martedì, 11 dicembre 2018 Ultimo aggiornamento il 11 dicembre 2018 alle ore 17:36

Zitti tutti: comincia lo spettacolo delle primarie del Pd

Daniele Ubaldi

Daniele Ubaldi

Direttore responsabile di Perugia Online.

Maggioranza sotto sull'assestamento di bilancio: niente panico, nessun crollo, sono solo i titoli di testa delle primarie. Nuovo capitolo della soap opera democratica, che dopo i disastri di Perugia e Spoleto ora punta a perdere anche la Regione...

 
Zitti tutti: comincia lo spettacolo delle primarie del Pd
Regione Umbria. La maggioranza va sotto sull’assestamento del bilancio. C’è chi grida al disfacimento del centrosinistra, chi chiede le dimissioni della Marini, di Bracco e magari anche del vescovo Bassetti. La maggioranza è andata sotto, e allora? Sai che novità. Succede continuamente. Lo scorso 18 ottobre la maggioranza in consiglio regionale del Veneto è andata sotto sulla proposta di legge per regolamentare, dopo 32 anni (!), le cave e l’attività estrattiva. Proposta rinviata in commissione, legislatura ormai agli sgoccioli ed ennesima vittoria della lobby dei costruttori. Due giorni prima, il 16 ottobre, la maggioranza che governa la Lombardia si è spaccata, in commissione Ambiente, sull’approvazione di un provvedimento urgente e atteso da anni. E cento altri casi si potrebbero citare solo durante l’attuale legislatura. No, il punto semmai è un altro.

Il punto è che da oggi, con il pretesto dei 90 mila euro di stanziamenti a Sviluppumbria, si è aperta ufficialmente – di fatto lo era già, ma mancava ancora il casus belli – la campagna elettorale per le primarie delle regionali 2015. La guerra, quindi, il Pd non se la fa sulle regole o sulle scelte di programma, attorno alle quali più o meno tutte le anime democratiche, di riffa o di raffa, convergono alla bisogna; no, la posta in gioco qui è di tutt’altra natura, e a questo punto è difficile davvero provare ad escludere chiunque dalla corsa a Palazzo Cesaroni. Perché se il presidente uscente Marini ha ricevuto ampie garanzie di non belligeranza da varie anime importanti del partito, ad esempio dall’ex presidente della provincia Guasticchi – leggasi accordi di governo che prevedono deleghe importanti, ovviamente in caso di vittoria del centrosinistra -, lo stesso non può dirsi per un’altra ala del Pd, quella che fa capo alla corrente cui appartengono i tre consiglieri regionali (Brega, Smacchi e Barberini) che oggi, con la loro astensione, hanno mandato sotto la maggioranza sull’assestamento di bilancio, costringendola a ripiegare sul rinvio in commissione.

Ecco, letta così, la questione assume più che altro il tono di un segnale politico ben chiaro inviato dal sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci alla presidente uscente Catiuscia Marini: non è ancora stato deciso proprio un bel niente, la battaglia sta per cominciare. I diretti interessati di sicuro smentiranno, ma già si sente parlare di un possibile “travaso” di voti dall’uomo della Valnerina a beneficio di un giovane dirigente del Partito democratico regionale, addirittura del più alto; quel Leonelli, cioè, cui le primarie per la Segreteria regionale hanno affidato il cambio di passo della corazza democratica, ma che sinora ha incassato solamente le due sconfitte elettorali di Perugia e di Spoleto.

Di certo c’è solo che le primarie in Umbria sono appena cominciate e che, anche stavolta, l’unico avversario in grado di sconfiggere il centrosinistra è proprio il Pd. Chissà se, fedeli al detto “non c’è due senza tre”, i nostri eroi riusciranno a perdere anche la Regione?

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Daniele Ubaldi

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