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	<title>Perugia Online &#187; uil</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Perugia, in centinaia in piazza per chiedere il &#8220;contratto subito&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2016 10:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ci sono i lavoratori della polizia provinciale, le educatrici degli asili nido, gli addetti della sanità pubblica e privata, del terzo settore, quelli del Corpo Forestale dello Stato, i precari dei centri per l’impiego, i lavoratori di ministeri, agenzie fiscali, ex comunità montane e tante altre categorie di quel grande universo che racchiude il lavoro dei servizi pubblici. Tutti in piazza a Perugia, in occasione dello sciopero generale proclamato da Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl e Uilpa, per chiedere il #ContrattoSubito per tutti, un sacrosanto diritto atteso ormai da 7 anni.</p>
<p>In centinaia – oltre ai lavoratori anche rappresentanti degli studenti, comitati dei genitori e dei cittadini in difesa del corpo forestale &#8211; hanno sfilato da piazza Italia a piazza della Repubblica dove dal palco si sono alternate le voci delle tante realtà coinvolte dallo sciopero, tutte unite da una richiesta precisa: ottenere il proprio contratto, senza distinzioni, difendendo il grande patrimonio che i servizi pubblici rappresentano in Italia e in Umbria. “Sblocchiamo il futuro”: questo il messaggio lanciato dalla piazza di Perugia, un futuro che non può portare allo “smantellamento dei servizi pubblici”, che invece si sta realizzando in Italia e in Umbria.</p>
<p>“Oggi qui a Perugia, come a Napoli e a Roma, i lavoratori dei servizi pubblici mandano un messaggio chiaro al governo – ha detto nel suo intervento conclusivo Rossana Dettori, segretaria generale della Fp Cgil nazionale – noi non ci stiamo allo smantellamento dei servizi pubblici. Non ci stiamo alla militarizzazione del corpo forestale dello Stato, alla chiusura delle Camere di Commercio, non ci stiamo alle privatizzazioni che cancellano spazi pubblici in sanità. Non ci stiamo all’attacco agli asili nido pubblici, luoghi in cui si formano i cittadini del domani”.</p>
<p>Dal palco è partito poi un appello anche alla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini: “Oggi deve dirci da che parte sta, dalla parte dei lavoratori e dei cittadini che chiedono il rispetto di un loro sacrosanto diritto, o con il Governo che quel diritto continua a negarlo?”. “Questo governo – ha concluso Dettori –, che nessuno ha eletto, a differenza di noi che ogni tre anni ci sottoponiamo al voto dei lavoratori, ha cancellato la parola lavoro dal proprio vocabolario. Ma deve essere chiaro che la nostra mobilitazione non si fermerà finché non porteremo a casa il risultato: ovvero un giusto contratto per tutte e per tutti”.</p>
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		<title>#ContrattoSubito: domani sciopero generale dei servizi pubblici in Umbria</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2016 09:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Domani, mercoledì 25 maggio, è sciopero generale dei servizi pubblici in Umbria. La mobilitazione indetta a livello nazionale (domani si fermano anche Lazio e Campania) da Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl e Uil Pa punta in primo luogo a sbloccare i contratti nazionali (#ContrattoSubito) fermi da 6/7 anni per lavoratori e lavoratrici di Ministeri, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Domani, mercoledì 25 maggio, è sciopero generale dei servizi pubblici in Umbria. La mobilitazione indetta a livello nazionale (domani si fermano anche Lazio e Campania) da Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl e Uil Pa punta in primo luogo a sbloccare i contratti nazionali (#ContrattoSubito) fermi da 6/7 anni per lavoratori e lavoratrici di Ministeri, Agenzie Fiscali, Enti Pubblici non Economici, Enti Locali, Sanità Pubblica e Privata, Cooperative sociali e terzo settore, con un costo procapite medio di 4000 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la mobilitazione punta anche ad evidenziare le criticità a livello locale, in particolare sull’assetto istituzionale, con il rischio concreto di una riduzione dei servizi per cittadini e imprese; sul sistema sociosanitario (mancata governance, carenze di personale e precariato, liste d’attesa e barelle in corsia, etc.); sul rispetto del “giusto orario” per tutti gli operatori pubblici e privati dei servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sciopero, per l’intera giornata, sarà accompagnato da una manifestazione regionale unitaria a Perugia, con concentramento in piazza Italia alle ore 10.00 e conclusione in piazza della Repubblica dalle 11.00 alle 14.00. In mezzo, flash-mob e interventi di lavoratrici e lavoratori dei settori interessati dallo sciopero, con l’obiettivo di puntare la luce sulle tante vertenze aperte in Umbria (polizia provinciale, centri per l’impiego, comunità montane, operatori sanitari, cooperazione sociale, agenzia di forestazione, educatrici dell’infanzia, Camera di commercio, etc.). Alla manifestazione di Perugia prenderà parte anche Rossana Dettori, segretaria generale della Fp Cgil nazionale.</p>
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		<title>Coop Centro Italia, i lavoratori approvano l&#8217;accordo</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2016 14:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Le assemblee dei lavoratori e gli attivi dei delegati di Coop Centro Italia hanno approvato l’accordo siglato lo scorso 27 aprile per il protocollo di gestione del piano industriale 2016/2019 e l’annessa riorganizzazione del Gruppo Coop Centro Italia, a seguito dell’acquisizione della rete Superconti. L’accordo interessa circa 3.500 lavoratori, distribuiti nelle 9 province in cui è ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Le assemblee dei lavoratori e gli attivi dei delegati di Coop Centro Italia hanno approvato l’accordo siglato lo scorso 27 aprile per il protocollo di gestione del piano industriale 2016/2019 e l’annessa riorganizzazione del Gruppo Coop Centro Italia, a seguito dell’acquisizione della rete Superconti. L’accordo interessa circa 3.500 lavoratori, distribuiti nelle 9 province in cui è presente il gruppo: tra queste Perugia e Terni.</p>
