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	<title>Perugia Online &#187; film</title>
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		<title>L&#8217;ultimo libro di Gianni Minà e la serie Rai a lui dedicata: presentazione a Perugia</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jul 2023 13:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione di Solidarietà Internazionalista ASI Cuba Umbria è lieta di annunciare due eventi straordinari dedicati a Gianni Minà, in programma venerdì 7 luglio. Alle 17, presso la libreria Feltrinelli in Piazza della Repubblica a Perugia (Corso Vannucci 78/82) ci sarà la presentazione dell’ultimo libro firmato da Gianni Minà “Fame di Storie”, mentre alle 21.30, presso il cinema Postmodernissimo di Perugia in ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span><span lang="it-IT">L&#8217;Associazione di Solidarietà Internazionalista </span><span lang="it-IT">ASI Cuba Umbria</span><span lang="it-IT"> è lieta di annunciare due eventi straordinari dedicati a Gianni Minà, in programma v</span><span lang="it-IT">enerdì 7 luglio. Alle </span><span lang="it-IT">17,</span><span lang="it-IT"> </span>presso la libreria Feltrinelli in Piazza della Repubblica a Perugia (Corso Vannucci 78/82)<span lang="it-IT"> ci sarà la presentazione dell’ultimo libro firmato da Gianni Minà </span><span lang="it-IT">“Fame di Storie”, mentre alle 2</span><span lang="it-IT">1.30, presso i</span>l cinema Postmodernissimo di Perugia in Via del Carmine 4, andrà in onda la p<span lang="it-IT">resentazione della serie Rai dedicata a Gianni Minà </span><span lang="it-IT">“Cercatore di Storie”. Saranno </span><span lang="it-IT">proiettati due episodi delle interviste a Maradona e Muhammad Alì.</span></p>
<p lang="en-GB"> <span lang="it-IT">Entrambi gli eventi sono aperti al pubblico e l&#8217;ingresso è gratuito, ma il numero di posti è limitato. Si consiglia pertanto di prenotare in anticipo per assicurarsi un posto. Per prenotazioni e ulteriori informazioni, si prega di contattare la Libreria Feltrinelli al numero 075</span><span lang="it-IT">5726485 e il Cinema Postmodernissimo, o di inviare un&#8217;e-mail a asicubaumbria@libero.it.</span></p>
<p lang="en-GB"><span lang="it-IT">Ad entrambi gli eventi sarà presente Loredana Macchietti Minà, collega e compagna di vita di Gianni, che ci svelerà sia il lavoro letterario che l’opera di ricerca e di montaggio nelle teche Rai delle innumerevoli interviste fatte da uno dei protagonisti della storia del giornalismo internazionale.</span></p>
<p lang="en-GB"><span lang="it-IT">Con Loredana Macchietti condivideremo le ispirazioni, le sfide e le emozioni che hanno accompagnato la vita straordinaria di Gianni Minà e presenteremo la fondazione a lui dedicata, primo segno tangibile della sua eredità. Sarà possibile interagire direttamente con Loredana attraverso una sessione di domande e risposte, dove i partecipanti avranno l&#8217;opportunità di approfondire aspetti specifici sia del libro che della serie tv.</span></p>
<p class="western" lang="en-GB"><span lang="it-IT">Le due location scelte a Perugia, in occasione dell’inaugurazione della 50° edizione di Umbria Jazz, sono un punto di riferimento per gli amanti della cultura, dell’arte e della politica. Entrambe offrono un ambiente ideale per immergersi nel pensiero di Gianni Minà, senza tralasciare il suo amore per Cuba.</span></p>
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		<title>A palazzo Gallenga le riprese del film &#8220;1991&#8221; del regista canadese Riccardo Trogi</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Sep 2017 09:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Palazzo Gallenga, sede dell’Università per Stranieri di Perugia, da oggi si trasformerà in un set cinematografico per le riprese del film “1991”, prodotto dalla Urania Pictures. Per l’intera giornata, infatti, il cast e la troupe gireranno alcune scene nelle aule storiche di Palazzo Gallenga, che diventa così uno dei luoghi simbolo nei quali è ampiamente ambientata la pellicola. Ci sarà l’atmosfera degli anni Novanta nel nuovo film del regista canadese Riccardo Trogi, in lavorazione in queste settimane a Perugia e dintorni. Per i provini la produzione cinematografica, ha infatti selezionato quest’estate 200 comparse tra studenti e studentesse di tutte le nazionalità che li vedranno impegnati sul set per tutto il mese di settembre.</p>
<p>Si tratta del terzo capitolo di una trilogia autobiografica sulla giovinezza del regista Trogi. Il film racconta di un giovane studente del Québec, Riccardo, che con il pretesto di andare a perfezionare il suo italiano all’Università per Stranieri di Perugia, insegue la collega di università, Marie-Ève di cui è segretamente innamorato. Durante il viaggio in Italia, Riccardo incontra Arturo, giovane croato che gira l’Europa con zaino e chitarra. I due diventano amici e Arturo sarà il testimone delle avventure di Riccardo alle prese con la riscoperta delle proprie origini.</p>
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		<title>Al via il casting per un film ambientato a Perugia e all&#8217;Università per Stranieri di Perugia</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jun 2017 15:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Si svolgerà martedì 4 luglio, dalle ore 9.30 fino alle 17,00, nell’Aula B della Palazzina Valitutti (via C. Manuali, Parco S. Margherita) dell’Università per Stranieri di Perugia, il casting per il film “1991” ambientato principalmente nel Palazzo Gallenga della Stranieri e nel centro storico di Perugia. Per i provini la Urania Pictures, la produzione cinematografica, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Si svolgerà martedì 4 luglio, dalle ore 9.30 fino alle 17,00, nell’Aula B della Palazzina Valitutti (via C. Manuali, Parco S. Margherita) dell’Università per Stranieri di Perugia, il casting per il film “1991” ambientato principalmente nel Palazzo Gallenga della Stranieri e nel centro storico di Perugia. Per i provini la Urania Pictures, la produzione cinematografica, cerca 200 comparse tra ragazzi e ragazze dai 18 ai 25 anni di tutte le nazionalità. Si richiede la disponibilità dall’1 al 31 settembre 2017 a Perugia. Per partecipare al casting bisogna presentarsi muniti con documento d&#8217;identità valido, e un numero di cellulare reperibile. Per quelli che non potranno essere presenti possono inviare due foto (primo piano e figura intera), insieme ai propri dati, copia del documento di identità valido e recapito telefonico, all&#8217;indirizzo mail castingextras1991@gmail.com. Chi supererà il provino parteciperà alle riprese del film che si terranno a Perugia dal 5 settembre. Il lavoro sarà retribuito.</p>
<p>­­</p>
<p>Il film racconta di un giovane studente del Québec, Riccardo, che con il pretesto di andare a perfezionare il suo italiano all’ Università per Stranieri di Perugia, insegue la collega di università, Marie-Ève di cui è segretamente innamorato. Durante il viaggio in Italia, Riccardo incontra Arturo, giovane croato che gira l’Europa con zaino e chitarra. I due diventano amici e Arturo sarà il testimone delle avventure di Riccardo alle prese con la riscoperta delle proprie origini.</p>
