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	<title>Perugia Online &#187; Lavoro</title>
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		<title>&#8220;Progetto Integra&#8221;, percorsi formativi per personale con disabilità da lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2022 18:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[disabili]]></category>
		<category><![CDATA[inserimento]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il Progetto INTEGRA, finanziato da INAIL, è promosso dall&#8217; Ente di Formazione Asterisco, attivo da molti anni nella promozione della formazione per lo sviluppo delle persone e delle aziende. Asterisco sta realizzando percorsi formativi gratuiti per i lavoratori e i datori di lavoro, al fine di favorire la conoscenza in materia di reinserimento e integrazione lavorativa delle persone con disabilità da ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<strong>Il Progetto INTEGRA, </strong>finanziato da INAIL, è promosso dall&#8217; Ente di Formazione<strong> Asterisco</strong>, attivo da molti anni nella promozione della formazione per lo sviluppo delle persone e delle aziende.</p>
<p style="font-weight: 400;">Asterisco sta realizzando <strong>percorsi formativi gratuiti</strong> <strong>per i lavoratori e i datori di lavoro</strong>, al fine di favorire la conoscenza in materia di <strong>reinserimento e integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro</strong>, con l’obiettivo primario di diffondere tra i datori di lavoro e i lavoratori stessi, sia pubblici che privati, una cultura condivisa per <strong>garantire la parità dei diritti dei disabili</strong>. Il ricco programma didattico è diviso in <strong>quattro moduli per la durata complessiva di 15 ore</strong> e prevede contenuti fondamentali per l&#8217;<strong>acquisizione di competenze specifiche</strong> attraverso lo studio delle <strong>norme sulla disabilità</strong> che col tempo si sono arricchite per creare la massima solidarietà in tutti i contesti della vita del disabile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>Progetto Integra </strong>risponde all’esigenza di conoscenza sulla gestione degli infortuni sul lavoro e soprattutto sulle molteplici possibilità di reinserimento sia economico che sociale del lavoratore previsti in Italia e sostenute anche da INAIL.</p>
<p style="font-weight: 400;"> Infatti, a tutt’oggi, nonostante le campagne di sensibilizzazione al livello nazionale, gli infortuni sul lavoro, e la condizione di disabilità che può conseguirne, sono una realtà preoccupante e da non sottovalutare. Ad essere approfonditi durante il corso anche casi realmente accaduti legati all&#8217;inclusione del disabile, ai suoi rapporti con il datore di lavoro e con gli altri dipendenti, oltre a tutte le azioni da percorrere affinché da entrambe le parti ci sia una condizione ottimale di collaborazione. Domande che ogni azienda dovrebbe porsi e al quale questo corso risponde. Verranno inoltre fornite ai partecipanti informazioni utili e dettagliate in materia di accesso ai finanziamenti erogati dall&#8217; INAIL per l&#8217;adeguamento delle postazioni di lavoro per i disabili e la loro formazione, che prevedono fino a 150 mila euro per ogni soggetto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con il nuovo piano di sviluppo europeo PNRR in materia di finanziamenti di progetti, saranno proprio le aziende che contemplano l&#8217;inclusione dei disabili nel proprio organico ad essere privilegiate all&#8217;accesso.<br />
<strong><br />
</strong>Maggiori informazioni sugli argomenti, le <strong>modalità di candidatura</strong>, il calendario corsi e il corpo docente, si possono trovare al seguente <a href="https://www.asterisco.sicilia.it/progetto-integra-aperte-le-iscrizioni-al-corso-di-formazione-gratuito-sullintegrazione-lavorativa-delle-persone-con-disabilita-da-lavoro/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.asterisco.sicilia.it/progetto-integra-aperte-le-iscrizioni-al-corso-di-formazione-gratuito-sullintegrazione-lavorativa-delle-persone-con-disabilita-da-lavoro/&amp;source=gmail&amp;ust=1647626548962000&amp;usg=AOvVaw177CS8cRYfX82uDwwVsB3P"><strong>link.</strong></a></p>
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		<title>Un esperto SEO</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2020 10:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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		<category><![CDATA[indicizzazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Un esperto SEO è una figura professionale che ha come obiettivo quello di ottenere dei buoni risultati in fatto di posizionamento dei vari siti web o delle pagine sui motori di ricerca: si tratta quindi di una figura professionale molto importante per tutti coloro che desiderano migliorare la loro visibilità (e quindi anche incrementare il ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Un esperto SEO è una figura professionale che ha come obiettivo quello di ottenere dei buoni risultati in fatto di posizionamento dei vari siti web o delle pagine sui motori di ricerca: si tratta quindi di una figura professionale molto importante per tutti coloro che desiderano migliorare la loro visibilità (e quindi anche incrementare il traffico) nei risultati di ricerca naturale e organica.</p>
<h3>Esperto SEO e i risultati di ricerca: organica o a pagamento?</h3>
<p>Vi è una cosa da chiarire in questo caso: la ricerca naturale, anche detta ricerca organica, è ben diversa da quella a pagamento. Infatti, i risultati che si ottengono con un buon percorso di ottimizzazione, anche grazie ad un esperto SEO <a href="https://jfactor.it/esperto-seo/">come l’esperto SEO Filippo Jatta di jfactor</a>, che sa esattamente cosa bisogna fare per farci migliorare, non sono gli stessi che si ottengono con il pagamento dei propri annunci sponsorizzati su Google: in questo secondo caso, probabilmente otterremo dei buoni risultati più velocemente (e cioè arriveremo molto prima in prima pagina su Google), ma nello stesso tempo questi risultati saranno decisamente meno duraturi nel tempo, perché nel momento in cui avremo smesso di pagare per essere in prima pagina, scenderemo nella posizione “meritevole” che magari non è esattamente quella che ci aspettavamo.<br />
Invece, i risultati di ricerca organica sono quelli naturali, senza trucchi, quei risultati positivi che possiamo ottenere con un buon lavoro di ottimizzazione SEO. Chiaramente, si tratta di un lavoro meno facile che pagare per essere in prima posizione, ma è anche un lavoro che, se ben fatto e mantenuto nel tempo, può dare i suoi frutti a lungo termine ed è davvero molto importante in tal senso.<br />