<p><strong>Le parole dei sindacati &#8211; </strong>&#8220;Si tratta di un accordo sofferto &#8211; spiegano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Perugia &#8211; che prevede sacrifici nel breve periodo, ma apre una prospettiva importante per il futuro del gruppo&#8221;. I sindacati sottolineano il risultato ottenuto, soprattutto in merito alla gestione degli esuberi (in quanto è salvaguardata la totalità dell’occupazione), con l’azienda che ha rinunciato alla terziarizzazione delle attività del magazzino Coop di Castiglione del Lago. L’accordo prevede inoltre che i dipendenti in esubero del magazzino siano tutti ricollocati nei punti vendita, mentre ai dipendenti dell’appalto del magazzino di Terni sarà applicata la clausola sociale: un &#8220;risultato fondamentale che libera i lavoratori in appalto dalla precarietà occupazionale&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Il destino di Superconti &#8211; </strong>Gli esuberi che si determineranno invece nella rete Superconti (a causa della chiusura dei negozi di abbigliamento) saranno ricollocati nella rete vendita della società stessa: ciò non consentirà il loro completo assorbimento, pertanto è previsto un piano di strumenti che permetterà di gestire le criticità che compariranno nel breve e medio termine, evitando un impatto traumatico sull’occupazione ed escludendo licenziamenti coatti.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Investimenti e nuove assunzioni &#8211; </strong>La cooperativa ha intanto confermato i 50 milioni di euro di investimento e insieme l’intenzione di aumentare di 500 unità la forza lavoro nei prossimi anni, ribadendo anche la centralità di Castiglione del Lago, dove sono situati la sede ed il magazzino. Ciò nonostante la nuova conformazione dell’impresa, che appare intenzionata ad avere un baricentro più spostato a sud, con i nuovi investimenti nel Lazio e la presenza importante nella provincia di Terni.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Concertazione &#8211; </b>Le parti si sono inoltre impegnate a gestire di concerto tutti i processi di riorganizzazione che si determineranno e a mantenere costante il dialogo con le istituzioni locali, confermando in questo modo l&#8217;intento di garantire un rapporto tra Coop Centro Italia e i territori in cui opera e rilanciando il ruolo della concertazione con le istituzioni quale strumento indispensabile a sostegno dei processi di cambiamento.</p>
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		<title>Voucher: UIL Umbria ne denuncia l’impiego indebito</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/vaucher-uil-umbria-ne-denuncia-limpiego-indebito/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2016 10:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il secondo Rapporto nazionale Uil sul lavoro occasionale accessorio, aggiornato al primo trimestre del 2016, dimostra, ancora una volta, un costante elevato impiego di questo istituto retribuito attraverso i cosiddetti ‘buoni lavoro’ o ‘voucher’: in Umbria, solo tra gennaio e marzo, sono stati venduti 432.167 voucher di cui 345.734 nella provincia di Perugia e 86.433 in quella ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Il secondo Rapporto nazionale Uil sul lavoro occasionale accessorio, aggiornato al primo trimestre del 2016, dimostra, ancora una volta, un costante elevato impiego di questo istituto retribuito attraverso i cosiddetti ‘buoni lavoro’ o ‘voucher’: in Umbria, solo tra gennaio e marzo, sono stati venduti 432.167 voucher di cui 345.734 nella provincia di Perugia e 86.433 in quella di Terni.</p>
<p>“I numeri – commenta Claudio Bendini, segretario confederale di Uil Umbria – sono chiari ed emblematici, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Se quando è stato introdotto, 13 anni fa, lo strumento del lavoro accessorio doveva servire a regolarizzare una prestazione essenzialmente di natura occasionale ed era rivolto soprattutto a giovani e pensionati quasi sempre retribuiti in nero, negli ultimi anni, la politica e il legislatore hanno prodotto norme che hanno gradualmente allargato la legittimazione del suo utilizzo e il campo di applicazione. Attraverso la Riforma Fornero del 2012 è stato superato il concetto di ‘occasionalità e accessorietà’ delle prestazioni, collegando così la nozione di lavoro accessorio unicamente al riferimento del compenso annuale in capo al prestatore di lavoro. Ciò ha dato la possibilità di utilizzarlo tutti i giorni, in maniera continuativa”.</p>
<p>Dal 2008 al 2015, sempre secondo il rapporto Uil, in Umbria si è, infatti, passati da 7.541 a 1.971.175 voucher venduti annualmente. Un incremento esponenziale che si registra anche a livello nazionale con i buoni lavoro venduti che sono passati dai 536mila del 2008 ai 115milioni del 2015. Il voucher ha attualmente un valore nominale e orario di 10 euro lordi (comprensivi di un 13 per cento di contribuzione previdenziale alla gestione separata Inps, una copertura assicurativa Inail del 7 per cento e un contributo per il concessionario del servizio pari al 5 per cento da destinare all’Inps), di cui 7,50 euro netti vanno al prestatore di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">L’unico limite all’impiego dei buoni lavoro è quello economico per cui il prestatore di lavoro non può superare il tetto di compenso dei 7mila euro netti l’anno (prima del giugno 2015 il tetto era 5mila euro netti l’anno), indipendentemente dal numero di committenti per cui lavora. I voucher dovrebbero essere utilizzati solo per lavori occasionali e per fare emergere il lavoro nero, dovrebbero essere lasciati solo in alcuni settori quali giardinaggio, pulizia, lavori domestici, agricoltura, manifestazioni sportive e culturali.</p>
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		<title>Lavoro, raggiunto l&#8217;accordo tra Confartigianato e sindacati regionali</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2016 13:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>È stato siglato oggi (lunedì 9 maggio) presso la sede della Confederazione Nazionale dell&#8217;Artigianato e della Piccola e Media Impresa dell&#8217;Umbria il nuovo accordo quadro tra Confartigianato e i sindacati Cgil, Cisl e Uil sulla contrattazione di secondo livello. In rappresentanza degli artigiani erano presenti Roberto Giannangeli (direttore Cna Umbria), Roberta Datteri (vice presidente della ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>È stato siglato oggi (lunedì 9 maggio) presso la sede della Confederazione Nazionale dell&#8217;Artigianato e della Piccola e Media Impresa dell&#8217;Umbria il nuovo accordo quadro tra Confartigianato e i sindacati Cgil, Cisl e Uil sulla contrattazione di secondo livello. In rappresentanza degli artigiani erano presenti Roberto Giannangeli (direttore Cna Umbria), Roberta Datteri (vice presidente della stessa Cna) e Giuseppe Flamini (vice presidente vicario Confartigianato Imprese Umbria); in rappresentanza dei dipendenti sedevano invece i tre segretari confederali regionali di Cgil, Cisl e Uil: Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini.</p>
<p><strong>L&#8217;accordo &#8211; </strong>La firma del documento permetterà di far partire su base regionale la contrattazione settoriale, che a quanto si apprende cercherà di adattarsi ai cambiamenti veloci del panorama del lavoro soprattutto promuovendo una maggiore flessibilità.  Accanto all’accordo-quadro, che stabilisce le linee guida a cui si atterranno tutti i contratti territoriali di settore, è stato firmato anche un avviso comune per l’applicazione del criterio di proporzionalità alle sanzioni irrogate ai dipendenti all’interno delle imprese; sono previste inoltre la creazione di un osservatorio specifico sui livelli di occupazione e Pil e il rafforzamento dell&#8217;Ente bilaterale dell&#8217;artigianato (Ebrau) che si concentrerà soprattutto sulla messa a punto di nuove forme di welfare.</p>