<p>“1991” è il terzo capitolo di una trilogia dai forti connotati autobiografici di Ricardo Trogi, regista canadese di chiare origini italiane. Dopo aver raccontato la sua adolescenza in Canada nei film lungometraggi “1981” e “1987”, Trogi con il terzo ed ultimo capitolo “1991” si dedica al racconto del viaggio a ritroso verso la sua patria d’origine, l’Italia. I primi due capitoli della sua trilogia autobiografica hanno ricevuto vari premi. Il film “1981” apre il Festival des Films du Monde di Montréal e la Settimana del Cinema del Québec a Parigi nel 2009. Il film riceve ai Jutra 2010 due nomination come migliore regia e miglior film e riceve il Premio per la migliore attrice non protagonista; si distingue inoltre sulla la scena internazionale partecipando a 22 festival. Il film « 1987 » ottiene un grande successo in sala, con importanti incassi al box-office nel Québec nel 2014 e riceve varie nomination ai Prix Jutra 2015 tra cui la migliore regia.</p>
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		<title>Videonair Wedding Emotion: fai del tuo matrimonio un vero gioiello da vedere e rivedere</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 14:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ti piacciono i filmini dei matrimoni e gli album fotografici tradizionali? Allora smetti di leggere questo articolo! Videonair wedding emotion, infatti, è la nuova azienda creata da Emanuele Maiocchi, specializzata in matrimoni e non solo ma da un punto di vista completamente innovativo. Droni professionali certificati, slides, telecamere a 360 gradi, macchine fotografiche di ultima ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/videonair-wedding-emotion-fai-del-tuo-matrimonio-un-vero-gioiello-da-vedere-e-rivedere/">Videonair Wedding Emotion: fai del tuo matrimonio un vero gioiello da vedere e rivedere</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Ti piacciono i filmini dei matrimoni e gli album fotografici tradizionali? Allora smetti di leggere questo articolo! Videonair wedding emotion, infatti, è la nuova azienda creata da Emanuele Maiocchi, specializzata in matrimoni e non solo ma da un punto di vista completamente innovativo. Droni professionali certificati, slides, telecamere a 360 gradi, macchine fotografiche di ultima generazione… Insomma, tutto quel che occorre per rendere il tuo giorno più bello un vero film da vedere e rivedere! Già durante la cerimonia, Emanuele e il suo staff saranno in grado di girare e montare un breve “assaggio” di due o tre minuti, da proiettare al momento della torta nuziale per festeggiare con gli invitati e far piangere da subito le suocere… I momenti della preparazione degli sposi, l’arrivo in chiesa… Emozioni vive, appena vissute, saranno da subito protagoniste, rivivendo già in quello stesso giorno.<br />
E al momento della consegna del lavoro finito, sia il video sia l’album fotografico saranno presentati in un’elegante rilegatura a mano, rigorosamente Made in Italy.</p>
<p>Emanuele Maiocchi è un giovane imprenditore del territorio che, in controtendenza rispetto alla realtà commerciale dominante, ha deciso di puntare sulla qualità del lavoro piuttosto che sulla quantità. Il suo investimento, tanto dal punto di vista tecnico che sotto l’aspetto umano, mira a cogliere le emozioni dei suoi committenti e a fissarle in maniera indelebile, secondo uno stile personale ben riconoscibile ma allo stesso in grado di adattarsi alle singole coppie, il che rende ogni suo lavoro diverso dal precedente come anche da quello successivo. La stretta collaborazione con la fotografa professionista Claudia Menghini rende ogni lavoro di Videonair wedding emotion ancora più originale e unico nel proprio genere.</p>
<p>Per info: 3457878599 oppure <a href="mailto:info@videonair.it">info@videonair.it</a>. <a href="https://www.facebook.com/Emanuele-maiocchi-videonair-299774673561777/?fref=ts">Pagina Facebook</a>.</p>
<p><strong><em>Pubbliredazionale</em></strong></p>
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		<title>&#8220;I ricordi del fiume&#8221;: la città a pochi passi dalla città</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 11:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sordi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">“I ricordi del fiume” è il documentario che racconta i mesi precedenti alla demolizione del Platz, una delle baraccopoli più grandi d’ Europa, sulle rive del fiume Stura, a Torino.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">I due registi, Gianluca e Massimiliano De Serio, che hanno sempre vissuto a trecento metri da questo luogo, hanno deciso di inoltrarvisi per raccontare la vita della comunità della baraccopoli, poco prima della sua demolizione. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">“Il motore che ha mosso il progetto &#8211; dice Gianluca &#8211; è la volontà di lasciare il ricordo di un mondo, che da lì a poco, sarebbe svanito. Un atto d’ amore verso gli abitanti di quella piccola città dentro la città”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">I due fratelli hanno voluto aprire una finestra su questo posto misterioso, e tanto discusso, diviso da Torino solamente da una tangenziale ma, allo stesso tempo, estremamente lontano.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">Gli abitanti del Platz vengono ripresi in ogni momento della propria quotidianità, durante i pasti, i momenti di preghiera, la festa e durante la notte. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">La telecamera si limita a filmare senza alcuna intenzione ideologica, passa lentamente per le vie, entra nelle case e segue, in silenzio, lo svolgersi naturale della vita all’ interno della baraccopoli. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">La cifra stilistica del documentario risiede, infatti, nella totale invisibilità della macchina e di chi vi sta dietro: l’assenza di qualsiasi interazione con la camera provoca, quindi, l’assoluta spontaneità di immagini e sequenze.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">Una naturalezza che è stata cercata e ottenuta con il lavoro di un anno e mezzo dell’intera troupe, che è riuscita pian piano ad entrare in confidenza con gli abitanti del Platz, inoltrandosi, in punta piedi, dentro la loro vita quotidiana fino a diventare una presenza consueta: “Sin da subito abbiamo cercato di trasmettere loro il nostro intento, di fare un progetto insieme, di lasciarli un ricordo filmato della loro vita in quel luogo”. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;"><span style="color: #000000;">Un processo lento che ha portato ad una totale sinergia tra l’occhio che filma e chi viene filmato, una sinergia che fa di questo documentario un prodotto di estrema eleganza, in totale antitesi rispetto al degrado della baraccopoli, che sembra, tuttavia, assumere un aspetto quasi fiabesco, in virtù della totale naturalezza con cui lo spettatore è invitato a muoversi all’ interno di questa città alla periferia delle nostre città.