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	<title>Perugia Online &#187; libro</title>
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		<title>L&#8217;ultimo libro di Gianni Minà e la serie Rai a lui dedicata: presentazione a Perugia</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jul 2023 13:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[gianni minà]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione di Solidarietà Internazionalista ASI Cuba Umbria è lieta di annunciare due eventi straordinari dedicati a Gianni Minà, in programma venerdì 7 luglio. Alle 17, presso la libreria Feltrinelli in Piazza della Repubblica a Perugia (Corso Vannucci 78/82) ci sarà la presentazione dell’ultimo libro firmato da Gianni Minà “Fame di Storie”, mentre alle 21.30, presso il cinema Postmodernissimo di Perugia in ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span><span lang="it-IT">L&#8217;Associazione di Solidarietà Internazionalista </span><span lang="it-IT">ASI Cuba Umbria</span><span lang="it-IT"> è lieta di annunciare due eventi straordinari dedicati a Gianni Minà, in programma v</span><span lang="it-IT">enerdì 7 luglio. Alle </span><span lang="it-IT">17,</span><span lang="it-IT"> </span>presso la libreria Feltrinelli in Piazza della Repubblica a Perugia (Corso Vannucci 78/82)<span lang="it-IT"> ci sarà la presentazione dell’ultimo libro firmato da Gianni Minà </span><span lang="it-IT">“Fame di Storie”, mentre alle 2</span><span lang="it-IT">1.30, presso i</span>l cinema Postmodernissimo di Perugia in Via del Carmine 4, andrà in onda la p<span lang="it-IT">resentazione della serie Rai dedicata a Gianni Minà </span><span lang="it-IT">“Cercatore di Storie”. Saranno </span><span lang="it-IT">proiettati due episodi delle interviste a Maradona e Muhammad Alì.</span></p>
<p lang="en-GB"> <span lang="it-IT">Entrambi gli eventi sono aperti al pubblico e l&#8217;ingresso è gratuito, ma il numero di posti è limitato. Si consiglia pertanto di prenotare in anticipo per assicurarsi un posto. Per prenotazioni e ulteriori informazioni, si prega di contattare la Libreria Feltrinelli al numero 075</span><span lang="it-IT">5726485 e il Cinema Postmodernissimo, o di inviare un&#8217;e-mail a asicubaumbria@libero.it.</span></p>
<p lang="en-GB"><span lang="it-IT">Ad entrambi gli eventi sarà presente Loredana Macchietti Minà, collega e compagna di vita di Gianni, che ci svelerà sia il lavoro letterario che l’opera di ricerca e di montaggio nelle teche Rai delle innumerevoli interviste fatte da uno dei protagonisti della storia del giornalismo internazionale.</span></p>
<p lang="en-GB"><span lang="it-IT">Con Loredana Macchietti condivideremo le ispirazioni, le sfide e le emozioni che hanno accompagnato la vita straordinaria di Gianni Minà e presenteremo la fondazione a lui dedicata, primo segno tangibile della sua eredità. Sarà possibile interagire direttamente con Loredana attraverso una sessione di domande e risposte, dove i partecipanti avranno l&#8217;opportunità di approfondire aspetti specifici sia del libro che della serie tv.</span></p>
<p class="western" lang="en-GB"><span lang="it-IT">Le due location scelte a Perugia, in occasione dell’inaugurazione della 50° edizione di Umbria Jazz, sono un punto di riferimento per gli amanti della cultura, dell’arte e della politica. Entrambe offrono un ambiente ideale per immergersi nel pensiero di Gianni Minà, senza tralasciare il suo amore per Cuba.</span></p>
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		<title>Come il 5 G cambierà l&#8217;uomo. In peggio</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 20:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[5g]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Pizzuti]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>“Il 5g è il supporto tecnologico fondamentale della società &#8216;trasparente&#8217; del futuro e ovviamente la possibilità di usarlo nel modo giusto spetta a chi lo governa&#8221;. Lo afferma lo scrittore d’inchiesta Marco Pizzuti nel suo “Dossier 5g, inchiesta non autorizzata sulla rivoluzione tecnologica destinata a cambiare la nostra esistenza”, appena uscito per Mondadori e che sarà presentato a Perugia a Palazzo Cesaroni, Sala della Partecipazione, dopodomani 4 settembre, a partire dalle 17.<br />
Un libro scomodo, come tutti i lavori di Pizzuti, che scava a fondo nella società occidentale neoliberale, sottomessa alla finanza e ai suoi diktat multinazionali, che mirano a sostituire alle società, ai popoli, milioni di consumatori permanentemente connessi, in un&#8217;eterna condivisione di contenuti tanto &#8220;libera&#8221; quanto inutile, fallace.<br />
&#8220;Grazie alle mini-antenne millimetriche del 5g (il cui impatto sulla salute dell’uomo continua a suscitare le preoccupazioni di una moltitudine di medici e scienziati)&#8221;, scrive Mario Cecere di ASI, &#8220;in Cina è possibile trasmettere in tempo reale immagini scansionate da oltre 200 milioni di telecamere di sorveglianza (un po&#8217; come nel film Minority report) con appunto il riconoscimento facciale&#8221;. E&#8217; uno dei tanti esempi di controllo tecnologico sull&#8217;individuo, inserito in un contesto in cui il 5g si inserisce in maniera strategica e funzionale, come svela Pizzuti nel suo libro.</p>
<p>Marco Pizzuti è nato a Roma nel 1971, ex ufficiale dell’esercito, dottore in Legge, conferenziere, scrittore (più di 200.000 copie vendute solo in Italia), ricercatore scientifico e sceneggiatore di cinema e teatro, ha lavorato presso le più prestigiose istituzioni dello Stato (Camera dei Deputati, Senato della Repubblica e Consiglio di Stato) ed è spesso ospite delle emittenti radio-televisive in qualità di esperto in controinformazione. Ha contribuito alla realizzazione di documentari di produzione spagnola (Bitakora Film) e italo-argentina (Sydonia Production). Fuori da ogni schieramento politico-ideologico e in aperto contrasto contro l’attuale sistema partitocratico ed elitario di tipo esclusivamente “rappresentativo”, promuove le regole del federalismo (per un’amministrazione a misura d’uomo) e della moderna democrazia diretta (modello svizzero) come unica reale possibilità di espressione della sovranità popolare. Nel campo della divulgazione scientifica collabora con il Museo dell’Energia e durante il Ted di Bologna del 2011 ha stabilito il nuovo record mondiale nella trasmissione di corrente elettrica senza fili direttamente in forma di corrente alternata(senza l’impiego del sistema wi-tricity) applicando esclusivamente la tecnologia Tesla di fine ‘800.<br />
Dal 2011 ha collaborato con il programma “Mistero” (poi “Mistero Adventure”) di Italia Uno dove ha mostrato alcuni degli esperimenti scientifici più controversi (reazioni nucleari a debole energia, effetto Biefeld-Brown, trasmissione di energia senza fili etc..). Ha pubblicato articoli per l’omonimo magazine che sin dal 2012 si è subito affermato come successo editoriale. Dal 2016 scrive anche una rubrica scientifica per la rivista “Scienza e Conoscenza” del gruppo Macro.<br />