<p><strong>Il ruolo della politica &#8211; </strong>L&#8217;accordo tuttavia &#8211; è questa la sensazione comune da parte dei disserenti &#8211; se potrà favorire un rafforzamento dei rapporti di collaborazione tra i proprietari delle Pmi e i propri dipendenti (superando il modello classico della concertazione), non porterà ricadute sui livelli occupazionali, almeno nel breve periodo. &#8220;Per quello c&#8217;è bisogno dell&#8217;aiuto della Regione, che passa anche attraverso il corretto utilizzo dei fondi europei&#8221; afferma Sbarra; &#8220;Il lavoro si può creare solo con gli investimenti&#8221; gli fa eco Giannangeli.</p>
<p><strong>E Confindustria? &#8211; </strong>L&#8217;intesa rappresenta comunque un primo successo, tanto che c&#8217;è già chi auspica il raggiungimento di un accordo simile con la Confindustria regionale. &#8220;Lo speriamo – commenta in proposito Sgalla – qualcosa si sta muovendo, ma è presto per fare previsioni&#8221;: con l&#8217;ente degli industriali è infatti in piedi un discorso sul modello contrattuale, stavolta però sul livello nazionale.</p>
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		<title>Lavoratori invisibili: indetto lo sciopero nazionale dei dipendenti del terziario</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2016 15:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sordi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Più di un milione e cinquecentomila lavoratori aspettano, nella migliore delle ipotesi, il rinnovo del contratto di lavoro da tre anni, nella peggiore da sei. Stiamo parlando di baristi, camerieri, cuochi, operatori sanitari, addetti alle mense e farmacisti. A scendere in piazza domani saranno i professionisti a cui spesso ci si rivolge per adempiere alle necessità ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/lavoratori-invisibili-indetto-lo-sciopero-nazionale-dei-lavoratori-del-terziario/">Lavoratori invisibili: indetto lo sciopero nazionale dei dipendenti del terziario</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Più di un milione e cinquecentomila lavoratori aspettano, nella migliore delle ipotesi, il rinnovo del contratto di lavoro da tre anni, nella peggiore da sei. Stiamo parlando di baristi, camerieri, cuochi, operatori sanitari, addetti alle mense e farmacisti. A scendere in piazza domani saranno i professionisti a cui spesso ci si rivolge per adempiere alle necessità connesse alla salute e per soddisfare le esigenze della nostra vita quotidiana, dal caffè della mattina ai medicinali. Lavoratori invisibili, almeno da parte dello stato (anche a livello fiscale per chi lavora in nero) occupati in settori strategici dell’economia del paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Lavoratori che rappresentano, soprattutto per quanto riguarda il turismo, una componente più che rilevante del Pil italiano, e a maggior ragione nella nostra regione. I portavoce dei sindacati hanno più volte ribadito che le motivazioni dello sciopero hanno radici profonde e che una categoria come quella di baristi e camerieri, che non ha mai avuto una rappresentanza sindacale forte, vada maggiormente tutelata. Coloro che lavorano nella ristorazione sono lavoratori precari che si vedono retribuire, quando va bene, in vaucher o altrimenti in nero. Questa pratica comporta che, oltre ai rischi legali e all’assenza di una copertura assicurativa, il datore di lavoro non versi alcun contributo per cui gli impiegati in questo settore tra anni si troveranno senza alcuna possibilità di pensionamento e sussidio statale.</p>
<p style="text-align: justify;">Situazione che è ben visibile anche nella nostra città se si pensa che i più grandi alberghi di Perugia abbiano, dichiarati all’Inps, un massimo di quindici impiegati, cifra poco plausibile per la dimensione delle strutture.   Altra categoria di lavoratori invisibili, su cui si è ampiamente dibattuto in questi ultimi anni, sono gli operatori sanitari e gli addetti alle mense scolastiche: lavoratori che dipendono dai bandi e gare d’ appalto e che per questo motivo vedono continuamente cambiare la propria posizione. Se a tale problema si aggiunge poi la poca, quasi inesistente, trasparenza delle gare d’appalto è facilmente intuibile come la posizione di questi lavoratori peggiori e cali: non è una novità che la pratica delle tangenti abbia, in primo luogo, le proprie ricadute sui dipendenti che si vedono, costantemente, abbassare la retribuzione. D’altronde da qualche parte i soldi dovranno pure uscire, e quale fonte migliore se non i tagli agli stipendi?</p>
<p style="text-align: justify;">Doveroso è stato, inoltre, aggiungere da parte dei sindacati che i lavoratori di mense, farmacie ed operatori sanitari devono garantire obbligatoriamente un servizio minimo. Per questo motivo (data la necessità di garanzia del servizio) hanno successivamente ribadito che domani non ci sarà un concentramento ma la manifestazione si svolgerà localmente con banchetti in diversi punti della regione e della città. La precarietà dei lavoratori e la ristrettezza del personale, per quanto riguarda sanità e mense scolastiche, gravano profondamente sulla prestazione: non ci si deve stupire, purtroppo, della insufficiente pulizia di strutture sanitarie e scolastiche. Per quanto, infatti, gli addetti a pulizie e manutenzione facciano gli straordinari, la scarsa organizzazione da parte degli enti privati e soprattutto la mancanza di personale incidono negativamente sulla qualità del servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo avere premesso e fatto luce su chi sono i lavoratori invisibili, i rappresentanti dei sindacati hanno fatto chiarezza su quali siano i diritti per cui domani scioperano.   Questi lavoratori scendono in piazza per ottenere un aumento salariale, adeguato a sostenere e rendere dignitose le proprie condizioni di lavoro, per sancire delle norme che valorizzino la loro professionalità e per la tutela di un lavoro dignitoso. Per dirlo in una parola, che purtroppo a molti dirà poco, domani si sciopererà per il rinnovo del contratto nazionale del lavoro.