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	<title>Perugia Online &#187; Terni</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Tornano i comunisti!</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Feb 2018 20:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Sono tornati. A quasi 30 anni dall&#8217;ultima partecipazione ad una competizione elettorale in Italia, il Partito Comunista torna ad affacciarsi all&#8217;agone politico, con il proprio nome e simbolo inconfondibile che saranno di nuovo presenti sulle schede per le elezioni di Camera e Senato. La campagna elettorale 2018 ha preso il via all&#8217;Hotel de Paris di Terni, con il segretario generale Marco Rizzo che è voluto partire &#8211; non certo a caso &#8211; dalla città dell&#8217;acciaio, per una serie di motivi politici e simbolici.</p>
<p>Introdotti dal segretario regionale del PC Yuri Di Benedetto, i candidati al Parlamento e il neosegretario del PC di Terni hanno a turno preso la parola di fronte a oltre 60 fra iscritti e simpatizzanti. Salario minimo garantito di 10 euro l&#8217;ora, uscita dalla Nato e dall&#8217;Unione Europea, ripudio del debito pubblico tra i punti cardine di un programma definito &#8220;rivoluzionario&#8221;, che dia di nuovo dignità e diritti ai lavoratori.</p>
<p>&#8220;Ma attenzione&#8221;, ha puntualizzato il segretario generale: &#8220;Nessuno pensi di affacciarsi al nostro partito per cogliere chissà quale occasione. Tutti i nostri rappresentanti istituzionali eletti, dal consiglio comunale al parlamento europeo, non potranno guadagnare più dello stipendio di un operaio. Gli opportunisti non entrano qui da noi&#8221;.<br />
Nel suo intervento Rizzo ha parlato a 360 gradi di rapporti di produzione, di distribuzione della ricchezza, di potere finanziario e della situazione politica italiana che, a suo dire, offre agli elettori tre alternative pressoché identiche, in quanto tutte e tre in linea con i diktat capitalistici che rendono schiavo il paese e la politica stessa.</p>
<p>&#8220;Che cos&#8217;è la democrazia? Forse &#8211; ha chiesto provocatoriamente Rizzo &#8211; votare uno dei faccioni che vediamo affissi ai manifesti? Non sarebbe un atto davvero democratico poter decidere insieme cosa produrre? Non sarebbe democratico se i lavoratori, vale a dire chi realmente produce ricchezza nel Paese, potessero decidere a cosa lavorare e quanti prodotti realizzare? Per esempio: è utile spendere 450 milioni l&#8217;anno per le nostre truppe in Iraq? Non sarebbe più intelligente utilizzare quei fondi per i treni dei nostri pendolari, per le nostre scuole, per i nostri ospedali e quant&#8217;altro? Abbiamo la tecnologica che ci consentirebbe di lavorare tutti per un numero minore di ore a fronte di un salario più alto, ma non ci è permesso da chi tiene in mano i lacci dell&#8217;economia. Dobbiamo lottare per raggiungere l&#8217;obiettivo di sovvertire gli attuali rapporti di forza&#8221;.</p>
<p>&#8220;La nostra campagna elettorale &#8211; ha aggiunto &#8211; parte dalla città simbolo dell&#8217;industria e delle lotte operaie. I comunisti oggi possono e devono tornare a contare nella politica italiana, poiché soltanto noi rappresentiamo una reale alternativa alle politiche di questi anni. Il PCI è stato sciolto oltre 25 anni fa: io ero un ragazzo. Da allora i diritti dei lavoratori, e con essi i diritti civili degli individui, sono regrediti di quasi un secolo, al punto che adesso il 90% della popolazione italiana trarrebbe benefici da una politica di socialismo reale&#8221;.</p>
<p>Un passaggio doveroso, infine, il segretario generale lo ha dedicato al cosiddetto centrosinistra italiano &#8220;Viviamo in un mondo in cui una cricca parassitaria vive di finanza e speculazione, mentre si riducono i diritti e i salari di milioni persone. Quando la sinistra si è allontanata dalla prospettiva della gente, in pochi anni il PCI è diventato il PD di Renzi. Da questa sala &#8211; ha concluso &#8211; lanciamo un messaggio al nostro popolo, a chi ha smesso di votare perché disilluso: è ora di ricostruire un forte partito comunista; è ora di alzare la testa e organizzarsi&#8221;.</p>
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		<title>Torna l&#8217;appuntamento in Umbria con le &#8220;Giornate del patrimonio Unesco&#8221;: dal 15 al 18 ottobre 45 tour operator ospiti di Todi e Terni</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 09:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Le Giornate del Patrimonio Unesco che vedranno la presenza in Umbria, dal 15 al 18 ottobre, di 45 operatori turistici italiani e stranieri che potranno conoscere da vicino le eccellenze che sa esprimere il nostro territorio, rappresentano un momento importante per la promozione e la valorizzazione dell’intera regione. Allo stesso tempo serviranno a dare una ‘spinta’ alle candidature a siti Unesco di alcuni luoghi e beni immateriali dell’Umbria quali la Cascata delle Marmore, la fascia olivicola Assisi-Spello-Trevi-Spoleto, l’area del Monte Peglia, i Ceri di Gubbio”. Lo ha detto il vicepresidente della Giunta regionale e assessore al turismo Fabio Paparelli, che ieri ha partecipato alla presentazione della settima edizione delle Giornate che, dopo aver coinvolto il territorio di Assisi e Spoleto, vedrà quest’anno protagonisti Todi e Terni.</p>
<p><strong>Gli obiettivi</strong> Alla conferenza stampa hanno preso parte il sindaco di Todi Carlo Rossini, e Marco Citerbo, direttore di Marketing Consulting. Obiettivo è quello di promuovere il Patrimonio mondiale dell’Umanità, ma anche un turismo culturale, sostenibile e responsabile in questi luoghi. Per questo, le Giornate, organizzate da MC Marketing Consulting in accordo con la Regione Umbria-Assessorato al Turismo, godono del patrocinio dell’Unesco, del Ministero dei beni culturali, dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Unesco, dei Comuni di Todi e di Terni. “In Umbria &#8211; ha ricordato Paparelli &#8211; l’Unesco, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, ha riconosciuto come ‘patrimonio dell’Umanità’ Assisi e i luoghi francescani e, come appartenenti al sito seriale ‘I Longobardi in Italia’, il Tempietto del Clitunno a Campello sul Clitunno e la basilica di San Salvatore a Spoleto. Una lista già nutrita, se si considerano le piccole dimensioni dell’Umbria, che potrebbe allungarsi con il riconoscimento delle candidature in lista d’attesa e che dimostra quanto sia centrale per noi la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico”.</p>
<p><strong>Gli incontri scientifici</strong> “Di particolare importanza, oltre alla presenza di tour operator da varie parti del mondo, specializzati nella costruzione di pacchetti turistici legati ai beni Unesco, saranno gli incontri scientifici che si terranno lunedì 17 a Todi, al primo dei quali parteciperà il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni e il presidente dell’associazione “Beni italiani Unesco” Giacomo Bassi. Un confronto sulle buone pratiche per la conservazione e la gestione dei siti Unesco al quale Umbria si presenta con tutte le carte in regola per attestarsi come centro di riferimento per lo sviluppo e la valorizzazione di questo patrimonio mondiale. “Lo scopo di questo evento è duplice – ha detto Citerbo &#8211; quello della promozione e della valorizzazione turistica e quello della promozione delle candidature umbre nella ‘waiting list’. Inoltre, i 45 operatori che per quattro giorni potranno conoscere centri storici, beni culturali, ma anche produzioni tipiche della parte dell’Umbria fra Todi e Terni – ha aggiunto – saranno le ‘antenne del territorio’ anche per una corretta informazione sulla realtà della nostra regione dopo il sisma del 24 agosto”.</p>
