lunedì, 26 febbraio 2018 Ultimo aggiornamento il 24 febbraio 2018 alle ore 18:28

ADI (Perugia), l’acronimo della ricerca scientifica umbra

Il 2017 appena trascorso è stato un anno decisamente proficuo per l’Associazione dei dottorandi e dei dottori di ricerca del capoluogo umbro. Qui, la declinazione, a livello locale, dei lavori portati avanti sul piano nazionale.

 
ADI (Perugia), l’acronimo della ricerca scientifica umbra
Perugia. Il Dottorato di ricerca non è che un punto di partenza. Tutt’altro che un approdo. Matthew Might, docente di Informatica dell’Università dello Utah, lo sa bene. Parla, infatti, di un limite, sul quale, però, i giovani dottori di ricerca devono continuare a spingere. Al fine di valorizzare quel titolo, non solo a livello locale, ma anche nazionale ed internazionale, in ambito accademico e in quello dei concorsi pubblici. Questo, l’obiettivo primo che si è posta, sin dalla sua costituzione nel 2016, l’ADI Perugia, la sede umbra dell’ADI nazionale, l’Associazione dottorandi e dottori di Ricerca Italiani fondata nel 1998, che svolge attività di promozione, tutela e informazione in campo istituzionale, accademico e di politica universitaria.

Declinare, a livello locale, i lavori portati a compimento sul piano nazionale, e promuovere progetti di interazione fra i due Atenei perugini, l’Università degli Studi e l’Università per Stranieri: questo, il duplice impegno del coordinamento di ADI Perugia (ADI, che collabora, inoltre, con l’Arpa – l’Agenzia regionale per la protezione ambientale dell’Umbria – nell’alveo di progetti di divulgazione scientifica, e che organizza eventi a sostegno della ricerca).

Per ADI Perugia, il 2017 è stato un anno proficuo, che ha portato, a luglio, al rinnovo del gruppo di coordinamento locale, con la conferma di Giovanni Cinti  alla carica di coordinatore, coadiuvato dalla vice-coordinatrice Luciana Forti e dal tesoriere Uliano Conti. Oltre a garantire una adeguata rappresentanza territoriale e delle due Università perugine, la novità è rappresentata dal fatto che la rappresentanza Unistrapg entra nel coordinamento ADI perugino e nazionale, in quanto il vice-coordinatore di ogni sede ADI è anche uditore nel consiglio nazionale della medesima associazione (ha, quindi, accesso a tutte le risorse disponibili per aiutare i tesserati nelle varie problematiche legate al Dottorato e al post-Dottorato). 

Sono stati diffusi, su scala locale, i notevoli risultati ottenuti da ADI su scala nazionale, tra cui l’estensione dell’indennità di disoccupazione per dottorandi e assegnisti, l’eliminazione della tassazione sui dottorandi non borsisti, e l’incremento della borsa stessa. 

Perché ADI, oltre ad essere un mezzo attraverso il quale far conoscere all’esterno il fondamentale lavoro fatto dai ricercatori, è per questi un valido ausilio nel fornire informazioni tecniche e nel veicolare le loro istanze alle Università e alle Istituzioni in genere. In particolare, l’ADI è molto attiva nel fornire un valido aiuto in materia di gestione della Formazione Iniziale e Tirocinio (FIT), organizzando incontri con docenti ed organizzazioni sindacali di categoria sulla complessa materia dell’abilitazione all’insegnamento. Su questo versante, sono state monitorate le prime domande per l’ottenimento dell’indennità di disoccupazione, verificato che il titolo di ‘dottore di ricerca’ fosse adeguatamente riconosciuto all’interno del percorso FIT per l’accesso all’insegnamento, e assistito i Dottorandi interessati al congedo parentale affinché tale diritto venisse riconosciuto all’interno del regolamento di Dottorato.  Fra le altre iniziative promosse da ADI Perugia, a giugno dello scorso anno, si è tenuto il tradizionale appuntamento con la serata “M’illumino di scienza”, in collaborazione con Arpa e Adisu, iniziata con i racconti dei progetti di ricerca e terminata con il concerto di Scarda.

ADI, inoltre, è anche attenta ai cambiamenti della nostra società. Di particolare interesse, a questo proposito, si è rivelato il seminario con Pietro Greco su “La scienza nell’era delle fake-news”, che si è tenuto ad ottobre nella Biblioteca di San Matteo degli Armeni, sempre in collaborazione con Arpa. (In collaborazione con Udu e Arpa sono stati organizzati eventi che hanno visto una grande partecipazione da parte dei due atenei: il già citato “M’illumino di scienza”, alla Biblioteca di San Matteo degli Armeni, un incontro sul tema delle fake-news e un altro sulle procedure di acquisizione dei 24 CFU necessari per l’accesso al FIT, tenutisi entrambi presso l’Università degli Studi di Perugia). L’Associazione umbra ha anche partecipato, per il secondo anno consecutivo, alla “Notte europea dei ricercatori”, un’occasione che ha permesso di approfondire cosa sia un Dottorato e quale sia il ruolo che la ricerca svolge all’interno della società, anche attraverso un’intervista in diretta su Radiophonica. Un taglio divulgativo, dunque.