Per questo motivo, se desideri che la tua pagina web o il tuo sito siano considerati tra i migliori per un determinato argomento, dovrai lavorare sia nel settore Google che nel settore utente, in maniera da confezionare un sito o una pagina attinenti alle richieste di Google e degli utenti. E questo, chiaramente, significa che dovrai essere in grado di ottimizzare il tuo sito sfruttando tutte le competenze relative all’uso di tutti quei trucchi e quelle strategie volte a renderlo meritevole della prima pagina. A cosa serve un esperto SEO? Questa figura sarà fondamentale per te, perché ti potrà fornire tutte le indicazioni per aiutarti a raggiungere il risultato desiderato nel minor tempo possibile, ma anche nel modo più duraturo possibile: per questo motivo, si tratta di una figura molto strutturata, una figura che ha delle competenze specifiche nel posizionamento dei siti web sui motori di ricerca, con un obiettivo ben preciso. Il suo obiettivo è quello di portare traffico in maniera naturale e qualificata dalle ricerche che vengono eseguite sui motori di ricerca da parte degli utenti.</p>
<h3>Qual è l’attività di un esperto SEO</h3>
<p>L’attività del consulente o esperto SEO deve essere quindi focalizzata su un aspetto ben preciso: prima di tutto, egli deve saper analizzare il tuo sito, magari anche facendo una SEO audit completa, e deve essere in grado di studiare la concorrenza, come agisce, quali risultati ottiene ed in che modo. A quel punto, dovrà anche essere in grado di focalizzare la tua attenzione sul motore di ricerca, posizionando specifiche parole chiavi per il tuo sito web: queste parole chiavi devono essere prima di tutto analizzate e concepite in maniera apposita per ottenere questi risultati.<br />
Tutto questo serve per farci capire che la figura dell’esperto o consulente SEO non è e non potrà mai essere una figura improvvisata, ma deve sempre essere una figura strutturata, che sa cosa dice, che ha studiato, che si è informato e formato e soprattutto che non smette di aggiornarsi: il mondo della rete è, infatti, un mondo in continua evoluzione e per questo motivo è davvero fondamentale essere sempre aggiornati ed informati sulle ultime novità e capire come si muove il mondo dell’ottimizzazione. Se alcune cose possono essere utili oggi, non è detto che lo saranno sempre: l’esperto SEO deve quindi conoscere esattamente ciò che va fatto in questo momento e, se segue costantemente un sito web, dovrà essere anche in grado di modificare la sua attività di ottimizzazione eventualmente già fatta per renderla coerente con le novità, con gli algoritmi di Google e quindi con le nuove esigenze per essere in prima pagina sui motori di ricerca.</p>
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		<title>Serfin 97 cerca 30 operatori telefonici a Spoleto</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 10:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Serfin 97 Srl, società leader nel settore del recupero crediti e del customer service, operativa da oltre 20 anni, cerca 30 operatori telefonici con esperienza, per impiego a Spoleto in via dei Filosofi 59 (Centro Commerciale Il Ducato), per le attività di recupero crediti e start-up bancario. La nostra risorsa ideale possiede una forte determinazione ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[Serfin 97 Srl, società leader nel settore del recupero crediti e del customer service, operativa da oltre 20 anni, cerca 30 operatori telefonici con esperienza, per impiego a Spoleto in via dei Filosofi 59 (Centro Commerciale Il Ducato), per le attività di recupero crediti e start-up bancario. La nostra risorsa ideale possiede una forte determinazione al raggiungimento degli obiettivi, attitudine all&#8217;ascolto del cliente e spiccate doti relazionali.</p>
<p>Chiediamo:</p>
<p>&#8211;  Disponibilità immediata</p>
<p>&#8211;  Diploma di maturità</p>
<p>&#8211;  Disponibilità part-time</p>
<p>&#8211;  Ottima conoscenza ed utilizzo del PC e della posta elettronica</p>
<p>Offriamo:</p>
<p>&#8211;  Ambiente di lavoro giovanile</p>
<p>&#8211;  Contratto co.co.co della durata di 24 mesi + Assistenza sanitaria integrativa</p>
<p>&#8211;  Compenso Fisso ai più alti livelli di mercato + Bonus produttività</p>
<p>&#8211;  Sede di lavoro con parcheggio interno</p>
<p>&#8211;  Concreta possibilità di crescita professionale</p>
<p><a href="http://serfin97srl.com/parliamo/lavora-con-noi/">Per inviare la propria candidatura cliccare qui</a> oppure scrivere a <a href="mailto:recruiting@serfin97srl.com">recruiting@serfin97srl.com</a>, o ancora telefonare al 3246113666.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In crescita il numero di startup in Italia: quali le basi per il successo?</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 14:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ancora in crescita il numero di imprese innovative sul territorio italiano, giunto a quota 8.897, secondo il bilancio dell’ultimo rapporto trimestrale. Nello specifico, le startup avrebbero registrato un aumento del 6%, pari a circa 506 unità in più rispetto alla fine dello scorso anno. In crescita anche il valore del capitale sociale, salito da 423 ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Ancora in crescita il numero di imprese innovative sul territorio italiano, giunto a quota 8.897, secondo il bilancio dell’ultimo rapporto trimestrale. Nello specifico, le startup avrebbero registrato un aumento del 6%, pari a circa 506 unità in più rispetto alla fine dello scorso anno. In crescita anche il valore del capitale sociale, salito da 423 a 499 milioni di euro. Nonostante la distribuzione delle startup abbia interessato soprattutto il Nord Italia, anche la Regione Umbria si sarebbe dimostrata pronta a sostenerne lo sviluppo, attraverso incentivi e finanziamenti locali. Solo alla fine del 2017, infatti, la Regione avrebbe deciso di destinare più di un milione di euro a sostegno dell’Avviso pubblico per la ricerca e per il consolidamento delle imprese. L’obiettivo a lungo termine, <a href="http://www.perugiaonline.net/dalla-regione-oltre-un-milione-di-euro-per-finanziare-la-nascita-e-il-consolidamento-di-start-up-innovative/">come spiegato dal vicepresidente della Regione Paparelli</a>, sarebbe quello di migliorare il ruolo dell’Umbria all’interno del panorama dei settori ad alta specializzazione, aumentare la produzione regionale e favorire la nascita di nuovi posti di lavori, in modo da evitare ulteriori fenomeni di “fuga dei cervelli”. Se i fondi rappresentano il punto di partenza per poter cominciare ad investire in un progetto innovativo, essenziale è anche conoscere i mezzi per far sì che una startup abbia successo e che non finisca nel dimenticatoio nell’arco di pochi anni. Pertanto, quali sono le caratteristiche che accomunano le imprese vincenti?</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-43184" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2018/09/prima-150x150.jpg" alt="prima" width="150" height="150" /></p>
