venerdì, 15 dicembre 2017 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2017 alle ore 17:28

La dieta “giusta”

Come imparare con consapevolezza i comportamenti alimentari.

 
La dieta “giusta”
Le vacanze di Natale sono da sempre considerate un periodo a rischio per l’aumento del peso corporeo. Lo dimostrano diversi studi scientifici, tra cui quello di un gruppo di ricercatori dell’Università del Sud Carolina pubblicato sul New England Journal of Medicine. Monitorando il peso di 195 adulti, in un periodo compreso tra fine settembre e marzo, più un’ulteriore misurazione nel settembre successivo, i ricercatori hanno osservato un aumento del peso (compreso fra i 370 grammi e il chilo e 520 grammi) durante le vacanze natalizie, seguito da un piccolo dimagrimento nel post vacanze (all’incirca la metà di quanto preso durante le feste). Nella misurazione di marzo i soggetti non avevano perso l’altra metà e rispetto a settembre avevano un peso maggiore (compreso fra i 480 grammi e i 2 chili e 220 grammi).

Tra quella misurazione e quella del settembre successivo non ci sono state significative variazioni (compreso fra i 210 grammi e i 2 chili e 300 grammi) per i 165 partecipanti tornati per il follow-up. Ma perché ogni anno si avverte il bisogno di una nuova dieta per disintossicarsi dagli eccessi delle vacanze? E perché i buoni propositi di gennaio scompaiono con il tempo? Il motivo è che le diete che si discostano dalle proprie abitudini o che sono troppo drastiche e restrittive tendono a durare poco, per di più non insegnano a mangiare meglio né eliminano le “brutte abitudini” che predispongono al sovrappeso. Il risultato è il recupero del peso perso con un andamento altalenante (detto effetto yo-yo) che di volta in volta rende più difficile il dimagrimento.

Piuttosto che seguire diete fai-da-te o diete detossificanti, la cosa più utile che si possa fare è partire da un’attenta valutazione delle proprie abitudini alimentari, attraverso un diario in cui annotare tutto ciò che viene mangiato o bevuto, l’orario, il luogo in cui vengono assunti gli alimenti e i comportamenti associati al momento del pasto. Un occhio esperto è in grado di capire subito “gli errori” commessi ogni giorno ma, soprattutto, è in grado di insegnare le strategie necessarie per individuare le situazioni a rischio e affrontarle in modo più funzionale.

Spesso non è la quantità della dieta a causare l’aumento del peso ma la qualità dell’alimentazione legata a degli atteggiamenti disfunzionali che danno significati diversi al cibo . L’educazione alimentare si discosta così dall’atteggiamento prescrittivo delle diete e punta ad aumentare la consapevolezza dei comportamenti, promuovere adeguate abitudini alimentari e insegnare strategie per affrontare meglio le situazioni a rischio, che normalmente ci porterebbero ad abbandonare la dieta.

Dott.ssa Ornella Zito
Dietista-Nutrizionista
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