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	<title>Perugia Online &#187; Alessandro Catanzaro</title>
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		<title>Lavoro transitorio garantito: la proposta di Warren Mosler</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Feb 2017 16:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[ “Sono stato a Pompei qualche anno fa e la guida turistica mostrò al nostro gruppo un’antica moneta. Ci disse che lo Stato romano raccoglieva le monete con le tasse e grazie a queste pagava i servizi ai cittadini. Al che io obiettai che succedeva l’esatto contrario: lo Stato prima pagava i servizi e poi tassava. La guida non era convinta. Allora chiesi chi fosse a coniare le monete. La guida mi rispose che era lo Stato, e subito se ne andò via”.</p>
<p><strong>L’incontro </strong>Comincia con un aneddoto l’esposizione di Warren Mosler, l’economista statunitense fondatore della Mosler Economics-Modern Money Theory, invitato ieri (sabato 25 febbraio) alla Sala dei Notari dal Movimento 5 Stelle. È stata l’occasione per parlare del report sulle politiche di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale che verrà presentato la prossima settimana in Commissione Occupazione e Affari Sociali al Parlamento Europeo. Tale report è stato commissionato dal M5s Europa, tramite il gruppo Efdd, alla Fef Academy, che gravita sempre nell’orbita Me-Mmt. Durante l’incontro, Mosler ha avuto poi modo di far conoscere al pubblico la sua teoria economica, soffermandosi in particolare sui piani di lavoro transitorio garantito. Accanto a lui sedevano il suo collaboratore italiano Daniele Della Bona (che ha contribuito alla stesura del report insieme a Giacomo Bracci), la europarlamentare umbra del M5s Laura Agea, la deputata Tiziana Ciprini e la consigliera comunale Cristina Rosetti. Abbiamo avuto modo di parlare con i primi tre delle questioni oggetto del dibattito e non solo.</p>
<p><strong>Intervista a Warren Mosler</strong></p>
<p><strong>Qual è la differenza tra la Sua idea e la nozione di reddito minimo garantito?</strong></p>
<p>Quest’ultimo, nella sua formulazione di base, è slegato dal lavoro. Se le persone non lavorano, non producono: il rischio in questo modo è di causare iperinflazione, perché la ricchezza creata non corrisponde ad un aumento dei beni e servizi disponibili.</p>
<p><strong>I piani di lavoro transitorio garantito come funzionerebbero invece?</strong></p>
<p>In un momento di forte disoccupazione come quello attuale, il settore privato non riesce ad assorbire tutta la forza lavoro disponibile. Ecco perché creare dei piani pubblici, finanziati con risorse provenienti dalla banca centrale, che diano un lavoro temporaneo ai disoccupati, garantendo loro un salario minimo. Questo per consentire alle persone di recuperare potere d’acquisto e all’economia di ripartire. Create queste condizioni, avverrà poi la graduale transizione di questi lavoratori dal settore pubblico a quello privato. Per permettere tutto ciò c’è però bisogno di spesa a deficit.</p>
<p><strong>Ritiene che una misura del genere sia applicabile nell’Europa attuale, estremamente attenta alla tenuta dei conti?</strong></p>
<p>Questo programma non andrebbe contro i valori fondanti dell’Unione Europea. Il principale compito che ha la Banca Centrale Europea è quello di mantenere la stabilità dei prezzi e la mia proposta va proprio in questo senso, dato che combatte tanto l’inflazione quanto la deflazione. Semmai, il problema è di ordine politico.</p>
<p><strong>Intervista a Daniele Della Bona</strong></p>
<p><strong>La Me-Mmt, nata negli Stati Uniti, ha avuto una grande diffusione in Italia. C’è qualche ragione particolare?</strong></p>
<p>Tutto è dovuto all’impegno, qualche anno fa, di un giornalista, Paolo Barnard, e insieme a lui di alcuni attivisti. Da lì si sono creati dei gruppi di promozione e quindi delle associazioni. Queste idee hanno attecchito insomma, anche se Barnard ormai si è distaccato dai gruppi. Ma gli scritti di Mosler stanno via via venendo tradotti in varie lingue (l’ultima in ordine di tempo è il danese), segno che l’interesse è diffuso.</p>
<p><strong>Ci sono altre forze politiche con cui state dialogando, oltre che col M5s?</strong></p>
<p>In Italia non siamo mai andati oltre gli abboccamenti con singoli esponenti di vari partiti, nulla che si sia poi concretizzato. Invece, si è appena aperto un discorso in Spagna con Izquierda Unida: ci hanno fatto un endorsement pubblico e hanno invitato Warren a parlare nel paese iberico.</p>
<p><strong>Intervista a Laura Agea</strong></p>
<p><strong>Mosler parla di piani di lavoro transitorio, che è cosa diversa dal reddito di cittadinanza. Voi puntate sempre su quest’ultimo?</strong></p>
<p>Sì, ma siamo pronti a valutare ogni proposta che punti a redistribuire la ricchezza. Un quarto della popolazione europea è sotto la soglia di povertà: questa cosa non è tollerabile. Ecco perché abbiamo preso contatti con diversi esperti che condividono con noi una visione di un certo tipo, incluso Mosler. Faremo un approfondimento sui piani di lavoro transitorio garantito: è il metodo a 5 stelle. E questo metodo ci servirà qualora dovessimo arrivare al governo, cosa che ci auguriamo.</p>
<p><strong> Se ciò dovesse accadere, lancereste l’annunciato referendum consultivo sull’euro?</strong></p>
<p>Sì, ma anche qui non parliamo solo di euro, ma di politiche economiche. Quelle fin qui dominanti, impostate sulla stabilità non danno ossigeno al Paese: sono loro a creare le difficoltà, prima ancora che l’euro. Inoltre, c’è una concorrenza sleale all’interno della Ue, con gli Stati che si danneggiano vicendevolmente. A ciò dobbiamo aggiungere le pressioni esterne che subiamo, come avvenuto con l’approvazione del Ceta o nel dibattito sulla concessione dello status di economia di mercato alla Cina. Qui, è il paradigma a dover cambiare.</p>
