orchestra, che si ritrova a giocare con il più importante giocattolo della sua vita. Questa nuova <em>Eneide</em> si trasforma in una immersione emozionale in quelle notti di trent&#8217;anni fa trascorse a pensare come affrontare il poema, come fuggire dalle parole per tradurle in immagini e in suoni, con lo sguardo più di un pittore che di un regista”.</p>
<p>Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita. E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria <a href="http://www.teatrostabile.umbria.it">www.teatrostabile.umbria.it</a>.</p>
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		<title>A Perugia dal 4 al 6 marzo &#8220;Una giornata particolare&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 11:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Al teatro Morlacchi di Perugia, da venerdì 4 a domenica 6 marzo, la trasposizione teatrale del capolavoro cinematografico di Ettore Scola, “Una giornata particolare”, nei ruoli ricoperti a suo tempo da Sophia Loren e Marcello Mastroianni vedremo Giulio Scarpati e Valeria Solarino, al loro fianco Toni Fornari, Guglielmo Poggi, Anna Ferraioli, Elisabetta Mirra e Paolo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Al teatro Morlacchi di Perugia, da venerdì 4 a domenica 6 marzo, la trasposizione teatrale del capolavoro cinematografico di Ettore Scola, “Una giornata particolare”, nei ruoli ricoperti a suo tempo da Sophia Loren e Marcello Mastroianni vedremo Giulio Scarpati e Valeria Solarino, al loro fianco Toni Fornari, Guglielmo Poggi, Anna Ferraioli, Elisabetta Mirra e Paolo Minnielli.</p>
<p>“Abbiamo deciso di mettere in scena ‘Una giornata particolare’<em>,</em> superando timori e scrupoli verso il capolavoro cinematografico originale, perché a ben guardarla la sceneggiatura di Scola e Maccari nasconde una commedia perfetta. – dice Nora Venturini che ha curato la regia &#8211; Un ambiente chiuso, due grandi protagonisti, due storie umane che si incontrano in uno spazio comune in cui sono “obbligati” a restare, prigionieri. Fuori il mondo, la Storia, di cui ci arriva l’eco dalla radio. Un grande evento che fa da sfondo a due piccole storie personali, in una giornata che sarà particolare per tutti: per Gabriele, per Antonietta, per la sua famiglia che si reca alla parata, per gli Italiani che festeggiano l’incontro tra Mussolini e Hitler, senza sapere quanto fatale sarà per i destini del Paese.</p>
<p>Unità di tempo, unità di luogo. E due personaggi che, grazie al loro incontro, cambiano, si trasformano sotto i nostri occhi, scoprono una parte nuova di sé stessi, modificano il loro sguardo sulla realtà che li circonda. Antonietta, asservita ai figli e al marito, grazie a Gabriele mette in discussione le sue certezze sul regime, inizia a dubitare sulle verità propagandate dal fascismo, acquista maggiore rispetto di sé stessa, assapora un modo diverso di stare con un uomo. Gabriele, omosessuale licenziato dalla Radio e in procinto di essere spedito al confino, costretto tutta la vita a fingere e a nascondersi, con Antonietta finalmente si sente libero, esce allo scoperto, per la prima volta si sente accettato, apprezzato e amato per quello che è. Ignorante e sottomessa lei, colto e raffinato lui, apparentemente diversissimi, si sentono, si annusano, si riconoscono. Sono due umiliati, due calpestati, sono due ultimi. Nel giorno del ballo, sono le due Cenerentole rimaste a casa. E la loro storia è la storia, purtroppo sempre attuale, di coloro che non hanno voce, spazio, rispetto, e sui destini dei quali cammina con passo marziale la Storia con la S maiuscola.”</p>
<p>La prevendita dei biglietti viene effettuata, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13, presso l’Agenzia n°2 dell’Unicredit, in via Mario Angeloni 80 e dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13,30 e dalle 17 alle 20, il sabato dalle 17 alle 20, al botteghino del teatro Morlacchi.</p>