<p><strong>Lo sforzo di Todi</strong> Il sindaco di Todi, Carlo Rossini, nell’esprimere il “piacere della città di ospitare le Giornate, consapevoli del pregio del nostro patrimonio e della necessità di valorizzarlo e amministrarlo correttamente”, si è soffermato su investimenti e attività. “Abbiamo investito molto, insieme alla Regione – ha detto – Stiamo rinnovando totalmente il punto di informazioni turistiche dello Iat, applicando le nuove linee regionali. Una sperimentazione anche dal punto di vista gestionale. Abbiamo investito anche per il mantenimento del patrimonio culturale della città e delle sue quaranta frazioni, dal tempio di Santa Maria della Consolazione alle mura urbiche. È il segno evidente di una città che lo sente come obbligo nei confronti dell’umanità, ma anche in un’ottica di sviluppo per dare valore al territorio e prospettive e sviluppo all’intero comprensorio. L’incremento dei flussi turistici degli ultimi anni dimostra che è la strada giusta”.</p>
<p><strong>Le iniziative per i tour operator</strong> Durante le Giornate del Patrimonio Unesco, i 45 operatori turistici avranno l’opportunità di visitare Todi, con le sue bellezze e le strutture ricettive dell’area, Monte Castello di Vibio con il suo Teatro più piccolo del mondo. Quindi, si sposteranno a Terni per conoscere l’antica storia della città, ammirare l’imponente bellezza delle Cascate delle Marmore e quella di Piediluco e del suo lago. A Todi, nella sede del Comune, lunedì 17 ottobre si terrà anche il workshop b2b riservato agli operatori e mirato a far incontrare domanda e offerta di turismo, al quale parteciperanno i buyers giunti in Umbria da diversi Paesi, individuati come mercati turistici da sviluppare, sia euro-pei (Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Norvegia, Portogallo, Olanda, Regno Unito, Rus-sia, Spagna, Svezia, Turchia, Ucraina) che di altri continenti (Argentina, Brasile, Canada, India, Li-bano, Sud Africa e Stati Uniti).</p>
<p><strong>Il programma degli incontri</strong> In Umbria, le Giornate, dal titolo “Umbria percorso nella storia e nella bellezza”, hanno soprattutto lo scopo di supportare le candidature a siti Unesco di alcuni luoghi della regione, come le Cascate delle Marmore o la Fascia olivicola Assisi-Spello-Trevi-Spoleto, così come quelle di beni immateriali quali il Calendimaggio e i Ceri di Gubbio. Proprio a questo saranno dedicati i tre incontri scientifici che si terranno il 17 ottobre, nella Sala del Consiglio comunale di Todi, che intendono essere un’occasione di approfondimento e di riflessione per le istituzioni, gli operatori del settore e le comunità locali. Il primo appuntamento si terrà alle ore 10 e vedrà, tra gli altri, il presidente dell’Associazione Beni Italiani Unesco Giacomo Bassi; Fabio Paparelli, vicepresidente della Regione Umbria e Assessore al Turismo; Marco Biazzetti, in rappresentanza dell’Ente del Turismo della Giordania; Carlo Francini responsabile Unesco per il Comune di Firenze; Massimo Loquenzi del Philadelphia Convention and Visitors Bureau e Urbano Barberini, assessore al turismo e cultura del Comune di Tivoli, confrontarsi su “La valorizzazione e gestione dei siti Unesco: dove il “buon governo” è arte e bellezza”, alla presenza del Sottosegretario del Ministero dei beni e delle attività culturali con delega Unesco Ilaria Borletti Buitoni. Alle 15.30, il secondo appuntamento su “Il Paesaggio delle meraviglie: interventi sostenibili di tutela del paesaggio e conservazione dei beni Unesco” sarà occasione di confronto tra Maria Carmela Frate, esperta di restauro e conservazione del patrimonio storico (suo il restauro di San Domenico a Perugia), Giorgio Flamini e Donatella Scartocci che insieme hanno curato la promozione del Tempietto del Clitunno e di San Salvatore a Spoleto, facenti parte del sito seriale Unesco “L’Italia dei Longobardi”, Carlo Francini, coordinatore scientifico dell’associazione “Beni Italiani Patrimonio Unesco” e Alessio Carciofi, consulente e formatore di marketing digitale per il turismo. Il terzo momento di approfondimento, alle ore 17.30, sarà dedicato alla “Dieta Mediterranea Unesco e candidatura umbra della Fascia olivicola Assisi-Spello-Trevi-Spoleto” e vedrà tra i protagonisti Carla Casciari, consigliere regionale e primo firmatario della legge regionale in materia di Dieta Mediterranea; Maurizio Beccafichi, responsabile Sviluppo Università dei Sapori; Bernardino Sperandio, sindaco di Trevi; Giulio Scatolini, Coldiretti Umbria e Andrea Sisti, amministratore unico 3A Parco Tecnologico Agroalimentare.</p>
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		<title>&#8220;Franchising&#8221; della droga in Umbria</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 09:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Terni. </span>Sono arrivati stamattina gli ordini di custodia cautelare, in attesa di processo, per alcuni degli spacciatori fermati dopo mesi di indagini a cura della polizia di Terni, che aveva già messo in manette una decina di persone.  La droga, spiga la Polizia, arrivava in macchina da Roma, Napoli e anche dalla Croazia, ben nascosta all’interno dei sedili.  Il gruppo è stato definito dal Gip che ha condotto le indagini «una forma di criminalità aggregata, un nuovo franchising criminale inteso come nuove forme delinquenziali aggregate tra più persone, ma non ancora connesse in gran parte dei casi a forme di malavita organizzata». Le zone dove spacciavano erano sempre le stesse, parchi e centro storico, dove, principalmente ragazzini perché passavano più inosservati, facevano i loro affari per pagarsi qualche dose.</p>
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		<title>Terni catturata da Umberto Tozzi</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 14:51:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Terni. </span>Da ‘Ti amo’ a ‘Notte Rosa’ passando per ‘Gloria’ e ‘Gli altri siamo noi’. Il coro del numeroso e allegro pubblico presente ha accompagnato tutti i più grandi successi di Umberto Tozzi che si è esibito in concerto al centro commerciale Cospea di Terni, domenica 3 luglio, in occasione del 22esimo compleanno della struttura. “Le canzoni del grande artista italiano – ha commentato Luisella Merli, direttrice del Cospea – hanno ‘catturato’ e trascinato le centinaia di persone intervenute alla festa, grandi e piccoli, con un’onda umana che si muoveva al ritmo di musica”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per celebrare al meglio la ricorrenza, il centro commerciale ternano è rimasto aperto per tutta la giornata di domenica, fino alle 23, dando modo alla clientela di approfittare dell’inizio dei saldi estivi. Ad allietare i festeggiamenti anche una grigliata di carne offerta a tutti gli intervenuti in attesa del live di Tozzi. “Musica, luci, balli e tantissimo entusiasmo hanno caratterizzato il concerto – ha aggiunto Merli –. Un vero e proprio show estivo sotto le stelle con un cantante del livello di Umberto Tozzi che proprio quest&#8217;anno festeggia 40 anni di carriera”. Il compleanno si è chiuso, quindi, con uno spettacolo di fontane danzanti. “La simbiosi tra musica e acqua – ha raccontato la direttrice –, con il suo spettacolo suggestivo ed emozionante, ha incantato e meravigliato tutti i presenti. Questo è il regalo che abbiamo voluto fare ai nostri clienti quest’anno. L’appuntamento è ora per la prossima estate con sempre nuove sorprese”.</p>