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		<title>Terremoto, il dramma di Norcia attraverso le voci degli sfollati</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 09:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[norcia]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Norcia. </span> Qualcuno ha detto che gli Umbri hanno una corazza d’acciaio e  un cuore di cioccolato. Questa definizione calza a pennello ai terremotati di Norcia, almeno a quelli che abbiamo l’occasione di incontrare, ospiti temporanei in una struttura nelle campagne perugine. Sono visibilmente scossi, ed è comprensibile dato che hanno perso quasi tutto: le loro case, le loro attività, la loro stessa città, per chissà quanto tempo. Molti oltretutto hanno figli piccoli. In un primo momento non sono molto disposti a farsi intervistare, ma dopo qualche insistenza mandano avanti due di loro che hanno estrema voglia di raccontare ciò che è successo: la grande paura dopo la scossa del 30 ottobre (quella che ha buttato giù mezza Norcia, causando circa 3.000 sfollati su meno di 5.000 abitanti), la riconoscenza nei confronti di chi gli ha dato una mano (dai primi soccorsi agli aiuti successivi) e una critica non troppo velata alle istituzioni, ree di aver gestito la situazione in maniera inadeguata dopo che gli eventi sismici proseguivano da oltre due mesi, dalla drammatica notte del 24 agosto in cui vennero spazzate via Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto.</p>
<p>“Nessuno sapeva di un piano di evacuazione, Norcia era tutta una nuvola di fumo e macerie, un caos totale” ci racconta Daniele, che si è salvato per miracolo la mattina del 30 ottobre: “Il pesantissimo armadio della mia camera, alto 3 metri, è crollato sul letto dove fino a poco prima dormivo con mia moglie e la mia bambina”. “Le tende da campo installate dopo il 24 agosto – denuncia Daniele – sono state rimosse troppo alla svelta, forse per un fatto di immagine, o per paura di ripercussioni economiche. Non c’era nemmeno un punto di raccolta e non si trovavano viveri, noi come altri siamo riusciti a trovare riparo nella locale vineria. Ringraziando San Benedetto, non è morto nessuno, ma l’immagine di Norcia come città solida è stata smentita dai fatti”. Lo stesso 30 ottobre, per un beffardo scherzo del destino, Daniele ha perso anche il lavoro: il negozio di norcinerie in cui era assunto gli aveva inviato il preavviso di licenziamento a seguito di chiusura (che lui ci mostra, <em>ndr</em>) quindici giorni prima, “nonostante le rassicurazioni del proprietario”. Anche la moglie lavorava lì, con un contratto a termine: ora entrambi sono senza un impiego.</p>
<p>Mirsad (conosciuto in città come Michele), originario della Macedonia ma di etnia albanese come tiene a sottolineare, prova a spiegare perché siano state prese determinate decisioni, lui che, proprietario di una piccola bottega, fa parte di un’associazione di commercianti nata dopo la scossa estiva: “È stata fatta una scelta precisa, quella di provare a far ripartire Norcia, di non bloccare il commercio, anche perché i turisti continuavano ad arrivare. Capisco che questa soluzione possa non essere stata ben vista da qualcuno. Forse chi di dovere non ha gestito bene la situazione degli sfollati, che non erano pochi già dopo il 24 agosto, si potevano garantire loro delle sistemazioni provvisorie. Anche chi aveva una struttura dichiarata agibile, come me, che ho moglie e 3 figli, aveva paura”. Paura rivelatasi poi più che fondata. “Dall’altra parte della montagna (ad Arquata del Tronto, <em>ndr</em>) – continua Mirsad – le cose sono state gestite meglio, hanno realizzato scuole temporanee, sono arrivati tanti aiuti”.</p>
<p>Aiuti che ora stanno giungendo anche per i Nursini, grazie alla generosità dei privati. Nel complesso che ospita le persone con cui abbiamo parlato (che verranno a breve raggiunte da altri concittadini) c’è infatti una stanza piena di buste con molti generi utili: giochi per bambini, pannolini, prodotti per l’igiene personale e tanti, tantissimi indumenti pesanti per l’inverno. I terremotati sono commossi da questa ondata di generosità nei loro confronti e ringraziano chiunque li abbia aiutati o li stia aiutando in questi momenti difficili: le forze dell’ordine che gli hanno fatto evacuare le case in sicurezza, gli amici che li sostengono come possono, la struttura che li sta accogliendo. Ora si attendono solo dei segnali da parte delle istituzioni (Comune e Regione). In particolare una richiesta è molto chiara: occorre rispettare la volontà di tutti quelli che non vogliono o non possono abbandonare Norcia (come i tanti allevatori della zona che non sanno dove lasciare il bestiame), provvedendo in fretta al posizionamento di appositi prefabbricati.</p>
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		<title>Imprese e giovani, il negozio che fa affari coi retro games</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2016 08:26:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>All’interno del panorama cosiddetto nerd si possono trovare esempi virtuosi. Uno di questi &#8211; una bella storia di piccola imprenditorialità giovanile &#8211; è l’Arcade Club: nato nell’ottobre 2014, il negozio rappresenta una realtà unica nella nostra città e in tutto il Centro Italia, trattando videogiochi usati e cabinati da bar, molti dei quali d’annata. L’origine ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>All’interno del panorama cosiddetto nerd si possono trovare esempi virtuosi. Uno di questi &#8211; una bella storia di piccola imprenditorialità giovanile &#8211; è l’Arcade Club: nato nell’ottobre 2014, il negozio rappresenta una realtà unica nella nostra città e in tutto il Centro Italia, trattando videogiochi usati e cabinati da bar, molti dei quali d’annata.</p>