<p><strong>Le caratteristiche alla base di una startup di successo</strong></p>
<p><a href="https://www.prontopro.it/blog/quale-sono-le-caratteristiche-che-hanno-le-start-up-di-successo/">Secondo un articolo pubblicato sul blog di ProntoPro</a>, le startup di successo internazionale sarebbero accomunate da almeno tre caratteristiche: la scalabilità, la capacità di affrontare i cambiamenti e la possibilità di attirare potenziali investitori. Se questi fattori riflettono i principali punti di forza delle grandi imprese, però, è allo stesso tempo necessario che alle spalle di una startup di successo ci sia una personalità altrettanto vincente, animata da determinazione e coraggio. Può sembrare banale, eppure è statisticamente provato che i vincenti abbiano in comune non poche caratteristiche: l’età, il segno zodiacale (che ne riflette la personalità), e lo stile di vita privata. <a href="https://www.betway.it/casino">A rivelarlo è un’infografica di Betway Casino</a>, incentrata su 236 personalità vincenti in diversi campi. Prendendo in esame i colossi dell’impresa, ad esempio, tra cui il fondatore di Groupon Andrew Mason e l’imprenditore statunitense Sean Parker, è facile notare come ci sia una reale correlazione tra il successo dell’impresa e le caratteristiche degli imprenditori. Andrew Mason, infatti, sarebbe nato proprio nel 1981, l’anno indicato dall’infografica come il più comune tra le personalità di successo; Sean Parker, invece, rientrerebbe perfettamente all’interno della fascia d’età indicata come la più comune per il primo successo, ovvero tra i 20 e i 30 anni. L’imprenditore, infatti, sarebbe entrato a far parte del team di Facebook intorno ai 25 anni. <a href="https://www.startupvincente.com/creare-startup-le-7-caratteristiche-personali-che-devi-possedere/">Come ricordato anche in un articolo sulla tematica</a>, quindi, scegliere i membri adatti per il proprio team potrebbe rivelarsi fondamentale per la buona riuscita di una startup: oltre a guardare alle competenze di ognuno, la passione, la tenacia e la capacità di mettersi costantemente in gioco dovrebbero rappresentare i principali parametri di valutazione, sia per sé stessi che per i propri collaboratori.</p>
<p><strong>Startup a cui guardare: gli esempi più recenti</strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-43185" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2018/09/photo-1531545514256-b1400bc00f31-150x150.jpg" alt="photo-1531545514256-b1400bc00f31" width="150" height="150" /></p>
<p>Nonostante lo scarto tra l’Italia e il resto d’Europa, le startup che starebbero riscuotendo successo nel nostro Paese e all’estero non sarebbero certo poche. Per il settore moda, una delle imprese ad aver ottenuto i risultati migliori sarebbe la startup Lanieri, fondata da Simone Maggi e Riccardo Schiavotto, entrambi poco più che trentenni. Lanieri sarebbe stata fondata dalla giovane coppia di imprenditori con l’idea di dar vita ad un e-commerce tutto basato sulla moda maschile Made in Italy e sulla possibilità di realizzare capi su misura nei migliori atelier italiani. Vincitrice del premio “Giovani imprese” di Altagamma, Lanieri continua a registrare un successo dopo l’altro e può oggi contare su un numero di oltre 6 mila clienti in 50 Paesi. Ancora più recente è il caso della startup Friendz, fondata nel 2015 da Alessandro Cadoni, Cecilia Nostro e Daniele Scaglia con l’intenzione di rendere la moda dei selfie un progetto remunerativo. È così che i membri di Friendz sono oggi i protagonisti di vere e proprie campagne pubblicitarie, grazie alle quali possono ricevere crediti da spendere negli store online sulla base dei commenti e dei like ottenuti per il selfie postato.</p>
<p>In definitiva, cos’è che accomuna le imprese vincenti? Alla base di ogni startup di successo, dalla più ambiziosa fino alla più piccola impresa locale, ciò che non manca mai è la passione, che ha lo stesso peso della disponibilità di fondi da investire nell’idea che si intende sviluppare. È la passione, insieme ad una buona dose di creatività e di competenza, a far sì che l’impresa non cessi di attrarre e di stupire i suoi potenziali clienti. Solo credendo nel proprio obiettivo, e sfruttando sapientemente i mezzi per realizzarlo e farlo crescere, si può pensare di poter fondare una startup di successo.</p>
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		<title>Crowdworking e nomadismo digitale sono le nuove frontiere del lavoro: ecco come funzionano</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2018 13:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[crowdworking]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il lavoro è andato evolvendosi molto rapidamente negli ultimi anni, cambiando di netto le carte in tavola, sia per i professionisti che per le aziende alla ricerca di un servizio. Si parla di realtà come il crowdworking e il nomadismo digitale: realtà che hanno trasformato il lavoro in un insieme di bit, sparsi per la ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/crowdworking-e-nomadismo-digitale-sono-le-nuove-frontiere-del-lavoro-ecco-come-funzionano/">Crowdworking e nomadismo digitale sono le nuove frontiere del lavoro: ecco come funzionano</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Il lavoro è andato evolvendosi molto rapidamente negli ultimi anni, cambiando di netto le carte in tavola, sia per i professionisti che per le aziende alla ricerca di un servizio. Si parla di realtà come il crowdworking e il nomadismo digitale: realtà che hanno trasformato il lavoro in un insieme di bit, sparsi per la rete Internet e per il mondo. Questi due termini indicano vere e proprie rivoluzioni degli impieghi, oggi offerti e acquistati attraverso il web e le piattaforme online specifiche. In questa guida, dunque, scopriremo di cosa si tratta e in che modo hanno cambiato il mondo delle professioni di oggi.</p>
<p><strong>Cos’è il crowdworking e come funziona? </strong>Il crowdworking, letteralmente “lavorare nella folla”, è un sistema di reperimento del lavoro oggi molto gettonato sul web. In pratica, il freelance si propone su Internet attraverso i siti di mediazione o i forum di annunci, mettendo a disposizione le proprie conoscenze: in questi annunci digitali, vengono esposte le proprie tariffe e le proprie competenze settoriali. È una sorta di “compro/vendo/offro” che può essere inteso come la versione digitale del mercato del lavoro: se un’azienda cerca una risorsa per sviluppare un progetto in outsourcing, e lo stesso dicasi per un privato, basta aprire questi siti e scorrere la lista dei professionisti che si offrono. Per i professionisti, invece, è un po’ come gettare un amo in acqua, in attesa di un “pesce” che abbia bisogno di loro.</p>
