sabato, 7 dicembre 2019 Ultimo aggiornamento il 3 dicembre 2019 alle ore 12:49

Quell’organismo cangiante che è il libro

Alla Stranieri di Perugia dottori di ricerca e dottorandi, coordinati dalla professoressa Giovanna Zaganelli, hanno omaggiato le discipline del libro a più di 10 anni dall’istituzione dell’indirizzo di Dottorato in Scienza del libro e della scrittura

 
Perugia.  Professori associati, ricercatori, assegnisti di ricerca. E, ancora: giornalisti, insegnanti, progettatori e comunicatori editoriali, responsabili delle acquisizioni bibliografiche per sistemi bibliotecari di Atenei italiani, illustratori e autori, ma anche responsabili del settore ferroviario, responsabili di riviste scientifiche ed editor di University Press. Sono solo alcuni dei lavori attualmente svolti dai dottori di ricerca del Dottorato di ricerca in Scienze letterarie, librarie, linguistiche e della comunicazione internazionale (indirizzo in Scienza del libro e della scrittura), coordinato, all’Università per Stranieri di Perugia, dalla professoressa Giovanna Zaganelli.

Il 26 novembre 2019 nella suggestiva cornice dell’aula VI di palazzo Gallenga, i dottori di ricerca Toni Marino (Università per Stranieri di Perugia), Linda Barcaioli (Università per Stranieri di Perugia), Luca Guerra (Università degli Studi di Brescia), Sandro Natalini (Isia di Urbino), Elena Ranfa (Università degli Studi di Verona), Liana Botti (Università per Stranieri di Perugia), Davide Pairone (Università per Stranieri di Perugia) e i dottorandi in Scienza del libro e della scrittura dell’Università per Stranieri di Perugia Puma Valentina Scricciolo, Luca Montanari, Antonello Lamanna, Maura Funari, Luca Padalino e Federico Meschini, hanno omaggiato, nel corso di una Giornata di Studi dottorale, le discipline del libro a più di 10 anni dall’istituzione dell’indirizzo di Dottorato in Scienza del libro e della scrittura, raccontando le loro esperienze e i momenti formativi di questo percorso di crescita professionale e, insieme, personale. Tra loro, anche Sarah Bonciarelli, PhD dell’Università di Siena e ora ricercatrice postdottorale nella sezione di Italianistica dell’Università di Gent, e Vinicio Corrent, dottore di ricerca presso l’Università Jean Jaurès di Tolosa in cotutela con l’Università di Trento e insegnante di discipline letterarie.

‘Oggi – è stato il commento della coordinatrice del Dottorato di ricerca in Scienze letterarie, librarie, linguistiche e della comunicazione internazionale dell’Università per Stranieri di Perugia, la professoressa Giovanna Zaganelli – è un po’ la festa del Dottorato, un Dottorato di ricerca che coordino da anni. Nello specifico, l’indirizzo di Dottorato in Scienza del libro e della scrittura è stato istituito più di 10 anni fa: un numero importante, questo, specie se ci si riferisce al susseguirsi di eventi e di allievi che sono cresciuti nel nostro Ateneo. I giovani studiosi – oggi ne abbiamo una testimonianza – ricoprono posizioni lavorative importanti dal punto di vista qualitativo e quantitativo, come anche le statistiche a livello nazionale attestano. Questo è valido anche per gli altri tre indirizzi di cui si compone il nostro Dottorato, ovvero: Comunicazione della letteratura e della tradizione culturale italiana nel mondo, Cooperazione alla pace e allo sviluppo, Scienze del linguaggio. Indirizzi, questi, che dialogano con quello in Scienza del libro e della scrittura, per il quale costituiscono dei contrafforti, in quanto la scienza del libro e della scrittura beneficia di altre discipline. Il Dottorato – ha proseguito la professoressa Zaganelli – è un’ottima occasione di crescita, un momento unico di comunità scientifica che si apre dal punto di vista internazionale. L’indirizzo in Scienza del libro e della scrittura ha ripuntato l’attenzione, fin dal progetto di ricerca sulla storia dei tipografi in Umbria, sul concetto di libro, articolandosi in diversi progetti che partono dal Cinquecento e arrivano al libro su supporto digitale. Il libro è un organismo cangiante: è un oggetto materiale, un oggetto d’arte nella piccola editoria, un contenuto intellettuale che dà accesso alla lettura. È lecito domandarsi cosa ne sarà del libro e in quale direzione andranno i Dottorati, tenendo presente il regolamento europeo che li norma. Da parte nostra, beneficiamo di una fitta rete di rapporti con l’Europa (penso, ad esempio, a Madrid e a Badajoz), e della possibilità della cotutela, di contatti col resto d’Europa. Un altro interrogativo verte sulle discipline umanistiche: come siamo in grado di sostenerle? Il nostro compito è di riportare l’attenzione sul libro, come abbiamo fatto con il volume, uscito per i tipi della casa editrice Pliniana nel 2014, Tipografi, librai, illustratori: uno sguardo alle arti editoriali, che costituisce una traccia cartacea indelebile e che, chi sa, magari uscirà, più avanti, in formato digitale…’.