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		<title>Polizie provinciali: il Movimento Cinque stelle chiede un incontro per migliorare l&#8217;organizzazione sul territorio</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 15:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“La Regione deve stabilire in modo chiaro le attività che la Polizia provinciale sarà chiamata a svolgere, stabilendo il numero di personale necessario e gli strumenti per lo svolgimento dei servizi. Da qui la quantificazione delle risorse e la costituzione del nucleo di Polizia provinciale. Prioritari i livelli occupazionali senza trascurare l&#8217;aspetto funzionale. Importante salvaguardare ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “La Regione deve stabilire in modo chiaro le attività che la Polizia provinciale sarà chiamata a svolgere, stabilendo il numero di personale necessario e gli strumenti per lo svolgimento dei servizi. Da qui la quantificazione delle risorse e la costituzione del nucleo<br />
di Polizia provinciale. Prioritari i livelli occupazionali senza trascurare l&#8217;aspetto funzionale. Importante salvaguardare e valorizzare un patrimonio umano e professionale altamente qualificato”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono alcuni, tra i più importanti passaggi emersi stamani in Prima Commissione, presieduta da Andrea Smacchi, dall&#8217;audizione dei due comandanti del Corpo di Polizia provinciale di Perugia e Terni, Michele Fiscella e Mario Borghi.<br />
Dopo aver ricordato le origini e le varie tappe che hanno portato alla nascita del Corpo di Polizia provinciale, alla sua organizzazione (numero dipendenti e strutturazione), competenze e attività assegnate, Fiscella e Borghi hanno evidenziato le varie problematiche legate alla riforma &#8216;Delrio&#8217; e quindi alle modifiche delle funzioni proprie delle Province, evidenziando le preoccupazioni legate alla mobilità (portale pubblica amministrazione) prevista per il personale e quindi la “dispersione di esperienza e professionalità” soprattutto in ambito di tutela ambientale.<br />
I due comandanti, pur evidenziando problematicità ed esigenze diverse tra le due Province, hanno affermato: “al momento possiamo fare soltanto vigilanza sulle materie rimaste in capo alle Province e cioè la viabilità e parte dell&#8217;ambiente. La Regione si faccia carico, al di là dell&#8217;aspetto occupazionale, di garantire un servizio ai cittadini che ha sempre ben funzionato, ma che dal primo dicembre dello scorso anno non esiste più”.<br />
Il presidente Smacchi, a margine dell&#8217;incontro ha auspicato una soluzione operativa, funzionale e di buon senso rispetto a quanto esposto, annunciando che la questione verrà ulteriormente approfondita con l&#8217;assessore regionale Antonio Bartolini il prossimo 29 giugno. L&#8217;audizione, come già detto, era stata chiesta dai consiglieri del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, soprattutto in relazione all&#8217;attività di tutela ambientale nel territorio della provincia di Terni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A rischio chiusura il polo universitario di Terni, l&#8217;allarme di Nevi (FI): &#8220;La Regione intervenga subito&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2016 11:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “L’Università a Terni, se la Regione continua ad infischiarsene, chiude i battenti entro giungo. E il sindaco Di Girolamo se ne è completamente dimenticato, impegnato solo ad aumentare le tasse ai ternani”. È quanto dichiara il capogruppo di Forza Italia Raffaele Nevi che annuncia la presentazione di una interrogazione urgente “per fare in modo che la presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini dica veramente quali iniziative intende mettere in campo per scongiurare la chiusura dei corsi”.</p>
<p>“È necessario, come diciamo da tempo, – prosegue Nevi &#8211; che la presidente Marini si metta intorno ad un tavolo con il Rettore dell&#8217;Università e chiuda un accordo complessivo che sia duraturo e che possa consentire a Terni e Narni di poter consolidare e sviluppare la presenza dei corsi. A noi interessa sapere quale attenzione porrà la Regione su Terni, adesso e nel prossimo futuro, per evitare che tutti gli sforzi fatti dalla città siano completamente vanificati. Anche perché la realtà di Terni e Narni sta vivendo un momento molto complesso”.</p>
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		<title>Tari, la tassa sui rifiuti è la più iniqua</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2016 09:35:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La fiscalità locale continua a rappresentare un peso crescente per le imprese. Un carico di tributi divenuto, oramai, troppo oneroso e ingiustificato se si considerano le iniquità che lo caratterizzano. Tra le varie tasse, quella relativa ai rifiuti (Tari) è emblematica. Nonostante una significativa riduzione nella produzione dei rifiuti, infatti, in soli 5 anni il tributo ha subito un incremento percentuale del 55%. E’ focalizzata proprio sulla Tassa sui rifiuti l’indagine presentata questa mattina da Confcommercio, che riserva non poche sorprese anche per l’Umbria e, soprattutto, per i Comuni di Perugia e Terni.</p>
<p>Si scopre, infatti, che l’Umbria – assieme a Toscana, Lazio, Campania e Puglia – è tra le regioni con più alta concentrazione di Comuni che spendono più del fabbisogno e offrono meno servizi. Nella graduatoria che misura l’inefficienza dei Comuni, quelli di Perugia e Terni portano la maglia nera, rispettivamente, con un +38,61% e +37,12% di differenza tra la spesa storica e il fabbisogno standard (il fabbisogno standard rappresenta la spesa media per la realizzazione di un determinato livello di servizio, contestualizzata in relazione alle caratteristiche del bacino demografico territoriale nonché del servizio stesso).</p>
<p>&#8220;Oggi &#8211; commenta Confcommercio Umbria &#8211; abbiamo sotto gli occhi l&#8217;ennesimo esempio di quanto le nostre imprese siano penalizzate da costi dei servizi pubblici che continuano a crescere in modo ingiustificato. Bisogna intervenire con più coraggio e determinazione  sul fronte della spesa pubblica locale che presenta ampi margini di riqualificazione e di riduzione. Le nostre imprese, quelle del commercio, del turismo e dei servizi, non vogliono e non possono più pagare gli sprechi della Pubblica Amministrazione”</p>
<p><strong>PERUGIA</strong></p>
<p>In linea generale, l’indagine Confcommercio dimostra che a Perugia la spesa sostenuta dalle imprese del commercio è superiore del 32% a quella registrata nei Comuni benchmark (nelle analisi di benchmarcking, i Comuni sono stati raggruppati in cluster, individuati in base alla classe di popolazione residente (da 20 a 50 mila, da 50 a 100 mila, da 100 a 300 mila e oltre 300 mila) e alla densità abitativa (fino a 400 abitanti/kmq, da 400 a 1 800 abitanti/kmq e oltre 1 800 abitanti/kmq);  quella sostenuta dalle famiglie è superiore del 9%.</p>