<p><strong>Cos’è e come funziona il nomadismo digitale? </strong>Dato che la rete è diventata il luogo ideale per presentare i propri servizi, il mondo di riflesso è diventato sempre più nomade. In breve: oggi per lavorare non serve stabilirsi in una città o in un paese specifico, perché Internet permette di “andare in ufficio” in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo della Terra. Per nomadismo digitale si intende proprio questo: la possibilità di viaggiare per il mondo, senza dover per questo rinunciare alla propria professione, anzi si tratta di viaggiare e lavorare da freelance da qualsiasi location. Abbracciare il nomadismo digitale equivale a una vera e propria scelta di vita, da fare in modo ragionato ma che indubbiamente offre la rara opportunità di lavorare e vedere alcuni dei <a href="https://www.travel365.it/posti-piu-belli-del-mondo.htm">luoghi più belli del mondo</a> allo stesso tempo.</p>
<p><strong>Come lavorare in questo nuovo mondo? </strong>Intanto trovando una professione che si adatti alle linee guida del nomadismo digitale: ad esempio le professioni del web marketing, così come la creazione di contenuti editoriali o la traduzione di testi. Anche la fotografia e il video-editing rientrano in questo insieme, così come le consulenze e l’insegnamento. Quali sono gli elementi indispensabili? Essenzialmente due: un buon laptop e la connessione. Mentre la scelta del computer può essere dettata da preferenze personali, internet va scelto in base alle proprie esigenze: chi si sposta spesso non ha desiderio di allacciare ogni volta una linea telefonica, per questo offerte con solo Internet per la casa, <a href="http://web.linkem.com/abbonamento-linkem-senza-limiti">come ad esempio quelle proposte da Linkem</a>, rappresentano una soluzione molto conveniente per chi sceglie questo tipo di professione. Inoltre, per lavorare bene serve anche creare uno spazio comodo e senza distrazioni, magari dotato di una sedia ergonomica per la schiena. Infine, un ultimo elemento indispensabile per chi lavora da casa: un hard disk per fare il back-up dei dati.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/crowdworking-e-nomadismo-digitale-sono-le-nuove-frontiere-del-lavoro-ecco-come-funzionano/">Crowdworking e nomadismo digitale sono le nuove frontiere del lavoro: ecco come funzionano</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Tante opportunità di lavoro in Germania: avviate le selezioni dell&#8217;Eures</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2018 09:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> La Zav &#8211; International Placement Services North Rhine-Westphalia, in collaborazione con la rete Eures operante in Umbria, seleziona candidature per l’assunzione di cuochi e camerieri in Germania. Gli incontri di selezione si terranno in quattro Centri per l’impiego umbri dal 16 al 19 aprile e vi potrà accedere solo chi ha inviato il curriculum con ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La Zav &#8211; International Placement Services North Rhine-Westphalia, in collaborazione con la rete Eures operante in Umbria, seleziona candidature per l’assunzione di cuochi e camerieri in Germania. Gli incontri di selezione si terranno in quattro Centri per l’impiego umbri dal 16 al 19 aprile e vi potrà accedere solo chi ha inviato il curriculum con la propria candidatura entro il 12 aprile e ha ricevuto la mail di convocazione. Per essere ammessi alla selezione per 15 cuochi i candidati devono possedere la qualifica professionale ed attestato HACCP in corso di validità, vantare la conoscenza della lingua inglese a livello A2/B1. La conoscenza del tedesco costituisce titolo preferenziale.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Per partecipare alla selezione per 10 camerieri, parimenti, si richiede il possesso della qualifica professionale ed attestato HACCP in corso di validità, ma è necessario conoscere la lingua tedesca a livello A2/B1 ed è preferibile la conoscenza dell’inglese quale seconda lingua.<span class="Apple-converted-space"> </span>Per candidarsi, occorre inviare il curriculum, contenente anche il proprio codice fiscale, all’indirizzo email eurespg@regione.umbria.it se si è residenti o domiciliati nell’ambito del territorio provinciale di Perugia oppure a candidaturelavoro@regione.umbria.it se si vive nel territorio provinciale ternano. Nell’oggetto della email deve essere inserita la frase che indica la posizione per la quale ci si candida, quindi “Selezione Germania camerieri” oppure “Selezione Germania cuochi”. Il curriculum deve essere aggiornato e redatto preferibilmente in lingua inglese o tedesca. Possono essere tenuti in considerazione anche curricula dettagliati in lingua italiana, accompagnati da un documento più breve che descriva gli elementi salienti in lingua inglese o tedesca. Anche nel curriculum deve essere chiaramente indicata la posizione per la quale ci si candida.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ai colloqui, che saranno svolti in italiano e inglese/tedesco, potranno accedere solo le persone che hanno inviato il curriculum con la propria candidatura entro la scadenza fissata per giovedì 12 aprile, ore 23.59. Fa fede l’orario di ricevimento dell’email. Ai colloqui potranno presentarsi solo le persone che riceveranno una email di convocazione. Sono complessivamente 25 le posizioni aperte, tuttavia gli operatori Eures evidenziano che il numero potrebbe aumentare in futuro perché il territorio tedesco per il quale vengono ricercate queste figure professionali presenta una forte presenza di strutture ricettive e ristorative e non è escluso che, in presenza di più candidature di qualità, potrebbero aprirsi ulteriori opportunità.“Lavorare all’estero &#8211; si sottolinea &#8211; può rappresentare una scelta limitata ad un periodo della propria vita o rappresentare una opzione definitiva. In ogni caso la rete Eures, che dispone di operatori in tutte le regioni d’Europa, agisce proprio per favorire le esperienze di lavoro in altri Paesi europei e per migliorare l’occupazione in Europa, attraverso lo scambio e la reciprocità nella ricerca del personale”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><span class="Apple-converted-space">  </span></p>