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un docu-film made in Umbria per raccontare l&#8217;ultimo muro d&#8217;Europa: &#8220;195 Metres&#8221; e quella &#8220;sottile linea verde&#8221; che divide ancora Cipro</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/un-docu-film-made-in-umbria-per-raccontare-lultimo-muro-deuropa-195-metres-e-quella-sottile-linea-verde-che-divide-ancora-cipro/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 11:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Una questione di politica internazionale e i passi, tanti, ma non tutti, di un maratoneta che non riesce a superare il traguardo più importante, quello che lo porterebbe a fare pace con il proprio passato. Sullo sfondo una guerra lampo, un muro ancora in piedi 42 anni dopo quegli scontri, e la quotidianità di un&#8217;isola ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Una questione di politica internazionale e i passi, tanti, ma non tutti, di un maratoneta che non riesce a superare il traguardo più importante, quello che lo porterebbe a fare pace con il proprio passato. Sullo sfondo una guerra lampo, un muro ancora in piedi 42 anni dopo quegli scontri, e la quotidianità di un&#8217;isola costretta a fare i conti con le divisioni che la percorrono. Siamo a Cipro, ultima nazione europea divisa al suo interno da un muro – psicologico, ancor prima che materiale &#8211; difficile da abbattere. Una questione non troppo conosciuta nel resto d&#8217;Europa e di cui poco si parla, ma una contraddizione ancora più assurda se a guardarla sono tre giovani figli dell&#8217;Europa senza barriere, rappresentanti della cosiddetta generazione low cost, abituata a spostarsi e a viaggiare senza difficoltà. Si chiama &#8220;195 Metres&#8221; ed è un progetto di film-documentario nato a Perugia su iniziativa di Alessandro Di Cosmo e Maria Tsaousi, cinefili e umbri d&#8217;adozione, e Marco Fortunati, laureato all&#8217;Università per Stranieri e videomaker.</p>
<p>Un&#8217;idea che nel giro di pochi mesi ha coinvolto diverse realtà e istituzioni, tanto da ricevere il patrocinio dall&#8217;Ambasciata della Repubblica di Cipro in Italia, la collaborazione del Consolato della Repubblica di Cipro a Perugia e il supporto di diversi cinema umbri: Postmodernissimo, Méliès e Zenith di Perugia, il Metropolis di Umbertide, il cinema Concordia di Marsciano, l&#8217;Astra di Gubbio, il cinema Caporali di Castiglione del Lago e lo Jacopone di Todi. E negli scorsi giorni è stata lanciata la raccolta fondi online sulla piattaforma di crowdfunding Ulule. Trattandosi di un&#8217;iniziativa auto prodotta, i tre autori stanno infatti cercando di raccogliere il budget necessario alla realizzazione del documentario coinvolgendo chiunque volesse aderire per finanziare e produrre 195 Metres. C&#8217;è tempo fino al 3 giugno 2016 per sostenere il progetto a questo link: http://it.ulule.com/195metres-film/</p>
<p>Il film-documentario ha l&#8217;obiettivo di raccontare fatti ed eventi della storia di Cipro attraverso la vicenda personale – comune eppure emblematica – di Yiannakis Tsaousis, maratoneta che viveva nella parte di Cipro occupata dalla Turchia durante la guerra lampo turco-cipriota del 1974 e che, da allora, non è più riuscito a tornare a casa. In quei giorni migliaia di persone, delle due comunità greco-cipriota e turco-cipriota, furono costrette ad abbandonare le proprie case. Oggi a separarli è un muro lungo 180 km, invalicabile fino al 2003, quando i checkpoint sono stati aperti per la prima volta. Malgrado ciò, e nonostante l’ingresso di Cipro nell’Unione Europea, questa separazione tuttora persiste ed è rappresentata dalla Linea Verde, una zona cuscinetto presidiata dall’ONU che taglia in due l&#8217;isola e la capitale Nicosia.</p>
<p><iframe src="https://player.vimeo.com/video/160713611" width="618" height="348" frameborder="0" title="195 Metres | Promo | v.o. sub Ita" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il progetto vede il patrocinio dell&#8217;Ambasciata della Repubblica di Cipro in Italia e la collaborazione del Consolato della Repubblica di Cipro a Perugia. C&#8217;è tempo fino al 3 giugno 2016 per sostenere il progetto a questo link: http://it.ulule.com/195metres-film/.</p>
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		<title>Perugia Love Film Festival, tutto pronto per la seconda edizione</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 16:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Pugliese]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> È stato presentato nella mattinata dell&#8217;11 aprile presso l’Hotel La Rosetta a Perugia, il ricco programma della seconda edizione di Perugia Love Film Festival, l&#8217;evento dedicato al cinema che si svolgerà a Perugia dal 4 al 9 maggio 2016. Tanti grandi nomi in cartellone, da Anna Falchi a Paolo Genevose e Lodovini. Alla presentazione dell’ ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> È stato presentato nella mattinata dell&#8217;11 aprile presso l’Hotel La Rosetta a Perugia, il ricco programma della seconda edizione di Perugia Love Film Festival, l&#8217;evento dedicato al cinema che si svolgerà a Perugia dal 4 al 9 maggio 2016. Tanti grandi nomi in cartellone, da Anna Falchi a Paolo Genevose e Lodovini.</p>
<p>Alla presentazione dell’ evento, patrocinato da Regione Umbria, Comune di Perugia, Università degli studi di Perugia, Luiss creative business center e Agiscuola, hanno partecipato gli onorevoli Walter Verini e Adriana Galgano, l’assessore allo sviluppo economico e al marketing territoriale del Comune di Perugia Michele Fioroni e il consigliere regionale Giacomo Leonelli.</p>
<p><strong>Il festival &#8211;</strong> Da mercoledì 4 a lunedì 9 maggio, la città di Perugia accoglierà proiezioni, concerti e ospiti illustri che animeranno i cinque rioni del capoluogo: Porta Sant’Angelo, Porta Eburnea, Porta Santa Susanna, Porta San Pietro e Porta Sole. I luoghi che ospiteranno proiezioni, conferenze e iniziative collaterali sono L’Università degli Studi di Perugia, la Sala dei Notari, la Sala Sant’Anna, Palazzo Penna e l’hotel La Rosetta. “Il programma è talmente ricco – spiega Daniele Corvi, ideatore e direttore artistico del Perugia Love Film Festival – che abbiamo dovuto allungarlo a sei giornate. Oltre ai già citati registi Lina Wertmüller e Marco Bellocchio, avremo anche Paolo Genovese e le attrici Anna Falchi e Valentina Lodovini. Non mancheranno però altre sorprese”. “Partiamo con un’anteprima sabato 16 aprile – prosegue &#8211; in collaborazione con Fantacity.</p>
<p><strong>L&#8217;amore, il cinema e le donne &#8211;</strong> “Quando si parla di amore, un tema fondamentale per ciascuno di noi – dichiara Galgano – non possono non essere interpellate le donne”. “ Ed è’ importante che anche una terra come l’Umbria nutra ambizioni in ambito cinematografico, sostiene Verini”.</p>