<p><strong>L’origine &#8211;</strong> Il nome deriva da una preesistente associazione di appassionati di retro games, che si riuniva periodicamente per condividere la propria passione. Uno dei membri, Federico Alunni Milani, 25 anni, utilizzando i risparmi ottenuti in anni di duro lavoro dietro ai banconi dei mercatini delle pulci, è riuscito finalmente a realizzare un suo vecchio pallino.</p>
<p><strong>Le traversie burocratiche &#8211;</strong> Certo, non è stato semplice: Federico non ha avuto accesso ad alcun contributo pubblico e ha dovuto fronteggiare numerose complicazioni burocratiche e fiscali che hanno ritardato l’inaugurazione del negozio di diversi mesi. In particolare, l’acquisto e l’installazione di vecchi cabinati (cioè i grossi videogiochi a gettoni) ha costituito un notevole problema per l’apertura della struttura. Come ci racconta lui stesso: “Quando parlavo agli uffici comunali di una sala giochi, pensavano tutti volessi realizzare una sala slot”.</p>
<p><strong>Attività e serate a tema &#8211;</strong> Ad ogni modo, i problemi sono stati superati e il negozio, che conta sul lavoro di Federico e di un commesso, ha acquisito in breve tempo un’ottima reputazione tra gli appassionati e un buon giro d’affari (basato su vendite e scambi di articoli del valore medio di poche decine di euro, che avvengono sia fisicamente sia online). Non solo, i cabinati di cui sopra costituiscono il fiore all’occhiello dell’attività e sono l’oggetto principale delle numerose serate a tema, che coinvolgono settimanalmente decine di persone (molti dei membri della preesistente associazione più nuovi giocatori attratti dal passaparola). Serate, è bene dirlo, che non hanno scopo di lucro, ma di intrattenimento, dato che i partecipanti non pagano i gettoni ma si limitano a versare un contributo volontario per le spese di elettricità e manutenzione degli apparecchi.</p>
<p><strong><em>Fiducia</em> è la parola chiave &#8211;</strong> Fondamentale per il successo dell’attività, ci spiega Federico, è il rapporto di fiducia che si è instaurato con i clienti: “Io non cerco mai di truffarli, quando ad esempio mi presentano articoli gli mostro sempre i valori di riferimento sui cataloghi online e offro per l’acquisto la metà del suddetto: questo vale a maggior ragione per gli articoli più rari e preziosi, e so per certo che non tutti quelli che lavorano nel settore seguono questo modus operandi”.</p>
<p><strong>Cosa accadrà in futuro &#8211;</strong> In ogni caso, per Federico si tratta di un sogno realizzato, anche se lui pensa già al futuro: “Se le cose continueranno ad andare bene, mi piacerebbe aprire delle filiali in altre città vicine”. Bizantinismi burocratici permettendo.</p>
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		<title>Mercatezio, prodotti tipici e socialità per il mercato di quartiere</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 12:23:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Mercatezio è un mercatino di prodotti tipici che da oltre due anni anima, per una mattina al mese, il quartiere di San Marco.</p>
<p><strong>La storia &#8211;</strong> L’idea è stata partorita dal Gas Tezio, un preesistente gruppo d’acquisto della zona, che si riunisce ogni mercoledì sera nella locale villa Van Marle. Esso ha ricevuto a sua volta un decisivo impulso dall’associazione di vicinato La Rabatta, che riunisce le venti famiglie del piccolo borgo di San Lorenzo di Rabatta sul Monte Tezio (da qui il nome). L’idea, per la precisione, era quella di offrire i benefici derivanti dal cibo salutare, dalla produzione naturale e dalla relazione tra le persone ad una platea più ampia rispetto a quella del gruppo di acquisto. In pratica, si voleva ricreare un mercato a San Marco, cosa che mancava al quartiere da più di quarant’anni, quando quest’ultimo si trovava ancora in aperta campagna e non al limite dell’area urbana. Il primo passaggio è stato l’individuazione del luogo: la scelta è ricaduta sul piazzale antistante la locale palestra, un posto prima utilizzato dai camion come parcheggio e dalle coppiette per appartarsi.</p>
<p><strong>I prodotti &#8211;</strong> Ottenute le debite autorizzazioni, l’iniziativa è partita. E così ogni secondo sabato del mese, indipendentemente dal tempo atmosferico, nel piazzale si riuniscono una ventina di bancarelle: si tratta di piccoli produttori umbri o delle province limitrofe, che vendono frutta, verdura, pane, vino, formaggi, salumi, miele, conserve, prodotti del commercio equo e solidale; oppure di piccoli artigiani, che realizzano borse, oggetti in legno, cosmetici. Di questi, la gran parte partecipa ad altri mercati, tutti in ogni caso accettano visite nella propria azienda e hanno le necessarie certificazioni sanitarie. Molti di loro aderiscono inoltre alla rete Genuino clandestino (maggiori informazioni qui: <a href="http://genuinoclandestino.it/chisiamo/">http://genuinoclandestino.it/chisiamo/</a>). Tutti i prodotti sono venduti con un confezionamento minimo, il che permette di abbattere la quantità di rifiuti prodotta. “Grazie all&#8217;accoppiata gruppo d&#8217;acquisto/prodotti tipici riusciamo a non andare più al supermercato. Abbiamo spostato il flusso economico su base locale, potenziando la comunità del posto” ci spiega un membro del Gas Tezio.</p>
