lunedì, 18 novembre 2019 Ultimo aggiornamento il 15 novembre 2019 alle ore 21:32

‘La sacralità del testo e il testo sacro’

Il 3 luglio, a Palazzo Camilli, si è tenuto l’incontro dottorale coordinato dalla professoressa Giovanna Zaganelli, nell’alveo di un progetto di collaborazione tra la Stranieri di Perugia, il Comune e il Liceo delle Scienze Umani di Nocera Umbra

 
‘La sacralità del testo e il testo sacro’
Nocera.  La parola testo rinvia all’atto della tessitura, che va preservato nella sua originaria intenzione creativa. Chi tesse, infatti, intreccia un textus, un tessuto di segni che interroga il lettore e lo induce a sviluppare una funzione critica e immaginativa. Ci sono il testo sacro tout-court e la sacralità del testo, ad esempio di quello letterario. Entrambi si basano sul fatto che la scrittura eserciti un rispetto sacrale e che porti ad una evoluzione della cultura, oltre che alla ristrutturazione del pensiero. Il testo, allora, acquista una sua venerabilità, in quanto conferisce autorità a chi lo scrive e si inserisce in una concezione della sacralità che può essere anche totalmente laica.

La sacralità del testo e il testo sacro sono stati omaggiati, mercoledì 3 luglio, nella suggestiva cornice di Palazzo Camilli a Nocera Umbra, da un incontro dottorale introdotto dalla professoressa Giovanna Zaganelli, coordinatore del Dottorato di ricerca in Scienze Letterarie, Librarie, Linguistiche e della Comunicazione Internazionale dell’Università per Stranieri di Perugia, il prestigioso Ateneo che, stando ad una recente indagine condotta da La Repubblica, si è classificato al secondo posto per incremento di immatricolazioni nell’ultimo anno accademico, segnando un aumento del 23% con 460 iscrizioni, risultante di una politica di sinergie attivate con la Cina, di una serie di collaborazioni con vari Atenei europei, dell’attivazione di corsi di laurea che rispondono alle richieste professionali dell’attuale mercato del lavoro e, non da ultimo, di una seria e rigorosa attività di ricerca scientifica. L’incontro, che ha registrato la partecipazione dei dottorandi e dei dottori di ricerca dell’indirizzo in Scienza del libro e della scrittura, ha inteso presentare a un nutrito pubblico composto dalle Autorità di Nocera Umbra e da docenti, dottorandi, studenti dell’Università per Stranieri di Perugia e del Liceo delle Scienze Umane ‘Sigismondi’ di Nocera Umbra, alcune linee di ricerca che hanno a che fare col testo sacro e con la sacralità della scrittura, muovendo direttamente da alcune ricerche in corso condotte dai giovani studiosi dell’Ateneo perugino.

‘Oggi, nella cornice di Palazzo Camilli, in cui è ospitata una mostra a cura dell’associazione culturale ‘Il telaio umbro. Tele e ricami in Nuceria’ (nata con lo scopo di promuovere la tradizione tessile del territorio nocerino), il Comune di Nocera Umbra e l’Università per Stranieri di Perugia intraprendono un percorso’ è stato il commento del sindaco di Nocera Umbra, Giovanni Bontempi. ‘Si tratta del primo di tanti incontri che riusciremo a mettere in piedi nell’alveo di una collaborazione che si concretizza oggi ufficialmente’, ha proseguito il primo cittadino, che ha ricordato la rinascita di Nocera Umbra dopo gli eventi del 1997. ‘Un’occasione, questa, – ha sottolineato il sindaco del comune nocerino -, per iniziare una proficua collaborazione con la cultura accademica e con giovani studiosi che si avvicinano al territorio della ‘città delle acque’, ricca di arte, storia, cultura, che, proprio il 3 luglio, grazie alla partecipazione delle istituzioni locali, del Liceo delle Scienze Umane rappresentato, nella giornata odierna, dal professor Maurizio Morini, e delle associazioni, tra cui ‘L’Arengo’, mette a disposizione dell’Università per Stranieri di Perugia gli spazi di Palazzo Camilli’.