Per la categoria saggistica ha scritto 13 volumi attualmente in pubblicazione in 19 stati del mondo (Italia, Spagna, Bulgaria, Romania, Argentina, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Perù, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Uruguay, Venezuela). Nel 2008 ha creato il blog“Altrainformazione.it”, ormai divenuto punto di riferimento della libera informazione per milioni di utenti l’anno.</p>
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		<title>Quell’organismo cangiante che è il libro</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Nov 2019 16:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[discipline del libro]]></category>
		<category><![CDATA[Dottorato in Scienze letterarie]]></category>
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		<category><![CDATA[Universit? per Stranieri di Perugia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Professori associati, ricercatori, assegnisti di ricerca. E, ancora: giornalisti, insegnanti, progettatori e comunicatori editoriali, responsabili delle acquisizioni bibliografiche per sistemi bibliotecari di Atenei italiani, illustratori e autori, ma anche responsabili del settore ferroviario, responsabili di riviste scientifiche ed editor di University Press. Sono solo alcuni dei lavori attualmente svolti dai dottori di ricerca del Dottorato ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Professori associati, ricercatori, assegnisti di ricerca. E, ancora: giornalisti, insegnanti, progettatori e comunicatori editoriali, responsabili delle acquisizioni bibliografiche per sistemi bibliotecari di Atenei italiani, illustratori e autori, ma anche responsabili del settore ferroviario, responsabili di riviste scientifiche ed editor di University Press. Sono solo alcuni dei lavori attualmente svolti dai dottori di ricerca del Dottorato di ricerca in <em>Scienze letterarie, librarie, linguistiche e della comunicazione internazionale</em> (indirizzo in <em>Scienza del libro e della scrittura</em>), coordinato, all’Università per Stranieri di Perugia, dalla professoressa Giovanna Zaganelli.</p>
<p>Il 26 novembre 2019 nella suggestiva cornice dell’aula VI di palazzo Gallenga, i dottori di ricerca Toni Marino (Università per Stranieri di Perugia), Linda Barcaioli (Università per Stranieri di Perugia), Luca Guerra (Università degli Studi di Brescia), Sandro Natalini (Isia di Urbino), Elena Ranfa (Università degli Studi di Verona), Liana Botti (Università per Stranieri di Perugia), Davide Pairone (Università per Stranieri di Perugia) e i dottorandi in <em>Scienza del libro e della scrittura</em> dell’Università per Stranieri di Perugia Puma Valentina Scricciolo, Luca Montanari, Antonello Lamanna, Maura Funari, Luca Padalino e Federico Meschini, hanno omaggiato, nel corso di una Giornata di Studi dottorale, le discipline del libro a più di 10 anni dall’istituzione dell’indirizzo di Dottorato in <em>Scienza del libro e della scrittura</em>, raccontando le loro esperienze e i momenti formativi di questo percorso di crescita professionale e, insieme, personale. Tra loro, anche Sarah Bonciarelli, PhD dell’Università di Siena e ora ricercatrice postdottorale nella sezione di <em>Italianistica</em> dell’Università di Gent, e Vinicio Corrent, dottore di ricerca presso l’Università Jean Jaurès di Tolosa in cotutela con l’Università di Trento e insegnante di discipline letterarie.</p>
<p>‘Oggi – è stato il commento della coordinatrice del Dottorato di ricerca in <em>Scienze letterarie, librarie, linguistiche e della comunicazione internazionale</em> dell’Università per Stranieri di Perugia, la professoressa Giovanna Zaganelli – è un po’ la festa del Dottorato, un Dottorato di ricerca che coordino da anni. Nello specifico, l’indirizzo di Dottorato in <em>Scienza del libro e della scrittura</em> è stato istituito più di 10 anni fa: un numero importante, questo, specie se ci si riferisce al susseguirsi di eventi e di allievi che sono cresciuti nel nostro Ateneo. I giovani studiosi – oggi ne abbiamo una testimonianza – ricoprono posizioni lavorative importanti dal punto di vista qualitativo e quantitativo, come anche le statistiche a livello nazionale attestano. Questo è valido anche per gli altri tre indirizzi di cui si compone il nostro Dottorato, ovvero: <em>Comunicazione della letteratura e della tradizione culturale italiana nel mondo</em>, <em>Cooperazione alla pace e allo sviluppo</em>, <em>Scienze del linguaggio</em>. Indirizzi, questi, che dialogano con quello in <em>Scienza del libro e della scrittura</em>, per il quale costituiscono dei contrafforti, in quanto la scienza del libro e della scrittura beneficia di altre discipline. Il Dottorato – ha proseguito la professoressa Zaganelli – è un’ottima occasione di crescita, un momento unico di comunità scientifica che si apre dal punto di vista internazionale. L’indirizzo in <em>Scienza del libro e della scrittura</em> ha ripuntato l’attenzione, fin dal progetto di ricerca sulla storia dei tipografi in Umbria, sul concetto di libro, articolandosi in diversi progetti che partono dal Cinquecento e arrivano al libro su supporto digitale. Il libro è un organismo cangiante: è un oggetto materiale, un oggetto d’arte nella piccola editoria, un contenuto intellettuale che dà accesso alla lettura. È lecito domandarsi cosa ne sarà del libro e in quale direzione andranno i Dottorati, tenendo presente il regolamento europeo che li norma. Da parte nostra, beneficiamo di una fitta rete di rapporti con l’Europa (penso, ad esempio, a Madrid e a Badajoz), e della possibilità della cotutela, di contatti col resto d’Europa. Un altro interrogativo verte sulle discipline umanistiche: come siamo in grado di sostenerle? Il nostro compito è di riportare l’attenzione sul libro, come abbiamo fatto con il volume, uscito per i tipi della casa editrice Pliniana nel 2014, <em>Tipografi, librai, illustratori: uno sguardo alle arti editoriali</em>, che costituisce una traccia cartacea indelebile e che, chi sa, magari uscirà, più avanti, in formato digitale…’.</p>