<p><strong>Le attività &#8211;</strong> Al mercato però non c’è solo la vendita di prodotti, ma anche diverse attività per bambini e adulti, che cambiano ogni mese e che comprendono laboratori pratici, attività sportive, folkloristiche, ricreative. Presenza ormai fissa è il bibliobus, un vecchio autobus adibito a biblioteca che accoglie un gran viavai di famiglie e bambini. Ogni scaffale del mezzo è dedicato a un argomento differente e i libri sono stati comprati grazie ai contributi spontanei delle persone. Vi sono inoltre un banco del riciclo e altri banchi dedicati allo scambio di oggetti, semi e piantine. In questo modo si riesce a creare un “ricettacolo di competenze condivise”.</p>
<p><strong>Impegno sociale &#8211;</strong> Non mancano nemmeno le iniziative di valore sociale: ad esempio durante l&#8217;inverno sono state raccolte dagli organizzatori delle giacche a vento, donate poi ai numerosi rifugiati che si aggirano in zona. Inoltre sta nascendo una collaborazione tra Mercatezio e l&#8217;osservatorio Borgo Giglione, che si batte contro le problematiche causate della ormai tristemente famosa discarica. Ma il progetto perseguito con maggior impegno è la ricerca di una destinazione per il piazzale che ospita il mercato, che è senza un futuro definito. L&#8217;anno scorso, in collaborazione con altre realtà del luogo (la Pro Loco, la San Marco Juventina, il Palazzetto), sono stati raccolti durante il mercato, mediante dei post-it, i suggerimenti degli abitanti di San Marco riguardo l’area. Le varie proposte sono state quindi raggruppate e portate al sindaco. Il Comune ha coinvolto il Dipartimento di Ingegneria e gli studenti del corso di Urbanistica (tenuto da Mariano Sartore) hanno visitato il luogo e sviluppato un possibile piano. Tra pochi giorni verrà reso noto il risultato del progetto, a breve ci si augura possa esserci anche una presentazione pubblica.</p>
<p><strong>Prossimo appuntamento &#8211;</strong> Il prossimo appuntamento con Mercatezio è previsto questo sabato (11 giugno), dalle 8 alle 13. Ospiti, oltre alle tradizionali bancarelle saranno: un gruppo sportivo che offrirà una dimostrazione di tiro con l&#8217;arco, una ragazza che terrà un corso di riciclo da spiaggia per bambini e famiglie e l’Associazione Culturale Tarantarci, che metterà in scena un piccolo spettacolo di taranta e pizzica.</p>
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		<title>Festival del Calcio e dello Sport, un primo bilancio</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2016 12:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alessandro Riccini Ricci]]></category>
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		<category><![CDATA[Michele Fioroni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Conferenza stampa conclusiva per il Festival del Calcio e dello Sport stamattina (martedì 7 giugno) al Caffè Turreno. A parlare l’organizzatore della manifestazione Alessandro Riccini Ricci e l’assessore comunale Michele Fioroni. Il bilancio &#8211; “Dopo l’esperimento dell’edizione zero lo scorso anno, questa prima edizione, simboleggiata dalla grande palla gonfiabile in corso Vannucci, è andata bene ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Conferenza stampa conclusiva per il Festival del Calcio e dello Sport stamattina (martedì 7 giugno) al Caffè Turreno. A parlare l’organizzatore della manifestazione Alessandro Riccini Ricci e l’assessore comunale Michele Fioroni.</p>
<p><strong>Il bilancio &#8211;</strong> “Dopo l’esperimento dell’edizione zero lo scorso anno, questa prima edizione, simboleggiata dalla grande palla gonfiabile in corso Vannucci, è andata bene &#8211; ha dichiarato Riccini Ricci &#8211; peccato solo per il maltempo”. Il fondatore dell’Immaginario ha poi ricordato i principali appuntamenti che hanno caratterizzato il festival e si è dimostrato particolarmente soddisfatto della copertura mediatica ricevuta (con articoli sulla Gazzetta dello Sport e dirette su Sky, Mediaset Premium e Rai News 24) e del coinvolgimento ludico rivolto dei partecipanti, anche con attività per i disabili. Menzione particolare poi per le magliette distribuite, con stampata la famosa frase di Vujadin Boškov “Rigore è quando arbitro fischia”, simbolo di un modo datato ma terribilmente affascinante di narrare lo sport. Anche Fioroni è soddisfatto: “L’amministrazione comunale ha creduto nell’evento fin dall’anno scorso, la presenza di tanti campioni e giornalisti importanti è un valore aggiunto per la città di Perugia, che oltretutto ha una storia sportiva di tutto rispetto”. L’assessore ha inoltre ricordato di aver partecipato attivamente al festival, giocando con il figlio sui campi da minibasket appositamente allestiti: “Il tutto è testimoniato da un video”.</p>
<p><strong>Il futuro &#8211;</strong> Per quanto riguarda le prossime edizioni, Riccini Ricci rivela di star pensando a una manifestazione “più in grande, che coinvolga tutta la città dal Curi fino al centro storico, magari con qualche evento al Santa Giuliana, vero monumento storico della Perugia sportiva”. Ma la comunicazione è sempre al centro del progetto: “Non mi dispiacerebbe che i grandi media che hanno parlato di noi quest’anno divenissero veri e propri partner”.</p>