‘Quella di collaborare con il Comune e con il Liceo delle Scienze Umane di Nocera Umbra (scuola con la quale già abbiamo attivato una collaborazione in occasione dell’elaborazione della tesi di laurea del dottor Mattia Perucca sullo storytelling dell’acqua minerale di Nocera Umbra, presentata a Nocera in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il 22 marzo scorso) rappresenta una possibilità straordinaria che qui ed oggi ha la sua concretizzazione’, ha esordito la professoressa Giovanna Zaganelli, che ha evidenziato l’importanza di questa collaborazione tra l’Ateneo perugino, il Comune e le Associazioni della città nocerina. Ha, poi, rimarcato il fondamentale apporto delle Università nella ricostruzione culturale dei centri storici, la professoressa Zaganelli, specie di quelli mortificati dal terremoto registrato nella nostra regione. Oltre che al sindaco, che ha costruito in prima persona questo canale diretto con l’Università per Stranieri di Perugia, i ringraziamenti della professoressa Zaganelli si sono indirizzati alla Curia, rappresentata da Don Ferdinando e da Don Angelo, con la quale è stato messo in essere un progetto di ricerca volto a studiare l’archivio della biblioteca, al professor Maurizio Morini, anima di questi contatti, nell’alveo di un rapporto verticale tra Atenei e scuole, e ai professori Aldo Stella e Toni Marino dell’Università per Stranieri di Perugia e Fabrizio Scrivano dell’Università degli Studi di Perugia.

La mattinata del 3 luglio, dunque, ha, di fatto, concretizzato questo rapporto di collaborazione, particolarmente con l’indirizzo in Scienza del libro e della scrittura del Dottorato di ricerca in Scienze Letterarie, Librarie, Linguistiche e della Comunicazione Internazionale dell’Università per Stranieri di Perugia. I quattro interventi presentati, tutti incentrati sulla sacralità del testo e sul testo sacro, hanno dialogato tra loro, concentrandosi su argomenti distinti, ma complementari. Dalle testimonianze esposte lungo le vie del Sacro in Umbria, presentate dal dottorando Pierpaolo Trevisi – che ha fatto leva sul fatto che l’uomo, dai graffiti alle epigrafi presenti nei santuari siti lungo la via Flaminia e la via Amerina, abbia cercato di lasciare traccia del proprio pellegrinaggio attraverso testi sacri e sacrali a scopo culturale e devozionale, come quelli presenti, ad esempio, nella chiesa della Maestà di Acciano, nella Chiesa di San Francesco a Narni o nella Cappella della Madonna di Loreto – all’ermeneutica del testo sacro di Emmanuel Lévinas, di cui ha parlato il dottorando Luca Montanari, con l’intento di porre in luce alcuni snodi teoretici tra l’interpretazione della Scrittura ebraica e l’ermeneutica contemporanea, concentrandosi sull’analisi delle ‘letture talmudiche’ del filosofo di origine lituana che ha riflettuto sulla parte attiva svolta dal lettore nell’interpretazione della Rivelazione e del carattere esemplare dell’ermeneutica ebraica (Midrash). E sempre alla Midrash, nello specifico al racconto inedito di Clara Sereni, Sara e Hagar, e alla sua riscrittura della Bibbia, è stata dedicata la comunicazione della dottoranda Puma Valentina Scricciolo, che, dopo avere sbirciato, durante l’elaborazione della sua tesi dottorale, nella libreria della laica Clara Sereni ed avervi trovato testi come Massime dei padri di Shlomo Bekhor e Midrashim di Riccardo Pacifici,  ha focalizzato la sua attenzione su una porzione di questo testo, interpretato come topos contemporaneo di riscrittura del testo sacro, istituendo un confronto con Eva e le altre. Letture bibliche al femminile di Eva Loewenthal e La saggezza velata di Yarona Pinhas, e argomentando sulla differenza tra esegesi cattolica ed ebraica delle scritture. Infine, la figura di devozione è stata indagata, prendendo in considerazione alcuni motivi presenti nell’opera del genio di Giacomo Leopardi, nel contributo della dottoressa di ricerca in Scienza del libro e della scrittura ed assegnista all’Università per Stranieri, Chiara Gaiardoni, che ha preso in esame gli apparati iconografici delle letture devozionali consultate dal poeta. Dal punto di vista di una sacralità figurale intesa nel suo senso più ampio e laico, invece, la fonte iconica della prima canzone sepolcrale (Sopra un bassorilievo antico sepolcrale, 1831-1835) è rappresentata dal bassorilievo funebre realizzato da Pietro Tenerani.