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/lavoratori-invisibili-indetto-lo-sciopero-nazionale-dei-lavoratori-del-terziario/">Lavoratori invisibili: indetto lo sciopero nazionale dei dipendenti del terziario</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Lettera aperta dei sindacati alla Marini: &#8220;È tempo di aprire il confronto per far ripartire l’Umbria&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 11:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;<span style="font-size: medium;">Presidente Marini, da tempo Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno avviato una fase di discussione, confronto ed elaborazione con l’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Umbria sulla difficile situazione economica e sociale della nostra regione”. Inizia così la lettera aperta che le tre confederazioni sindacali dell’Umbria indirizzano alla presidente della giunta regionale, Catiuscia Marini, per segnalarle l’esigenza di aprire al più presto un confronto sulle azioni da mettere in campo per contrastare il declino economico e sociale della regione.</span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-size: medium;">Il quadro che emerge dal nostro quotidiano impegno nei luoghi di lavoro e sul territorio è straordinariamente complicato, al contrario di quanto, secondo noi impropriamente, viene rappresentato &#8211; scrivono Cgil, Cisl e Uil – ed è conseguenza di un lunghissimo periodo di crisi che non è assolutamente alle spalle, come dimostrano anche gli ultimi dati sull’occupazione. Certamente – osservano ancora i sindacati umbri – esistono però alcuni fattori esogeni che offrono oggi la possibilità di una ripartenza per la nostra economia, e in primo luogo del sistema manifatturiero. A nostro avviso sarebbe dunque necessaria una strategia complessiva, in grado di intercettare questi fattori ed orientarli verso lo sviluppo, avendo come obiettivo principe sempre il recupero dell’occupazione e di un’occupazione di qualità. Siamo altresì convinti – insistono Cgil, Cisl e Uil &#8211; che le fondamenta su cui edificare un progetto di nuovo sviluppo per l’Umbria debbano poggiare su elementi imprescindibili quali: legalità, sicurezza sul lavoro e parità di opportunità di partenza per tutti”.</span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-size: medium;">Per questo, presidente, nell’augurarle buone feste, le chiediamo di convocarci il prima possibile per poter argomentare direttamente le nostre proposte”, concludono i sindacati.</span></p>
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		<title>Al centro congressi Capitini 500 lavoratrici e lavoratori con Cgil, Cisl e Uil: “Una forte proposta unitaria per la Regione partendo dal lavoro”</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2015 15:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[ Il ricordo delle vittime del terrorismo e di quelle della violenza maschile sulle donne, dopo la tragica morte a Perugia di Raffaella Presta proprio il 25 novembre, hanno connotato fortemente l’iniziativa che Cgil Cisl e Uil dell’Umbria hanno tenuto oggi, 27 novembre, a Perugia, con oltre 500 lavoratrici e lavoratori da tutta la regione riuniti al centro congressi Capitini per “aprire un percorso unitario di proposta partecipata”, “offrendo una visione dal basso, da chi cioè vive quotidianamente il problema del lavoro che manca e di quello che resiste, ma peggiora costantemente”. Un messaggio rivolto in primo luogo alla Regione e alle istituzioni pubbliche, ma allargato a tutti i soggetti sociali ed economici dell’Umbria. “Serve una responsabilità condivisa se vogliamo far sì che la tanto sventolata ripresa, per ora tutta sulla carta, possa concretamente portare benefici all’Umbria”, hanno sottolineato nei loro interventi i segretari del sindacato umbro, Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini, che con questa iniziativa intendono ridare centralità al tema del lavoro. Molti i contributi portati da lavoratrici e lavoratori del settore pubblico e privato, di tutta la regione, dalla piccola azienda metalmeccanica narnese, alla Perugina, passando per il pubblico impiego (domani a Roma la manifestazione per il contratto nazionale alla quale parteciperanno oltre 500 lavoratori umbri), la cooperazione sociale, l’edilizia e il commercio. Tante voci diverse che chiedono però all’unisono di aprire una fase nuova, nella quale il lavoro, quello di qualità (non quello dei voucher), sia davvero la prima priorità. E la possibilità di incidere davvero c’è, considerando l’importante iniezione di risorse europee che arriverà in Umbria nel prossimo quinquennio (circa 1,7 miliardi di euro). “Noi abbiamo le nostre proposte e vogliamo costruirne altre attraverso la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori – insistono Cgil, Cisl e Uil – avendo chiari quelli che sono i presupposti necessari e irrinunciabili: legalità e sicurezza sul lavoro”. Due temi sui quali – sottolineano i sindacati – l’Umbria negli ultimi anni è arretrata e ha bisogno di reagire. “Mafizzazione” dell’economia (emblematico il caso del commissariamento di Gesenu) e record di morti sul lavoro (già 20 nel 2015), sono due piaghe che vanno immediatamente sanate, per poter pensare di costruire una qualsiasi prospettiva di sviluppo. Ma sono molti altri i temi sui quali Cgil, Cisl e Uil chiedono di lavorare, confrontarsi, anche scontrarsi se necessario alla nuova giunta regionale: temi quali l’efficienza e l’ammodernamento della macchina istituzionale; il rispetto dell’ambiente e la valorizzazione del territorio (a partire dai centri storici) attraverso il recupero e il riutilizzo, anziché il consumo di nuovo suolo. E ancora, un sistema manifatturiero che resti asse portante dell’economia regionale e fonte primaria di creazione di lavoro, anche ad alto livello di qualificazione, attraverso una nuova stagione di innovazione e sviluppo, che coinvolga l’Università, in stretta correlazione con il mondo delle imprese e del lavoro.  “L’iniziativa di oggi è una dimostrazione di non rassegnazione alla crisi e al declino”, hanno osservato nei loro interventi i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil, Fabrizio Solari, Gigi Petteni e Carmelo Barbagallo. “Da qui oggi deve partire una vertenza Umbria, che significa costruire sul territorio condizioni di sviluppo, seguendo le vocazioni proprie di questa realtà. Questo vuol dire fare il sindacato: stare dalla parte dei più deboli, con un forte spirito unitario, per offrire una speranza al paese”. Sul palco per tutta la durata dell’iniziativa è stata esposta, grazie alla disponibilità della Fondazione Aldo Capitini, la bandiera originale della prima Marcia della Pace Perugia-Assisi, promossa dal filosofo pacifista e non violento, il cui pensiero oggi è di straordinaria attualità.</p>
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		<title>Gesenu, i sindacati chiedono un incontro al prefetto De Miro</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 09:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/gesenu-i-sindacati-chiedono-un-incontro-al-prefetto-de-miro/">Gesenu, i sindacati chiedono un incontro al prefetto De Miro</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> <span style="color: #222222;">“Gli sviluppi della vicenda Gesenu, con le notizie che in questi giorni si susseguono in maniera frenetica, descrivendo un quadro sempre più pesante, ci preoccupano e ci spingono ad intervenire, in primo luogo in difesa del valore della legalità, che rappresenta per le nostre organizzazioni, la priorità assoluta e irrinunciabile in Umbria”. È quanto affermano in una nota congiunta i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini, che hanno inoltrato questa mattina una richiesta di incontro al prefetto di Perugia, Antonella De Miro, per un confronto approfondito su quanto sta accadendo nella più importante azienda regionale di igiene ambientale. </span></p>