<p><strong>Momento trash &#8211;</strong> Nel finale della conferenza simpatico siparietto tra Riccini Ricci e Fioroni: “E per rendere il tutto ancora più popolare il prossimo anno faremo il festival del porno”. “L’ennesima uscita trash di Alessandro. Ma, a proposito, un festival del cinema trash? Non mi dispiacerebbe vedere Banfi e la Fenech a Perugia”. “Sì, e lo facciamo sponsorizzare dalla Gesenu”. Arriva quindi l’illuminazione da un giornalista: “Scusate, a questo spostiamoci a Formentera”. “Ottima idea, i calciatori vanno tutti lì, c’è pure Serse Cosmi che ci mixa. Organizziamo un charter, Michele?”. “Non ho più l’età per certe cose, ma voi andate pure”.</p>
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		<title>Emergenze, arriva la nuova app del 118 per la geolocalizzazione immediata</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2016 13:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[118]]></category>
		<category><![CDATA[antonio bartolini]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>È stata presentata stamattina (venerdì 3 giugno) presso la sala Rita Levi-Montalcini del Creo la nuova app Help Gps 118 Umbria soccorso, che permetterà la geolocalizzazione immediata degli utenti che contatteranno il servizio di emergenza. A presentarla, l&#8217;assessore regionale all&#8217;Agenda Digitale Antonio Bartolini e, in rappresentanza dell&#8217;Azienda Ospedaliera di Perugia, il direttore generale Emilio Duca, il ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>È stata presentata stamattina (venerdì 3 giugno) presso la sala Rita Levi-Montalcini del Creo la nuova app <em>Help Gps 118 Umbria soccorso</em>, che permetterà la geolocalizzazione immediata degli utenti che contatteranno il servizio di emergenza. A presentarla, l&#8217;assessore regionale all&#8217;Agenda Digitale Antonio Bartolini e, in rappresentanza dell&#8217;Azienda Ospedaliera di Perugia, il direttore generale Emilio Duca, il direttore del servizio informatico Piero Rosi e l&#8217;addetto stampa Mario Mariano, i quali ricordano il contributo dell&#8217;assente Mario Capruzzi, direttore della centrale operativa unica regionale del 118 sostituito oggi da Giampaolo Doricchi.</p>
<p><strong>La app &#8211; </strong>L&#8217;applicazione, disponibile per Android e a breve anche per iOS, è installabile gratuitamente a seguito di una breve registrazione. Essa fornirà immediatamente le coordinate del dispositivo dal quale si contatti il servizio di emergenza e potrebbe dimostrarsi estremamente utile in tutti quei casi in cui la chiamata al 118 arrivi da luoghi particolarmente sperduti e/o impervi. &#8220;Mi viene da fare l&#8217;esempio di Pino Daniele &#8211; afferma Duca &#8211; chissà che una tecnologia del genere non avesse potuto salvargli la vita&#8221;. Il prossimo passo sarà l&#8217;installazione di un congegno &#8220;gemello&#8221; sui navigatori delle ambulanze.</p>
<p><strong>L&#8217;evoluzione digitale &#8211; </strong>L&#8217;Umbria è la seconda regione d&#8217;Italia a dotarsi di un&#8217;app del genere, dopo la Lombardia. In generale, il polo ospedaliero perugino è molto avanti nello sviluppo delle tecnologie digitali, potendo contare su diversi servizi di questo tipo &#8211; che permettono ad esempio la prenotazione o la refertazione online &#8211; senza tuttavia pregiudicare le possibilità di accesso tradizionali.</p>
<p><strong>&#8220;Un diritto fondamentale&#8221; &#8211;</strong> A tale proposito<strong> </strong>Bartolini dichiara: &#8220;Il diritto di accesso al digitale è un diritto fondamentale, che andrebbe costituzionalizzato&#8221;. L&#8217;assessore ammette poi la necessità di procedere con una &#8220;alfabetizzazione digitale&#8221; rivolta soprattutto agli over 65, a maggior ragione per quello che riguarda l&#8217;ambito sanitario, e conclude dicendosi convinto che &#8220;l&#8217;installazione della banda ultralarga, per la quale i lavori di Enel e Telecom sono a buon punto, renderà Perugia un punto di riferimento per tutta Italia&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Prima Repubblica su Facebook tra nostalgia e ironia</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2016 11:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[internet memes]]></category>
		<category><![CDATA[preposterous prima repubblica memes]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Negli ultimi tempi, spulciando sui social, non sono il solo ad aver notato un&#8217;attenzione crescente e quasi morbosa per quel periodo della storia politica italiana denominato Prima Repubblica &#8211; cioè il sistema politico nazionale post-guerra e pre-Tangentopoli. Pagine come Prendi la vita con più Andreotti, Socialisti Gaudenti, Una foto diversa della Prima Repubblica. Ogni giorno. assommano decine di migliaia di like ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Negli ultimi tempi, spulciando sui social, non sono il solo ad aver notato un&#8217;attenzione crescente e quasi morbosa per quel periodo della storia politica italiana denominato Prima Repubblica &#8211; cioè il sistema politico nazionale post-guerra e pre-Tangentopoli. Pagine come <i>Prendi la vita con più Andreotti</i>, <i>Socialisti Gaudenti</i>, <i>Una foto diversa della Prima Repubblica</i>. <i>Ogni giorno</i>. assommano decine di migliaia di like e centinaia di retweet, mostrando strani accostamenti tra gli storici leader democristiani, socialisti, comunisti ecc. e il tipico linguaggio internettiano moderno. Tutto ciò appare ancora più bizzarro visto che con tutta evidenza queste pagine sono gestite da giovani, gente nata a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta che non ha avuto modo di vivere in prima persona il periodo in esame. Il caso ha voluto che incontrassi uno di loro, un ragazzo romano che vive tra Perugia e l&#8217;Emilia-Romagna, co-autore della ruggente pagina <i>Preposterous Prima Repubblica Memes </i>(tradotto: &#8220;Meme assurdi sulla Prima Repubblica), che conta al momento 3826 mi piace (ma è in costante crescita) ed è visibile al link <a href="https://www.facebook.com/Preposterous-Prima-Repubblica-Memes-783649281780417/" target="_blank">https://www.facebook.com/Preposterous-Prima-Repubblica-Memes-783649281780417/</a>. Ho intrapreso una conversazione con lui e con il suo &#8220;socio&#8221; (un coetaneo abruzzese, che vive a Roma), ponendo loro qualche domanda su questa bizzarra passione. Entrambi hanno preferito mantenere l&#8217;anonimato &#8220;per creare suspance tra i fan&#8221;, perciò saranno di seguito identificati come Admin 1 e Admin 2.</p>