<p>Eures, infatti, “non offre solo servizi che riguardano il matching domanda-offerta, ma affronta nel complesso il tema ‘lavorare in Europa’, informando i cittadini a tutto tondo sulle opportunità disponibili nei Paesi in cui si intende affrontare un’esperienza di lavoro e le condizioni di vita del luogo”.“Non faranno eccezione – si rileva &#8211; queste selezioni presso i Centri per l’Impiego, in quanto il programma delle giornate, uguale in tutti i centri interessati, prevede un momento informativo dal taglio molto operativo dal tema ‘Vivere e lavorare in Germania’ in lingua italiana (dalle ore 15 alle ore 15.45), al termine del quale prenderanno il via le selezioni, previste dalle ore 15.45 alle ore 18. Qualora le candidature fossero numerose, i colloqui potranno proseguire oltre tale ora oppure potranno essere condotti in videoconferenza in un momento successivo”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Gli appuntamenti sono programmati come segue: lunedì 16 aprile, Centro per l’Impiego di Perugia; martedì 17 aprile, Centro per l’Impiego di Foligno; mercoledì 18 aprile, Centro per l’Impiego di Città di Castello; giovedì 19 aprile, Centro per l’Impiego di Terni. Per ulteriori informazioni, ci si può rivolgere al numero 075.3681844 dalle 9 alle 13, dal lunedì al venerdì. Per altre informazioni su Eures, ci si può collegare al sito www.regione.umbria.it, percorso: area “Lavoro e formazione”,<span class="Apple-converted-space">  </span>“Disoccupati/inoccupati”, “i servizi Eures”. I consiglieri Eures ricevono su appuntamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Basta morti sul lavoro&#8221;, dalla Cgil l&#8217;appello ad istituire una task force per la prevenzione anche in Umbria</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jan 2018 10:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La tragica morte di 5 lavoratori in Lombardia, a pochi giorni di distanza dalla scomparsa di Gianluca Menichino, l’operaio delle acciaierie Ast morto dopo sei mesi di agonia, ripropone per l’ennesima volta l’emergenza sicurezza sul lavoro in Italia. &#8220;Una piaga che continua ad affliggere il nostro paese e anche la nostra regione. Per questo, nell’esprimere la vicinanza dei lavoratori umbri ai compagni lombardi e alle famiglie delle vittime, la Cgil dell’Umbria torna a sollecitare la costituzione, anche nella nostra regione come a Milano, di una task force, coordinata dalla prefettura, e formata da istituzioni, sindacati e associazioni datoriali, per monitorare i livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro della regione e predisporre tutte le misure di prevenzione necessarie a impedire che nuove tragedie si verifichino, a partire da un rafforzamento dei controlli e delle ispezioni. Non vogliamo piangere altre vittime, è necessario agire ora: si convochi subito un incontro per avviare il lavoro necessario&#8221;.</p>
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		<title>Continua il calo del lavoro a tempo indeterminato in Umbria</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 09:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> L&#8217;aggiornamento di dicembre, relativo al periodo gennaio-ottobre 2017, dei dati dell’Osservatorio Nazionale sul Precariato dell’Inps conferma ancora una volta le valutazioni dell’Ires Cgil dell’Umbria: continua a diminuire il lavoro a tempo indeterminato e dilaga il lavoro precario e povero. &#8220;Potremmo dire che l’unico dato certamente in crescita in Umbria è proprio l’aumento del lavoro precario e senza diritti&#8221; ha affermato il presidente ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> L&#8217;aggiornamento di dicembre, relativo al periodo gennaio-ottobre 2017, dei dati dell’Osservatorio Nazionale sul Precariato dell’Inps conferma ancora una volta le valutazioni dell’Ires Cgil dell’Umbria: continua a diminuire il lavoro a tempo indeterminato e dilaga il lavoro precario e povero. &#8220;Potremmo dire che l’unico dato certamente in crescita in Umbria è proprio l’aumento del lavoro precario e senza diritti&#8221; ha affermato il presidente della sigla sindacale Mario Bravi. &#8220;Vediamo i dati sull’Umbria relativi al periodo gennaio-ottobre 2017: assunzioni a tempo indeterminato 9.417, assunzioni a tempo determinato 51.613, stagionali 2.721, apprendistato 4.753 per un complesso di attivazioni pari a 68.504. Le cessazioni complessive sono state 58.457. Tenendo conto anche delle trasformazioni a tempo indeterminato da altri contratti, il complesso dei nuovi rapporti a tempo indeterminato è pari a 13.589, ovvero il 19,8% del totale dei nuovi contratti, una percentuale più bassa della media nazionale che è del 23,6%&#8221;.</p>
<p>Inoltre, il saldo, sempre per quanto riguarda i tempi indeterminati, è negativo. Infatti, le cessazioni (15.153) sono superiori alle attivazioni sommate alle trasformazioni (13.589). &#8220;Sappiamo poi che il numero dei contratti non corrisponde al numero delle persone che proprio per la estrema precarietà e durata temporale sono costretti ad attivate più rapporti anche nell’arco di pochi mesi, non a caso in Umbria nel 2^ trimestre 2017 (dice l’Istat) l’occupazione complessiva è diminuita. Con il dato &#8211; sottolineato anche dallo stesso istituto di statistica – che il 30% dei contratti ha una durata media di 1,4 giorni. Si conferma insomma l’allarme occupazione in Umbria, con l’esigenza di ridare dignità e diritti al mondo del lavoro, soprattutto giovanile. Infatti, finita la politica degli incentivi alle imprese crollano i tempi indeterminati, ma è evidente che non si può costruire il futuro dell’Umbria e del paese sul lavoro povero e precario. Da questo punto di vista è allarmante anche il fatto che nei primi 10 mesi dell’anno a livello nazionale il lavoro a chiamata è aumentato di oltre il 100%. I dati dimostrano il completo fallimento del jobs act, che non ha raggiunto l’obiettivo propagandato di creare lavoro stabile e nel frattempo ha visto dilapidare 18 miliardi di risorse pubbliche&#8221;.</p>
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		<title>Coop e grande distribuzione organizzata: venerdì 22 dicembre è #shopero anche in Umbria</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Dec 2017 10:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Sono migliaia, anche in Umbria, le lavoratrici e i lavoratori della grande distribuzione (Coop e Federdistribuzione) che venerdì 22 dicembre saranno interessati dallo sciopero (o #shopero, hashtag utilizzato per la protesta) nazionale proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per chiedere il rinnovo dei contratti di lavoro scaduti da 4 anni, quindi da ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Sono migliaia, anche in Umbria, le lavoratrici e i lavoratori della grande distribuzione (Coop e Federdistribuzione) che venerdì 22 dicembre saranno interessati dallo sciopero (o #shopero, hashtag utilizzato per la protesta) nazionale proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per chiedere il rinnovo dei contratti di lavoro scaduti da 4 anni, quindi da un’intera tornata contrattuale. “A differenza di Confcommercio che ha rinnovato il contratto, la grande distribuzione organizzata e la distribuzione cooperativa non hanno mai nemmeno dimostrato la volontà di riconoscere ai lavoratori questo sacrosanto diritto &#8211; hanno spiegato in conferenza stampa Stefania Cardinali (Filcams Cgil), Valerio Natili (Fisascat Cisl) e Mariolina Luchetti (Uiltucs Uil) &#8211; creando tra l’altro così una disparita retributiva molto significativa (fino a 2mila euro) con chi svolge il loro stesso lavoro sotto però un diverso Ccnl”. Lo sciopero in Umbria sarà accompagnato da due presidi, uno a Perugia, sotto la sede della Lega Cooperative (zona Santa Lucia, ore 10.00), l’altro a Terni (davanti alla prefettura). “Vogliamo assolutamente tornare al tavolo e chiudere questa partita &#8211; hanno concluso Cardinali, Natili e Luchetti &#8211; perché non è più tollerabile che la concorrenza tra diverse catene si giochi sulla pelle di lavoratrici (la maggioranza nel settore) e lavoratori”.</p>