A conclusione di questo ritaglio su Leopardi e il sacro, si è tenuta una tavola rotonda durante la quale gli spunti di riflessioni offerti dalle comunicazioni dei giovani studiosi sono stati commentati dal sindaco, da Don Ferdinando e dai docenti. A lanciare una provocazione è stata la professoressa Zaganelli, che ha chiesto alle sapienze presenti se fosse possibile rinvenire una prima identificazione di sacralità del testo totalmente laica, in quanto il testo acquista una sua venerabilità nel momento in cui dà a chi lo scrive una certa autorità. C’è, insomma, una sacralità che esula dal testo sacro e che ha un destinatario specifico? ‘Il testo sacro – ha affermato Don Ferdinando, dopo avere rimarcato l’importanza di questo progetto di collaborazione che può condurre la cittadinanza nocerina attraverso un percorso di crescita intellettuale e di valorizzazione del patrimonio storico – ci parla, illumina la nostra mente e richiama una sacralità interna all’uomo, ovvero la sua coscienza, coinvolgendo il lettore e aprendo scenari conoscitivi ed esistenziali’. Una riflessione a margine del tema, quella del professor Aldo Stella dell’Università per Stranieri di Perugia: ‘Vorrei partire dallo spunto dato dal sindaco quando ci ha illustrato il palazzo e la mostra dell’associazione ‘Il telaio umbro’: textus, che rimanda a tessitura, deriva proprio da tessere, costruire un ordito, una tela. L’autore costruisce il testo come se avesse configurato una tessitura. L’autore fa la tela, l’interprete la disfà. Ma in che senso questa tessitura è sacrale? Si tratta di una sorta di rete che gettiamo per afferrare la realtà, la verità delle cose. Il testo ha questo obiettivo: afferrare la verità delle cose, una sezione dell’esperienza. Possiamo, quindi, ravvisare in questo un’intenzione sacra, proprio perché ha a che fare con la verità: il testo sacro non rimanda ad una sezione della verità, ma alla verità assoluta’. ‘La forma del sacro, da un punto di vista psicologico, è la forma del mistero – è stata la suggestione data dal professor Fabrizio Scrivano dell’Università degli Studi di Perugia –: da un lato si tratta di un mistero da affrontare in senso epistemologico, dall’altro di una esistenza separata da ciò che siamo, dal radicalmente altro. La mente non può spiegare determinate cose ed è lì che risiede il mistero, nel tentativo di dare significato a ciò che non si può conoscere. Siamo psicologicamente orientati ad attribuire esistenza a ciò che non possiamo conoscere. La stessa scultura (si pensi all’opera di Arturo Martini) si trova in difficoltà nel comunicare lo spazio sacro, nella scelta degli strumenti, che non sono più, appunto, sacri, ma scoperti’. ‘Giacomo Leopardi, che stamattina è stato citato – ha concluso il sindaco di Nocera Umbra – è stato presente a Nocera Umbra, in questa piccola realtà ricchissima. Grazie a voi (ai docenti e ai giovani studiosi dell’Università per Stranieri di Perugia, n.d.r.) tutto questo patrimonio potrà essere valorizzato’.

 

 

 

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