<p><b>Ciao. Come è nata l&#8217;idea e quando avete deciso di metterla in pratica?</b></p>
<p><strong>Admin 1)</strong> Tutto inizia l&#8217;anno scorso, chattando con Admin 2, un appassionato di politica come me. Faccio grafica per svago e all&#8217;epoca stavo mettendo mano su alcune vecchie foto della Prima Repubblica. Venne fuori il discorso degli <i>internet meme</i> (immagini divertenti che diventano virali su internet per via della loro declinazione spiritosa o satirica) e di come ci fosse poco materiale riguardante quel periodo storico. Così decidemmo di produrlo noi.</p>
<p><strong>Admin 2)</strong> Precisamente Admin 1 mi aveva chiesto se esistesse qualche pagina Facebook di meme che trattasse di politica italiana. Io gliene dissi qualcuna&#8230; A quel punto Admin 1 mi mostrò la sua creazione: &#8220;When bae says Craxi was un criminale&#8221;. Mi chiese se esistessero pagine con contenuti del genere. Gli risposi di no, e così è nata la pagina.</p>
<p><b>Fatto sta che da un po&#8217; di tempo a questa parte le pagine satiriche dedicate alla Prima Repubblica si sprecano&#8230;</b></p>
<p><strong>Admin 1)</strong> È vero: proprio grazie ad altre pagine Facebook dedicate allo humor politico ma anche a serie TV e programmi incentrati sull&#8217;argomento la Prima Repubblica è tornata in auge tra coloro che non l&#8217;hanno mai vissuta.</p>
<p><strong>Admin 2)</strong> Credo che ciò sia dovuto alla scoperta e quindi alla rivalutazione di un periodo politico molto differente da quello attuale, che attrae e stupisce tanto per motivi genuini quanto per pura ironia. La Prima Repubblica è stato un periodo di glorie e miserie, talmente complesso che chiunque può rimanerne affascinato, purché sia interessato alla politica o perlomeno alla storia italiana. È la storia di un paese che esce distrutto dalla Seconda Guerra Mondiale e grazie alla democrazia diviene la quinta potenza industriale, ma anche del mitico manuale Cencelli, dei viaggi a Washington di De Gasperi e di quelli a Mosca di Togliatti; del più grande partito comunista dell&#8217;Occidente e della DC che vince ogni elezione; è la storia delle masse popolari che scoprono e partecipano alla democrazia e degli straordinari leader che le hanno guidate, ma anche dei complotti, del terrorismo, di Gladio e del Piano Solo; di un sistema politico stabile e lento a cambiare, di governi che cadono in continuazione, nominati e sfiduciati quasi sempre degli stessi partiti; è la storia di una mobilità sociale che oggi abbiamo perso, dell&#8217;inflazione che minaccia i salari; di un Paese che non aveva una politica estera: ne aveva tre. Insomma, la Prima Repubblica è una vera figata, altro che House of Cards o Game of Thrones!</p>
<p>&nbsp;</p>
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<div><img class="  wp-image-36301 aligncenter" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/05/IMG_1676-153x160.jpg" alt="IMG_1676" width="153" height="160" /></div>
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<div><b>Alla luce di ciò, vi definireste dei &#8220;nostalgici&#8221; della Prima Repubblica?</b></div>
<div></div>
<div><strong>Admin 1)</strong> È difficile da dire. Penso che al di là dei difetti e dei problemi che l&#8217;hanno caratterizzata e portata al collasso, la Prima Repubblica sia stata un periodo molto particolare, in cui la politica era ancora considerata una professione &#8211; o meglio, una &#8220;scienza esatta&#8221; &#8211; e in cui i partiti avevano non solo una visione del mondo da proporre alle masse, ma anche una cultura politica di riferimento, un &#8220;fondamento di valori condivisi&#8221;, citando Paolo Cirino Pomicino. Ma non sono un fan della parola &#8220;nostalgia&#8221;, i nostalgici sono ben altri!</div>
<div></div>
<div><strong>Admin 2)</strong> Non credo che &#8220;nostalgico&#8221; sia la parola giusta. Certo, rimpiango che non ci sia oggi lo stesso atteggiamento  di allora verso la politica: una disciplina seria, che si fa per passione, ma con lucidità, non con i sentimenti. Oggi si naviga a vista e non ci sono ideali che indichino una via da percorrere verso il futuro. Questo è ciò che apprezzo soprattutto della Prima Repubblica. Ma preferisco sperare che questa serietà e questa passione politica possano tornare in auge in futuro, piuttosto che sperare in una macchina del tempo per andare indietro.</div>
<div></div>
<div><b>Lasciamo da parte la nostalgia dunque. Come elaborate un meme? E da dove viene il gusto per l&#8217;uso di altre lingue e per la contaminazione di generi?</b></div>
<div></div>
<div><strong>Admin 1)</strong> La procedura è semplice: apriamo Photoshop, vediamo cosa ci tira fuori Google, e iniziamo a produrre. A volte ci basiamo su dei meme già esistenti, in altri casi lavoriamo su idee nostre. Principalmente l&#8217;inglese è la lingua più utilizzata nei meme da cui ci ispiriamo, così come la cultura dei videogiochi e dei manga. È tutto molto immediato!</div>