<p>Dal 2012 al 2015, la spesa per le famiglie è aumentata dell’8%, mentre quella delle imprese addirittura del 37%. L’indagine Confcommercio considera 10 categorie commerciali, rilevando che a Perugia la spesa per la TARI degli alberghi senza ristorante, ad esempio, è superiore rispetto alla media dei Comuni benchmark del 61%, degli alberghi con ristorante del 29%, dei negozi del 53%, dei supermercati del 20%, delle esposizioni addirittura del 128%. Una ulteriore criticità riguarda la ripartizione dei costi per la TARI, che sono sbilanciati  sulla quota fissa, che rappresenta il 72% dei costi complessivi. Un peso elevato della quota fissa, superiore al 50% del costo totale, indebolisce il legame tra tassa e rifiuti prodotti, vanificando il potere incentivante delle agevolazioni, che spesso agiscono sulla parte variabile.</p>
<p><strong>TERNI</strong></p>
<p>Le imprese del commercio che operano nel Comune di Terni sostengono una spesa superiore del 28% rispetto a quella registrata nei Comuni benchmark. Tra le dieci categorie considerate dall’indagine Confcommercio, addirittura nove presentano una spesa superiore a quella media dei Comuni benchmark: distributori di carburante +76%, alberghi con ristorante +42%, alberghi senza ristorante +44%, esposizioni +22%, negozi +40%, ristoranti +22%, ortofrutta +32%. Infine, considerando la media dei Comuni benchmark, le imprese del commercio nel complesso contribuiscono in misura maggiore alla spesa rispetto alle famiglie.</p>
<p><strong>L’INDAGINE NAZIONALE</strong></p>
<p>L’indagine Confcommercio sulla TARI ha rilevato una tassazione crescente che ha inciso su tutte le principali categorie economiche del terziario, con distorsioni eclatanti per alcune attività. I ristoranti hanno visto aumentare i costi quasi del 500% mentre ortofrutta, pizzerie e discoteche hanno superato addirittura il 600%. Enormi, inoltre, sono i divari di costo tra territori. Numerosi sono i casi, infatti, dove la spesa per la gestione dei rifiuti, a parità di livelli qualitativi di servizio, manifesta scostamenti significativi anche tra Comuni limitrofi, con picchi che sfiorano il 900%.</p>
<p>Ancora più anomali i divari di costo tra medesime categorie economiche, sempre a parità di condizioni. Per un albergo di 1.000 mq, ad esempio, lo scostamento è del 983%, passando da un minimo di 1.200 euro ad un massimo di 13.000. Per un ristorante di 180 mq si passa dai 500 euro/anno ai quasi 10 mila euro (1.900%), mentre per un negozio di calzature di 50 mq il divario registrato è del 677% con variazioni da un minimo di 90 euro/anno a quasi 700 euro. Una situazione aggravata dal peso dell’inefficienza delle Amministrazioni locali.</p>
<p>Il 62% dei Comuni capoluogo di provincia registra infatti una spesa superiore rispetto ai propri fabbisogni (così come definiti dallo stesso Governo), peraltro associata con livelli di servizio e prestazioni inferiori. In alcuni casi lo scostamento dal fabbisogno è superiore all’80%. Il costo di questa inefficienza ha prodotto un mancato risparmio di 1,3 miliardi di euro, che potenzialmente avrebbe potuto rappresentare una riduzione del costo del servizio e quindi della tariffazione.</p>
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		<title>Meno commercio e più turismo nei centri storici di Perugia e Terni</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 15:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Ci sono anche Perugia e Terni tra i 39 centri storici che compongono il campione sul quale l’Ufficio Studi Confcommercio ha condotto una analisi, presentata questa mattina, per conoscere come sono cambiati dal 2008 al 2015 i centri storici dei principali Comuni italiani di media dimensione in termini di stock di negozi e dell&#8217;offerta turistico-ricettiva. Lo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ci sono anche Perugia e Terni tra i 39 centri storici che compongono il campione sul quale l’Ufficio Studi Confcommercio ha condotto una analisi, presentata questa mattina, per conoscere come sono cambiati dal 2008 al 2015 i centri storici dei principali Comuni italiani di media dimensione in termini di stock di negozi e dell&#8217;offerta turistico-ricettiva. Lo studio si è concentrato su undici categorie di negozi &#8211; tra cui alimentari, rivendite di tabacchi, farmacie, carburanti, computer, telefonia, libri, giocattoli, tessili e abbigliamento, ferramenta, mobili, commercio ambulante – e ha riguardato 39 Comuni italiani di medie dimensioni, dove risiedono circa sette milioni di abitanti ed è attivo il 12% circa del commercio al dettaglio.</p>
<p>Dall&#8217;analisi dell&#8217;Ufficio Studi Confcommercio emerge che tra il 2008 e il 2015 nelle medie città italiane i negozi in sede fissa sono diminuiti in media circa del 15%, ma c&#8217;è un vero e proprio &#8220;boom&#8221; del commercio ambulante, accoppiato a una crescita rilevante del turistico-ricettivo, soprattutto nei centri storici. I risultati dell’analisi confermano il calo complessivo del numero di imprese nei 39 Comuni, più marcato rispetto al resto d&#8217;Italia: -3,2% contro -0,1%. Nel Comune di Perugia il calo è stato dello  0,9%, comunque superiore alla media del totale Italia.</p>
<p>Nelle medie città, inoltre, i negozi in sede fissa diminuiscono molto più rapidamente che nel resto del Paese (-14,7% contro –5,9%). A Perugia, nel centro storico sono diminuiti nello stesso lasso temporale addirittura del 22,9%, mentre nel resto del Comune dell’8,7%. Dinamica invertita a Terni, dove il centro storico ha perso il 9,9% degli esercizi commerciali al dettaglio in sede fissa e il resto del territorio ha perso invece il 12,6%.</p>
<p>Di contro, il Comune di Terni ha visto un aumento del 14,7% nel numero di alberghi, bar e ristoranti del centro storico, e addirittura del 17,1 nel resto del territorio. A dimostrazione che in questi contesti urbani c&#8217;è stata spesso una crescita rilevante del comparto turistico-ricettivo, aumentato nei 39 Comuni in media del 9,8% (contro un +3% fuori dai centri storici). Ultimo dato interessante è quello del numero di abitanti per negozio che pratica il commercio al dettaglio, in sede fissa e ambulante: se la media dei 39 Comuni è 89,4%, a Terni il dato è appena superiore (90,4%) così come anche a Perugia (108,8%), dati che fanno sperare in uno stop al calo del numero di attività commerciali.</p>
<p>“Dall’analisi presentata oggi – commenta Confcommercio Umbria &#8211; emergono sostanzialmente due fenomeni: il primo, che negli ultimi sette anni nei centri storici delle medie città, tra cui Perugia e Terni, c’è stata una forte riduzione di negozi tradizionali, solo parzialmente attenuata dalla crescita del commercio ambulante; il secondo, che in queste stesse città è cresciuto il comparto turistico-ricettivo. Sono dati che confermano il rischio concreto di desertificazione commerciale dei centri storici da noi spesso denunciato, e che va assolutamente scongiurato.</p>
<p>Per Confcommercio la riqualificazione e rivitalizzazione delle città è sempre stata una priorità.  Il processo di impoverimento delle città e delle aree urbane &#8211; dovuto a tanti fattori, comprese scelte sbagliate e fortemente combattute da Confcommercio negli anni passati – può e deve essere fermato e invertito, utilizzando tutti gli strumenti ai quali l’Umbria oggi può attingere.</p>
