lunedì, 18 ottobre 2021 Ultimo aggiornamento il 4 ottobre 2021 alle ore 16:18

Quote rosa, le democratiche di Perugia contro il segretario provinciale

Daniele Ubaldi

Daniele Ubaldi

Direttore responsabile di Perugia Online.

Soltanto otto donne contro ben dodici uomini nella segreteria di Rossi: per la conferenza provinciale delle democratiche si tratta apertamente di mancanza di "democrazia paritaria". Parità dei sessi col bilancino degli scranni?

 
Quote rosa, le democratiche di Perugia contro il segretario provinciale
Perugia. E’ proprio vero: la democrazia è questione di punti di vista. Anche in matematica. Come pure è vero che nel Partito democratico ogni scusa è buona per litigare e “confrontarsi”. Di difficile lettura sarebbe, altrimenti, la presa di posizione della conferenza delle democratiche della Provincia di Perugia, che parla di mancanza di “democrazia paritaria” lamentando un’ingiusta disparità tra uomini e donne all’interno della segreteria provinciale del Pd di Perugia, “dove – si legge nella nota delle democratiche – su 20 componenti solo 8 sono donne. Di un pelo sopra il 33 per cento”. Ma anche due unità in meno per avere l’esatta metà di componenti rosa. Il dato matematico reale, ad essere precisi, è pari al 40% del totale. Ma è davvero cruciale questo passaggio? Per le democratiche perugine evidentemente sì, visto che parlano di “un risultato che si discosta nettamente da quanto di buono è stato fatto, invece, negli ultimi tempi, in altri luoghi politici”. Si cita l’unanime “riconoscimento delle potenzialità e delle opportunità offerte dal lavoro della conferenza delle democratiche”, come pure il fatto che, dal febbraio 2013, “il Paese può contare sul Parlamento più rosa della storia”, la nuova legge elettorale che prevede la doppia preferenza di genere (L. 215/12), e ancora la “presenza femminile maggioritaria” nella segreteria e direzione nazionali, nominate dal neosegretario Matteo Renzi. Insomma, le democratiche perugine sono inviperite col segretario provinciale Dante Andrea Rossi (nella foto), reo di aver violato lo statuto del partito non inserendo in segreteria un numero equivalente di componenti maschili e femminili.Andrea Rossi

“In provincia di Perugia – dichiarano ancora le democratiche – nonostante i proclami e nelle more dello Statuto, si fatica ancora a valorizzare il portato politico delle democratiche. Basti pensare che con l’ultimo congresso è stata eletta un’assemblea provinciale che non rispetta lo statuto, nonostante il riequilibrio di genere fatto in commissione provinciale per il congresso, e che nei circoli, territoriali e comunali, solo il 20 per cento dei segretari è donna. La nomina della segreteria provinciale aggiunge una nota negativa. Non basta aver scelto di comporre una presidenza ‘in rosa’, non basta riservare parole di incoraggiamento alla conferenza delle democratiche, serve, invece, smettere di pensare che ‘una donna in più significa un uomo in meno’ e serve farla finita con la scarsa considerazione che si riserva alle questioni di genere, derubricate a una ‘moda’ politica. Le questioni di genere hanno a che fare con il contributo di elaborazione e con l’autonomia delle donne in politica. Ecco perché la conferenza delle democratiche non rimarrà in disparte, ma chiederà, anzi, al segretario provinciale del Pd di Perugia Dante Andrea Rossi – che con la conferenza avrebbe potuto, per opportunità politica, condividere i criteri di composizione dell’esecutivo e a cui abbiamo dovuto ricordare che la portavoce del livello corrispondente è membro di diritto della segreteria – di rivedere la composizione degli organismi, a partire dall’esecutivo, affinché sia rispettato lo Statuto Pd”.

In parole povere, la parità di diritti tra uomo e donna si deve vedere anche nella segreteria provinciale del Pd di Perugia, dove devono esserci tanti maschi e tante femmine, a prescindere dal reale apporto di idee e valore aggiunto che una persona o l’altra possano portare al segretario. Questo, almeno, è il pensiero delle democratiche perugine, che intendono vedere rispettati certi valori anche dal punto di vista matematico. E se per un osservatore, magari un elettore, 8 contro 12 non appare uno scandalo come potrebbe essere, ad esempio, 3 contro 17, per le democratiche poco conta: “L’impegno a dare vita a una piena e proficua collaborazione tra partito e conferenza delle democratiche – concludono – assunto dal segretario Rossi e dal coordinatore della segreteria Bocerani, è solo un piccolo passo avanti. Dimostrare attenzione alle questioni di genere significa ben altro”. A cominciare dai riequilibri numerici.

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Daniele Ubaldi

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