Per la sede locale dell’Associazione, dunque, è stato un anno di crescita e di consolidamento del lavoro di gruppo. “Ma non abbiamo intenzione di fermarci qui” assicurano i responsabili. Fra i molti progetti per il 2018, vi è l’organizzazione di un evento per la presentazione della realtà del Dottorato e dell’ambito della ricerca, evento che in molte altre città è stato denominato “Ph.Day”. Attività che ADI vuole perseguire al meglio anche sul piano della comunicazione, attraverso l’apertura della pagina Facebook e dell’account Twitter. Spiega il coordinatore, Giovanni Cinti: “La ricerca scientifica è il fulcro della crescita sociale ed economica della nostra comunità. È per la ricerca e la conoscenza che è passato e passerà lo sviluppo di una società migliore. Questo ruolo non è percepito né dalla società in generale né, tanto meno, dagli stessi dottorandi, assegnisti e ricercatori che svolgono questo ruolo importantissimo. Provo a dare il mio contributo all’ADI a crescere sia a livello nazionale che locale, fondamentalmente, per un futuro migliore. La sede perugina sta lentamente promuovendo eventi culturali, rivendicazioni sindacali e aiutando i tanti, tantissimi, ricercatori dei nostri Atenei a sentirsi meno soli. In fondo è una bella comunità di sognatori con i piedi per terra, di lavoratori spinti dalla passione per un lavoro difficile ma di grandi soddisfazioni. È divertente vedere come molte esperienze, positive e negative, accomunano i ricercatori di Lettere ai dottorandi di agraria. Per fortuna, l’associazione serve non solo a condividere i problemi, ma anche le soluzioni. Il diritto all’indennità di disoccupazione, l’accesso al FIT (gratuità per il conseguimento dei 24 C.F.U. necessari), l’eliminazione delle tasse i dottorandi non borsisti, l’aumento dei posti da ricercatore: l’ADI ha promosso e ottenuti risultati importanti, e continuerà a farlo”. “Poco dopo aver iniziato a svolgere il Dottorato di ricerca all’Università per Stranieri di Perugia – racconta la vice- coordinatrice, Luciana Forti – ho saputo che era stata appena fondata la sede locale dell’ADI, l’Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani. Era l’inizio del 2016. Iniziai subito a partecipare alle riunioni: volevo conoscere le persone coinvolte nel coordinamento, i loro obiettivi e il loro metodo di lavoro. Nell’autunno dello stesso anno fu presentata la VI indagine annuale ADI su Dottorato e post-Doc alla Camera dei Deputati. La seguii in diretta streaming e ne rimasi colpita: un gruppo di volontari era riuscito a fotografare la situazione dei giovani ricercatori in Italia, aggregando, analizzando e commentando dati ufficiali che sarebbero poi stati utilizzati dai maggiori organi di stampa a livello nazionale. Fu in quel momento che decisi di diventare socia tesserata di ADI Perugia. Nell’estate di quest’anno, mi è stato chiesto di ricoprire il ruolo di vice-coordinatrice. Prima di accettare, ho voluto assicurarmi del fatto che l’impegno non sarebbe stato eccessivo, dal momento che già solo lo svolgimento di un Dottorato richiede molte energie. Negli ultimi mesi, ho scoperto che attraverso la collaborazione, il confronto e la divisione dei compiti si riesce a fare davvero molto, ed è per questo motivo che invito chi volesse contribuire a non aver timore di farlo. Siamo molto ambiziosi: abbiamo un piano di lavoro nutrito che si divide in attività culturali e divulgative per diffondere le pratiche e gli esiti della ricerca al di fuori dei contesti istituzionali, e in attività di monitoraggio sui lavori legislativi che riguardano dottorandi e dottori di ricerca, anche in rapporto alla loro ricezione nelle singole università nel momento in cui giungono alla fase di approvazione definitiva. Abbiamo già iniziato a operare in collaborazione con i professori e il personale tecnico-amministrativo dei due atenei perugini ed è in questa direzione collaborativa che intendiamo muoverci. L’ambizione, tuttavia, richiede energie e idee, ed è per questo che siamo sempre alla ricerca di persone che vogliano contribuire a darci una mano. Possiamo essere contattati tramite posta elettronica (perugia@dottorato.it) o Facebook”.  

Un punto di partenza, dunque. Tutt’altro che un approdo. La spinta, ancora, sul limite. Come vuole Matthew Might.

 

 

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