<p>A cominciare dai bandi regionali per i centri commerciali naturali, con il grande lavoro che si sta facendo proprio su Perugia e Terni, da estendere alle altre città dell’Umbria, fino ai centri minori. Per arrivare alle opportunità offerte dalla realizzazione dell’Agenda urbana regionale, alla cui attuazione i Comuni possono contribuire con una visione aperta a considerare le imprese del terziario &#8211; che oltre a quella economica svolgono anche una funzione insostituibile di integrazione sociale e di servizio alla comunità &#8211; come una risorsa da spendere nell’interesse di tutti.</p>
<p>Lo scorso luglio – conclude Confcommercio Umbria – abbiamo anche sottoscritto un Protocollo d’intesa con Anci Umbria per far rinascere le città e le aree urbane della regione, al quale stiamo dando seguito con azioni mirate, e che parte dal  riconoscimento del ruolo sociale ed economico delle imprese del commercio, turismo, servizi, come soggetti attivi per la rivitalizzazione dei centri storici e la riorganizzazione delle attività economiche e dei servizi ad essi connesse, in funzione del miglioramento della qualità della vita dei cittadini e della riconquista da parte delle città del loro ruolo centrale nella vita sociale, economica e culturale”.</p>
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		<title>La città di Leonessa chiede l&#8217;annessione alla provincia di Terni</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 12:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Riportiamo di seguito la richiesta del comitato referendario &#8220;Tutti SiAmo Leonessa&#8221; di dare la possibilità agli abitanti del Comune di Leonessa, attualmente in provincia di Rieti, di scegliere se passare o meno sotto Terni in seguito alla riorganizzazione delle province. &#8220;La proposta che preghiamo di prendere in considerazione non è politica: siamo un libero comitato di cittadini ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Valnerina. </span> Riportiamo di seguito la richiesta del comitato referendario &#8220;Tutti SiAmo Leonessa&#8221; di dare la possibilità agli abitanti del Comune di Leonessa, attualmente in provincia di Rieti, di scegliere se passare o meno sotto Terni in seguito alla riorganizzazione delle province. &#8220;La proposta che preghiamo di prendere in considerazione non è politica: siamo un libero comitato di cittadini leonessani, uniti dal comune Amore per la propria terra. Ci rivolgiamo a tutti i nostri paesani perché prendano coscienza di quanto, molto presto e in modo inevitabile, accadrà a tutti noi.</p>
<p><strong>LA SITUAZIONE ATTUALE</strong></p>
<p>Da 40 anni, il territorio reatino è stato condannato a un inesorabile declino e ha visto lentamente morire tutto il tessuto imprenditoriale: industria, agricoltura, commercio, turismo. Dopo anni d&#8217;irresponsabile abbandono l&#8217;ennesimo colpo è inferto dall&#8217;abolizione delle province. Sostituite dagli &#8220;Enti di Area Vasta&#8221;, sottratti al controllo diretto dei cittadini, avranno competenza nella Difesa Ambientale ,dei Trasporti , della Viabilità, dell&#8217;assistenza agli Enti locali e delle pari opportunità . Tutte le altre attività delle ex-province verranno svolte dai Comuni e dalla Regione.  Attualmente la Dirigenza delle autorità locali, Prefettura, Questura, Vigili del fuoco è già stata trasferita a Viterbo o in procinto di esserlo.</p>
<p><strong>NEL BREVE TERMINE</strong></p>
<p>Il disegno di legge di ristrutturazione delle regioni, ad oggi a la Camera, prevede la divisione dell&#8217;Italia in 12 macroregioni. Rieti e la sua ex-provincia, dunque anche Leonessa, faranno parte della &#8220;Regione Adriatica&#8221;, con l&#8217;Abruzzo, Marche e Molise. Il capoluogo della &#8220;Regione Adriatica&#8221; sarà, probabilmente, Pescara, centro maggiore di questo accorpamento.</p>
<p><strong>LA NOSTRA PROPOSTA</strong></p>
<p>Facendo leva sulla volontà popolare sancita e difesa dalla Costituzione, prima che i politici decidano in base ai loro interessi e a quelli dei macro-organismi che rappresentano, intendiamo proporre un referendum che permetta a Leonessa di far riferimento non alla distante ed estranea Viterbo, o in futuro alla lontanissima Pescara ma alla vicina Terni e all&#8217;Umbria. Se ci muoviamo in tempi brevi, possiamo ancora scongiurare il pericolo del decentramento in una sede così lontana, evitando la scomodità e l&#8217;umiliazione che ne derivano.</p>
<p>Perché per noi Terni è preferibile a Viterbo:</p>
<p>• Per la minore distanza: la strada che passa per Polino permette di raggiungere Terni in soli trenta minuti.</p>
<p>• Per la Sanità: la sanità umbra e, in particolare, quella ternana offre un servizio qualificato e attento, come sanno molti leonessani che già ne usufruiscono.</p>
<p>• Per l&#8217;Istruzione: oltre a scuole superiori di vario genere, Terni conta anche la Facoltà di Medicina e Chirurgia, Infermieristica, Ingegneria ed Economia, tutte facenti parte dell&#8217;Università di Perugia.</p>
<p>• Per il Turismo: il turismo religioso,naturalistico,artistico ed architettonico, enogastronomico e sportivo, attirano milioni di persone ogni anno e in tutte le stagioni.</p>
<p>• Per l&#8217;industria, il commercio e le possibilità di sviluppo del territorio.</p>
<p>• Per le Infrastrutture: oltre ad essere servita dalla ferrovia che immette al nodo di Orte ai treni veloci, Terni conta con un servizio di trasporti efficiente e in continua espansione ed è collegata con una rete viaria e autostradale di primaria importanza.</p>
<p>• Per la storia in comune: la nostre più lontane radici storiche e culturali sono umbro-sabine; le relazioni tra territorio leonessano e umbro sono state sempre consistenti; le tradizioni sono esattamente comparabili.</p>
<p><strong>Terni cosa ne pensa?</strong></p>
<p>Con l&#8217;annessione del territorio di Leonessa e di quello sabino, l&#8217;Umbria rafforzerebbe la sua presenza nella macroregione appenninica e sarebbe in grado di bilanciare la preponderanza della Toscana; il territorio ternano acquisirebbe inoltre un&#8217;area montana importante con conseguente espansione del turismo e delle attività commerciali collegate alla Montagna. Leonessa, col suo consistente patrimonio storico, religioso e naturalistico, sarebbe inclusa nei notevoli flussi del turismo umbro e in quello, specialmente fiorente, della limitrofa Valnerina.</p>
<p><strong>CHE DOBBIAMO FARE</strong></p>
<p>Dobbiamo esprimere la nostra volontà di cambiamento attraverso la raccolta di firme su un testo di delibera comunale di iniziativa popolare per avviare la procedura che permetterà di indire il referendum. Occorre portare la politica ad agire come espressione del popolo sovrano. Facciamo tutto ciò per il nostro bene e per quello dei nostri figli.</p>
<p>Il Comitato promotore del referendum, come da Statuto, si scioglierà subito dopo aver raggiunto lo scopo.</p>
<p>Il Comitato</p>
<p>Cesaretti Francesca &#8211; Tiziana Boccanera &#8211; Valentina Milano &#8211; Antonio Zelli &#8211; Carlo Fornari &#8211; Gabriele Cesarini &#8211; Giuseppe Rauco &#8211; Mario Polia&#8221;</p>