<p>Ha parlato di &#8216;una interconnessione di pratiche e di interdisciplinarità&#8217;, il professor Fabrizio Scrivano dell&#8217;Università degli Studi di Perugia, con riferimento all&#8217;indirizzo di Dottorato in <em>Scienza del libro e della scrittura</em>. &#8216;D’altronde, il libro, quale preciso oggetto di indagine di questo indirizzo dottorale &#8211; ha spiegato il professor Scrivano -, sollecita competenze e atteggiamenti mentali diversi. Si tratta di un Dottorato tematico e non disciplinare, una scuola d’eccellenza sotto l’aspetto formativo. Sarebbe bello avere un avviamento a questo tipo di studi: il riferimento è a un corso di laurea magistrale e a un master…’. &#8216;Sono d&#8217;accordo in merito all&#8217;interconnessione di pratiche e all&#8217;interdisciplinarità &#8211; è stata la risposta del professor Andrea Capaccioni, rivolgendosi all’amico e collega dell’Università degli Studi di Perugia –. La trasversalità viene applicata a varie discipline quando si pone al centro di un Dottorato il libro. Anche la biblioteca è un organismo multiculturale come ha affermato Solimine: in biblioteca nascono delle contaminazioni e dei percorsi interdisciplinari che danno luogo al formarsi di nuovi saperi. Le contaminazioni sono spesso non consuete nell’Accademia italiana: questo Dottorato poggia proprio sulla contaminazione dei saperi, è uno dei pochi indirizzi dottorali che getta uno sguardo sulla biblioteconomia, la disciplina che rappresento, e che ho applicato, vorrei ricordarlo, allo studio della bibliografia in un volume pubblicato insieme alla professoressa Zaganelli nel 2004 nella collana ‘Controsegni’ della casa editrice Testo &amp; Immagine: <em>Catalogare l’universo. Approcci semiotici alla bibliografia</em>’.</p>
<p>Spazio, poi, ai dottori di ricerca e ai dottorandi dell’indirizzo in <em>Scienza del libro e della scrittura</em>, all’interno delle tre sezioni a loro dedicate: ‘Scrittura e lettura’, ‘Le linee di ricerca dei dottorandi in Scienza del libro e della scrittura’, ‘Testimonianze dei dottori di ricerca in Scienza del libro e della scrittura’. Nella prima sezione, gli interventi dei dottori di ricerca Vinicio Corrent, Linda Barcaioli, Luca Guerra, Sandro Natalini ed Elena Ranfa hanno focalizzato la loro attenzione, rispettivamente, sul rapporto tra testi antichi e musiche moderne, che si adattavano all’antica poesia italiana, per esempio petrarchesca, in qualità di scritture notazionali, sull’utilità delle discipline umanistiche anche all’interno di aziende, ad esempio ferroviarie: allora, ‘Polifilo – il riferimento è all’<em>Hypnerotomachia Poliphili </em>di Francesco Colonna (1499) – va in treno’, nel senso che il metodo applicato dal coordinatore ferroviario, sulla base di un dato regolamento, può essere paragonato al metodo dello studioso, alla sua ricostruzione dei passaggi storici, agli studi pregressi che consentono di contestualizzare una determinata opera. E, ancora, i contributi di questa prima sessione hanno inteso riflettere sulle ‘Scritture di corpi’ e sulla tatuazione di massa nella contemporaneità – per cui la scrittura altro non è che una disposizione di produzione di ‘forme di vita’, in quanto ‘nega la nuda vita’ –, sulla progettazione dell’albo illustrato in quanto prodotto insieme artigianale e commerciale, nonché una vera esperienza per un bambino – il riferimento, qui, è a <em>Cappuccetto Rosso in pittogrammi</em>, con cui Sandro Natalini ha vinto, nell’anno corrente, il Premio Andersen per il ‘Miglior libro fatto ad arte’ – e, infine, sul lettore ibrido, sulle declinazioni possibili del tema della lettura, sugli spazi del leggere e sui cambiamenti nella lettura, che presuppongono una rielaborazione dei significati ed una rimediazione.</p>
<p>La seconda sessione della Giornata di Studi dottorale, dedicata ai dottorandi dell’indirizzo in <em>Scienza del libro e della scrittura</em> (Puma Valentina Scricciolo, Luca Montanari, Antonello Lamanna, Luca Padalino, Maura Funari e Federico Meschini) ha toccato ambiti distinti, ma complementari: dalle categorie di peritesto e di epitesto applicate alla ricerca sull’autobiografismo nell’opera di Clara Sereni, allo studio come esperienza (come necessaria vocazione dello studioso all’accoglienza del nuovo) e come testimonianza (in quanto peculiarità di un approccio allo studio che non si imponga su ciò che si sta studiando), dalle riviste online (come ‘Gentes’, la rivista di <em>Scienze umane e sociali</em> dell’Università per Stranieri di Perugia) e dalle University Press (come la Perugia Stranieri University Press) al rapporto testo-immagine nel modernismo italiano (con un focus sull’opera di Lorenzo Viani, anche sulla base dell’analisi di testo e contesto), fino alle coperte dei libri, alla duplice natura del libro, come oggetto e come prodotto intellettuale, e alle Digital Humanities tra documento (quale prodotto di una specifica tecnologia, la scrittura) e racconto, e tra avantesti e peritesti digitali.</p>
<p>La terza ed ultima sessione è stata la risultante delle testimonianze dei dottori di ricerca in <em>Scienza del libro e della scrittura</em>, Toni Marino, Sarah Bonciarelli, Liana Botti e Davide Pairone. Se Sarah Bonciarelli e Liana Botti hanno posto l’accento su uno specifico segmento del perimetro tipografico – la prima, parlando di storia del libro e della tipografia, ha ripercorso alcuni dei progetti di ricerca promossi dall’indirizzo dottorale in <em>Scienza del libro e della scrittura</em>, quali, ad esempio, <em>Per una storia dei tipografi e librai. L’Alta Valle del Tevere</em>, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello; mentre la seconda ha ricostruito l’iter che collega i tascabili cinquecenteschi a quelli attuali, passando per i libri dal piccolo formato pubblicati nell’Ottocento e caratterizzati da una grande tiratura, un piccolo formato e un costo sostenuto –, Toni Marino e Davide Pairone si sono incentrati sull’editoria, sulla vendita della letteratura, sulla situazione attuale della produzione editoriale in Italia, sul fatto che l’editoria necessiti non solo di dati quantitativi, ma anche di dati qualitativi, e, non da ultimo, sul passaggio o, per meglio dire, sui passaggi più significativi dal percorso dottorale al mondo delle case editrici (nel caso di Davide Pairone), che includono anche le politiche scolastiche di educazione alla lettura.</p>
<p>Tanti percorsi, un unico, comune denominatore, come vuole Matthew Might dell’Università dello Utah: il Dottorato di ricerca non è che un punto di partenza. Un superamento del limite, sul quale i giovani studiosi devono continuare a premere, per valorizzare il loro titolo a livello nazionale ed internazionale, in ambito accademico e non solo.</p>
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		<title>Arte e Shoah: il valore dell’uomo nel lessico artistico e museologico</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 20:06:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[#Shoah]]></category>
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		<category><![CDATA[paolo coen]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>DI TIZIANA OVELLI Per “Incontri con l’autore” il professor Paolo Coen presenterà, alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, il libro “Controluce, Counterlight, Gegenlicht. Arte e museologia della Shoah, nuovi contributi”. In quanti modi si può leggere un libro? Molti. Ogni lettura comporta una trasposizione del proprio vissuto che si intesse con le parole scritte e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>DI TIZIANA OVELLI</p>