<div><b>Federdistribuzione: i motivi dello sciopero</b><br />
Ormai da 4 anni, le aziende della Grande Distribuzione Organizzata associate a Federdistribuzione impongono unilateralmente l’applicazione di quello che a tutti gli effetti risulta essere un regolamento associativo, residuo del precedente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Terziario, Distribuzione e Servizi scaduto nel 2013. L’associazione datoriale infatti, disconoscendo quanto garantito da disposizioni costituzionali in materia, non solo si rifiuta di definire un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di settore, tanto da aver cessato ogni trattativa, ma continua a rendersi indisponibile anche ad applicare il rinnovo del Contratto Nazionale Confcommercio del 2015, determinando per le lavoratrici e i lavoratori un danno sia dal punto di vista retributivo che contributivo.</p>
<p><b>Distribuzione Cooperativa: i motivi dello sciopero</b><br />
Forte preoccupazione anche per il Contratto Nazionale della Cooperazione, scaduto ugualmente da quattro anni. I sindacati hanno esortato ancora una volta le imprese della Distribuzione Cooperativa a definire velocemente una soluzione negoziale per avere una cornice di riferimento utile ad affrontare le particolarità aziendali. Nonostante i proclami di voler rinnovare il Contratto Nazionale, le cooperative pretendono di trovare una mediazione tutta sbilanciata a favore delle imprese, partendo da un insostenibile arretramento dell’attuale disciplina del trattamento di malattia. Il nuovo Contratto che vorrebbero le Coop peggiorerebbe diritti e retribuzione a fronte di un aumento salariale complessivamente più basso di quello di Confcommercio.</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lavoro, in Umbria continua il calo dei contratti a tempo indeterminato</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Nov 2017 09:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ires cgil]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> &#8220;L&#8217;aggiornamento a settembre dei dati dell’Osservatorio Nazionale sul Precariato dell’INPS conferma le valutazioni dell’Ires Cgil dell’Umbria. Continua a diminuire il lavoro a tempo indeterminato e dilaga il lavoro precario e povero. Potremmo dire che l’unico dato certamente in crescita in Umbria è proprio l’aumento del lavoro precario e senza diritti&#8221;. A parlare è il presidente Ires Cgil dell&#8217;Umbria Mario Bravi. &#8220;Vediamo i dati sull’Umbria relativi al periodo gennaio-settembre 2017. Assunzioni a tempo indeterminato 8.453, assunzioni a tempo determinato 45.282, stagionali 2.534, apprendistato 4.149 per un complesso di attivazioni pari a 60.418. Le cessazioni complessive sono state 50.773. Tenendo conto anche delle trasformazioni a tempo indeterminato da altri contratti il complesso dei nuovi rapporti a tempo indeterminato è pari a 12.111 unità, il 20,5% del totale, una percentuale più bassa della media nazionale che corrisponde al 23,7%. Inoltre, il saldo, sempre per quanto riguarda i tempi indeterminati, è negativo. Infatti, le cessazioni (13.433) sono superiori alle attivazioni sommate alle trasformazioni (12.111). Sappiamo che il numero dei contratti non corrisponde al numero delle persone che proprio per la estrema precarietà e durata temporale sono costretti ad attivate più contratti anche nell’arco di pochi mesi, non a caso in Umbria nel 2^ trimestre 2017 (dice l’ISTAT) l’occupazione complessiva è diminuita.</p>
<p>Questo dato relativo ai primi 9 mesi conferma l’allarme occupazione in Umbria e l’esigenza di ridare dignità e diritti al mondo del lavoro,soprattutto giovanile e non solo. Finita la politica degli incentivi alle imprese crollano i tempi indeterminati, ma è evidente che non si può costruire il futuro dell’Umbria e del paese sul lavoro povero e precario. È allarmante anche il fatto che nei primi 9 mesi dell’anno a livello nazionale il lavoro a chiamata è aumentato del 133%! I dati dimostrano il completo fallimento del “Jobs act” che non ha raggiunto l’obiettivo propagandato di creare lavoro stabile e nel frattempo ha visto dilapidare 18 miliardi di risorse pubbliche. Da questa consapevolezza occorre ripartire per cambiare profondamente le politiche del lavoro in Italia e in Umbria&#8221;.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/lavoro-in-umbria-continua-il-calo-dei-contratti-a-tempo-indeterminato/">Lavoro, in Umbria continua il calo dei contratti a tempo indeterminato</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Lavoro, l&#8217;allarme di Cgil e Ires: &#8220;Perugia e comuni limitrofi hanno perso quasi 7mila occupati dal 2008&#8243;</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Nov 2017 10:13:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;La crisi colpisce duramente l&#8217;Umbria, lo abbiamo sottolineato più volte (-15,7% di Pil negli anni della crisi, -43% di investimenti pubblici e privati, oltre 14mila i posti di lavoro bruciati). Ma questa situazione, che dura ormai da 10 anni e che è sempre più arduo definire solo come &#8216;crisi&#8217;, non si manifesta dappertutto allo stesso modo. Perché se è vero ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;La crisi colpisce duramente l&#8217;Umbria, lo abbiamo sottolineato più volte (-15,7% di Pil negli anni della crisi, -43% di investimenti pubblici e privati, oltre 14mila i posti di lavoro bruciati). Ma questa situazione, che dura ormai da 10 anni e che è sempre più arduo definire solo come &#8216;crisi&#8217;, non si manifesta dappertutto allo stesso modo. Perché se è vero come è vero che tutta la nostra regione sta retrocedendo da un punto di vista economico verso performance tipiche delle regioni del Sud è altrettanto vero che esistono differenze <wbr />significative tra i vari territori dell’Umbria&#8221;. A parlare sono il Segretario Generale Cgil Perugia Filippo Ciavaglia e il Presidente Ires/CGil Umbria Mario Bravi.</p>