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		<title>Quell’arte, che è &#8220;più sopportabile della vita&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2016 15:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Modigliani]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Non c’è niente di più triste di un sogno che muore&#8221;. Di sogni che si spengono, lenti, come polmoni affetti da tisi, di solitudini, grandi, riempite di oppio, hashish, assenzio, di volti, allungati, come maschere africane, ma dagli occhi cerulei, che, nelle linee angolose, racchiudono l’universo tutto, del ripudio della stupidità del mondo, che con ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> &#8220;Non c’è niente di più triste di un sogno che muore&#8221;. Di sogni che si spengono, lenti, come polmoni affetti da tisi, di solitudini, grandi, riempite di oppio, hashish, assenzio, di volti, allungati, come maschere africane, ma dagli occhi cerulei, che, nelle linee angolose, racchiudono l’universo tutto, del ripudio della stupidità del mondo, che con le sue ipocrisie, le sue leggi di mercato, la sua realtà oggettiva, orrorifica e indipingibile, uccide più della tubercolosi, è intessuta la vita e l’opera del grande pittore e scultore ebreo-livornese Amedeo Modigliani, per il quale l’arte era più sopportabile della vita. &#8220;Vita che è dono dei pochi ai molti, di coloro che sanno e che hanno a coloro che non sanno e che non hanno&#8221;. Vita che è restituibile, nel marmo o sulla tela, attraverso l’essenzialità secca di un tratto che “è tuo, se ti è rimasto dentro”.</p>
<p>Nella pièce di cui conduce la regia, a Modì dedicata, e alle donne amate e dipinte dall’artista parigino d’adozione, vicino ai Fauves, Picasso, Toulouse-Lautrec, Cézanne, Brâncusi, Soutine e Rivera, ossessionato dalla figura umana, femminile, inquadrata, con taglio modernissimo, nei volti trasfigurati e nei nudi smaltati, Angelo Longoni racconta uno spaccato della temperie artistica d’avanguardia che si respirava a Montmartre e a Montparnasse a inizio Novecento. Lo fa, Longoni, al Teatro Morlacchi di Perugia, tratteggiando la psicologia del tormentato pittore, interpretato da Marco Bocci, e delle donne dal collo lungo da lui ritratte, dalla prostituta e modella Kiki de Montparnasse, sguaiata e audace amante che inizia il giovane e facoltoso ebreo agli ambienti artistici parigini della Belle Époque e della &#8220;fata verde&#8221; diluita nelle coppe d’assenzio, ad Anna Achmatova, poetessa russa, sposa del poeta Nikolaj Gumilev, che scova nell’uomo una grandezza data dalla solitudine, che lo contraddice e lo incalza, e che lo ama carnalmente e spiritualmente; dalla giornalista progressista de &#8220;Le impressions of Paris&#8221;, inviate al quotidiano britannico The New Age, Beatrice Hastings, che lo convince a dedicarsi alla sola pittura, sostenendo che l’arte non possa esistere al di fuori dei circuiti economici della committenza e delle richieste del mercato, cui il selvatico e schivo Modì rifugge, immergendosi nella polvere dei suoi marmi, alla giovane studentessa Jeanne Hébuterne, la moderna e delicatissima Giulietta che tenterà, fino alla morte (di Amedeo, all’Hospital de la Charitè, il 24 gennaio 1920 e sua, suicida all’indomani), di salvare il suo amato dalla malattia, la povertà, la droga e l’alcool, da sempre, per lui, compagni di una parabola artistica, ancor prima che umana. Giulia Carpaneto, Vera Dragone, Romina Mondello e Claudia Potenza interpretano, fuori e dentro le tele, all’interno e all’esterno dell’atelier di Modì, nel mezzo di una profonda immersione nei paradisi artificiali delle droghe e nel travaglio di un’ispirazione sofferta e cieca, a tratti autoreferenziale, e, poi, catapultate nella Parigi di inizio secolo (la Tourre Eiffel che campeggia, la Grande Guerra sullo sfondo), le propaggini umane e artistiche del pittore, ognuna con i propri vezzi, le proprie fragilità, la propria impenetrabilità. E con la propria grandezza.</p>
<p>In una dimensione intimista, che delinea una prospettiva “altra” da cui guardare alla sregolatezza di linee e contorni, di ritmi e curve, di accordi cromatici e musicali, come quelli, sospesi nelle note di Ryūichi Sakamoto e Richard Horowitz, i cui nomi sono legati alla colonna sonora de &#8220;Il tè nel deserto&#8221; di Bernardo Bertolucci, leitmotiv del dramma scritto e diretto da Longoni, sulla base di una temporalità a ritroso, che dalla morte del grande artista inizia ed alla morte ritorna. Così come alla proiezione, sullo sfondo, dei suoi nudi, sdraiati, distesi, seduti, e dei suoi, numerosissimi, ritratti, venduti, dopo la sua morte, stavolta sì, a peso d’oro.</p>
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		<title>Marco Bocci di scena al Morlacchi con &#8220;Modigliani&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2016 10:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[marco bocci]]></category>