<p>Per “Incontri con l’autore” il professor Paolo Coen presenterà, alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, il libro “Controluce, Counterlight, Gegenlicht. Arte e museologia della Shoah, nuovi contributi”. In quanti modi si può leggere un libro? Molti. Ogni lettura comporta una trasposizione del proprio vissuto che si intesse con le parole scritte e quelle celate del proprio io, della propria sensibilità, creando una riscrittura che ci scuote, ci fa riflettere, si compie una simbiosi tra autore e lettore così come accade tra fruitore e opera d’arte: l’espressione d’arte, il bene culturale e il luogo di memoria da sempre segni del potenziale umano, affermano quella dignità umana strappata alla vita dalle farneticazioni omofobe del potere e dei suoi seguaci. Sabato 26 ottobre 2019 alle ore 18 presso la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, Paolo Coen, storico dell’arte e docente di arte e museologia all’Università degli studi di Teramo, intratterrà i suoi ospiti con una disquisizione sulla doppia valenza che assume il patrimonio culturale nella trasmissione della Memoria della Shoah e la società contemporanea con il saggio “Controluce, Counterlight, Gegenlicht. Arte e museologia della Shoah, nuovi contributi” edito da EUM – Edizioni Università di Macerata: il valore dell’opera d’arte e dei luoghi di memoria quali testimoni tangibili, vitali e loquaci che invitano nel presente alla loro considerazione, ma è il futuro il perno della loro comunicazione, ovvero ciò che non deve ripetersi. L’autore romano, vincitore del Premio Internazionale 2019 sez. letteratura dello Spoleto Art Festival &#8211; Presidente il professor Luca Filipponi – disserterà su questo volume, quinto in ordine di pubblicazione della collana “Il tempo, la storia e la memoria” – una raccolta nata in collaborazione con l’Università di Macerata – che comprende una disamina tra i più significativi artisti contemporanei: da Pesach Irsai, David Olere, Charlotte Salomon, Eva Fisher, Vardi Kahana a Mauro Maugliani, Maya Zack, Richard Serra, Georges de Canino e Menashe Kadishman. Gli undici coautori propongono una panoramica politico-culturale europea che interessa anche alcuni beni e luoghi culturali marchigiani: Eleonora Palmoni, Manfredo Coen, Chiara Censi hanno delineato le situazioni della Villa Giustiniani-Bandini di Urbisaglia, il Parco del Cardeto di Ancona e il Cimitero Ebraico di Ancona. L’incontro si esplicherà in un dialogo a più voci con la professoressa Raffaella Morselli, docente di storia dell’arte moderna all’Università degli studi di Teramo e membro del comitato scientifico della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci; il professor Fabio Marcelli docente presso il Dipartimento di filosofia, scienze sociali, umane e della formazione presso l’Università degli studi di Perugia e l’artista Paolo di Giosia da anni impegnato nella ricerca sugli aspetti introspettivi del comportamento umano. Per Paolo Coen, la scommessa della trasmissione ai posteri della Shoah è “far sì che la memoria di una minoranza, già divenuta memoria di Stato, si trasformi in una memoria collettiva” e se, come scrisse Gyorgy Lukacs “l’opera d’arte porta ad espressione ciò che nella storia si riferisce all’uomo ed esprime la verità del momento storico per la vita degli uomini”, le azioni, i comportamenti sociali, i fatti attuali costruiscono il futuro tanto quanto gli avvenimenti storici hanno determinato il presente. “Ancor oggi le persone, i fruitori vicini e lontani, mediati e immediati, costituiscono la materia viva” (Paolo Coen).</p>
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		<title>Variazioni di scrittura</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2019 11:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[Dottorato di ricerca in Scienze letterarie]]></category>
		<category><![CDATA[ermeneutica del testo sacro]]></category>
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		<category><![CDATA[Universit? per Stranieri di Perugia]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Quanto alla necessità di scrivere certe lettere, certi segni alfabetici, che non sarebbero mai comparsi nella stessa forma, Roland Barthes era solito ripetere: ‘il mio desiderio non s’inscrive affatto nel codice che mi è stato insegnato e che mi sono imposto, bensì nel simulacro del lettore che io mi figuro’. Inesistente nel caso delle note, personalizzato nel caso delle missive, eidetico nel caso del testo. La scrittura, dal canto suo, è ritorno alla mano, al gesto manuale nella sua ampiezza antropologica. E il supporto di scrittura, ‘una materia soggettiva, la sostanza distesa sotto la mano, contatto della pelle e della materia che mette alla prova il corpo’. Ci sono tante scritture quanti sono i supporti che le condizionano, opponendo diverse resistenze allo strumento che traccia e alla contestura della materia, e obbligando la mano a gesti di aggressione o di carezza.</p>
<p>Studiare il libro nelle sue molteplici componenti significa indagare i rapporti che coesistono fra i supporti materiali, nella loro evoluzione nel tempo, e i processi di codifica e decodifica, ricezione e fruizione del testo. Significa studiare l’origine e le pratiche scaturite dalla scrittura e analizzarne le forme. E, non da ultimo, oltrepassare i confini del segno alfabetico sino a comprendere sistemi semiotici come i testi verbo-visivi, e, perché no, le scritture rupestri, i testi graffiti, il libro nella sua fisicità, il taccuino e il diario corredati di elementi autografi, i supporti digitali contemporanei e quelli che concretano e ospitano ogni forma di testimonianza scritta. Perché la relazione iconico-linguistica può agire come punto di raccordo fra diversi campi disciplinari: l’iconologia, la semiotica del testo e della cultura, l’estetica, la critica letteraria, la bibliologia. Pur mantenendo salda la coerenza tematica, che, grazie agli strumenti della semiotica del testo, permette di approfondire la natura dei diversi processi di interpretazione e riscrittura, mediante una trasposizione intersemiotica che dallo scritto giunge al figurato e all’audiovisivo, percorrendo (anche) i meandri dei dintorni del testo, della paratestualità.</p>