<p><span style="color: #222222;">“Al prefetto – continuano i tre segretari – sottoporremo anche le nostre preoccupazioni per gli effetti che i lavoratori del settore rischiano di subire e più in generale per la tenuta complessiva del sistema rifiuti in Umbria, già attraversato da evidenti criticità, da noi più volte denunciate, ma che ora rischia davvero di non reggere più”.</span></p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/gesenu-i-sindacati-chiedono-un-incontro-al-prefetto-de-miro/">Gesenu, i sindacati chiedono un incontro al prefetto De Miro</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Umbria, le idee dal lavoro: Cgil Cisl e Uil avviano la costruzione di una proposta partecipata per il rilancio dell’occupazione</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 09:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Non la tradizionale “piattaforma” sindacale calata dall’alto, ma una serie di idee e proposte che nascano e si sviluppino a partire dai luoghi di lavoro, dalle leghe dei pensionati, dai territori nei quali il sindacato svolge quotidianamente la sua funzione di rappresentanza. È questa la strada che Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno deciso di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Non la tradizionale “piattaforma” sindacale calata dall’alto, ma una serie di idee e proposte che nascano e si sviluppino a partire dai luoghi di lavoro, dalle leghe dei pensionati, dai territori nei quali il sindacato svolge quotidianamente la sua funzione di rappresentanza. È questa la strada che Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno deciso di percorrere per poi aprire il confronto con le istituzioni, Regione in primis, e contrattare le azioni necessarie per rilanciare l’Umbria, partendo dal lavoro. Giovedì 22 ottobre, nel corso di una segreteria unitaria, i tre sindacati umbri hanno dunque individuato un percorso comune che porterà già nei prossimi giorni alla calendarizzazione di assemblee in tutti i luoghi di lavoro della regione, e ad iniziative diffuse sul territorio.  “L’obiettivo – spiegano i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini – è quello di portare la voce, le idee e le proposte della nostra base fino al confronto con i massimi livelli istituzionali. Invertendo dunque il tradizionale meccanismo per cui di solito sono gli organismi dirigenti del sindacato a costruire una proposta che poi viene validata dalla base. Naturalmente, noi ci presenteremo nelle assemblee con un schema in testa e una serie di ipotesi da sottoporre ai lavoratori, ma vogliamo che siano loro, le decine di migliaia di iscritte e iscritti di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, ad indicarci priorità ed esigenze da portare al tavolo di trattativa”. Nella segreteria unitaria, Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno cominciato ad affrontare i nodi principali che dovranno trovare spazio nella costruzione di una proposta per l’Umbria. Temi – qui declinati solo per titoli &#8211; quali la legalità, precondizione per ogni politica di sviluppo; l’efficienza e l’ammodernamento della macchina istituzionale; il rispetto dell’ambiente e la valorizzazione del territorio (a partire dai centri storici) attraverso il recupero e il riutilizzo, anziché il consumo di nuovo suolo. E ancora, un sistema manifatturiero che resti asse portante dell’economia regionale e fonte primaria di creazione di lavoro, anche ad alto livello di qualificazione, attraverso una nuova stagione di innovazione e sviluppo, che coinvolga l’Università, in stretta correlazione con il mondo delle imprese e del lavoro. Insomma, i sindacati dell’Umbria, anche visti i primi segnali di una possibile inversione del trend economico, grazie ad un contesto internazionale indubbiamente favorevole, si preparano a costruire la propria proposta. Sulla quale poi, tutti i soggetti, economici, sociali e istituzionali dell’Umbria, saranno chiamati a dare in tempi rapidi e certi risposte all’altezza delle aspettative e delle esigenze del mondo del lavoro.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/umbria-le-idee-dal-lavoro-cgil-cisl-e-uil-avviano-la-costruzione-di-una-proposta-partecipata-per-il-rilancio-delloccupazione/">Umbria, le idee dal lavoro: Cgil Cisl e Uil avviano la costruzione di una proposta partecipata per il rilancio dell’occupazione</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Gesenu, revocato lo sciopero di lunedì e martedì</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 14:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> E&#8217; stato revocato lo sciopero dei dipendenti della Gesenu che i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil avevano indetto per lunedi&#8217; e martedi&#8217; prossimo: lo riferisce l&#8217;azienda in un comunicato in cui si spiega che la decisione di non scioperare e&#8217; stata presa &#8220;a seguito del negoziato avvenuto nei giorni scorsi tra le parti, che ha prodotto un ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/gesenu-revocato-lo-sciopero-di-lunedi-e-martedi/">Gesenu, revocato lo sciopero di lunedì e martedì</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> E&#8217; stato revocato lo sciopero dei dipendenti della Gesenu che i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil avevano indetto per lunedi&#8217; e martedi&#8217; prossimo: lo riferisce l&#8217;azienda in un comunicato in cui si spiega che la decisione di non scioperare e&#8217; stata presa &#8220;a seguito del negoziato avvenuto nei giorni scorsi tra le parti, che ha prodotto un verbale di intesa sottoscritto ieri&#8221;. I servizi di igiene urbana nel comune di Perugia &#8211; sottolinea Gesenu &#8211; non subiranno pertanto alcuna interruzione e saranno integralmente garantiti.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/gesenu-revocato-lo-sciopero-di-lunedi-e-martedi/">Gesenu, revocato lo sciopero di lunedì e martedì</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Ex Merloni, per i sindacati la situazione sta precipitando</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/ex-merloni-per-i-sindacati-la-situazione-sta-precipitando/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 17:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Nocera. </span> &#8216;A distanza di 40 giorni non abbiamo piu&#8217; avuto alcuna notizia sull&#8217;attuazione del percorso concordato, mentre la situazione socio-economica dell&#8217;area di Marche e Umbria interessata dalla crisi dell&#8217;ex A. Merloni si sta ulteriormente degradando, e rischia di alimentare il senso di abbandono e l&#8217;esasperazione di molte persone e famiglie&#8221;. E&#8217; quanto hanno scritto i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil delle Marche Roberto Ghiselli, Stefano Mastrovincenzo e Graziano Fioretti al vice ministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti.</p>
