lunedì, 16 settembre 2019 Ultimo aggiornamento il 8 settembre 2019 alle ore 18:20

Il mercato nero dell’arte

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Recuperati un centinaio di volumi antichi rubati dalla biblioteca bandiniana del seminario vescovile di Fiesole, alcuni era già finiti all’estero.

 
Il mercato nero dell’arte

I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze hanno recuperato un centinaio di antichi volumi a stampa (in gran parte cinquecentine e volumi del seicento) il cui furto, dal Fondo Antico della Biblioteca Bandiniana di Fiesole, fu scoperto e denunciato nel settembre del 2009.  In quel periodo erano in corso lavori di restauro interni all’edificio di piazza Mino ove ha sede sia la Diocesi che il Seminario; fortunatamente, esisteva una pubblicazione con l’inventario completo, dettagliato ed analitico dei volumi di maggior valore ed antichità che è servita per stilare l’elenco delle opere mancanti: circa 250 su un migliaio in tutto.

A circa un anno dal furto, grazie al costante monitoraggio del commercio di beni culturali effettuato dal TPC e grazie alla sinergia on le varie componenti del MiBACT, si accertava che un esercizio commerciale, con sede fisica ad Assisi e prevalentemente operante sul web, aveva posto in vendita su una delle più note piattaforme dell’e-commerce, alcuni libri antichi, che per titolo e caratteristiche generali corrispondevano a quelli oggetto del furto al Seminario fiesolano.Le successive indagini, protrattesi sino al 2013, hanno permesso di identificare la maggior parte degli ignari acquirenti, sparsi sul territorio nazionale e all’estero (Francia, Stati Uniti) e, soprattutto, di individuare il ricettatore nelle cui disponibilità erano transitati i libri prima di essere rimessi in vendita: un aretino, assiduo frequentatore di fiere e mercatini -specializzati e generici- in tutt’Italia. Presso la sua abitazione, veniva rinvenuta la maggior parte dei beni recuperati, molti ancora con i timbri originali, in mezzo ad una grande quantità di oggetti della più varia natura, tanto che i Carabinieri del TPC di Firenze, supportati dai colleghi di Arezzo, si videro costretti a sequestrare e sigillare, previa autorizzazione dell’A.G., una parte dell’appartamento per qualche mese, al fine di procedere alle necessarie verifiche.

Contemporaneamente, si è proceduto alle delicate attività di recupero dei beni finiti all’estero. Tra questi, si segnala un volume edito a Lione nel 1541 ed acquistato, sul sito del commerciante umbro, da uno studioso di San Antonio (Texas – USA) che, una volta definite le procedure ufficiali che lo hanno riconosciuto “acquirente in buona fede”, lo consegnava al Consolato Italiano di Houston per il rimpatrio.   Le tre persone ritenute responsabili, in concorso tra loro ed a vario titolo di ricettazione, riciclaggio, illecita esportazione di beni culturali, contrabbando, sono indagati presso le Procure di Arezzo e di Perugia che, recentemente, hanno disposto la restituzione

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