<p>È di questo (e non solo di questo) che si occupa l’unico indirizzo tematico, in <em>Scienza del libro e della scrittura</em>, del Dottorato di ricerca in <em>Scienze letterarie, librarie, linguistiche e della comunicazione internazionale</em> dell’Università per Stranieri, coordinato dalla professoressa Giovanna Zaganelli, direttore del Dipartimento di <em>Scienze Umane e Sociali</em> dello stesso Ateneo perugino. E giovedì 17 gennaio, alle 15.00, nella sala docenti della palazzina Valitutti, i dottorandi Roman Winter, Federico Meschini, Puma Valentina Scricciolo, Pierpaolo Trevisi, Maura Funari e Luca Montanari hanno esposto ad una commissione presieduta dalla professoressa Giovanna Zaganelli e composta dai docenti Fabrizio Scrivano, Andrea Capaccioni, Antonio Allegra e Michele Dantini, gli esiti delle ricerche condotte sinora e lo stato di avanzamento dei lavori. Filo rosso conduttore, il libro e la scrittura, come punto di raccordo di progetti diversi fra loro, ma radicati nel binomio scrittura-lettura, come due pratiche di produzione di senso, in cui la prima altro non è, per dirla ancora con Barthes, ‘un esercizio monumentale di ripetizione’, ‘un satori’, che fa vacillare la conoscenza e crea un vuoto di parola. Dal terreno, misterioso e lucidissimo, della fiaba nord-europea, delle saghe, dei racconti popolari su streghe e sirene, indagato, mediante uno spoglio della banca-dati danese e olandese, da una prospettiva semiotica, attraverso gli strumenti di analisi che erano stati propri di Propp o lo schema narrativo canonico elaborato da Greimas, ad altri data-base, alle biblioteche e agli archivi digitali, che analizzano, applicando i risultati della ricerca quantitativa a dati qualitativi, e mediante l’uso dei progressi attuati nell’alveo della filologia digitale e dell’informatica umanistica, intese sia in senso diacronico che sincronico, l’oggetto-libro nella sua fisicità e l’edizione di un testo come macchina computazionale. Una combinazione, questa fra hard sciences e soft sciences, fra informatica, bibliologia e media-studies, fra i diversi settori i cui la testualità digitale si è declinata, fino a incorporare gli ambienti testuali dei social-network, da analizzare come delle vere e proprie narrazioni, sulla base della pratica dello storytelling e dell’applicazione incrociata del modello gutenberghiano e televisivo. Dallo spoglio delle missive facenti parte dell’epistolario della scrittrice Clara Sereni e dalla scrittura del sé, del libro di famiglia, della memoria privata novecentesca alla creazione di nuovi miti post-risorgimentali, fino all’analisi della documentazione conservata alla Fondazione Gramsci, all’Archivio Bonsanti, all’Istituto di cultura italiana di Tel Aviv, al fine di indagare il rapporto di una delle tre donne di Casa Sereni con la scrittura e con il mondo dell’editoria. Ancora, dai venti testi graffiti intorno al 1386 – gli anni dello Scisma, dei due Papi, della costruzione della biblioteca in San Francesco d’Assisi, dell’arrivo di una ipotetica Apocalisse –, scritture esposte, presumibilmente della stessa mano, e incise a due metri e mezzo da terra, al di sotto del ciclo giottesco nella Basilica assisana, all’indagine condotta nei dintorni del testo sui significati della coperta del libro, dall’invenzione della stampa, fino agli e-book, passando per la via etica del senso, attraverso uno studio dell’ermeneutica del testo sacro, nei suoi aspetti teoretici ed epistemologici, concretatisi nelle pratiche dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’islamismo.</p>
<p>Tutte ricerche, queste, condotte nella consapevolezza che, come scriveva (ancora) Barthes, ‘la scrittura è sovente (sempre?) servita a nascondere ciò che le era stato affidato’, contro una concezione della scrittura come ancella tardiva della parola. La funzione comunicativa del testo scritto è posteriore rispetto a quella estetico-rituale. Tanto che, un tempo, ‘il vento avrebbe confuso le lettere, così che nessuno, tranne gli uomini sacri, avrebbe potuto carpirle&#8217;.</p>
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		<title>Il sogno cinese: storia ed economia del calcio in Cina</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 13:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sarà la Bottega San Giovanni ad ospitare martedì 14 giugno, alle ore 18.30, la presentazione de Il sogno calcistico: storia ed economia del calcio in Cina (Urbone pubilishing) di Nicholas Gineprini. Presente l&#8217;autore che sarà intervistato dal Direttore di TuttoCalcioEstero.it, Paolo Bardelli. Al termine del dibattito avrà luogo una piccola degustazione. Il libro &#8211; La ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Perugia. </span> Sarà la Bottega San Giovanni ad ospitare martedì 14 giugno, alle ore 18.30, la presentazione de <em>Il sogno calcistico: storia ed economia del calcio in Cina</em> (Urbone pubilishing) di Nicholas Gineprini. Presente l&#8217;autore che sarà intervistato dal Direttore di TuttoCalcioEstero.it, Paolo Bardelli. Al termine del dibattito avrà luogo una piccola degustazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il libro &#8211;</strong> La prima economia e potenza sportiva al mondo, la Cina, dove il calcio è ancora considerato un tallone d&#8217;Achille, vuole dettare la via per il futuro dell&#8217;industria calcistica. Dal 2010 in poi, l&#8217;influenza della Cina si è fatta sempre più forte, come emerge dalle parole del presidente Xi Jinping: &#8220;Il sogno calcistico fa parte del Sogno Cinese&#8221;. Questo libro prende in esame la storia del football in Cina, a partire dal XXV secolo a.c, fino ad arrivare alle mosse dei giorni nostri, con attenzione particolare al meccanismo economico in atto. Dal ricchissimo calciomercato della Chinese Super League alla colonizzazione del calcio europeo. Se vogliamo capire come sarà lo sport più amato tra dieci e vent&#8217;anni, potremo trovare risposta solo guardando a oriente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’autore:</strong> gestisce il Blog Calcio Cina ed è redattore di TuttoCalcioEstero.it, dove si occupa di economia sportiva e letteratura a tema calcistico. Vive a Fermignano, in provincia di Pesaro-Urbino, è laureato in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Il Sogno Cinese è il suo primo libro.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Marco Antonio Bonciari e il suo tempo</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2016 15:50:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Et amicorum”. Era l’ex libris, la nota di possesso che Prospero Podiani, uno dei più importanti bibliofili europei tra Cinquecento e Seicento, il cui nome è legato alla fondazione della Biblioteca Augusta di Perugia, era solito apporre sui volumi della sua fitta collezione, concepiti come suoi e, appunto, dei suoi amici. Nel cartellone delle iniziative promosse dalle biblioteche comunali di Perugia a lui dedicate, “Prospero Podiani et amicorum”, si è inserita, stamani, nella cornice della sala Sant’Anna della Fondazione Istituto di Formazione Culturale Sant’Anna di Perugia, la presentazione del volume di Luciano Taborchi, &#8220;Marco Antonio Bonciari e il suo tempo. Il figlio dell’umile ciabattino di Antria nei fasti del Tardo Rinascimento&#8221; edito l’anno scorso dalla Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche.</p>
