lunedì, 18 ottobre 2021 Ultimo aggiornamento il 4 ottobre 2021 alle ore 16:18

Lavoro, pubblicato sul portale della Provincia il rapporto trimestrale 2013

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

E' stato pubblicato nel portale della Provincia di Perugia il “Rapporto trimestrale 2013”, per il vicepresidente Rossi si tratta di  “uno strumento obiettivo per monitorare il mercato del lavoro”.

 
  E’ pubblicato nel portale della Provincia di Perugia, il “Rapporto dei servizi per il lavoro e la formazione professionale”, relativo al terzo trimestre 2013. Un documento significativo, fortemente voluto dal vicepresidente Aviano Rossi, che permette all’Ente di piazza Italia un’efficace programmazione delle politiche di sviluppo locale del mercato del lavoro e la valutazione dell’efficacia degli interventi messi in campo dall’Amministrazione. Uno strumento obiettivo basato sul totale dei contratti di lavoro realmente registrati e non su dati a campione che, spesso, rappresentano situazioni diverse da quelle concrete. A illustrare l’andamento del trimestre luglio-settembre 2013 è stato il vicepresidente, precisando che i dati sono stati confrontati con lo stesso trimestre dell’anno precedente, in quanto i livelli occupazionali risentono di un andamento stagionale. “Nel terzo trimestre 2013 – ha dichiarato Rossi – nei Centri per l’impiego della Provincia sono state registrate 5.783 nuove dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro, in diminuzione di 266 unità (- 4,4%) rispetto allo stesso trimestre del 2012, mentre la percentuale della componente straniera rimane invariata, pari al 21,6%. Sul 100% degli stranieri iscritti, il 27% è rappresentato dalla comunità rumena, 13% albanese, 12% marocchina, 8% ucraina e poi tutte le altre”. Il vicepresidente si è in seguito soffermato sull’età dei disoccupati, un problema che riguarda i giovani, come nel resto del paese, ma interessa anche la disoccupazione adulta, che peraltro trova più difficilmente collocazione e perciò non va trascurata. Il 36% dei nuovi iscritti ha infatti più di 40 anni. “La fascia più rappresentata – ha continuato Rossi – diventa quella tra i 30 e 39 anni (30%), rubando il posto a quella tra i 20-29 anni che prevaleva nello stesso trimestre 2012, oggi al 24%. Diminuiscono le iscrizioni tra i più giovani (-11% tra gli under 19 e -21% nella fascia 20-29 anni) e tra gli over 60 (-14%). Aumentano tutte le altre (+2% per i 30-39enni, +7% per i 40-49enni, +9% per i 50-59enni). La disoccupazione femminile continua ad essere motivo di preoccupazione – ha continuato il vicepresidente – dato che il 58% delle nuove iscrizioni sono donne. Oltre a ciò, pur se si registra un calo del 5% di nuovi iscritti laureati attestandosi al 27%, persiste l’amarezza per la disoccupazione intellettuale. La categoria più rappresentata rimane quella dei diplomati (scuola secondaria di secondo grado o maturità) che rappresenta il 39% delle nuove iscrizioni. Per quanto riguarda le liste di mobilità, i nuovi iscritti rappresentano quasi il 5%. Il numero è quindi esiguo (262 iscrizioni), anche se pericolosamente in aumento perché nel III trimestre del 2012 le iscrizioni erano 85. Inoltre, il 4% dei nuovi iscritti appartiene alla legge 68/99, con 243 iscrizioni, ma con una diminuzione del 12% rispetto allo scorso anno”. Il dato più interessante all’interno del ‘Rapporto’ rimane sempre quello di chi perde e di chi trova lavoro. “Nel III trimestre 2013 – prosegue Rossi – si sono registrati 35.116 avviamenti lavorativi, 5.537 in meno rispetto al III trimestre 2012, con una flessione del 14%. Il dato potrebbe sembrare fortemente negativo, ma lo stesso va rapportato alle cessazioni che sono state 35.024, con una diminuzione di 5804 unità e con una flessione del 14,2%. Il rapporto tra avviamenti e cessazioni rimane pressoché invariato, comunque con un saldo attivo di 92 unità che, pur se esiguo, indica che i livelli occupazionali sono mantenuti”. Punto di riferimento importante sia per chi cerca, sia per chi offre lavoro sono i Centri per l’impiego che nel periodo in questione hanno erogato 19.154 servizi, con un aumento del 24% rispetto allo stesso trimestre del 2012. Lo strumento di politica attiva del lavoro più efficace, rappresentando l’anello di collegamento tra istruzione di base, universitaria e mondo del lavoro, rimane la formazione professionale. “Sono state 210 le attività avviate nel III trimestre del 2013 – riferisce Rossi –  a cui hanno preso parte 3.635 partecipanti. Oltre la metà degli iscritti ai corsi ha un’età compresa tra i 30 e i 49 anni e quasi il 75% del totale è in possesso almeno del diploma di scuola superiore di secondo grado, con il 49,2% di diplomati e il 23,7% di laureati. Questo dimostra il cambio di passo della formazione professionale, che dal target dell’addestramento per lavori manuali, è diventato un vero strumento di specializzazione di diplomati e laureati, in relazione ai fabbisogni del sistema economico e produttivo”. Per quanto riguarda l’ efficacia dei servizi prestati, il vicepresidente ha concluso: “l’analisi incrociata delle banche dati a cui accedono i Centri per l’Impiego, mostra che nel suddetto periodo tra le persone che hanno conosciuto un avviamento lavorativo, il 25,2% del totale (6.238 casi), di cui il 60% donne, hanno usufruito nei 12 mesi prima dell’assunzione, dei servizi erogati dai Centri per l’impiego della Provincia di Perugia; di questi 1.435 persone hanno partecipato, nei 24 mesi precedenti, ad un corso di formazione, nella maggior parte dei casi (90%) finanziato con risorse pubbliche. L’intercettazione e il buon uso delle risorse europee da una parte e la qualità del servizio dall’altra, risultano un mix che dimostra l’efficacia dei nostri servizi, con dati ampiamente migliori rispetto allo scenario nazionale e che potrebbero proiettare la nostra esperienza anche a modello di riferimento per il futuro delle politiche del lavoro nel nostro paese”.

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