<p><strong>Il programma &#8211;</strong> Si inizia con un’anteprima sabato 16 aprile in collaborazione con Fantacity. Ci sarà Jacopo Coleschi attore della situation comedy ‘Alex e Co.’, trasmessa su Disney Channel Italia”.  Il vero ‘ciak’ sarà mercoledì 4 maggio alle 11 con la conferenza di apertura nell’azienda Metalprogetti. Si prosegue alle 17.30, all’hotel Brufani con la presentazione del libro ‘Ulisse missione robot’ di Santi Parlagreco edito da Sarapar. Quindi, alle 21, la proiezione del film ‘Infernet’ sul cyberbullismo, di Giuseppe Ferlito, in cui sarà presente una delegazione del cast. Ad occupare un posto di rilievo, anche quest’anno, sono le scuole, infatti, giovedì 5 maggio, sono previste le finali di due concorsi, uno letterario ‘Perugia e i suoi rioni’ e l’altro riservato ai cortometraggi. Alle 16.30, poi, sarà proiettato ‘Habemus Film – Perugia oggi’ e alle 18.30, si prosegue alla sala dei Notari, con l’evento dedicato a Giulia Montera, bambina vittima di malasanità, oltre alla Falchi sarà presente l’attore Ninni Bruschetta. Per concludere, alle 21, al Brufani con il film ‘Perfetti sconosciuti’ di Paolo Genovese. Venerdì 6 maggio ancora proiezioni, con ‘Inside out’, film d’animazione distribuito da Walt Disney Pictures, e ‘Dietro gli occhiali bianchi’ di Valerio Ruiz. Musica alle 18.30 alla Sala dei Notari con una scuola di Tübingen, in collaborazione con ‘Musica dal mondo’ e ‘Assiomi Musica d’insieme’. In serata spazio al calcio con il documentario sulla vita e carriera del campione Javier Zanetti. Sabato 7 maggio oltre alla ‘Rassegna internazionale musica d’insieme’, alle 21, ci sarà l’evento dedicato alla fiction Luisa Spagnoli a Palazzo della Penna, alla presenza del regista Lodovico Gasperini, del produttore Massimilano La Pegna e del compositore Paolo Vivaldi. Domenica 8 maggio si riparte alle 16 con ’Sangue del mio sangue’ alla Sala della Vaccara alla presenza del regista Marco Bellocchio. A concludere, alle 21, il concerto di un liceo musicale uzbeco. L’evento si chiuderà il 9 maggio alla Sala della Vaccara dove è attesa l’attrice Valentina Lodovini per l’iniziativa ‘Maria Cristina Ricci’, a cura dell’omonima associazione in collaborazione con il Liceo ‘Città di Piero’ di Sansepolcro.</p>
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		<title>Cristiano Ronaldo sul grande schermo: il docufilm verità sul campione</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2015 20:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[CR7]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo anni passati da protagonista del piccolo schermo, il calciatore Cristiano Ronaldo è approdato in tutte le sale cinematografiche del mondo, comprese quelle umbre, il 9 novembre scorso. Anche nella nostra regione il film è stato accolto con favore dal pubblico, proprio in un momento in cui il calciatore sta attraversando un periodo non facile ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Dopo anni passati da protagonista del piccolo schermo, il calciatore Cristiano Ronaldo è approdato in tutte le sale cinematografiche del mondo, comprese quelle umbre, il 9 novembre scorso. Anche<br />
nella nostra regione il film è stato accolto con favore dal pubblico, proprio in un momento in cui il calciatore sta attraversando <a href="http://www.goal.com/it/news/94/calcio-internazionale/2015/11/21/17569962/cristiano-ronaldo-fischiato-dai-tifosi-laddio-non-%C3%A8-pi%C3%B9">un periodo non facile</a> della sua carriera sportiva.</p>
<p>Il film-documentario intitolato “Ronaldo” permette agli spettatori di entrare nella vita del fuoriclasse portoghese e seguirlo da vicino. Durante i 14 mesi di riprese, infatti, i produttori <strong>Senna</strong> e <strong>Amy</strong> e il regista <strong>Anthony Wonke</strong> lo hanno seguito sul campo, in casa e fuori con gli amici. Avvicinarsi così tanto al tre volte Pallone d’Oro, osservandolo in situazioni sportive e personali, non è stato semplice e c’è voluto un anno e mezzo per convincerlo a farsi seguire e riprendere. Il risultato è il primo documentario autorizzato sull’attaccante del Real Madrid, il cui trailer si apre con le parole: «Conosci il nome, conosci la leggenda, ma non conosci… l’uomo».</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-30512 size-full" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2015/12/cristiano-pallonedoro.jpg" alt="cristiano-pallonedoro" width="800" height="448" /></p>
<p>Mostrare l’uomo è infatti lo scopo del docufilm in cui alle verità di Ronaldo si alternano scene con le persone più importanti della sua vita; tra queste il figlio <strong>Cristiano junior</strong> e la madre <strong>Dolores Aveiro</strong>, che ricorda l’enorme senso di colpa vissuto quando lasciò andare da solo a Lisbona il dodicenne Cristiano Ronaldo perché coltivasse il suo talento calcistico. Il fuoriclasse, che non manca di concedersi in modo confidenziale davanti agli spettatori, ci tiene a sottolineare che non si tratta di finzione, ma di realtà.</p>
<p>D’altra parte la sua vita è così straordinaria che potrebbe sembrare quasi irreale agli occhi di qualcuno. Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro nasce fenomeno del pallone, tanto che le sue doti calcistiche sono già evidenti all’età di 7 anni. Dal rendersi conto delle sue potenzialità al fare di tutto per svilupparle il passo è breve, così il calciatore inizia a viaggiare ancora bambino per allenarsi nei migliori club. La scalata, dallo Sporting Lisbona passando per il Manchester United e approdando al Real Madrid, è cosa nota, come il fatto che CR7 sia diventato un vero e proprio brand, ambitissimo dagli sponsor, compresa un noto operatore di poker sportivo.</p>
<p>Dopo le sponsorizzazioni di <strong>Giorgio Armani</strong>, <strong>Nike</strong> e <strong>Clear</strong> è infatti giunta quella di <strong>PokerStars</strong>, proprio nelle stesse settimane in cui la poker room lanciava <a href="https://www.pokerstars.it/casino/">nuovi giochi di intrattenimento</a> di casinò online. Era la primavera 2015 e le notizie che scossero il mondo del gaming furono prima quella dell’apertura della Picca Rossa ai giochi di casinò punto it e poi quella che annunciava <strong>CR7</strong> come nuovo ambasciatore di PokerStars, in virtù della sua passione per il tavolo verde.</p>
<p>Dagli ultimi successi, nelle sponsorizzazioni come nello sport, ai primi, sono passati molti anni e il docufilm “Ronaldo” tratta l’uomo di oggi e il bambino di ieri che gioca con la maglietta dello Sporting. Ronaldo si lascia andare a pensieri intimi quando, ad esempio, ricorda il padre morto troppo presto a causa dell’alcol e ne cita la frase emblematica «Il silenzio è la forza degli uomini». Il rapporto di paternità viene esplorato anche da un altro punto vi vista, quello che vede il fuoriclasse nel ruolo di padre del piccolo Cristiano junior, il fulcro del suo mondo.</p>
<p>Raggiungere un tale livello di confidenza con lo spettatore non è stato facile né immediato. <a href="https://twitter.com/anthonywonke">Il regista Wonke</a> racconta il lungo processo durante il quale, dopo aver finito di girare, continuava a recarsi a casa del campione portoghese per registrare le cosiddette “wild track interview”, ossia le interviste senza telecamere. In quelle occasioni i due uomini si trovavano da soli con un microfono e le chiacchierate duravano circa un’ora, sviscerando argomenti intimi. I 92 minuti di lungometraggio che accompagnano gli spettatori nel mondo del calciatore e che sono ormai visibili nei cinema di tutta l&#8217;Umbria sono prodotti da Paul Martin per “We Came We Saw We Conquered Studios”, mentre i produttori esecutivi sono James Gay-Rees e Asif Kapadia di “On the Corner Films”.</p>