<p>La presentazione della poderosa ricognizione storica, condotta su fonti d’archivio (su carteggi, opere e poemi di carattere morale, religioso e didattico e sugli oltre 40 fascicoli manoscritti di mano di quello che venne definito l’Omero italico: patrimonio librario, oggi conservato alla Biblioteca Augusta di Perugia, che lo acquistò agli inizi del Settecento), e illustrata dall’autore a 400 anni esatti dalla morte di Marco Antonio Bonciari, avvenuta il 9 gennaio 1616, a Perugia, nella sua cameretta del seminario, è stata presieduta dall’assessore alla Cultura, Turismo, ed Università del comune di Perugia, Teresa Severini. Ente comunale perugino che, insieme al comune di Magione (Bonciari era originario di Antria, oggi nel Comune di Magione) e dei Lions del Distretto 108L, ha patrocinato l’evento. Sono intervenuti, proponendo al vasto pubblico, composto anche dagli studenti delle scuole Giordano Bruno di Perugia e dell’ITC di Magione, e dal Dottorato in Scienza del libro e della scrittura dell’Università per Stranieri di Perugia, una rassegna storico-archivistica sul ruolo che questo intellettuale ricoprì all’interno della vivace società perugina a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, l’assessore Severini, che lo ha definito “un antesignano dell’internazionalizzazione della nostra città”, e Mario Squadroni, Soprintendente Archivistico dell’Umbria e delle Marche, che ha sottolineato l’importanza della valorizzazione del compito degli archivisti (la Biblioteca Augusta sta provvedendo a redigere un inventario analitico dell’archivio-Bonciari). Oltre all’autore, Luciano Taborchi, dirigente a. r. della struttura apicale del comune di Perugia e segretario del Lions Club, che ha tracciato una panoramica della vita del Bonciari, affetto da una malattia degenerativa che lo portò alla cecità all’età di 35 anni, eppure punto di riferimento fermo nella temperie culturale europea di quel tardo Rinascimento dinamico e accademico (Bonciari fu invitato da Cesare Crispolti a far parte dell’Accademica degli Insensati), hanno preso la parola Amilcare Conti, in rappresentanza della Curia arcivescovile di Perugia, che ha fatto leva sulla formazione religiosa del Bonciari, nella quale confluirono, numerosissime, le letture dei classici, e Tommaso Sediari, governatore del Distretto 108L Lions per il 2015-2016, che, evidenziando la propensione di questa associazione di servizio alla promozione di eventi culturali non elitari, ha ricordato che i proventi del libro, detratte le spese di stampa, sono stati destinati da Taborchi all’LCIF, la Fondazione Internazionale dei Lions, per l’acquisto di almeno 1000 vaccini contro il morbillo, una piaga per i bambini dei Paesi in via di sviluppo, tra cui l’Africa.</p>
<p>Ha relazionato, inoltre, sul contesto storico nel quale è vissuto il “Bonciario”, un’epoca estremamente complessa, volta all’internazionalizzazione e a sanare i sanguinosi conflitti innescati dalle guerre di religione tra cattolici e protestanti luterani, Erminia Irace, docente dell’Università degli Studi di Perugia, che si è focalizzata sull’amore nutrito dal letterato-insegnante, cultore di Erasmo da Rotterdam e di una cultura umanistica che restava uno spazio inviolato contro gli accadimenti tragici che colpivano la società coeva, nei confronti del latino, del greco e dell’eloquenza. “Produrre allievi di buono conto”, ha ricordato ancora Irace, era la dote principale del Bonciari. Di quest’uomo di lettere appassionato e schivo, gelosamente legato alla sua terra (rifiutò, per questo, molti incarichi ufficiali, tra cui quello propostogli dal cardinale Borromeo per la direzione della Biblioteca Ambrosiana di Milano), instancabile scrittore di lettere, cultore dello “scriversi”. Un’antesignana dei moderni social network, quella “res publica” delle lettere.</p>
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		<title>Carlo Sperduti e &#8220;Le cose inutili&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2015 12:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Carlo Sperduti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> “Finalmente un incontro degno di nota. Dopo circa un mese dall’ultimo avvistamento di qualche interesse decontestualizzante, mi sono imbattuto in un esemplare di gamberetto fritto”. Un gamberetto fritto, già. Tratto dai taccuini del signor Vlado Merletti, per giunta. Un gioco virtuosistico di puro nonsense? “Credo sia la prima volta che tento di spiegare compiutamente il ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Finalmente un incontro degno di nota. Dopo circa un mese dall’ultimo avvistamento di qualche interesse decontestualizzante, mi sono imbattuto in un esemplare di gamberetto fritto”. Un gamberetto fritto, già. Tratto dai taccuini del signor Vlado Merletti, per giunta. Un gioco virtuosistico di puro nonsense? “Credo sia la prima volta che tento di spiegare compiutamente il libro”. Lo ha fatto, lo scrittore romano Carlo Sperduti, per i lettori di Perugia online. Lo ha dichiarato, la giovane promessa della narrativa, con all’attivo racconti e romanzi pubblicati per i tipi di CaratteriMobili, Zero91 e Gorilla Sapiens Edizioni, in vista della presentazione, mercoledì 16 dicembre, alle 21, al Marla di Perugia, della sua ultima fatica letteraria, “un romanzo potenziale”, come lo definisce, corredato di un titolo da un’inutilità neutrale ed una connotazione tutt’altro che deteriore: <em>Le cose inutili</em>, edito quest’anno dalla casa editrice pugliese CaratteriMobili.</p>
<p>Lo studente Antonio, la signora Abbandando, e poi Marilena, figlia di Vlado Merletti e amante del libraio Fosco Bruno Toddottidi: grotteschi, e ordinari, soggetti psicopatici. Tutti, “chirurgicamente”, strutturalmente e linguisticamente sezionati per mezzo di un non sistematico e sperimentale nonsense, che, precisa l’autore, “sottende una trama complessa che pure prescinde dall’introduzione di fatti o elementi sensati”. Azioni gratuite, un’esistenza del tutto “improbabile”, come recita un altro titolo, quello dell’epilogo, un gioco letterario costretto in regole convenzionali al di là delle quali non esiste una realtà fattuale, personaggi che – è il caso di Vlado Merletti, chino sui suoi libretti d’appunti – diventano potenziali scrittori dei capitoli mancanti, in un continuo arrovellarsi sul canone: sullo sforzo, cioè, di selezionare elementi della macchina narrativa, che non è detto, poi, che siano i più importanti ai fini della trama. Una trama scheletrica, chiaro espediente narrativo: l’interruzione del matrimonio tra Vlado Merletti e Irene Abbandando spingerà la donna tra le braccia dello studente Antonio. Brevetterà un indumento, lei: le <em>mutandem</em>. Sparirà dalla circolazione, lui, impegnato nella stesura di taccuini costellati di indagini nonsense su oggetti decontestualizzati. Il tutto, spalmato su di un lasso temporale che copre una decina d’anni e che si proietta nel futuro, fino al 2023.</p>