Ha parlato di ‘una interconnessione di pratiche e di interdisciplinarità’, il professor Fabrizio Scrivano dell’Università degli Studi di Perugia, con riferimento all’indirizzo di Dottorato in Scienza del libro e della scrittura. ‘D’altronde, il libro, quale preciso oggetto di indagine di questo indirizzo dottorale – ha spiegato il professor Scrivano -, sollecita competenze e atteggiamenti mentali diversi. Si tratta di un Dottorato tematico e non disciplinare, una scuola d’eccellenza sotto l’aspetto formativo. Sarebbe bello avere un avviamento a questo tipo di studi: il riferimento è a un corso di laurea magistrale e a un master…’. ‘Sono d’accordo in merito all’interconnessione di pratiche e all’interdisciplinarità – è stata la risposta del professor Andrea Capaccioni, rivolgendosi all’amico e collega dell’Università degli Studi di Perugia –. La trasversalità viene applicata a varie discipline quando si pone al centro di un Dottorato il libro. Anche la biblioteca è un organismo multiculturale come ha affermato Solimine: in biblioteca nascono delle contaminazioni e dei percorsi interdisciplinari che danno luogo al formarsi di nuovi saperi. Le contaminazioni sono spesso non consuete nell’Accademia italiana: questo Dottorato poggia proprio sulla contaminazione dei saperi, è uno dei pochi indirizzi dottorali che getta uno sguardo sulla biblioteconomia, la disciplina che rappresento, e che ho applicato, vorrei ricordarlo, allo studio della bibliografia in un volume pubblicato insieme alla professoressa Zaganelli nel 2004 nella collana ‘Controsegni’ della casa editrice Testo & Immagine: Catalogare l’universo. Approcci semiotici alla bibliografia’.

Spazio, poi, ai dottori di ricerca e ai dottorandi dell’indirizzo in Scienza del libro e della scrittura, all’interno delle tre sezioni a loro dedicate: ‘Scrittura e lettura’, ‘Le linee di ricerca dei dottorandi in Scienza del libro e della scrittura’, ‘Testimonianze dei dottori di ricerca in Scienza del libro e della scrittura’. Nella prima sezione, gli interventi dei dottori di ricerca Vinicio Corrent, Linda Barcaioli, Luca Guerra, Sandro Natalini ed Elena Ranfa hanno focalizzato la loro attenzione, rispettivamente, sul rapporto tra testi antichi e musiche moderne, che si adattavano all’antica poesia italiana, per esempio petrarchesca, in qualità di scritture notazionali, sull’utilità delle discipline umanistiche anche all’interno di aziende, ad esempio ferroviarie: allora, ‘Polifilo – il riferimento è all’Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna (1499) – va in treno’, nel senso che il metodo applicato dal coordinatore ferroviario, sulla base di un dato regolamento, può essere paragonato al metodo dello studioso, alla sua ricostruzione dei passaggi storici, agli studi pregressi che consentono di contestualizzare una determinata opera. E, ancora, i contributi di questa prima sessione hanno inteso riflettere sulle ‘Scritture di corpi’ e sulla tatuazione di massa nella contemporaneità – per cui la scrittura altro non è che una disposizione di produzione di ‘forme di vita’, in quanto ‘nega la nuda vita’ –, sulla progettazione dell’albo illustrato in quanto prodotto insieme artigianale e commerciale, nonché una vera esperienza per un bambino – il riferimento, qui, è a Cappuccetto Rosso in pittogrammi, con cui Sandro Natalini ha vinto, nell’anno corrente, il Premio Andersen per il ‘Miglior libro fatto ad arte’ – e, infine, sul lettore ibrido, sulle declinazioni possibili del tema della lettura, sugli spazi del leggere e sui cambiamenti nella lettura, che presuppongono una rielaborazione dei significati ed una rimediazione.