<p><strong>Tutto si è arenato</strong> &#8211; Il 28 gennaio scorso, ricordano, &#8221;in un incontro al Mise che ci era sembrato molto proficuo, lei aveva assicurato tempi brevissimi per la firma della proroga dell&#8217;Accordo di programma tra Governo e Regioni Marche e Umbria, e, a seguire, il varo di una modifica della legge 181 per favorire gli investimenti unitamente ad una decisa iniziativa per sbloccare la vertenza J &amp; P&#8221;, l&#8217;azienda che ha acquisto i beni produttivi della ex Merloni e riassunto 700 dipendenti (una vendita che rischia di essere annullata per problemi formali e ricorsi). Ora pero&#8217; &#8221;tutto sembra essersi arenato&#8221;. Cgil, Cisl e Uil hanno scritto anche ai parlamentari, alcuni dei quali (Lodolini, Giulietti e Carrescia del Pd, Terzoni di M5S) si sono a loro volta attivati con De Vincenti.</p>
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		<title>Terni, i sindacati pronti ad aprire la vertenza per l&#8217;indotto Ast</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2015 14:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="western"><strong>Terni</strong> &#8211; &#8220;I lavoratori dell’indotto non possono essere la valvola di sfogo delle tensioni che la politica di ThyssenKrupp su Ast Terni sta generando dopo l’accordo del 3 dicembre. La multinazionale sta portando all’estremo la sua strategia di contenimento dei costi sugli appalti e, a catena, le ditte appaltatrici, pur di non perdere commesse vitali, scaricano sui lavoratori tutto il peso degli sconti imposti. La conseguenza, già ben visibile, è la perdita di posti di lavoro, oltre all’abbassamento di salari e diritti attraverso una modifica dei contratti applicati. Di fronte a questa situazione: Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria e di Terni sono pronte ad aprire una vera vertenza dell’indotto di Ast”. I sindacati lo hanno messo in chiaro oggi, 17 febbraio, nel corso dell’attivo dei delegati dell’indotto delle acciaierie ternane che si è svolto presso la sala degli edili di Terni, con la partecipazione, tra gli altri, di Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria.</p>
<p class="western"><strong>Difficoltà</strong> &#8211; Un mondo complesso quello dell’indotto di Ast, fatto di almeno 1500 lavoratori (non si conosce un numero preciso per la difficoltà di penetrare a fondo un universo molto articolato, composto anche da tantissime piccole e piccolissime realtà) che sta attraversando una fase di grande difficoltà. “La gestione dell’accordo del 3 dicembre su Ast, che era l’unico accordo possibile – hanno spiegato i sindacati nel corso dell’iniziativa – sta comunque generando effetti negativi sugli appalti in termini di volumi e occupazione. Le nostre organizzazioni hanno già denunciato la perdita di posti di lavoro, almeno un centinaio quelli accertati, ma se non si inverte la tendenza le cifre sono destinati a crescere”.</p>
<p class="western"><strong>Interventi &#8211;</strong> Nei numerosi interventi, i delegati, tra i quali anche diversi migranti, presenti in gran numero nel sistema dell’indotto Ast, hanno sottolineato la gravità della situazione: “Gli sconti selvaggi richiesti da Thyssen alle ditte dell’indotto attraverso il ricatto ‘o accetti o sei fuori’ stanno ricadendo sulle nostre spalle. Molte aziende hanno già messo mano ai contratti, altre ai licenziamenti”. “Basta guardare quello che è successo alla portineria ‘Serra’ (quella riservata ai lavoratori delle ditte terze, <i>ndr</i>) – ha detto uno dei delegati intervenuti – dove fino a qualche anno fa c’era una fila interminabile, mentre oggi in un minuto si riesce ad entrare”. Di qui la necessità di un’azione compatta dei lavoratori (significativa a riguardo la presenza dei delegati di Tk-Ast all’attivo) e dei sindacati, per pretendere, in primo luogo, il rispetto di quanto previsto dall’accordo del 3 dicembre: accordo sottoscritto da tutte le istituzioni, dal governo, alla Regione, agli enti locali – hanno ricordato sindacati e lavoratori &#8211; e che prevedeva garanzie anche per il sistema degli appalti, in termini di ricollocamento e formazione. “Ad oggi quegli impegni sono rimasti sulla carta”, è la denuncia di Cgil, Cisl e Uil, mentre sul versante delle imprese “è assordante il silenzio delle associazioni datoriali, che dura ormai da anni”.</p>
<p class="western"><strong>Le responsabilità delle istituzioni</strong> &#8211; Chiamare le istituzioni alle proprie responsabilità rispetto agli impegni sottoscritti, “costringere” le associazioni delle imprese a confrontarsi sul sistema complessivo degli appalti, continuare il percorso in prefettura per monitorare anche le ricadute in termini di legalità sul territorio: questi i punti fondamentali della vertenza che Cgil, Cisl e Uil, attraverso il coordinamento delle Rsu/Rsa dell’indotto Ast, intendono portare avanti, pronte a mettere in campo “qualsiasi iniziativa si renda necessaria, a partire da una manifestazione sotto la Regione”. “Il fatto che oggi siano qui insieme lavoratori metalmeccanici, dei trasporti, dell’edilizia, del commercio, della cooperazione – ha osservato nel suo intervento conclusivo Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria intervenuto anche a nome di Cisl e Uil regionali – è già un elemento importante e non scontato. Per questo Cgil, Cisl e Uil regionali hanno il dovere di dare seguito a questa iniziativa, non solo per l’enorme importanza che il sistema Ast riveste nell’economia umbra (20% del Pil), ma per sanare una contraddizione: tutti, a partire dal governo, esaltano l’accordo del 3 dicembre, frutto di 40 giorni di sciopero e mobilitazione dei lavoratori delle acciaierie, come una medaglia da lucidare, poi però quando si tratta di tradurre in fatti concreti tutte le cose che l’accordo prevede, vediamo un ritardo e un’inerzia inaccettabile. I lavoratori degli appalti non sono invisibili – ha concluso Bravi – e il nostro impegno sarà quello di chiedere alla presidente Marini un incontro immediato per fare chiarezza sulle azioni concrete che la Regione intende mettere in campo da subito per rispettare gli impegni presi. E senza risposte, sarà mobilitazione”.</p>