<p>Una manciata, le situazioni narrative, per giunta intrecciate tra loro, a costituire solo alcune delle opzioni possibili dell’ingranaggio comunicativo e a scoprire le caselle mancanti della campionatura letteraria, in fatto di stile e in fatto di genere: parodia del poliziesco, monologo interiore, autobiografia, ballata, pièce teatrale, racconto fantastico, resoconto semiscientifico. Un’inventiva linguistica, quella di Sperduti, che tende inevitabilmente al paradosso, all’esubero, al divertissement, a mo’ di Campanile. C’è tutto questo ne <em>Le cose inutili</em>, che cadono nella tutt’altro che vana, e anzi necessaria, frammentazione tecnico-letteraria e strutturale. Contenutistica. “Delizioso, anomalo, molto laterale rispetto alla tradizione italiana, ma vicino ad Albani, Cavazzoni e altri lunatici”, per il Domenicale del Sole24Ore. “Ho subito fotografato il crostaceo da più angolazioni, seguendo la prassi – scrive Vlado nel suo quadernetto –. A tutta prima, sembra appartenere all’ordine dei decapodi. Il soggetto si trova al centro esatto della via. Se non fosse, senza alcuna possibilità di equivoco, deceduto, lo si direbbe intento a scrutare l’orizzonte con le antenne”. L’orizzonte. Quello della realtà? Forse no. Perché, spesso, la letteratura si illude di poter addomesticare il reale, il contingente. Di pettinarne gli origami di senso, coi suoi paradigmi strutturali.</p>
<p><a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2015/12/le-cose-inutili1.png" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-31026" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2015/12/le-cose-inutili1.png" alt="le-cose-inutili1" width="350" height="547" /></a></p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/carlo-sperduti-e-le-cose-inutili/">Carlo Sperduti e &#8220;Le cose inutili&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Giovedì la presentazione del nuovo volume dell&#8217;Isuc</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2015 10:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Giovedì 12 novembre 2015, alle ore 17.30, nella sala degli Specchi del Circolo Tifermate di Palazzo Bufalini di Città di Castello, l&#8217;Istituto per la storia dell&#8217;Umbria contemporanea (Isuc), con il patrocinio del Comune di Città di Castello, presenterà il volume di Thomas Adolphous Trollope “Un viaggio quaresimale in Umbria e nelle Marche” con introduzione e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Giovedì 12 novembre 2015, alle ore 17.30, nella sala degli Specchi del Circolo Tifermate di Palazzo Bufalini di Città di Castello, l&#8217;Istituto per la storia dell&#8217;Umbria contemporanea (Isuc), con il patrocinio del Comune di Città di Castello, presenterà il volume di Thomas Adolphous Trollope “Un viaggio quaresimale in Umbria e nelle Marche” con introduzione e cura di Alberto Sorbini.</p>
<p>Alla presentazione parteciperanno il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta, l&#8217;assessore alla Cultura della Regione Umbria Fernanda Cecchini, il presidente Isuc Mario Tosti, Rosario Salvato dell&#8217;Università di Perugia e Alberto Sorbini, Direttore Isuc. Nel 1862 Thomas Adolphus Trollope intraprese un viaggio in Umbria e nelle Marche assieme ad un amico. Fu un viaggio insolito rispetto a luoghi canonici codificati dal Grand Tour, dato che l’obiettivo era quello di visitare cittadine meno frequentate, ma ricche di storia, prima che divenissero oggetto del turismo di massa. Partiti da Firenze, passando per Arezzo, arrivarono a Città di Castello, da qui si diressero a Gubbio, allora di difficile raggiungimento, per di più passando per una strada poco frequentata come quella che va dall’attuale Umbertide a Gubbio. Poi Perugia, Assisi, Foligno e da qui, attraverso il passo di Colfiorito, le Marche. L’importanza di questo testo non sta solo nella descrizione di monumenti e opere d’arte, ma nel fornire un quadro interessante sulle due regioni appena dopo la liberazione dallo Stato Pontificio.</p>
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		<title>Esce oggi &#8220;Chi comanda Terni&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2015 12:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Esce oggi nelle librerie “Chi comanda Terni”, il nuovo libro di Claudio Lattanzi. Giornalista e autore di numerose inchieste sul sistema di potere in Umbria, Lattanzi questa volta si è cimentato con un&#8217;approfondita analisi dei retroscena che hanno dominato le sorti della città delle acciaierie. L&#8217;inchiesta &#8211;  “Chi comanda e ha comandato Terni – spiega l&#8217;autore ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span>Esce oggi nelle librerie “Chi comanda Terni”, il nuovo libro di Claudio Lattanzi. Giornalista e autore di numerose inchieste sul sistema di potere in Umbria, Lattanzi questa volta si è cimentato con un&#8217;approfondita analisi dei retroscena che hanno dominato le sorti della città delle acciaierie.</p>
<p><strong>L&#8217;inchiesta</strong> &#8211;  “Chi comanda e ha comandato Terni – spiega l&#8217;autore &#8211; lo ha sempre fatto per conto di centri di potere esterni alla città. É stato così nell’economia e lo stesso accade nella politica. Nel primo caso, la legittimazione era legata alla mediazione con lo Stato e poi nel rapporto con la proprietà tedesca delle acciaierie mentre nel secondo caso, l’oligarchia ristretta che opera sotto le insegne del Pd trova la sua ragione d’essere nel rapporto di subordinazione ai vertici perugini del partito, ai cui interessi continua ad essere piegata la comunità ternana”.</p>
<p align="left"><strong>Il sistema di potere ternano</strong> &#8211; Il cerchio magico che controlla la Conca, spiega ancora l&#8217;autore, tira le fila di un sistema di potere ramificato a cui nulla è sfuggito, “dalla gestione partitocratica della sanità, alle cooperative monopoliste dei servizi sociali e assistenziali, dalla pianificazione dell’urbanistica collegata alle scelte delle cooperative rosse della grande distribuzione, fino ai rapporti opachi con la Chiesa, passando per una concezione della cultura data in appalto ai soliti noti. In una città dalla sovranità storicamente limitata, in cui la grande fabbrica ha scandito i ritmi di vita e influenzato la politica fino a oscurare con la potenza del proprio ricatto occupazionale anche un allarmante livello di inquinamento ambientale, la dimensione locale del potere si sovrappone alle dinamiche nazionali e internazionali”. Da qui la necessità di comprendere fino in fondo ciò che si muove intorno all’acciaieria, “il cui destino continua a coincidere con quello di Terni e la cui cessione alla ThyssenKrupp consente di ricostruire la vicenda della sciagurata svendita dell’industria di Stato che ha anticipato l’ingresso dell’Italia nell’Europa della moneta unica. Dalla porta di servizio.</p>