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		<title>Il &#8220;PerSo&#8221; scopre le carte: ecco le opere in concorso</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2015 09:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[direttore artistico Balsamo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Oltre 100 proiezioni in dieci giorni, per intercettare tutte le sfumature che il cinema del reale è in grado di cogliere. La prima edizione del &#8220;PerSo – Perugia Social Film Festival&#8221;, che si svolgerà dal 18 al 27 settembre nel capoluogo umbro e con una importante propaggine nella città di Spoleto, ruoterà attorno ad un ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/il-perso-scopre-le-carte-ecco-le-opere-in-concorso/">Il &#8220;PerSo&#8221; scopre le carte: ecco le opere in concorso</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Oltre 100 proiezioni in dieci giorni, per intercettare tutte le sfumature che il cinema del reale è in grado di cogliere. La prima edizione del &#8220;PerSo – Perugia Social Film Festival&#8221;, che si svolgerà dal 18 al 27 settembre nel capoluogo umbro e con una importante propaggine nella città di Spoleto, ruoterà attorno ad un concorso diviso in cinque categorie – lungometraggi, cortometraggi, promo, spot e Umbria in celluloide – per un montepremi totale di 21.000 euro. &#8220;Abbiamo ricevuto opere di alta qualità cinematografica, provenienti da molti angoli del pianeta: non potevamo aspettarci di meglio per una prima edizione”, dice Mario Balsamo, direttore artistico del &#8220;PerSo&#8221;.</p>
<p>Un evento che sarà crocevia di una riflessione sul sociale sfaccettata e creativa. Un viaggio che attraverserà tanti mondi diversi, geograficamente e spiritualmente lontani, movimentato dalle voci degli oltre 90 ospiti, tra registi, attori e produttori. Gli spettatori avranno modo di partecipare a proiezioni programmate nei vari cinema del centro storico perugino e nelle sale Pegasus e Frau di Spoleto, tutte ad ingresso gratuito, per scoprire il complesso panorama del sociale attraverso storie, prospettive insolite, indagini nuove su aspetti taciuti o vicende dimenticate. Ci si addentrerà delicatamente nella psicologia di chi ha subito un lutto e, con più vigore, nel mondo complicato della frustrazione giovanile; ci sarà uno squarcio di Marocco, vite sospese tra allevamento e contrabbando, e tanti sguardi aperti sulla malattia, fisica o mentale che sia. Ci sarà lo spaesamento che corrisponde ad ogni migrazione, da avvicinare con curiosità: quello degli scalpellini che, a fine Ottocento, hanno portato l’arte di Carrara nel Vermont oppure quello dei bambini orientali che crescono a Roma, italiani a metà.</p>
<p>Dietro ogni tradizione popolare c’è un mondo di suggestioni infantili, come dimostra un giro tra i quartieri di Napoli a fine gennaio. Dietro ogni fenomeno balzato sulle prime pagine dei giornali c’è un’estetica speciale: Taranto è tossica e dolorosamente bella, il suo passato vive in mezzo agli impianti siderurgici mentre l’Appennino emiliano nasconde un reattore nucleare di quarta generazione. Si può osservare da vicino la spiritualità marchigiana, la periferia italiana vista come metafora, l’arte come invenzione di un linguaggio nuovo per parlare della disabilità in modo creativo.</p>
<p>E poi ancora c’è il racconto della dipendenza, che sia sentimentale oppure clinica, e delle strade inventate per uscirne. Si va indietro nel passato, fino al 1991 ricordando il traghetto Moby Prince e quei centoquaranta morti, ma si guarda al futuro per parlare di energie rinnovabili, della lotta intensa e silenziosa delle donne africane contro le malattie neonatali, di un gioco di 3 giorni che vuole ripulire il pianeta, della rinascita dopo la malattia distruttiva, della sfida filosofica come una chiave nuova. Si viaggia nello spazio, tantissimo: dalle pietre del fiume Adige fino a Gaza, passando per il limbo orientale di Napoli, la Thailandia, la musica del Mali, le periferie parigine e le piantagioni di cotone dell’India. Ci sono poi gli sguardi sull’infanzia, con nuovi modi di intendere la scuola ma anche con un tuffo nel mondo luccicante e inquietante dei concorsi di bellezza per baby-modelle. Fino alla poetica dell’ultima stagione della vita, denunciata nel suo disagio e colta nella sua profondità.</p>
<p>Oltre alle proiezioni dei film in concorso, il programma del &#8220;PerSo&#8221; prevede anche una retrospettiva dedicata al mondo del lavoro, un convegno sul rapporto problematico tra disabilità e lavoro, due convegni a tema psichiatrico e un evento speciale sul tema dell’emigrazione che vedrà come protagonista Giuliano Montaldo. L&#8217;evento è organizzato dalla Fondazione “La città del sole” &#8211; Onlus, che da quasi vent’anni si occupa di Psichiatria e di diffusione di una cultura dell’integrazione, e vede come Presidente Stefano Rulli. La kermesse vanta il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, oltre a quelli di Regione Umbria, Comune di Perugia, Università degli Studi di Perugia, Università per Stranieri di Perugia, Ufficio Scolastico regionale per l’Umbria, CoReCom Umbria, Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario dell’Umbria e Rai Umbria. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.persofilmfestival.it Qui è visibile lo spot ufficiale del PerSo 2015 realizzato con Paola Cortellesi: <u>www.youtube.com/watch?v=IZtyOrr_fyQ</u></p>
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		<title>Il cibo nel cinema, al Corciano Festival va in scena &#8220;La cuoca del presidente&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2015 22:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Pugliese]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[cibo da strada]]></category>
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		<category><![CDATA[Il cibo nel cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>In molti sono accorsi, sabato 22 Agosto, nella cornice naturale a cielo aperto di Corciano per la proiezione del film “La cuoca del Presidente”, film diretto da Christian Vincent, ispirato alla vita di Danièle Mazet-Delpeuch, cuoca personale di François Mitterrand dal 1988 al 1990. Il film, a cura di Cinematti, rientra nella programmazione del Corciano ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Corciano. </span>In molti sono accorsi, sabato 22 Agosto, nella cornice naturale a cielo aperto di Corciano per la proiezione del film “La cuoca del Presidente”, film diretto da Christian Vincent, ispirato alla vita di Danièle Mazet-Delpeuch, cuoca personale di François Mitterrand dal 1988 al 1990. Il film, a cura di Cinematti, rientra nella programmazione del Corciano Festival.</p>
<p><strong>Il cibo nel cinema &#8211;</strong> Nell’anno dell’Expo di Milano, la 51esima edizione del Corciano Festival ha aperto una parentesi nel collaudato palinsesto per dedicare una parte dell’evento al tema del cibo in tutte le sue declinazioni e ha proposto momenti di riflessione, di ironia e nuove idee avendo sempre come linea guida la qualità delle materie prime e la filosofia del Km Zero. Questa sezione speciale dal titolo “Nutre lo spirito solo ciò che lo rallegra” ha proposto, oltre a performances artistiche, letterarie, gastronomiche, anche una mini rassegna cinematografica &#8220;il cibo nel cinema&#8221;. Sabato 22 agosto è stato proiettato il film “La cuoca del Presidente”, film diretto da Christian Vincent e ispirato alla vita di Danièle Mazet-Delpeuch, cuoca personale di François Mitterrand dal 1988 al 1990.</p>
