martedì, 26 marzo 2019 Ultimo aggiornamento il 25 marzo 2019 alle ore 20:04

Una giornata in tipografia

L’Editrice Pliniana di Giorgio Zangarelli

 
Una giornata in tipografia
Alta Valle del Tevere.  ‘La tipografia può essere definita come l’arte di disporre le lettere, distribuire lo spazio e controllare i caratteri in modo da favorire al massimo la comprensione del testo da parte del lettore’. In First principles of tipography, pubblicato a Cambridge nel 1936, Stanley Morison profila il suo concetto di ‘leggibilità’, che risiede nell’efficienza e nell’utilità proprie del mezzo tipografico funzionale alla stampa dei libri. La tipografia e il libro stampato, secondo il promotore della rinascita dei caratteri della tipografia umanistica per la Monotype Corporation, devono ‘adempiere a un servizio pubblico’. ‘La tipografia oggi – siamo nel 1936 (n.d.r.) – non ha tanto bisogno di ispirazione o di revival quanto di ricerca’.

Di ricerca, appunto. Il progetto ‘Per una storia dei tipografi e librai in Umbria: l’Alta Valle del Tevere’ ideato e coordinato dalla professoressa Giovanna Zaganelli, direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università per Stranieri di Perugia e coordinatore del Dottorato di ricerca in Scienze letterarie, librarie, linguistiche e della comunicazione internazionale, va in questa direzione. Realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, è inserito nelle attività del Dottorato in Scienza del libro e della scrittura e sancisce una collaborazione pluriennale fra il prestigioso Ateneo perugino e la Fondazione stessa. Una collaborazione, questa, che si è oggettivata nella messa a punto di un museo virtuale (http://www.tipografielibrai.it), nella pubblicazione, nel 2014, per i tipi della Editrice Pliniana, del volume Tipografi, librai, illustratori. Uno sguardo alle arti editoriali, a cura di Giovanna Zaganelli, nella realizzazione del progetto collaterale con la Universidad Complutense de Madrid sulla tipografia madrilena del Settecento e nella fondazione del Centro di Documentazione ‘Tipografie del Tifernate’. Ricostruire la storia della tradizione tipografica e libraria in Umbria, con particolare riferimento all’Alta Valle del Tevere, da un punto di vista storico, scientifico, tecnico e didattico. Questo, l’obiettivo del progetto sulle tipografie, che si interessa del patrimonio culturale e del sapere tecnico, della storia del libro e della divulgazione a livello internazionale dei risultati degli studi, attraverso la costituzione di una officina scientifica.

È stato proprio Giorgio Zangarelli, direttore della Editrice Pliniana di Selci Lama – fra le più antiche tipografie dell’Italia centrale, è dotata di macchinari per la stampa offset e per la stampa digitale ed è specializzata nella stampa di volumi di pregio – ad aprire le porte o, per meglio dire, ‘il portone da cui si passa da 106 anni’ della sua azienda, in una giornata di fine febbraio dall’aria pre-primaverile, alla professoressa Giovanna Zaganelli e alla sua allieva Sarah Bonciarelli, ora ricercatrice all’Università di Gent, in Belgio. La professoressa e la giovane ricercatrice hanno trascorso ‘una giornata in tipografia’, immerse in racconti di escursioni fra le pagine della «Rivista Grafica», fra gli stemmi in cera lacca di antichi testi documentari conservati alla Pliniana, o di passeggiate, tanto amate dall’imprenditore tifernate, in Val d’Orcia, alle Cinque Terre, nei pressi della villa Magherini-Graziani o del castello Bufalini di San Giustino.