<p align="left"><strong>L&#8217;autore</strong> &#8211; Claudio Lattanzi è nato ad Orvieto nel 1970. Laureato in Scienze Politiche all’università di Perugia, giornalista, è co titolare della casa editrice e agenzia pubblicitaria Intermedia. É autore di: “Orvietopoli. La casta, gli affari, la politica all’ombra della Rupe”(2010), “Scacco al monsignore. I retroscena e gli intrighi del caso Scanavino” (con Stefania Tomba) (2011), “La mafia in Umbria. Cronaca di un assedio. La prima inchiesta sulla penetrazione delle cosche nella regione del buon vivere” (2011), “I Padrini dell’Umbria. Il sistema di potere che controlla la regione” (2013) , “La Zarina. Biografia non autorizzata di Maria Rita Lorenzetti” (2014). Claudio Lattanzi presenterà il suo nuovo libro a Terni, mercoledì 27 maggio in un incontro pubblico al Caffè del Corso, galleria Corso Tacito, con il giornalista Andrea Fabbri, candidato al consiglio regionale nella lista Ricci Presidente. Giovedì 29</p>
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		<title>“Cristo in Valnerina. Arte storia e tradizioni popolari”</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 10:39:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Verrà presentata ufficialmente a Cascia domenica 10 agosto alle 10.30 presso l’Auditorium di Santa Chiara, all’interno della manifestazione “Aestivum &#8211; Mostra mercato del Tartufo estivo e della Rosa”, che si terrà in città dall’8 al 10 agosto, la nuova pubblicazione realizzata dal Servizio Turistico Associato della Valnerina. Si chiama “Cristo in Valnerina. Arte, storia e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Valnerina. </span>Verrà presentata ufficialmente a Cascia domenica 10 agosto alle 10.30 presso l’Auditorium di Santa Chiara, all’interno della manifestazione “Aestivum &#8211; Mostra mercato del Tartufo estivo e della Rosa”, che si terrà in città dall’8 al 10 agosto, la nuova pubblicazione realizzata dal Servizio Turistico Associato della Valnerina. Si chiama “Cristo in Valnerina. Arte, storia e tradizioni popolari” e si va ad aggiungere alla pluriennale attività dell’ente, finalizzata alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio ambientale, culturale ed artistico del territorio, portata avanti attraverso la realizzazione di prodotti e servizi informativi di carattere turistico destinati al grande pubblico, alla comunità locale ed ai visitatori della Valle. La pubblicazione, già disponibile presso l’ufficio dello STA di Cascia, è stata realizzata dall’antropologo Mario Polia ed è edita da “Il Formichiere di Foligno. Dopo aver trattato la storia e i paesaggi della Valnerina, la figura della donna, la vita di Santa Rita e la Madonna nell’arte sacra, il Servizio Turistico si è proposto questa volta di mettere insieme un volume che racchiudesse l’immenso, affascinante ed unico patrimonio artistico e culturale del comprensorio, legato nello specifico alla figura e al messaggio di Cristo. Sfogliando le pagine, infatti, il racconto è quello della vita di Cristo, dalla nascita alla fanciullezza, la vita pubblica, la passione e la morte, la resurrezione, l’ascensione e la pentecoste, ma come ricordato nella prefazione dall’Arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo, il testo non è un manuale iconografico né intende ricostruire lo sviluppo dottrinale e teologico della cristologia, bensì si propone di individuare la logica affettiva del cultus della gente della Valnerina, attraverso il ricco patrimonio figurativo della chiese e cappelle del territorio. Ben 170 immagini a piena pagina, che riportano le più belle raffigurazioni del Cristo, accompagnano infatti i testi che sono utilizzati per la spiegazione al lettore e la disamina dei significati in loro celati. Una pubblicazione che ha dunque il sapore dell’identità più profonda della gente della Valnerina, la cui storia umana e civica è stata nei secoli sempre accompagnata dalla devozione e dalla fede. Questo nuovo libro, è un’occasione unica per accrescere la consapevolezza negli abitanti della Valle e la conoscenza della stessa nei turisti, due presupposti indispensabili per la tutela, la valorizzazione e la promozione turistica dei beni culturali ereditati dagli avi, come riconosce il sindaco di Cascia Gino Emili, nella presentazione al testo. Il bagaglio di opere, nel quale rientrano anche il portale internet, gli strumenti di social media marketing, le piattaforme di social network, i depliant, le carte turistiche e le mostre iconografiche, si arricchisce notevolmente grazie a quest’ultima pubblicazione, che completa il ricco mosaico culturale e storico della Valnerina.</p>
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		<title>Presentato in Provincia il libro “I pugni degli eroi”</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jan 2014 15:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Sport di uomini veri. E’ il pugilato che nel libro “I pugni degli eroi” viene tratteggiato dai due autori, Franco Esposito e Dario Torromeo. Il libro, che ripercorre le vite di 46 grandi pugili dell’altro secolo, introdotto dall’agente FIFA, Sabatino Durante e moderato dal giornalista Elio Clero Bertoldi, è stato presentato nella sala del Consiglio ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ Sport di uomini veri. E’ il pugilato che nel libro “I pugni degli eroi” viene tratteggiato dai due autori, Franco Esposito e Dario Torromeo. Il libro, che ripercorre le vite di 46 grandi pugili dell’altro secolo, introdotto dall’agente FIFA, Sabatino Durante e moderato dal giornalista Elio Clero Bertoldi, è stato presentato nella sala del Consiglio provinciale con la partecipazione dei due autori, del Presidente del Consiglio Provinciale, Giacomo Leonelli, dell’assessore allo Sport, Roberto Bertini e dell’ex Campione del mondo Gianfranco Rosi. “ Un libro-ha detto Leonelli- che, in qualche modo, coniuga vite straordinarie con una rivisitazione del 900 ed in cui avvenimenti epocali si leggono attraverso le carriere ed i combattimenti di pugili ormai assurti a mito”. “un libro- ha concluso il Presidente- in cui, ad esempio, attraverso il grande Monzon, si ricorda il buio periodo della dittatura militare in Argentina, o, attraverso il sardo Duilio Loi, si accede ad uno spaccato di un Italia post bellica ricca di problemi ma anche di passioni morali e civili”. Bertini, dicendosi d’accordo sul giudizio che vede il libro anche come una sorta di biografia di un secolo, ha voluto lamentare il tramonto di un pugilato quasi eroico che sembra ormai interessare poco. Torromeo, da parte sua, ha ribadito che era proprio intenzione degli autori di illustrare vite irripetibili proprio all’interno del contesto storico in cui si svolgevano, come del resto mostra, secondo Esposito, la scelta di 46 pugili non catalogabili come i più bravi, ma senz’altro come i più popolari, capaci di suscitare passioni fortissime ed, in qualche modo, di accendere i riflettori anche sulla loro epoca e le sue contraddizioni. La presentazione, arricchita da straordinarie rivisitazioni narrative di Torromeo e dalla voce di Gianfranco Bogliari che ha letto brani scelti del libro, è terminata con la testimonianza di Rosi che, di quel gruppo di atleti “popolari”, pur non citato nel libro, fa parte di diritto.</p>
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