<p><strong>La trama &#8211; </strong>La cuoca del Presidente è un film francese del 2012. Diretto da Christian Vincent, è ispirato alla vita di Danièle èMazet-Delpeuch, cuoca personale di François Mitterrand dal 1988 al 1990. La protagonista è Hortense Laborie, una cuoca rinomata che ha un ristorante nel Périgord. Con suo grande stupore, viene chiamata d&#8217;urgenza a Parigi dal Presidente della Repubblica che la nomina responsabile della sua cucina personale all’Eliseo. Nonostante le gelosie degli chef che operano nelle cucine principali del Palazzo, Hortense, con il suo carattere forte e deciso riesce a imporsi su tutti. La sua cucina genuina conquista in poco tempo il Presidente, ma non manca chi, nelle stanze del potere, le creerà molti ostacoli.</p>
<p><strong>Il film &#8211;</strong> La pellicola ha una durata di 95 minuti, e la storia è scritta come un flash back. Il film inizia rappresentando una sperduta isola dell&#8217;Oceano Indiano dove la Francia ha una base scientifica, luogo che accoglierà la cuoca dopo aver abbandonato l&#8217;Eliseo e si alterna al periodo trascorso a preparare cibi per il Presidente. Ispirato alla vera storia di Danièle Delpeuch, unica donna che sia mai entrata nelle riservatissime cucine del Faubourg Saint Honoré, La cuoca del presidente è uno di una lunga lista di film dedicati al cibo e alla cucina come arte e cultura, nonché principale piacere dell&#8217;essere umano. Toni molto francesi e apertamente nazionalisti, il film merita di essere visto soprattutto per l&#8217;incredibile l&#8217;interpretazione di Catherine Frot. Con Hortense, protagonista del film è anche il cibo che entra in scena in modo trionfale e al quale il regista dedica importanti primi piani.</p>
<p><strong>Da vedere </strong>&#8211; Consiglio la visione del film agli appassionati di programmi di cucina, agli amanti dello slow food  e a chi prende piacere nella vista del cibo.</p>
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		<title>Wolf Creek, la giusta tensione in un film horror a basto costo</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2015 13:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Bernacchia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Torna finalmente l&#8217;horror dei pericoli, con Wolf Creek. Ispirandosi ai più macabri fattacci dell&#8217;outback australiano, il regista Greg McLean firma nel 2005 una pellicola a basso costo, fatta e finita in Oceania, ma che in breve tempo si è largamente diffusa all&#8217;estero e che, grazie ad un inaspettato successo di pubblico e di parte della ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Torna finalmente l&#8217;horror dei pericoli, con Wolf Creek. Ispirandosi ai più macabri fattacci dell&#8217;outback australiano, il regista Greg McLean firma nel 2005 una pellicola a basso costo, fatta e finita in Oceania, ma che in breve tempo si è largamente diffusa all&#8217;estero e che, grazie ad un inaspettato successo di pubblico e di parte della critica, è già diventata un piccolo cult nel genere.<br />
L&#8217;angoscia, la paura, vertiginosi picchi di ansia: ecco cosa attende chi avrà il coraggio di avventurarsi tra gli aridi deserti della Terra dei Canguri insieme a Liz, Kristy e Hunter, tre ingenui ragazzi in viaggio verso il parco nazionale di Wolf Creek, per scoprire le selvagge bellezze del suo enorme cratere meteoritico. Ma quando lo psicopatico cacciatore Mick Taylor (John Jarratt) li troverà in giro, i tre si renderanno conto di essere solo gli ultimi bersagli di una lunga serie di prede umane falciate e macellate da un micidiale assassino nascosto sotto ad un inquietante cappello da cowboy, e dovranno mettere mano a tutto il loro ingegno per sfuggire ad un macabro destino.</p>
<p>Come già anticipato, Wolf Creek si avvale di nuovo della formula tensione, si preoccupa di ostentare un pericolo tangibile e onnipresente nei confronti degli sventurati protagonisti, così che il pubblico torni a temere per la loro sorte, e con i pochi mezzi a disposizione il film travalica i luoghi comuni della ghost story per raccontare una vicenda tutta umana, dove ciò che conta è la credibilità: McLean sceglie una fotografia semplice, senza patinature, come del resto ai limiti della banalità è la sceneggiatura, immediata, spontanea e priva di fronzoli, recitata da attori giovani e poco professionali, ma che paradossalmente risultano perfetti in quanto catapultati in un contesto situazionale verosimile e perfettamente coerente, uno stile narrativo assai vicino al documentarismo.</p>
<p>Il fascino dell&#8217;horror incrocia dunque abilmente il genere thriller, e lo fa con una regia trasparente e pulita, consapevole di ciò che si poteva fare con quei quattro soldi, e forse per questo estremamente interessante, coraggiosa per non aver esitato a dividere il film in due parti nette: da un lungo prologo volto a dimostrare quanto comuni siano le circostanze in cui crimini possono avvenire si passa solo molto più avanti ad una terrificante caccia all&#8217;uomo fra le sabbie rosse del deserto, un luogo inospitale dove Hunter e le sue amiche Kristy e Liz saranno costretti a mettere a nudo tutte le loro doti etiche e collaborare per fuggire più lontano possibile dalla follia omicida del cacciatore.</p>
<p>Wolf Creek non è una pietra miliare né pretende di esserlo, ma colpisce per la sua voglia di proporre finalmente un&#8217;opera che non teme la violenza ma non ne abusa nemmeno, un prodotto non fresco ma mascherato ad arte affinché lo sembri, grazie alla schiettezza delle immagini e ad un&#8217;ambientazione decisamente scenografica, inedita ed intrigante. Da provare senza esitazione, potrebbe davvero sorprendervi.<br />
VOTO: 7 ½</p>
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		<title>Se dio vuole, commedia per atei e credenti</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2015 10:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Bernacchia]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[La tematica religiosa nella settima arte è sempre stata affrontata da autori orgogliosamente atei o maldestramente spiritualisti, così che ogni pellicola apparsa fino ad oggi che osasse nominare invano il nome di Dio lo ha fatto per sgretolare le fondamenta della Chiesa Cattolica o per propagandare dogmi stantii che in nessun modo riflettevano l&#8217;essenza del Cristianesimo. Ma Edoardo Falcone, regista esordiente e sceneggiatore di Se Dio Vuole insieme al già affermato spoletino Marco Martani, ha saputo trovare una terza via, mettendo in piedi una commedia divertente, capace di fare capolino nel marasma di farse anonime che negli ultimi anni hanno sprofondato all&#8217;Inferno il genere che ha regalato un passato glorioso al cinema italiano.</p>
<p>Intendiamoci, non si può certo gridare al miracolo – tanto per rimanere in tema – ma le interpretazioni di Marco Giallini, protagonista assoluto, di un sempre più versatile Alessandro Gassman e della brava Laura Morante, basterebbero da sole non solo ad arricchire la pellicola di una qualità recitativa a cui, grazie ai cinepanettoni e compagnia bella, avevamo perso l&#8217;abitudine, ma a passar sopra ai piccoli e grandi nei di cui purtroppo il risultato finale è costellato.</p>