<p>&#8220;Questo percorso di approfondimento ci è consentito grazie ai dati Istat sui 14 Sistemi Locali del Lavoro della nostra regione. Dati che confermano il dramma della fascia appenninica incentrata sui sistemi locali di Gubbio e Gualdo Tadino che perdono l 8% degli occupati dal 2008 ad oggi, ma che svelano anche, immediatamente dopo, la situazione pesantemente negativa di Perugia, che perde nello stesso periodo il 7% degli occupati. Guardiamo i dati nel dettaglio: il Sistema Locale del Lavoro di Perugia è composto da 9 comuni (Perugia, Corciano, Magione, Passignano, Tuoro, Torgiano, Deruta, Marsciano, San Venanzo). Il territorio complessivo corrisponde a 1.193 kmq, la popolazione residente è di 243.259 unità (oltre i 15 anni 213.400), gli occupati sono 103mila, i disoccupati 10.800, gli inattivi 98.600, il tasso di disoccupazione è al 9,4%&#8221;.</p>
<p>Ma il dato più rilevante, secondo i due, &#8220;è quello relativo al “trend” dell&#8217;occupazione nel confronto 2008-2016: in questi 9 anni gli occupati sono passati dai 110.804 del 2008 ai 103.915 del 2016, con una perdita complessiva di 6.889 posti di lavoro, pari ad oltre il 7%. È un dato pesantissimo, tenendo conto anche del fatto che nel corso di questo 2017 la situazione non è sicuramente migliorata. Lo testimoniano le tante vertenze aperte e il fatto (come dice l’Inps) che 4/5 delle assunzioni effettuate quest’anno sono caratterizzate da estrema precarietà e sono &#8216;lavoro povero&#8217;. Questi dati dovrebbero far riflettere tutti, anche quella parte della politica perugina ed umbra che non sembra essersi accorta della situazione pesantissima che abbiamo di fronte. Rendersi conto della realtà per cercare di cambiarla: questo dovrebbe essere l&#8217;imperativo categorico a Perugia e in Umbria&#8221;.</p>
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		<title>Colussi, avviate le procedure di licenziamento per 125 lavoratori. La Regione: &#8220;Subito un tavolo di crisi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 08:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>A rischio il futuro di 125 lavoratori del sito di Petrignano della Colussi. Nella giornata di ieri, infatti, la dirigenza del Gruppo ha dichiarato l&#8217;apertura della procedura di licenziamento collettivo ai sensi della legge 223/91 per 115 operai,  5 impiegati e 5 impiegati della So.Ge.Sti. Le segreterie nazionali di Fai Flai e Uila e il coordinamento delle Rsu ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> A rischio il futuro di 125 lavoratori del sito di Petrignano della Colussi. Nella giornata di ieri, infatti, la dirigenza del Gruppo ha dichiarato l&#8217;apertura della procedura di licenziamento collettivo ai sensi della legge 223/91 per 115 operai,  5 impiegati e 5 impiegati della So.Ge.Sti. Le segreterie nazionali di Fai Flai e Uila e il coordinamento delle Rsu del gruppo <span class="il">Colussi</span> (stabilimento Petrignano, Tavarnelle e Fossano) ritengono &#8220;inaccettabile quanto dichiarato dall&#8217;azienda e si oppongono con forza a tale decisione che infierisce in modo drammatico sul territorio umbro già colpito da altre vertenze. Nei prossimi giorni saranno convocate le assemblee in tutti gli stabilimenti del gruppo nelle quali si decideranno tutte le azioni di contrasto a questa scelta scellerata della <span class="il">Colussi&#8221;</span>.</p>
<p>“L’avvenuta comunicazione dell&#8217;apertura della procedura di licenziamento collettivo per 125 dipendenti della Colussi annunciata dall’azienda, nel corso di un incontro svoltosi questa mattina in Confindustria, suscita profonda preoccupazione”: è quanto affermano la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini e l’assessore regionale allo sviluppo economico, Fabio Paparelli. “Pensiamo sia utile una valutazione più approfondita, da parte dell’azienda, che consenta, anche a seguito del confronto con le Organizzazioni Sindacali, di rivedere tale decisione”. “L’annuncio di questi licenziamenti, unitamente alle altre vertenze già in essere alla Perugina, alla Novelli ed in altre aziende del settore alimentare, impongono non solo tavoli di confronto nel merito delle singole vertenze, ma necessitano di una responsabilizzazione condivisa da parte di tutti, dalle istituzioni, organizzazioni sindacali, rappresentanti delle imprese e delle loro associazioni di categoria – proseguono Marini e Paparelli. Gli esuberi non sono numeri, ma donne ed uomini con le loro famiglie, espressione della coesione sociale delle nostre città e di tutta la regione. Così come i piani industriali non possono scaricare esclusivamente alla mediazione istituzionale e sindacale l’impatto sociale di tali vertenze. C’è invece bisogno che gli stessi imprenditori e le associazioni datoriali assumano una parte attiva e da protagonisti nel mantenimento dell’occupazione e della coesione sociale. Per questo motivo &#8211; annunciano, fermi restando tutti i tavoli regionali e nazionali connessi alla gestione delle singole e specifiche vertenze, la Giunta regionale convocherà uno specifico tavolo con tutte le parti sociali, comprese le rappresentanze delle imprese e delle categorie produttive. Il mantenimento dell’occupazione, dei posti di lavoro e la creazione di nuova occupazione, richiede il protagonismo attivo di tutte le parti, a cominciare dalle imprese”.</p>
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		<title>Province, lavoratori in strada a Perugia: &#8220;Difendiamo il lavoro e i servizi&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 11:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> In strada fianco a fianco i lavoratori pubblici, in sciopero per difendere il lavoro e i servizi, e quelli privati, della Colussi e della Perugina, impegnati in due dure vertenze a difesa dell’occupazione e del futuro produttivo delle loro fabbriche. Lo sciopero dei lavoratori delle Province dell&#8217;Umbria a Perugia si è trasformato così in una ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> In strada fianco a fianco i lavoratori pubblici, in sciopero per difendere il lavoro e i servizi, e quelli privati, della Colussi e della Perugina, impegnati in due dure vertenze a difesa dell’occupazione e del futuro produttivo delle loro fabbriche. Lo sciopero dei lavoratori delle Province dell&#8217;Umbria a Perugia si è trasformato così in una mobilitazione per il lavoro nel suo complesso, quello pubblico e quello privato, senza distinzioni. E i lavoratori dell’ente, insieme alle delegazioni di operai, e ai sindacati che hanno promosso lo sciopero, Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl, hanno anche bloccato la strada (via Palermo) per due volte, per richiamare l’attenzione della cittadinanza sulla condizione di abbandono in cui versano le Province, con il conseguente rischio di vedere azzerati servizi pubblici fondamentali, come quelli per le scuole, le strade o i centri per l’impiego.</p>