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		<title>La protesta delle Province, i sindacati difendono i lavoratori</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2014 16:20:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> E’ un fronte compatto quello creato dai Sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) a difesa dei servizi erogati e dei posti di lavoro della Provincia, “perché quella in atto è la vertenza più importante in Umbria”. Intervenendo questa mattina alla conferenza stampa indetta dalla Rsu della Provincia di Perugia, i segretari Mario Bravi (Cgil), Claudio Bendini (Uil) e Ulderico Sbarra (Cisl), all’unisono, hanno dichiarato la chiara volontà di porsi a difesa dei lavoratori provinciali, con l’obiettivo di “ottenere modifiche profonde rispetto a questa Riforma e tornare sui binari della logica e della normalità”.</p>
<p><strong>La riforma secondo la Cgil</strong> &#8211; “C’è qualcosa di atipico nel gestire questo percorso”, è stato detto da Bendini, in riferimento ad una “Riforma troppo violenta per gli effetti che produce”. Inaccettabile per Bravi la logica fatta transitare, della serie “colpiamo i lavoratori, poi si vedrà”. Tra i Sindacati confederali c’è grande preoccupazione, per le incertezze sulle risorse e sui tempi. “L’Umbria non si può permettere – secondo Sbarra – una tale spoliazione dell’apparato istituzionale, che la farebbe diventare un’area interna depressa. Nella regione vi sono già troppi disoccupati o male occupati”. E’ unanime, dunque, la convinzione della necessità di “difendere i redditi esistenti e di conseguenza i servizi che grazie ad essi vengono erogati”. Duplici i fronti di azione individuati. Quello nazionale, perché, usando le parole di Sbarra, “è lì che è stato combinato il ‘pastrocchio’ ed è lì che vanno trovate le coperture necessarie per gestire questa partita”. Ma i Sindacati confederali, con altrettanta determinazione, intendono muoversi anche sul piano regionale.</p>
<p><strong>Le Rsu</strong> &#8211; “La Regione deve fare di più – ha dichiarato Bravi – non si può limitare a fare la passacarte, o da ‘carta assorbente’”. Si chiede, come esplicitato da Bendini, che nell’incontro annunciato del 30 dicembre con l’assessore Paparelli, vengano chiariti gli impegni che si intendono assumere sia in sede di Conferenza Stato-Regioni che sul piano del ricollocamento del personale. “Il Sindacato è unito e pronto a fare una trattativa seria – ha tuonato Sbarra -; non retrocederemo di un passo. In questa vicenda – ha poi messo in guardia – le fughe verso la politica rischierebbero di non pagare”. Il 29 e il 30 dicembre rappresentano due date fondamentali per la vertenza in atto: rispettivamente l&#8217;assemblea dei dipendenti e l&#8217;avvio dell&#8217;Osservatorio regionale che dovrà affrontare con chiarezza l&#8217;argomento . Lo ha chiarito il portavoce della Rsu della Provincia di Perugia Massimo Panella lanciando anche un monito ai parlamentari umbri “la cui autorevole voce non si è ancora sentita”. “La Regione – ha aggiunto Panella – ci deve dire a chiare lettere i problemi che ha, i fondi a disposizione e come intende affrontare tutta la materia compreso il problema dei nostri 52 precari che, senza decisioni immediate e precise, dal 31 dicembre andranno a casa”. Panella ha quindi assunto una decisa presa di distanza da alcuni articoli di stampa degli ultimi giorni. “In una situazione così drammatica – ha chiarito – lo scorso venerdì i lavoratori della provincia si sono &#8216;permessi&#8217; di manifestare legittimamente la loro preoccupazione.</p>
<p><strong>Le proteste della settimana scorsa</strong> &#8211; E&#8217; grave che sono stati identificati come coloro che hanno fatto irruzione nel palazzo della giunta regionale e sentirsi dire che non hanno perso un euro quando hanno il contratto fermo al 2009 con il potere d&#8217;acquisto dei loro stipendi si è frantumato. Purtroppo tutto questo si ripercuoterà sui cittadini che si renderanno conto del danno conseguente al depotenziamento delle Province quando crolleranno servizi essenziali. Per questo la mobilitazione deve essere generale, per questo ringraziamo i dipendenti del Comune di Perugia che hanno espresso tutta la loro solidarietà consapevoli che se non interverrà un processo democratico vero, capace di ascoltare i problemi della gente, quanto sta avvenendo per le Province tra breve toccherà anche Comuni e Regioni”. Temi ribaditi dal coordinatore della Rsu della Provincia di Terni Fabrizio Fazi che ha evidenziato come i tagli già subiti nel 2014 hanno compromesso sin dalla scorsa estate gli adempimenti di alcuni servizi. “Dal prossimo anno – ha dichiarato – sarà difficile far fronte anche alle manutenzioni ordinarie su scuole e impianti sportivi di nostra competenza. I dipendenti hanno già dato tanto in termini di salario, gestiscono i servizi anche fuori turno senza percepire reperibilità. Abbiamo il dovere di difendere servizi e posti di lavoro”. “Tra stipendi fermi e aumento di tariffe il potere d&#8217;acquisto degli stipendi dei pubblici dipendenti si è ridotto del 50% &#8211; ha affermato Angelo Garofalo della Uil -. Ecco anche perché il commercio è allo sbando e le saracinesche chiudono. Noi non siamo contrari alla riforma, ma ostili alla controriforma e il dramma è che nessun politico risponde mai delle proprie azioni devastanti per i cittadini” Garofalo ha quindi elencato una serie di Enti già dichiarati inutili dal Governo Monti, “sui quali l&#8217;attuale Governo non ha fatto approfondimenti”, che vedono nei consigli di amministrazione politici o ex politici e che costano agli italiani 10 miliardi di euro l&#8217;anno. “Lì non si interviene – ha insistito Garofalo – tutte risorse che potrebbero essere recuperate. Perché deve essere chiaro che senza fondi questa riforma avrà ricadute sulla Regione con concreti rischi di impoverimento della sanità. E deve essere altrettanto chiaro che tutti i dipendenti pubblici sono a rischio di licenziamento a breve termine”. Il dibattito che si è aperto sulle macro regioni pone inoltre l&#8217;Umbria in uno stato di enorme debolezza. “Chiediamo trasparenza – ha esortato la rappresentante della Rsu regionale -. Bene ha fatto l&#8217;assessore Paparelli ad invitare al tavolo dell&#8217;Osservatorio regionale anche i due Prefetti affinché forniscano dati relativi alla disponibilità di assorbimento del personale da parte degli organi periferici dello Stato. Resta la speranza di poter rimettere in discussione alcune questioni: una riforma così non si fa senza risorse. Di certo questa vertenza è di tutti ed è indispensabile la massima unità perché se per la Provincia è emergenza, tra breve il problema si sposterà su Comuni e Regione”. “La nostra regione più di altre – è stata la chiosa di Mario Bravi – prima eleggeva sindaci, presidenti di Province e di Regione, tra breve riuscirà soltanto a eleggere sindaci. Temi sui quali l&#8217;Osservatorio regionale dovrà fornire risposte chiare ricordando che questa è una vertenza più grande di quella della Ast”.</p>