<p>Tommaso, un rinomato e altezzoso chirurgo ateo fino al midollo, è costretto ad ingoiare con estrema fatica l&#8217;imminente ingresso in seminario di suo figlio Andrea. Disperato, Tommaso si mette sulle tracce di Don Pietro, ritenuto il principale responsabile delle supposte devianze mentali del figlio. Tra i due nascerà un rapporto speciale che porterà Tommaso a ridimensionare la concezione divina di sé stesso e a ritrovare almeno un pizzico di umanità perduta.</p>
<p>Se Dio vuole mantiene costantemente toni pimpanti e si lascia andare a gag esilaranti, forse a volte un po&#8217; troppo teatrali ed istrioniche, ma nel complesso il film resta asciutto ed estremamente piacevole, fatta eccezione per alcune inspiegabili scene buttate là a caso, come dei deboli riempitivi atti ad approfondire il buon numero di comprimari, intermezzi che spezzano in modo evidente il montaggio, non aggiungono niente anche solo ai fini del divertimento e disturbano il ritmo altrimenti perfetto della trama principale.</p>
<p>A parte dunque una forte insistenza sulle battute e sui contesti fisici esilaranti in cui si svolge l&#8217;azione, Falcone sembra capire quando fermarsi in tempo, e senza voler dare lezioni di catechismo si limita a lanciare frecciate piene di spunti di riflessione, offrendo angolature di vista mai univoche e lasciando allo spettatore nient&#8217;altro che un invito a non dare mai nulla per scontato sui misteri di questo mondo. Purtroppo la piuttosto breve durata penalizza pesantemente gli sviluppi dinamici dei personaggi, così che il Tommaso di Giallini finisce per invadere lo schermo dall&#8217;inizio alla fine, mentre l&#8217;eclettico sacerdote interpretato da Gassman deve fare molta fatica trovare un suo spazio significativo narrativo, e a soffrirne è l&#8217;impetuoso rapporto tra i due sul quale Falcone voleva focalizzare l&#8217;attenzione, un rapporto che risulta credibile solo a tratti, divenendo a volte evanescente e poco funzionale all&#8217;intento “non solo risate” del regista.</p>
<p>L&#8217;opera prima di Falcone non è dunque un capolavoro, tanto meno un film irrinunciabile, ma merita una possibilità, potrebbe addirittura sorprendere, specialmente gli atei dogmatici che parlano di Dio molto più dei credenti ma sorridono sarcastici quando sono gli altri a farlo. Una commedia vivace e senza troppe pretese, ma sicuramente ben sopra gli standard delle produzioni nostrane.</p>
<p>VOTO: 7</p>
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		<title>Grand Budapest Hotel, un capolavoro che merita tutti i suoi quattro Oscar</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2015 19:39:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Bernacchia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Senza tanti giri di parole, Grand Budapest Hotel è in generale &#8211; ma anche molto soggettivamente parlando &#8211; uno dei migliori film degli ultimi anni, una summa della genialità visiva di Wes Anderson, il quale è tornato in sala due anni dopo il pur ottimo Moonrise Kingdom con un&#8217;opera vincitrice degli Oscar 2015 per Migliori Costumi, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Senza tanti giri di parole, Grand Budapest Hotel è in generale &#8211; ma anche molto soggettivamente parlando &#8211; uno dei migliori film degli ultimi anni, una summa della genialità visiva di Wes Anderson, il quale è tornato in sala due anni dopo il pur ottimo Moonrise Kingdom con un&#8217;opera vincitrice degli Oscar 2015 per Migliori Costumi, Miglior Trucco, Migliore Scenografia e Miglior Colonna Sonora. Anderson può non piacere, non c&#8217;è alcun dubbio. Il suo stile, riconoscibilissimo ed estremamente raffinato, è di fondo ogni volta rimasto inalterato, e la sua regia, curatissima e pittoresca, ha abbracciato con questo film la sua piena maturità. Stiamo parlando quindi di un prodotto per palati purificati, destinato &#8211; non ci prendiamo in giro &#8211; soltanto a chi sarà in grado di apprezzare le tipiche e ricercate inquadrature simmetriche alla Anderson, macchine da presa che si muovono solo in orizzontale e in verticale, scenografie in grado di trasmettere un maniacale senso di ordine estetico ad ogni inquadratura e un gusto narrativo sempre in bilico tra sogno e realtà.</p>
<p>Il cast di Grand Budapest Hotel è più che nutrito, Anderson ha come al solito mobilitato mezza Hollywood, consapevole di come gli attori ormai da anni facciano a gara per comparire nelle sue pellicole, accettando anche ruoli secondari se non semplici cameo. Così, accanto ai feticci Bill Murray e Owen Wilson, troviamo tra i protagonisti l&#8217;esordiente Tony Revolori e un Ralph Fiennes in grande forma. In corso d&#8217;opera sfileranno inoltre nomi di grande rilievo come Edward Norton, Jude Law, Adrien Brody, Jeff Goldblum, Harvey Keitel, Willem Dafoe, Saoirse Ronan, Murray Abraham e Tilda Swinton. Se è vero che con una simile sfilza di star a disposizione il rischio più comune sia quello di sprecarne maldestramente le potenzialità senza aggiungere sostanza alla pellicola, l&#8217;autore dei Tenenbaum riesce tuttavia &#8211; quando più quando meno &#8211; a mantenere il controllo dei suoi personaggi, grazie a caratterizzazioni spesso iper-peculiari ed esasperate: senza mezze misure, i buoni hanno l&#8217;aspetto dei buoni e quali sono i cattivi si vede fin da subito.</p>
<p>Anderson non punta mai a riempire i suoi film di complessi significati nascosti o implicazioni psicologiche, la sua commedia è sempre infarcita di ironia grottesca e surreale, i suoi protagonisti sono in genere contraddittori e imprevedibili, mentre la trama passa in secondo piano diventando un semplice pretesto per compiere delicati esercizi di stile, un susseguirsi di eventi bizzarri impregnati di una fervida fantasia, sfruttata a sua volta per creare affreschi fiabeschi dove non conta ciò che viene raccontato, ma come viene raccontato. La sceneggiatura, scritta come sempre dallo stesso Anderson, resta comunque di altissima qualità, e contribuisce a costruire basi di piombo ad una vicenda che altrimenti non starebbe in piedi, il tutto grazie alle vivaci battute e al ritmo sostenuto impresso alle varie scene.</p>
<p>Costruita secondo un sistema a scatole cinesi, la storia si articola in vari periodi lungo il 1900, ma verremo trasportati in un&#8217;immaginaria repubblica chiamata Zubrowka, agli estremi confini dell&#8217;Europa orientale. Qui, a cavallo tra i monti, si trova il magnifico Grand Budapest Hotel, dove il concierge Monsieur Gustave vive e lavora solertemente. Ma quando Gustave viene coinvolto insieme al suo garzone Zero Moustafa in un caso di omicidio, per i due avrà inizio una pirotecnica avventura, ricca di colpi di scena irrazionali eppure stranamente credibili, espedienti registici sempre nuovi che offrono al pubblico la sensazione di trovarsi in un romanzo di Daniel Pennac, e chiunque guardi non vedrà l&#8217;ora di sapere cosa inventerà Anderson per proseguire il racconto. Le adorabili musiche di Alexandre Desplat accompagnano il film lungo tutto il suo corso, la fotografia di Robert Yeoman è una vera gioia per gli occhi e permette di godere al meglio della bellezza dei costumi e degli scenari, sperimentando ogni sorta di filtro cromatico e colorando la scena con tinte sgargianti.</p>