		<category><![CDATA[Modigliani]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Grande attesa per l’arrivo al Morlacchi di Perugia dell’attore umbro Marco Bocci, protagonista dello spettacolo, scritto e diretto da Angelo Longoni, Modigliani. Le recite sono previste venerdì 5 febbraio alle 21, sabato 6 alle 18 e domenica 7 febbraio alle 17 e alle 21. Raccontare la vita e l’opera di Amedeo Modigliani non significa solo rendere omaggio ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/marco-bocci-di-scena-al-morlacchi-con-modigliani/">Marco Bocci di scena al Morlacchi con &#8220;Modigliani&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Grande attesa per l’arrivo al Morlacchi di Perugia dell’attore umbro Marco Bocci, protagonista dello spettacolo, scritto e diretto da Angelo Longoni,<em> Modigliani. </em>Le recite sono previste venerdì 5 febbraio alle 21, sabato 6 alle 18 e domenica 7 febbraio alle 17 e alle 21. Raccontare la vita e l’opera di Amedeo Modigliani non significa solo rendere omaggio a uno dei pittori più famosi e amati al mondo, ma anche ricordare un periodo storico, uno dei momenti più dinamici, movimentati e stimolanti della storia del ‘900 europeo.</p>
<p>Non si può raccontare Modigliani anche senza descrivere le donne che lui ha amato e dipinto, con la loro dolcezza, la loro impenetrabilità e sensualità. Quattro personaggi reali, ma anche simbolici che scandiscono i diversi periodi della sua arte e della sua vita affettiva, Giulia Carpaneto è Kiki di Montparnasse, prostituta e modella famosissima nell’ambiente artistico parigino; Vera Dragone veste i panni di Anna Achmatova, poetessa russa, magra, alta, bel viso, capelli neri, occhi da cerbiatta, sposata col poeta Nikolaj Gumilev; Romina Mondello è Beatrice Hastings, ricca bella, colta, cinque anni più grande di lui, divorziata da un pugile, femminista, progressista; infine il grande amore della sua vita, la giovanissima Jeanne Hebuterne, interpretata da Claudia Potenza, con lei Modigliani ha vissuto una delle storie d’amore più famose e commoventi che abbiano mai riguardato un artista, la storia tragica e romantica di un amore totalizzante.</p>
<p>La prevendita dei biglietti viene effettuata, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13, presso l’Agenzia n°2 dell’Unicredit, in Via Mario Angeloni 80 e dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13,30 e dalle 17 alle 20, il sabato dalle 17 alle 20, al botteghino del teatro Morlacchi. Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita. E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria <a href="http://www.teatrostabile.umbria.it">www.teatrostabile.umbria.it</a> e presso il Piccadilly Box Office di Collestrada.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/marco-bocci-di-scena-al-morlacchi-con-modigliani/">Marco Bocci di scena al Morlacchi con &#8220;Modigliani&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Al teatro Morlacchi il genio Varjavandi presenta &#8220;To Pray&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 11:27:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Morlacchi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> A Perugia, al Teatro Morlacchi, domenica 17 gennaio, alle 17, fuori abbonamento, Afshin Varjavandi presenta “To Pray”, spettacolo di danza interpretato da Luca Calderini, Mattia Maiotti, Jenny Mattaioli, Elia Pangaro. Il coreografo di fama internazionale è molto noto e amato in Umbria e il suo lavoro viene considerato unico e innovativo, dal forte impatto scenico-emotivo. E’ fondatore ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> A Perugia, al Teatro Morlacchi, domenica 17 gennaio, alle 17, fuori abbonamento, Afshin Varjavandi presenta “To Pray”, spettacolo di danza interpretato da Luca Calderini, Mattia Maiotti, Jenny Mattaioli, Elia Pangaro. Il coreografo di fama internazionale è molto noto e amato in Umbria e il suo lavoro viene considerato unico e innovativo, dal forte impatto scenico-emotivo. E’ fondatore e direttore artistico di INC INNprogress collective un gruppo stabile di giovani artisti che si occupa di danze urbane, visual art e performing art.</p>
<p>“To Pray”, prodotto da La MaMa Umbria International, ha debuttato con successo nel 2015 alla 58a edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Caratterizzati dalla sorprendente giovane età e da un forte affiatamento artistico, i danzatori interpretano le produzioni di Afshin Varjavandi e insieme a lui inventano creazioni, styling e concept per performance, istallazioni, video.</p>