<p align="justify"><strong>Le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Perugia Nando Mismetti &#8211; &#8220;</strong>La conferenza stampa odierna fa seguito all’incontro avuto nel pomeriggio di ieri dal presidente Nando Mismetti con le stesse rappresentanze sindacali, in occasione del quale sono stati ribaditi i “seri e reali rischi che a decorrere dal 1° gennaio interesseranno i servizi che fanno capo alla Provincia” e “l’inadeguatezza delle misure adottate dal Governo centrale rispetto alle aspettative”. Ma al centro dell’intervento di Mismetti vi è stata la data del prossimo 30 dicembre, quando alle ore 10 è prevista la prima riunione dell’Osservatorio regionale. A suo avviso, in vista di questa data, Sindacati e struttura, compatibilmente con le festività natalizie in corso, sarà opportuno che si preparino, dando vita ad un gruppo di lavoro che inizi da subito a progettare la riorganizzazione dell’Ente, in base alle competenze ad oggi assegnate. “Vorrei – sono state le parole del presidente – che sia un percorso limpido e trasparente, in cui tutti i lavoratori si sentano coinvolti e garantiti”. Parallelamente, secondo Mismetti, occorre iniziare ad impostare la nuova pianta organica, “in base alle disposizione fin qui note, adeguando le strutture alle funzioni”. Secondo le previsioni di Mismetti, quella che si sta per aprire è una fase riorganizzativi che necessariamente occuperà diversi mesi (non meno di quattro o cinque). Rivolgendosi ai sindacati il presidente non ha nascosto che quello che si sta delineando è un quadro che avrà conseguenze sul fondo dei dipendenti “in quanto, come accadrà per le altre Amministrazioni provinciali, il Patto di Stabilità verrà sforato&#8221;.</p>
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		<title>Sciopero Cgil e Uil, la Perugina blocca completamente la produzione</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2014 10:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Blocco totale della produzione alla Perugina per lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil contro il jobs act e le politiche economiche del Governo e a sostegno della &#8216;vertenza umbra&#8217;. &#8220;Solo una ventina le persone entrate nello stabilimento di San Sisto&#8221;, fanno sapere i vertici umbri dei due sindacati che hanno guidato stamani a ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Blocco totale della produzione alla Perugina per lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil contro il jobs act e le politiche economiche del Governo e a sostegno della &#8216;vertenza umbra&#8217;. &#8220;Solo una ventina le persone entrate nello stabilimento di San Sisto&#8221;, fanno sapere i vertici umbri dei due sindacati che hanno guidato stamani a Perugia la manifestazione davanti alla fabbrica con un presidio ed un corteo di lavoratori e lavoratrici. In prima fila anche precari e studenti con quest&#8217;ultimi che hanno improvvisato un &#8216;flash mob&#8217; con &#8220;una iniziativa fantasiosa per scacciare gli incubi&#8221;.</p>
<p><strong>La riuscita dello sciopero &#8211; </strong>Le tantissime fabbriche ferme, a partire dalla Perugina, dimostrano che la battaglia in difesa dei diritti del lavoro e per una diversa politica economica è appena cominciata”. Con queste parole Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria ha aperto la manifestazione provinciale organizzata da Cgil e Uil davanti ai cancelli della Perugina, a San Sisto (Perugia), in occasione dello sciopero generale di 8 ore proclamato dai due sindacati per chiedere a Governo e Parlamento cambiare in meglio la legge sul lavoro e la legge di stabilità, rimettendo al centro il lavoro, le politiche industriali e i settori produttivi fortemente in crisi, la difesa e il rilancio dei settori pubblici e e la creazione di nuova e buona occupazione.</p>
<p><strong>A Perugia &#8211;</strong> In piazza, con le lavoratrici e i lavoratori, tantissimi giovani, studenti e precari, che all&#8217;inizio del corteo, che ha attraversato l’area commerciale di San Sisto, hanno dato vita ad un flashmob (realizzato anche in molte altre città italiane all’interno della campagna “Xtutti”) con tanti ombrelli bucati, a rappresentare il Jobs Act che “fa acqua da tutte le parti”. Lavoratrici e lavoratori sono arrivati a Perugia da tutta la provincia con pullman dal Folignate, dal Trasimeno e dall’Alto Tevere. Molte le rsu presenti, in rappresentanza delle principali realtà produttive della Regione e dei luoghi del lavoro pubblico. “Siamo stritolati da una politica di rigore che non possiamo più sostenere – ha detto chiudendo la manifestazione di Perugia Paolo Carcass<strong>i</strong>, segretario nazionale Uil – noi chiediamo cose concrete: estendere gli 80 euro a pensionati e incapienti, sbloccare i contratti di lavoro a partire dalla pubblica amministrazione, bisogna fare leggi che non aumentino le ingiustizie, come invece fa il Jobs Act. Bisogna arriva all’inversione di questa linea, ad una soluzione diversa che riesca a davvero a cambiare verso”.</p>
<p><strong>A Terni &#8211;</strong> Anche a Terni, l&#8217;adesione è molto alta allo sciopero e la piazza è affollata. “Siamo in un luogo simbolico, vicini all&#8217;acciaieria. E chiediamo al governo di cambiare politiche, di avere politiche industriali”.  Lo ha detto Fabrizio Solari, segretario confederale della Cgil, durante la manifestazione di Terni, in occasione dello sciopero generale della Cgil e della Uil. Per Solari, la vicenda Ast racconta di questo “ritardo del governo, e se si aggiunge quello che sta per essere fatto con i decreti attuativi del Jobs act, si capisce che non c&#8217;è bisogno di aggiungere precarietà, ma di investimenti e di politiche industriali. Bisogna consolidare l&#8217;idea di un paese che vuole tornare a sperare nel futuro.” Fortissima anche qui la presenza di giovani “Anche loro – continua Solari &#8211; chiedono un futuro, chiedono di poter progettare la loro vita. Ma non chiedono un lavoro qualunque, non vogliono riempire i buchi che casualmente il mercato lascia liberi ogni tanto. Ma di avere un lavoro giusto, retribuito, professionale. E&#8217; a queste domande che il governo deve dare risposte, senza posizioni politiche pregiudiziali e ideologie. Noi chiediamo di fare delle scelte su problemi concreti”.</p>
<p><strong>I primi dati &#8211;</strong> I primi dati provenienti dai luoghi di lavoro della regione indicano una adesione intorno al 65% nel settore industriale e di risultati molto significativi negli altri settori produttivi.</p>

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<a href='http://www.perugiaonline.net/sciopero-cgil-e-uil-perugina-blocca-completamente-la-produzione/20141212_103530/'><img width="150" height="150" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/12/20141212_103530-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="Sciopero Cgil-Uil 12-12-2014" /></a>
<a href='http://www.perugiaonline.net/sciopero-cgil-e-uil-perugina-blocca-completamente-la-produzione/20141212_104102-2/'><img width="150" height="150" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/12/20141212_1041021-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="Sciopero Cgil-Uil 12-12-2014" /></a>

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