All’interno della biblioteca dell’antica limonaia, ora sede dello stabilimento di viale F. Nardi a Selci Lama, lo sguardo attento e scrutatore del visitatore può poggiare su pregiati volumi della collana «C.A.V.» (ad esempio, su Le livre de ma vie. Mémories autobiographiques, datato agli anni 1927-1964), su un libro intitolato La carta. Storia, materiale, tecniche, che reca la firma di Peter F. Tschudin, sui tomi che compongono la collana «Contributi di filologia italiana» o ancora sui Processi inquisitoriali di Vittore Soranzo (1550-1558) di Pier Paolo Piergentili. Nel museo storico dell’azienda si possono ancora oggi ammirare le cassettiere in legno contenenti i caratteri di piombo, le scatole con le matrici, i cliché in zinco raffiguranti piantine di città o frontespizi di libri, il rullo ancora impregnato di inchiostro, e i vecchi macchinari: dalla macchina da stampa piano-cilindrica Super Unigraf alla piegatrice Leonis, dalla linotype alla monotype. È qui, vicino alla cassettiera in legno contenente i caratteri di piombo, che è affisso, dentro una raffinata cornice in legno, un articolo datato al 31 giugno 1913 ed editato in Plinio il Giovane, un periodico mensile illustrato. Il titolo, Quattro ritratti della famiglia Vitelli è un elemento paratestuale che orienta la lettura e l’attacco ‘La famiglia Vitelli comincia con un Matteo morto nel 1287, da cui nacque Vitello’ concretizza, nero su bianco, un percorso attraverso le carte d’archivio, sospese fra l’alba dei tempi della cavalleria e dell’aristocrazia e il loro tramonto. Ci sono, poi, dei graziosi segnalibri, donati da Giorgio Zangarelli e connotati dalla funzione dell’indicalità. ‘Un bambino che legge sarà un uomo che pensa’: una affermazione, questa, che campeggia su uno dei deliziosi segnalibri, sopra l’immagine di un piccolo lettore che se ne sta appollaiato sopra tre tomi di colore diverso. In un altro segnalibro, impresso in occasione del centenario della celebre tipografia e casa editrice umbra, vengono ripercorsi i cento anni al servizio della cultura con delle note sulle due date salienti: il 1913, anno della fondazione dello stabilimento da parte di Ruggero Fiordelli, parroco di Selci Lama, e il 2013, quando la casa editrice è ancora attiva con le moderne tecnologie, ma con memoria storica museale. La casa editrice nel 2013 ha pubblicato un volume sulla sua storia, ricorrendo a tre tecniche di stampa: in copertina la parola Pliniana è ripetuta due volte, al dritto, in stampa tipografica a piombo, in rosso e subito dopo in forma speculare, a rovescio, in nero. Il tutto in piombo, offset, e stampa digitale, a supporto della filosofia dello storico stabilimento tipografico. ‘La Pliniana – si legge nell’introduzione di Giorgio Zangarelli al volumetto Cento anni. Costituzione della Società Cooperativa Tipografica «Pliniana» – ha attraversato tutto il Novecento tra momenti floridi e momenti di ristrettezza, è vissuta e sopravvissuta a due conflitti mondiali, nei suoi locali via via ampliati sono transitate oltre a generazioni su generazioni tutte le tecnologie tipografiche’.

‘Egregio signore – si legge, ancora, in una lettera datata in Città di Castello al 5 dicembre 1886 e indirizzata a Scipione Lapi, di cui campeggia, all’ingresso dello stabilimento, un austero ritratto – voi che, non curando noie e fastidii consacrate la vita ad un indefesso lavoro: che a noi inesperti fornite il modo d’istruirci nella nobile arte della Stampa ’. ‘Siamo il ramo cadetto della Scipione Lapi’ è stato il commento di Giorgio Zangarelli con riferimento all’allora storico laboratorio litografico sorto a Città di Castello nel 1872, poi divenuto industria beneficiaria di una committenza posta ben oltre l’angusto ambito locale.

D’altronde, per riuscire buoni tipografi occorrono due cose, come voleva Carlo Frassinelli: ‘limitati mezzi, i 26 segni dell’alfabeto; illimitata devozione al mestiere e all’arte’. La stessa devozione che è propria dell’imprenditore tifernate Giorgio Zangarelli.

Tag dell'articolo: , , , .

COMMENTI ALL'ARTICOLO

DISCLAIMER - La redazione di Perugia Online non effettua alcuna censura dei commenti, i quali sono sottoposti ad approvazione preventiva solo per evitare ingiurie, diffamazioni e qualsiasi altro messaggio che violi le leggi vigenti. Siete pregati di non inserire commenti anonimi e di non ripetere più volte lo stesso commento in attesa di moderazione. Ogni commento rappresenta il personale punto di vista del rispettivo autore, il quale è responsabile civilmente e penalmente del suo contenuto. Perugia Online si riserva il diritto di modificare o non pubblicare qualsivoglia commento che manifesti toni, espressioni volgari, o l'esplicita intenzione di offendere e/o diffamare l'autore dell'articolo o terzi. I commenti scritti su Perugia Online vengono registrati e mantenuti per un periodo indeterminato, comprensivi dei dettagli dell'utente che ha scritto (IP, E-Mail, etc.). In caso di indagini giudiziarie, la proprietà di Perugia Online non potrà esimersi dal fornire i dettagli del caso all'autorità competente che ne faccia richiesta.
Scroll To Top