La seconda sessione della Giornata di Studi dottorale, dedicata ai dottorandi dell’indirizzo in Scienza del libro e della scrittura (Puma Valentina Scricciolo, Luca Montanari, Antonello Lamanna, Luca Padalino, Maura Funari e Federico Meschini) ha toccato ambiti distinti, ma complementari: dalle categorie di peritesto e di epitesto applicate alla ricerca sull’autobiografismo nell’opera di Clara Sereni, allo studio come esperienza (come necessaria vocazione dello studioso all’accoglienza del nuovo) e come testimonianza (in quanto peculiarità di un approccio allo studio che non si imponga su ciò che si sta studiando), dalle riviste online (come ‘Gentes’, la rivista di Scienze umane e sociali dell’Università per Stranieri di Perugia) e dalle University Press (come la Perugia Stranieri University Press) al rapporto testo-immagine nel modernismo italiano (con un focus sull’opera di Lorenzo Viani, anche sulla base dell’analisi di testo e contesto), fino alle coperte dei libri, alla duplice natura del libro, come oggetto e come prodotto intellettuale, e alle Digital Humanities tra documento (quale prodotto di una specifica tecnologia, la scrittura) e racconto, e tra avantesti e peritesti digitali.

La terza ed ultima sessione è stata la risultante delle testimonianze dei dottori di ricerca in Scienza del libro e della scrittura, Toni Marino, Sarah Bonciarelli, Liana Botti e Davide Pairone. Se Sarah Bonciarelli e Liana Botti hanno posto l’accento su uno specifico segmento del perimetro tipografico – la prima, parlando di storia del libro e della tipografia, ha ripercorso alcuni dei progetti di ricerca promossi dall’indirizzo dottorale in Scienza del libro e della scrittura, quali, ad esempio, Per una storia dei tipografi e librai. L’Alta Valle del Tevere, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello; mentre la seconda ha ricostruito l’iter che collega i tascabili cinquecenteschi a quelli attuali, passando per i libri dal piccolo formato pubblicati nell’Ottocento e caratterizzati da una grande tiratura, un piccolo formato e un costo sostenuto –, Toni Marino e Davide Pairone si sono incentrati sull’editoria, sulla vendita della letteratura, sulla situazione attuale della produzione editoriale in Italia, sul fatto che l’editoria necessiti non solo di dati quantitativi, ma anche di dati qualitativi, e, non da ultimo, sul passaggio o, per meglio dire, sui passaggi più significativi dal percorso dottorale al mondo delle case editrici (nel caso di Davide Pairone), che includono anche le politiche scolastiche di educazione alla lettura.

Tanti percorsi, un unico, comune denominatore, come vuole Matthew Might dell’Università dello Utah: il Dottorato di ricerca non è che un punto di partenza. Un superamento del limite, sul quale i giovani studiosi devono continuare a premere, per valorizzare il loro titolo a livello nazionale ed internazionale, in ambito accademico e non solo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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