<div></div>
<div><strong>Admin 2)</strong> Normalmente cerchiamo un&#8217;immagine o una foto d&#8217;epoca particolari e vediamo cosa possiamo aggiungerci per renderla godibile dai nostri follower. In genere ci piace contaminare cose che non c&#8217;entrano niente fra loro, ridicolizzare situazioni gravi e drammatizzare quelle leggere: si tratta di una scelta dall&#8217;alto potenziale ironico. Poi lasciamo che sia Photoshop a guidarci. L&#8217;inglese è in parte per rendere la pagina godibile anche ad uno straniero, in parte perché spesso è più sintetico come linguaggio.</div>
<div></div>
<div><b>I vostri meme preferiti (della vostra e/o di altre pagine)?</b></div>
<div></div>
<div><strong>Admin 1)</strong> Dei nostri sono un grande fan della conversazione tra Shrek, Fiona e Ciuchino (dove i tre dichiarano le loro intenzioni di voto, rispettivamente PCI, DC e PSI, <em>ndr</em>) mentre adoro gli aggiornamenti periodici di <i>Una foto diversa della Prima Repubblica. Ogni giorno.</i>, anche se non sono proprio dei meme. Una <i>meme page</i> degna di nota, invece, è <i>Sassy Socialist Memes</i>, molto più simile a noi nei modi e nel linguaggio.</div>
<div></div>
<div><strong>Admin 2)</strong> Il mio preferito è certamente &#8220;I&#8217;m not afraid of anything anymore&#8221; che ritrae Craxi nel ruolo di Mami Tomoe e Di Pietro in veste della strega Charlotte, dall&#8217;anime Puella Magi Madoka Magica: la considero il mio capolavoro personale. Fra le altre pagine, cito <em>Karbopapero900</em> e <em>Oznerol</em>. In particolare, sulla prima è uscita una seria di immagini di personaggi pubblici italiani, tutti riportanti la falsa citazione di Pertini che gira da anni sui social: &#8220;Quando un governo non fa ciò che vuole il popolo, va cacciato via anche con mazze e pietre&#8221;. <em>Karbopapero900</em> l&#8217;ha attribuita, nel giro di un giorno, a una serie di personaggi quali Toro Seduto, Donald Trump, Massimo Boldi, Gianroberto Casaleggio e altri.</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/05/IMG_1673.jpg" rel="prettyPhoto"><img class=" size-medium wp-image-36303 aligncenter" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/05/IMG_1673-184x160.jpg" alt="IMG_1673" width="184" height="160" /></a></div>
</div>
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<div><b>Una frase e un avvenimento cult della Prima Repubblica?</b></div>
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<div><strong>Admin 1)</strong> Rino Formica, storico dirigente del PSI, diceva: &#8220;La politica è sangue e merda&#8221;, una frase che mi è sempre rimasta impressa per il significato. Riguardo all&#8217;avvenimento invece mi interessano da sempre i fatti della cosiddetta &#8220;crisi di Sigonella&#8221;, su cui mi piacerebbe si parlasse di più.</div>
<div></div>
<div><strong>Admin 2)</strong> La mia frase preferita è di Pietro Nenni: &#8220;La politica non si fa coi sentimenti, figuriamoci coi risentimenti&#8221;. Per l&#8217;avvenimento dico la reazione di Palmiro Togliatti dopo l&#8217;attentato subito, quando parlò dal suo letto d&#8217;ospedale per calmare gli animi dei comunisti sull&#8217;orlo della rivolta armata, mentre il ministro degli Interni Mario Scelba aveva vietato le manifestazioni pubbliche ed era pronto a dichiarare lo stato d&#8217;emergenza.</div>
<div></div>
<div><b>Avete citato Sigonella. Il personaggio che ricorre più spesso sulla pagina è Bettino Craxi: è lui il vostro preferito?</b></div>
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<div><strong>Admin 1)</strong> Craxi è un personaggio ricorrente nella nostra pagina (così come lo fu per il paese durante tutti gli anni &#8217;80), ma non so se &#8220;preferito&#8221; sia la giusta definizione. Da sempre sono un appassionato di Sandro Pertini, ma tante sono le figure di quel periodo che apprezzo per la loro capacità di saper fare politica.</div>
<div></div>
<div><strong>Admin 2)</strong> No, ma è comunque uno degli statisti italiani. Quando si tratta di politici preferiti della Prima Repubblica, rimango in dubbio fra Nenni e Togliatti. Il primo, per la sua fede socialista e la sua fedeltà ai lavoratori alla quale non venne mai meno. Il secondo, per il suo ruolo fondamentale in molti punti di snodo della storia italiana, dalla svolta di Salerno alla Costituente, fino all&#8217;impegno suo e del partito nel Mezzogiorno.</div>
<div></div>
<div><b>Un&#8217;altra domanda su Craxi vi tocca lo stesso. Qual è la vostra definizione di &#8220;clima infame&#8221;, un termine ripreso proprio dalle parole dell&#8217;ex premier e su cui insistete &#8211; non solo voi &#8211; moltissimo ultimamente? E poi, come definireste il clima politico attuale?</b></div>
<div></div>
<div><strong>Admin 1)</strong> Il &#8220;clima infame&#8221; è un&#8217;opinione pubblica ossessionata dagli stipendi dei parlamentari e dai costi della politica, mentre una fetta del paese evade le tasse senza ritegno. È un dito che punta la luna, mentre tutti guardano il dito. Il clima politico attuale è il seguente: c&#8217;è confusione e sfiducia perché non esiste più una visione politica &#8211; cosa che invece sta tornando in altri paesi europei, con un riscontro positivo da parte della popolazione.</div>
<div></div>