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		<title>Riorganizzazione delle Province, nuovo presidio giovedì 26 dei lavoratori a Perugia</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 13:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[polizia provinciale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Proseguono le azioni di protesta delle organizzazioni sindacali in merito alla riorganizzazione delle Province di Perugia e Terni. Ad annunciarlo in una nota è la Rsu dell’Ente perugino: “Alcune settimane fa è stato siglato l’accordo tra Regione, Province e organizzazioni sindacali sulla mobilità di 238 unità di personale dipendente. Un accordo necessario che abbiamo condiviso ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Proseguono le azioni di protesta delle organizzazioni sindacali in merito alla riorganizzazione delle Province di Perugia e Terni. Ad annunciarlo in una nota è la Rsu dell’Ente perugino: “Alcune settimane fa è stato siglato l’accordo tra Regione, Province e organizzazioni sindacali sulla mobilità di 238 unità di personale dipendente. Un accordo necessario che abbiamo condiviso e accompagnato. Ancora risultano però irrisolte molte questioni, che devono essere affrontate per garantire la continuità dei servizi e i livelli occupazionali. Tra queste è grave la situazione dei colleghi della polizia provinciale, inseriti nel portale della mobilità e quindi potenzialmente soggetti a essere un sovrannumero”.</p>
<p>Per questo, dopo l’assemblea di venerdì scorso la Rsu della Provincia di Perugia ha deciso di organizzare un presidio per giovedì 26 novembre sotto la Provincia, a partire dalle ore 9, in concomitanza con la riunione che l’organizzazione sindacale avrà con l&#8217;amministrazione del presidente Nando Mismetti sul problema.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/riorganizzazione-delle-province-nuovo-presidio-giovedi-26-dei-lavoratori-a-perugia/">Riorganizzazione delle Province, nuovo presidio giovedì 26 dei lavoratori a Perugia</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Riorganizzazione delle Province, l&#8217;ira dei sindacati: &#8220;Rotto il percorso di condivisione&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2015 14:18:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/riorganizzazione-delle-province-lira-dei-sindacati-rotto-il-percorso-di-condivisione/">Riorganizzazione delle Province, l&#8217;ira dei sindacati: &#8220;Rotto il percorso di condivisione&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Sono trascorse alcune settimane dalla firma dell’accordo che ha definito il passaggio delle funzioni delegate e del personale dalle Province alla Regione e ad alcuni enti regionali. Un accordo importante, che garantisce la ricollocazione di 238 persone. Un accordo, tuttavia, che secondo la Fp Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil lascia insolute una serie di questioni. “Vi è innanzitutto ancora incertezza sulla chiusura dei bilanci delle Province, che si deve realizzare entro il 30 novembre. La sostenibilità economica delle Province &#8211; hanno fatto notare &#8211; è fondamentale per la garanzia della continuità dei servizi e dell’occupazione, pertanto, la risoluzione e la chiusura dei due bilanci è atto fondamentale per garantire certezze ai cittadini e ai lavoratori Ad oggi non abbiamo elementi per dare queste certezze”.</p>
<p>Ieri, inoltre, sono stati caricati nel portale della mobilità i nominativi del personale della polizia provinciale, contro il parere delle Rsu e senza alcun confronto nel tavolo della governance. “Insomma, si è voluto rompere un percorso di condivisione e di collaborazione che aveva portato fino ad oggi a una gestione attenta e consapevole della complessa situazione che attraversano le Province di Perugia e Terni, una situazione tra le più difficili in tutta Italia. Ribadiamo la nostra contrarietà a tale atto unilaterale che riteniamo inaccettabile e anche incomprensibile, oltreché irrispettoso del protocollo firmato solo a luglio scorso, in cui si ribadiva l’obiettivo di ricollocazione di tutto il personale”.</p>
<p>A preoccupare i sindacati è anche il “silenzio rispetto al percorso individuato per la formazione e i centri per l’impiego, servizi fondamentali per i giovani e i cittadini. Chiediamo che si riapra subito il tavolo della governance e si affrontino le questioni aperte con chiarezza e con la massima trasparenza, garantendo omogeneità di interventi nelle due province e omogeneità di trattamenti”.</p>
<p><strong>La nota congiunta di Lega Nord e Movimento 5 Stelle</strong> I capigruppo regionali della Lega Nord, Emanuele Fiorini e del Movimento Cinque Stelle, Andrea Liberati, intervengono in merito alla “drammatica situazione in cui versa il corpo di polizia provinciale”, spiegando di essere pronti “a portare la questione all&#8217;ordine del giorno dell&#8217;Aula, se le rassicurazioni dell&#8217;assessore Antonio Bartolini non saranno seguite dai fatti”. Fiorini e Liberati rimarcano che “negli ultimi giorni alle organizzazioni sindacali è stato comunicato che l&#8217;Amministrazione provinciale ha inserito nel portale della mobilità tutte le 15 unità di personale che fanno parte del corpo di polizia provinciale di Terni. Analoga prospettiva si profila anche per la polizia provinciale di Perugia. Tale disposizione potrebbe essere la premessa di un futuro incerto per il personale della polizia provinciale, dato che ne metterebbe a rischio la condizione personale, professionale e lavorativa, per non parlare poi delle ricadute che questa scelta produrrebbe sul territorio in termini di tutela ambientale e della flora e fauna”.</p>
<p>Emanuele Fiorini e Andrea Liberati spiegano di essere stati “intenzionati a portare d&#8217;urgenza la questione all&#8217;ordine del giorno dei lavori dell&#8217;Assemblea regionale, ma di aver congelato l&#8217;iniziativa a seguito delle notizie diffuse dall&#8217;assessore Antonio Bartolini, che ha rassicurato i consiglieri in ordine alle sorti del personale di polizia provinciale, nei cui confronti, in queste ore, il Governo sembra stia provvedendo tramite un emendamento in Finanziaria. Ciò manterrebbe integri i corpi di polizia provinciale dell&#8217;Umbria. Dopo tante promesse disattese dalla Regione e dall&#8217;Amministrazione statale, ora attendiamo i fatti”.</p>
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		<title>Ambra Angiolini di scena a Terni e a Perugia con la commedia &#8220;Tradimenti&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 12:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>A Terni, al Teatro Secci, lunedì 16 e martedì 17 novembre, ore 21 e a Perugia al Teatro Morlacchi mercoledì 18 e giovedì 19 novembre, ore 21, una delle commedie più famose dello scrittore premio Nobel per la letteratura Harold Pinter, &#8220;Tradimenti&#8221;. In scena, diretti da Michele Placido, Ambra Angiolini, Francesco Scianna e Francesco Biscione. La storia ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/ambra-angiolini-di-scena-a-terni-e-a-perugia-con-la-commedia-tradimenti/">Ambra Angiolini di scena a Terni e a Perugia con la commedia &#8220;Tradimenti&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> A Terni, al Teatro Secci, lunedì 16 e martedì 17 novembre, ore 21 e a Perugia al Teatro Morlacchi mercoledì 18 e giovedì 19 novembre, ore 21, una delle commedie più famose dello scrittore premio Nobel per la letteratura Harold Pinter, &#8220;Tradimenti&#8221;. In scena, diretti da Michele Placido, Ambra Angiolini, Francesco Scianna e Francesco Biscione.</p>