<p>Grand Budapest Hotel è dunque un vero gioiello di cinema, un&#8217;opera che fa dell&#8217;artificio narrativo il suo punto focale, ma che allo stesso tempo sa quando fermarsi in tempo per non sconfinare nella pomposità e nell&#8217;autocompiacimento. E&#8217; un film che per essere apprezzato fino in fondo meriterebbe un buon numero di visioni, troppi sono i dettagli visivi e i tocchi di classe che sfuggiranno al primo giro, specialmente a chi non ha ancora avuto modo di degustare la filmografia di questo nuovo ragazzo prodigio della settima arte che è Wes Anderson.</p>
<p>VOTO: 9</p>
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		<title>Cannibal Holocaust: la massima provocazione di Deodato</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2015 16:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Bernacchia]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[Una premessa: è estremamente complesso giudicare con spirito d&#8217;obbiettività questo Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato, dato che stiamo parlando del film forse più controverso, scabroso e maledettamente rivoltante della storia, una pellicola respinta dalle sale di mezzo mondo, e che soltanto di recente è stata rispolverata e rivalutata dalla critica. Il coraggio di un autore come Deodato non poteva essere infatti condannato con tale leggerezza, né il suo estremismo espressivo snobbato senza aver almeno tentato in tempi più maturi di stanare le ragioni &#8211; ammesso che ve ne siano &#8211; dietro la produzione cinematografica più raccapricciante mai partorita dalla mente umana.</p>
<p>Nel 1980, un periodo in cui il genere cannibalistico aveva letteralmente invaso i B-Movie garantendo ad ogni modo ottimi riscontri di pubblico, Deodato volle accontentare coloro che chiedevano un bis dopo l&#8217;esperienza del suo Ultimo Mondo Cannibale, ancora comunque lontano dagli abomini visivi dell&#8217;opera in questione. Il regista italiano, che per tutta la sua carriera si è sempre servito di budget piuttosto ridotti e di attori praticamente sconosciuti o noti soltanto nel cinema trash, ha anche in questo caso assunto un cast a basso costo, eccezion fatta per Luca Barbareschi, il quale però &#8211; come in pratica tutto il resto degli attori &#8211; ha in seguito preferito rimuovere dalla memoria e dalla filmografia la partecipazione al film.</p>
<p>Pur contando su una qualità fotografica e su atmosfere tipiche dei B-Movies, la curatissima sceneggiatura di Gianfranco Clerici e la splendida colonna sonora di Riz Ortolani ci fanno capire subito che ci troviamo di fronte ad un film più elaborato di quanto voglia intenzionalmente apparire. La trama è piuttosto semplice, e il film si mostra nettamente suddiviso in due parti: Harold Monroe, un docente universitario, viene inviato in Amazzonia in soccorso di quattro giovani documentaristi scomparsi, spietati occidentali incaricati di girare delle immagini sugli indios per conto di un noto network americano. Monroe, dopo essere venuto a contatto con le popolazioni cannibali del posto, torna a New York con i nastri girati dai quattro giovani, i quali hanno fatto una brutta fine, e al professore spetterà ora l&#8217;onere di assistere alla macabra disavventura subita dai suoi concittadini, per chiedersi, tra l&#8217;altro, quali siano i veri selvaggi.</p>
<p>Molti sono i guai che Deodato ha subito per aver osato mostrare scene di una violenza effettivamente mai vista sino ad allora, immagini caratterizzate da un impressionante realismo, con tanto di reali uccisioni di animali esotici come scimmie e testuggini giganti, e poi stupri, decapitazioni, sventramenti, evirazioni, e chi più ne ha più ne metta. L&#8217;obbiettivo del regista, a quanto sembra, era quello di criticare il mondo occidentale, la sua brama di violenza, il desiderio nascosto tipico dell&#8217;uomo bianco di divertirsi osservando altri esseri viventi mentre muoiono. E sono proprio i mass media, specialmente nelle Tv commerciali diffuse negli States, a strumentalizzare la violenza ai fini dell&#8217;audience, proprio per questo Cannibal Holocaust nascerebbe come brutale avvertimento al fine di scoraggiare la malvagità sadica dei bianchi, sterminatori di etnie e di razze animali nella storia come ai giorni nostri. Ma la critica dell&#8217;epoca non fu a tal punto comprensiva con questo film, portato più volte in tribunale dagli animalisti, censurato, boicottato e mai trasmesso in Tv se non in fasce orarie notturne e tagliuzzato a destra e a manca. In molti poi notarono che le tematiche pseudo-impegnate affrontate dal regista incontravano una contraddizione nel fatto di voler condannare la spettacolarizzazione della violenza con altrettanta ostentazione sanguinolenta. Una cosa è certa: Cannibal Holocaust non è un film per tutti, si tratta di un&#8217;opera matura e consapevole quanto estrema.</p>
<p>Il montaggio ha un ritmo invidiabile a pellicole di ben maggiore portata, e la regia di Deodato è ferma e letale, egli sa sempre quello che vuole e non concede sconti, ottenendo tra l&#8217;altro un effetto di grande realismo grazie allo stile falso-documentario con la telecamera in continuo movimento, in perfetto contrasto con un accompagnamento sonoro inquietante nella sua liricità, ma all&#8217;occorrenza anche in grado di conferire suspense alle vicende narrate.</p>
<p>Cannibal Holocaust è insomma uno di quei film che vanno visti almeno una volta nella vita, inclassificabile e imparagonabile a tutto quel che si è già visto e che probabilmente si vedrà in futuro, un&#8217;opera più unica che rara in cui si può trovare tutto e niente, dipende solo dai gusti, e non c&#8217;è critica che tenga.</p>
<p>VOTO: ???</p>
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		<title>Perugia, il M5S vuole portare &#8220;La trattativa&#8221; tra i banchi</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2015 13:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Perugia</strong> &#8211; La proiezione del film &#8220;La trattativa&#8221; dovrà essere proiettato nelle scuole. La commissione cultura del Comune ha approvato un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle, che impegna sindaco e giunta a farsi promotori, presso i dirigenti scolastici delle scuole secondarie di primo  e secondo grado del Comune di Perugia della richiesta di proiettare la pellicola della Guzzanti, inserendolo nell’ambito dei rispettivi piani dell’offerta formativa, a supporto di progetti didattici volti alla promozione dell’educazione alla legalità e alla lotta ai fenomeni mafiosi.</p>
<p><strong>L&#8217;auspicio</strong> &#8211; Il Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle auspica che il consiglio comunale apprezzi lo spirito dell’ordine del giorno che valorizza il ruolo degli organi istituzionali ed in particolare della scuola nella lotta alla criminalità e alle infiltrazioni mafiose nelle istituzioni.</p>
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