<div>“Scioperiamo perché il nostro Ente è stato abbandonato &#8211; hanno spiegato le lavoratrici e i lavoratori delle Province umbre scesi in strada &#8211; la legge Delrio ha fatto dei tagli drammatici su deleghe fondamentali che restano in capo alle Province, colpendo di fatto i servizi ai cittadini, in particolare a quelli più deboli, come i disoccupati”. Tra le rivendicazioni di Cgil, Cisl e Uil, infatti, c&#8217;è la richiesta di uno stanziamento di risorse adeguato nella prossima legge di Bilancio per salvare gli enti, garantire il pagamento ai lavoratori, in alcuni casi in ritardo di molti mesi, difendere la contrattazione integrativa, sbloccare il turn over e stabilizzare i precari.</p>
<div>Oltre alla solidarietà dei lavoratori Colussi e Perugina, presenti al presidio, i dipendenti delle Province umbre in sciopero hanno incassato il sostegno dei lavoratori della giunta regionale, che in una nota parlano di &#8220;scellerate scelte politiche adottate in questi anni che hanno condotto le Province al collasso”. Domani, i “pubblici” contraccambieranno partecipando alla manifestazione “Riportiamo il lavoro al centro” promossa dalla Rsu Perugina per le ore 10.00 in piazza Matteotti a Perugia.</div>
</div>
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		<title>Lavoro in Umbria, cresce solo quello precario</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jun 2017 08:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sempre più povero e senza tutele: sono queste le caratteristiche sempre più chiare che il lavoro ha assunto, anche in Umbria, dopo il jobs act. Lo ribadiscono ancora una volta i recenti dati dell’Osservatorio Inps sul precariato, relativi ai primi 4 mesi dell’anno (gennaio-aprile 2017). &#8220;Le attivazioni di nuovi contratti, in Umbria sono state 25.130 ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/lavoro-in-umbria-cresce-solo-quello-precario/">Lavoro in Umbria, cresce solo quello precario</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Sempre più povero e senza tutele: sono queste le caratteristiche sempre più chiare che il lavoro ha assunto, anche in Umbria, dopo il jobs act. Lo ribadiscono ancora una volta i recenti dati dell’Osservatorio Inps sul precariato, relativi ai primi 4 mesi dell’anno (gennaio-aprile 2017). &#8220;Le attivazioni di nuovi contratti, in Umbria sono state 25.130 &#8211; spiega il presidente Ires Cgil Mario Bravi &#8211; ma di queste solo 3.837 sono avvenute con contratti a tempo indeterminato (a cui vanno aggiunte 1.751 trasformazioni da altri contratti), mentre 18.591 sono le attivazioni a termine, 1.748 in apprendistato e 1.014 stagionali. Nello stesso periodo le cessazioni di contratti a tempo indeterminato sono state 14.347, con un delta positivo (ma in realtà molto negativo!) pari ad oltre 10 mila unità. Non va dimenticato poi che nel conteggio complessivo delle attivazioni vengono considerati anche i tanti voucher ancora utilizzati, che si riferiscono a prestazioni estremamente sporadiche e frammentarie e che possono vedere (come ci dice il Ministero del Lavoro) una persona essere considerata e conteggiata più volte. Tant’è che la disoccupazione sostanzialmente non scende e i posti di lavoro reali diminuiscono, mentre la qualità del lavoro precipita sempre di più&#8221;.</p>
<p align="JUSTIFY">Infatti, dopo i crolli del 2016, in Umbria le assunzioni a tempo indeterminato continuano a calare: -6,2% nei primi 4 mesi del 2017 (contro una media nazionale di -4,4%) e risultano nettamente inferiori alle cessazioni (5.872). Inoltre, sul totale delle attivazioni abbiamo in Umbria una delle percentuali più basse di contratti a tempo indeterminato sul totale (19,8%) contro una media nazionale del 26,6% già considerata estremamente bassa. &#8220;Questi dati ci debbono far riflettere e dimostrano l’esigenza di contrastare tutte le forme di &#8216;lavoro povero&#8217; che stanno dilagando anche nella nostra regione. Serve invece un&#8217;altra politica economica, che ridia diritti e dignità al lavoro, come prevede la Carta Universale dei diritti delle Lavoratrici e dei Lavoratori promossa dalla Cgil&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Online il nuovo portale di Ecipa Umbria: tutte le info sui percorsi professionali rivolti ai disoccupati abilitati</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jun 2017 09:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ecipa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Un nuovo sito dove trovare tutti i corsi di formazione professionale per giovani e adulti rivolti ai disoccupati iscritti al Centro per l’impiego e titolari di un voucher formativo che consente la frequenza di un corso di formazione rivolto all’ottenimento di una qualifica o abilitazione facilmente spendibile nel mondo del lavoro. È online infatti, www.voucherumbria.it, ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/online-il-nuovo-portale-di-ecipa-umbria-tutte-le-info-sui-percorsi-professionali-abilitati/">Online il nuovo portale di Ecipa Umbria: tutte le info sui percorsi professionali rivolti ai disoccupati abilitati</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Un nuovo sito dove trovare tutti i corsi di formazione professionale per giovani e adulti rivolti ai disoccupati iscritti al Centro per l’impiego e titolari di un voucher formativo che consente la frequenza di un corso di formazione rivolto all’ottenimento di una qualifica o abilitazione facilmente spendibile nel mondo del lavoro. È online infatti, <a href="http://www.voucherumbria.it">www.voucherumbria.it</a>, il portale ideato da Ecipa Umbria sul quale trovare i percorsi formativi per le qualifiche che, nei prossimi 12/18 mesi, con molta probabilità, saranno le più richieste con l’arrivo nel “cuore verde d’Italia” di due marchi leader mondiali nel mercato della distribuzione. Sono stati individuati in tutto sette percorsi, di cui due riservati ai possessori di laurea, finanziati dal Por Fse Umbria 2014/2020. Ecipa mette a disposizione un’indennità di frequenza fino ad un massimo di 400 euro per tutti coloro che, in possesso del voucher formativo, sceglieranno uno dei percorsi tra i 7 disponibili. Ogni corso partirà al raggiungimento dei 5 partecipanti.</p>
<p>Inoltre sono disponibili due ulteriori corsi di formazione costruiti con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Città della Pieve, fortemente radicati con la storia e le origini umbre: uno rivolto ai futuri operatori delle fattorie didattiche, per un turismo diverso e consapevole legato ai temi dell’ambiente e della sua sostenibilità, e l’altro dedicato alla sartoria artigianale con una particolare attenzione alla cura e manutenzione dei costumi medievali.</p>
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