<p>La storia si dipana a ritroso, dal 1977 al 1968. Emma, manager in una galleria d’arte e Jerry, scrittore e agente letterario, si rivedono due anni dopo la fine della loro relazione. Sono stati amanti per cinque anni, distraendosi dai rispettivi matrimoni in un appartamento preso in affitto, finché Robert, marito di Emma e testimone di nozze di Jerry, costringe la moglie ad ammettere il tradimento, dopo aver sospettato a lungo sulla relazione tra i due. L’apparente banalità del ménage tra marito, moglie e amante si dissolve nel protrarsi della narrazione all’indietro. Mentre lo spettatore scopre nuovi dettagli, si delinea il carattere quasi esistenziale della condizione di tradito e traditore. L’inganno che copre la stanchezza di questi matrimoni, divenuti asfittici, diventa il passepartout per un’apparente libertà che, tuttavia, non va al di là della distrazione pura e semplice: i rapporti falliti restano, assieme ad una profonda stanchezza e all’impossibilità di fidarsi di chi si ha vicino.</p>
<p>“La riflessione che ho raccontato ai miei attori – dice Michele Placido &#8211; è che il Sessantotto cambiò e rivoluzionò il comportamento di un’intera generazione di giovani, come giovani sono appunto i tre protagonisti della festicciola che segna l’inizio di un tacito ménage a trois. Ora, essendo stato personalmente coinvolto in quegli anni sessantottini (avevo 22-23 anni) sia da un punto di vista politico che sentimentale, mi sono confessato e rivelato agli attori della compagnia, raccontando il mio Sessantotto e come la commedia di Pinter mi abbia toccato anche da un punto di vista autobiografico. Ho raccontato di una personale parabola sentimentale e politica e di come quegli amori di gruppo, la libertà sessuale, le prime trasgressioni i furori rivoluzionari siano stati poi, negli anni a venire, traditi e a volte falliti miseramente. La storia di quegli anni parla, e non solo per me, di amori finiti, ma soprattutto di tradimenti politici, ideologici e sociali. Ecco, sì, forse questo testo si può leggere non solo come la fine di una storia d’amore più o meno grande, ma anche come un totale fallimento di un’utopia rivoluzionaria che voleva migliorare e cambiare il pensiero occidentale. E, proprio come nel testo di Pinter, anch’io, che facevo parte di quella generazione, mi ritrovo oggi di nuovo punto e accapo.”</p>
<p>Ambra Angiolini, Francesco Scianna e Francesco Biscione, giovedì 19 novembre, alle ore 17,30, al Teatro Morlacchi, partecipano all’incontro con il pubblico tenuto dal Prof. Alessandro Tinterri, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo e di Storia e Critica del Cinema dell’Università degli Studi di Perugia. Al termine presso il Caffè del Teatro, l’azienda agraria Terre de la Custodia offrirà al pubblico una degustazione dei propri vini.</p>
<p>Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita. E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria <a href="http://www.teatrostabile.umbria.it">www.teatrostabile.umbria.it</a>.</p>
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		<title>Capitale della cultura, battute Spoleto e Terni: vince Mantova</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2015 10:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[capitale italiana della cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dossier]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>
<p>Aggiornamento delle 17.50: Sfuma sul più bello, almeno per quanto riguarda il 2016, il sogno di Spoleto e di Terni di diventare “Capitale italiana della Cultura”. La giuria presieduta da Marco Cammelli, nel corso della conferenza stampa promossa oggi pomeriggio a Roma nel Salone del Consiglio Nazionale del Mibact, ha infatti deciso di assegnare il titolo a Mantova.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Oggi è il grande giorno per Spoleto e Terni. A partire dalle 17, nel corso di una conferenza stampa a Roma, il presidente della giuria Marco Cammelli comunicherà al ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini a quale delle dieci città arrivate nella short list (comprendente anche Aquileia, Como, Ercolano, Mantova, Parma, Pisa, Pistoia e Taranto) sarà assegnato il titolo di “Capitale italiana della Cultura 2016”. E non finisce qui perché, a quanto pare, potrebbe essere annunciata anche la vincitrice per il 2017. A Spoleto si respira un clima di grande entusiasmo. “Già essere arrivati nella short list &#8211; ha affermato il sindaco Fabrizio Cardarelli ieri &#8211; è un risultato importante ma a me le partite piace vincerle. Ormai ci siamo e speriamo in una bella notizia perché, oltre al milione di euro garantito ai vincitori, il titolo di capitale italiana della cultura costituirebbe un biglietto da visita clamoroso. All’interno del dossier il Festival dei Due Mondi riveste un ruolo molto importante, così come il Teatro lirico sperimentale ed il Centro italiano di studi sull’Alto Medioevo: potendo contare su eccellenze come queste, secondo me abbiamo tutte le carte in regola per vincere”.</p>
<p>In attesa di conoscere il verdetto, a palazzo Mauri la Giunta ed il gruppo di lavoro coordinato dal dirigente comunale Antonella Quondam Girolamo hanno illustrato alla folta platea, composta da numerosi cittadini e dai rappresentanti delle associazioni locali, il dossier inviato al Mibact dal titolo “Spoleto porta delle culture”: il piano operativo, di 60 pagine, presenta in modo più dettagliato e approfondito tutte le attività che fanno parte del progetto di candidatura ed è stato pensato per mettere in luce le qualità di una città “in grado di valorizzare il passato, sostenere il presente e proiettarsi verso la sperimentazione nel futuro” unendo tra loro le principali bellezze artistiche del territorio tra cui il Ponte delle Torri, Monteluco, la basilica di San Salvatore, Casa Menotti e il fortilizio dei Mullini. “Si è trattato di un percorso &#8211; ha spiegato il sindaco &#8211; che ha davvero unito, come mai prima d’ora, la nostra città. Tutte le associazioni del territorio hanno contribuito, come dimostrano i 150 progetti che abbiamo ricevuto. Parteciperemo alla conferenza a Roma e poi vedremo che succederà”.</p>
<p>Ore di attesa anche per il primo cittadino di Terni Leopoldo di Girolamo. “Se oggi Terni si è potuta candidare a capitale italiana della cultura &#8211; ha detto &#8211; è anche grazie all’eccellenza rappresentata dall’istituto musicale ‘Briccialdi’, che continua ad attirare studenti da ogni parte del mondo e a produrre non solo un importante valore culturale ma anche un notevole indotto per la città”.</p>
<p><strong>L&#8217;augurio della Marini</strong> La presidente della Regione Marini ha voluto fare l&#8217;in bocca al lupo alle due città in lizza. &#8220;E’ già un risultato straordinario e molto importante per l’Umbria che due città come Spoleto e Terni stiano concorrendo per vedersi assegnare il titolo di Capitale italiana della cultura 2016. Si tratta di due città strategiche per la nostra Regione, che sono riuscite a presentare progetti molto significativi ed il cui valore culturale, scientifico e sociale è stato già riconosciuto proprio con l’ammissione tra le dieci città finaliste. Per questi motivi la Regione ha, fin dall’inizio, sostenuto ed incoraggiato in maniera convinta la loro iniziativa e certamente sarebbe molto positivo per l’Umbria essere sede di una delle capitali italiane della cultura. Così, in prossimità della decisione finale del Ministero, voglio esprimere il mio più grande in bocca al lupo a Spoleto e Terni, consapevole che comunque il grande lavoro di progettazione e di animazione socio culturale che è stato svolto in questi mesi sarà utilissimo per la nostra regione&#8221;.</p>