<p>Il regista Giuseppe Tornatore ha scelto la compagnia INC per una scena danzata del suo ultimo film “La Corrispondenza”, in uscita nelle sale cinematografiche a Gennaio 2016. Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita. E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria <a href="http://www.teatrostabile.umbria.it">www.teatrostabile.umbria.it</a>.</p>
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		<title>L’inestricabile Puzzle di Kataklò</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 09:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Katakl?]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> La scansione, temporale e vettoriale, della struttura a canone. La temporalità, lenta e frammentaria, della moviola. La compressione, dinamica e non castigata, dei corpi all’interno della materia, fatta di teli e parallelepipedi colorati. La sospensione, acrobatica sfida alla gravità, di danzatori-“danzautori” fluttuanti su altalene composte di corpi e pertiche attraversate da fasci di luce accecante. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La scansione, temporale e vettoriale, della struttura a canone. La temporalità, lenta e frammentaria, della moviola. La compressione, dinamica e non castigata, dei corpi all’interno della materia, fatta di teli e parallelepipedi colorati. La sospensione, acrobatica sfida alla gravità, di danzatori-“danzautori” fluttuanti su altalene composte di corpi e pertiche attraversate da fasci di luce accecante. La nudità di una sceneggiatura minimalista, a tratti inesistente, sul cui sfondo si dipanano, intrecciandosi, prima, districandosi, poi, linee essenziali. La dissacrazione, infine, della danza classica, di stampo accademico, in un richiamo giocoso, che molto deve alla tradizione dei saltimbanchi, e al Tanz Theater tedesco, alla dimensione allegorica del connubio tra gesto e parola.</p>
<p>Dopo il successo riscontrato dalla critica internazionale ed i numerosissimi sold out realizzati nei più prestigiosi teatri di tutto il mondo, dall’Italia all’Olanda, dalla Turchia al Brasile, la compagnia indipendente internazionale Kataklò Athletic Dance Theatre, diretta a Milano nella DanceHaus Susanna Beltrami da Giulia Staccioli, già finalista olimpica a Los Angeles nel 1984 e a Seoul nel 1988, che da 20 anni si fa portavoce della cultura italiana all’estero, si è esibita sul palcoscenico del teatro Morlacchi di Perugia, ottenendo un enorme plaudo di pubblico ed un ulteriore, prevedibile, “tutto esaurito”. Di origine greca, il nome dell’ensemble, letteralmente “io ballo piegandomi e contorcendomi”, costituisce una chiara dichiarazione di intenti: gli interpreti sono al contempo danzatori e co-autori delle performance che li sorprendono impegnati in un costante training fisico sospeso, come i loro corpi, tra uno spettacolare atletismo acrobatico ed una notevole tecnica di danza. Una fusione, di danze: dalla parodia della classica alla contemporanea, dalle danze di matrice tribale alla capoeira, in un moderno mosaico bizantino raffinatamente assemblato e ricercatamente scritturato nelle coreografie storiche della compagnia.</p>
<p>Sessioni d’improvvisazione, humor, mimica, eclettismo, anche musicale (dagli AC/DC a Pavarotti), espressività scenica multidisciplinare e poliedrica, fanno di Puzzle, composizione corale che raccorda le coreografie storiche della compagnia (tra cui quelle di Paolo Benedetti e dell’opera prima di ZaMagA _ Eleina D., alias Maria Agatiello e Marco Zanotti), un work in progress, un intricato e surreale gioco, teso al costante superamento dei confini materici, fisici, ma anche di quelli metafisici. Culturali. In un calderone alchemico perfetto, che da oltre 4 anni miscela i talenti della compagnia, impegnati, fin dal 1996 in attività laboratoriali e produzioni originali proposte e rappresentate in tutto il mondo: da Indiscipline a Kataklopolis, da Up a Livingston, al più recente Love Machines, in un incessante sforzo di sintesi tra corporeità e creatività. In appassionati assoli, contemporanei pas de deux (che coinvolgono, spesso, anche oggetti del quotidiano: dalle biciclette alle panche, fino alla sinteticità dei soli corpi, a formare altalene), immagini astratte che si concretano nella disposizione diagrammatica delle figure degli artisti.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/linestricabile-puzzle-di-kataklo/">L’inestricabile Puzzle di Kataklò</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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