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		<title>Studente 19enne aggredisce la sorella per strada, arrestato</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 17:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[aggressione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> L&#8217;equipaggio di una gazzella, verso le 3 di notte della domenica appena passata, interveniva all&#8217;esterno di un bar di Terni zona Cospea dove vari cittadini avevano segnalato una rissa in corso. I Carabinieri, giunti sul posto, trovavano un giovane che, proprio al centro della strada, era bloccato per terra da 3 uomini. Il ragazzo era ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> L&#8217;equipaggio di una gazzella, verso le 3 di notte della domenica appena passata, interveniva all&#8217;esterno di un bar di Terni zona Cospea dove vari cittadini avevano segnalato una rissa in corso. I Carabinieri, giunti sul posto, trovavano un giovane che, proprio al centro della strada, era bloccato per terra da 3 uomini. Il ragazzo era stato con fatica fermato dai 3, un carabiniere libero dal servizio e due suoi amici che, mentre si trovavano insieme all&#8217;interno del prospiciente bar, avendolo visto aggredire con violenza per strada una ragazza, erano intervenuti per fermarlo. Il giovane, un 19enne studente ternano gravato da vari precedenti di polizia inerenti sia reati contro la persona che inerenti gli stupefacenti, anche dopo l&#8217;arrivo dei militari, non si calmava e, nel tentativo di fuggire, aggrediva anche i carabinieri che a questo punto lo traevano in arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. L&#8217;equipaggio appurava che la ragazza aggredita con schiaffi e pugni in faccia dall&#8217;arrestato non era altro che la sorella di un anno più piccola. Sia la ragazza, che comunque decideva di non sporgere denuncia contro il germano, che i 3 intervenuti, contro i quali il 19enne scagliava un cestino della spazzatura divelto dal suo palo, che un carabiniere e lo stesso arrestato riportavano delle lesioni refertate presso il locale pronto soccorso. Il giovane, che trascorreva la notte presso una delle camere di sicurezza di questo Comando, veniva in giornata portato all&#8217;udienza con rito direttissimo al termine della quale, convalidato l&#8217;arresto, in attesa delle successive udienze, veniva sottoposto all&#8217;obbligo di firma.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/studente-19enne-aggredisce-la-sorella-per-strada-arrestato/">Studente 19enne aggredisce la sorella per strada, arrestato</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Riorganizzazione delle Province, il 16 ottobre scioperano i dipendenti di Perugia e Terni</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 10:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Il personale dipendente della Provincia di Perugia è in stato di agitazione e annuncia, congiuntamente a quello di Terni, uno sciopero di due ore, dalle 12 alle 14, per venerdì 16 ottobre ’15. La notizia è stata fornita questa mattina in conferenza stampa dalla Rsu, indetta alla vigilia di una nuova riunione dell’Osservatorio regionale, “per ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/riorganizzazione-delle-province-il-16-ottobre-scioperano-i-dipendenti-di-perugia-e-terni/">Riorganizzazione delle Province, il 16 ottobre scioperano i dipendenti di Perugia e Terni</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Il personale dipendente della Provincia di Perugia è in stato di agitazione e annuncia, congiuntamente a quello di Terni, uno sciopero di due ore, dalle 12 alle 14, per venerdì 16 ottobre ’15. La notizia è stata fornita questa mattina in conferenza stampa dalla Rsu, indetta alla vigilia di una nuova riunione dell’Osservatorio regionale, “per fare il punto sulla gravissima situazione in cui versa l’Ente”. “L&#8217;impossibilità di approvare il Bilancio nei termini previsti – si legge nella nota diffusa dalle sigle sindacali &#8211; oltre a compromettere l&#8217;erogazione di servizi già fortemente ridotti a causa delle misure imposte dalla legge di stabilità 2015, disegna uno scenario inedito dagli effetti non prevedibili sia sul versante stipendiale che sul versante dei processi di mobilità del personale.</p>
<p>Tali effetti rischiano di compromettere i già difficili ed incerti processi di riordino istituzionale e di ricollocazione del personale derivanti dalla Legge n. 56/2014 e la L.R. 10/2015”. Al primo punto tra le richieste della Rsu la riallocazione in Regione di tutti i dipendenti delle due Province, assegnati alle funzioni delegate, ovvero 241, secondo la fotografia scattata all’8 aprile 2014, e il veloce completamento del processo di riordino delle stesse funzioni a livello regionale, a cui deve seguire l’attivazione di tutte le procedure di mobilità previste dal decreto, riservandole al personale non collocato nelle suddette funzioni. “I dati forniti dalla Regione non concordano con gli obblighi di completa riallocazione dei 241 dipendenti assegnati alle funzioni delegate &#8211; hanno spiegato i rappresentanti sindacali provinciali: infatti si parla di solo 150/181 dipendenti”, da cui scaturirebbe un nucleo di 60-90 unità non ricollocati sulle funzioni non fondamentali.</p>
<p>“L&#8217;atto adottato dalla Giunta Regionale del 28 settembre e non ancora pubblicato – si fa inoltre rilevare &#8211; non permette di avere un quadro finanziario definito, che indichi se gli stanziamenti siano solo per il 2015 o anche per l&#8217;anno 2016”. Altro problema il fatto che ad oggi nessun Comune, nonostante sia richiesto dalla legge, abbia ufficializzato con atti e risorse le disponibilità di posti. Da qui il problema sulla gestione delle funzioni turismo e cultura che la Legge regionale 10/2015 destina ai Comuni o alle Unioni di Comuni. C’è poi tutta la partita ancora da affrontare legata alla Polizia provinciale: 113 agenti a Perugia e 20 a Terni “che la Regione pensa di ricollocare per i due terzi presso i Comuni, lasciando il resto in seno alle Province e quindi a carico dei loro Bilanci, ampliando così il numero dei dipendenti a rischio mobilità”. A ciò si deve aggiungere il personale ex Anas (93 a Perugia e 42 a Terni) per viabilità regionale, che rimane in carico ai bilanci delle Province senza copertura finanziaria. Infine si è fatto il punto sul personale dei Centri per l&#8217;impiego, formazione, politiche attive del lavoro: 139 unità tra Perugia e Terni, di cui 55 a tempo determinato con il contratto in scadenza al 31/12/2015, in attesa di definizione del nuovo modello organizzativo dei servizi e delle convenzioni Stato-Regioni. “Non ci accontentiamo più di dichiarazioni di stampa e ipotesi – hanno concluso i sindacati – dal Tavolo di governance di domani si devono tradurre in atti pratici i passaggi da attuare e devono uscire garanzie per i lavoratori”.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/riorganizzazione-delle-province-il-16-ottobre-scioperano-i-dipendenti-di-perugia-e-terni/">Riorganizzazione delle Province, il 16 ottobre scioperano i dipendenti di Perugia e Terni</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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