<div><strong>Admin 2)</strong> Il &#8220;clima infame&#8221; allora si riferiva alla relazione nefasta fra media e tribunali, relazione che ha messo in secondo piano la comprensione dei fatti e in primo piano la strumentalizzazione delle ipotesi, per dirla con Craxi. Oggi il &#8220;clima infame&#8221; indica una situazione in cui l&#8217;opinione pubblica viene manipolata pesantemente dai media per portare l&#8217;attenzione su falsi problemi o per enfatizzarne altri in senso polemico contro qualcuno o qualcosa. Un classico esempio sono certi giornalisti che, se da un lato si lamentano dei politici incapaci, razzisti e populisti, dall&#8217;altro sono i primi a diffondere bufale a stampo populistico o xenofobo o a seguire vicende giudiziarie campate per aria che poi spesso si chiudono nell&#8217;assoluzione piena dell&#8217;imputato. Ma a quel punto i riflettori si sono spenti e la balla che tutti i politici siano ladri viene rafforzata.</div>
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<div><a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/05/IMG_1675.jpg" rel="prettyPhoto"><img class=" size-medium wp-image-36304 aligncenter" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/05/IMG_1675-142x160.jpg" alt="IMG_1675" width="142" height="160" /></a></div>
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<div><b>Bene. Ora vi chiedo tre nomi di politici della Prima Repubblica poco noti ma a vostro parere da conoscere.</b></div>
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<div><strong>Admin 1)</strong> Rino Formica, del PSI, per la frase che ho detto prima e per le sue lucide analisi sulla Seconda Repubblica; Luciano Lama, storico sindacalista della CGIL e membro del PCI, per le sue valide posizioni politiche in un periodo molto difficile; Giorgio La Pira, sindaco DC di Firenze, che un giorno, invitato a Mosca per una conferenza, ricevette il lasciapassare del Papa, ma non del Ministero!</div>
<div></div>
<div><strong>Admin 2)</strong> Emanuele Macaluso. In primo luogo, perché non solo è ancora vivo e lucido, ma è presente su Facebook con la sua pagina <em>EM.MA in corsivo</em>, nella quale compie analisi molto interessanti e rievoca ricordi importanti; Ugo La Malfa, storico leader del PRI, e tra i fondatori del Partito d&#8217;Azione durante la Resistenza: a lui si deve l&#8217;introduzione di Keynes in Italia e quindi, in un certo senso, la modernizzazione degli anni &#8217;50 e la successiva crescita economica; Lelio Basso, forse il più grande intellettuale socialista di quel periodo, eppure totalmente sconosciuto: a Roma esiste tuttora una fondazione che porta il suo nome, la quale organizza eventi molto interessanti e gestisce una scuola di formazione.</div>
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<div><b>Non avete deluso le mie aspettative. C&#8217;è invece un politico della Seconda Repubblica che reputate all&#8217;altezza dei grandi nomi della Prima?</b></div>
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<div><strong>Admin 1)</strong> Credo che i personaggi che hanno caratterizzato la Prima Repubblica siano &#8220;grandi&#8221; proprio perché inimitabili, così come il clima politico. Ti faccio un esempio: non sono d&#8217;accordo con chi dice che il PD sia come la vecchia DC, semplicemente perché quest&#8217;ultima era spinta anche da un forte anticomunismo. Ci sono proprio delle condizioni politiche che non esistono più.</div>
<div></div>
<div><strong>Admin 2)</strong> Temo di no, benché ci siano dei politici che rispetto o che considero intellettualmente molto acuti. Forse uno ce n&#8217;è: Giorgio Napolitano. Ma, in fondo, è della Prima Repubblica anche lui.</div>
<div></div>
<div><b>Per finire, quali obiettivi vi proponete di raggiungere con la pagina, in termini di numeri?</b></div>
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<div><strong>Admin 1)</strong> Più siamo meglio è, ma per ora non abbiamo nessun obiettivo prefissato: non guadagnandoci nulla pubblichiamo del materiale solo perché ci piace farlo e ci fa piacere che piaccia anche ad altre persone.</div>
<div></div>
<div><strong>Admin 2)</strong> Nessun genere di obiettivi, ci fa solo piacere essere seguiti. Al momento il mio unico impegno per la pagina è di sbrigarmi a scaricare nuovamente Photoshop visto che ho cambiato PC!</div>
</div>
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		<title>Bimbi e cani, ultima passeggiata della stagione a Collestrada</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/bimbi-e-cani-ultima-passeggiata-della-stagione-a-collestrada/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2016 10:48:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[canile sanitario]]></category>
		<category><![CDATA[Collestrada]]></category>
		<category><![CDATA[eurobis]]></category>
		<category><![CDATA[giannermete romani]]></category>
		<category><![CDATA[randegiamo]]></category>
		<category><![CDATA[silvana Diverio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ultima uscita stagionale questa mattina (domenica 29 maggio) per Bimbi e cani, felici e sani!, il progetto organizzato da Eurobis e Randagiamo in collaborazione con diverse istituzioni. L&#8217;iniziativa, che si svolge nel bosco di fronte al canile sanitario di Collestrada, è dedicata al benessere tanto dei più piccoli quanto degli animali ospitati nella struttura e ha già trovato ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Ultima uscita stagionale questa mattina (domenica 29 maggio) per <em>Bimbi e cani, felici e sani!</em>, il progetto organizzato da Eurobis e Randagiamo in collaborazione con diverse istituzioni. L&#8217;iniziativa, che si svolge nel bosco di fronte al canile sanitario di Collestrada, è dedicata al benessere tanto dei più piccoli quanto degli animali ospitati nella struttura e ha già trovato spazio nel nostro sito tempo fa: <a href="//www.perugiaonline.net/societa/bimbi-e-cani-felici-e-sani-in-cammino-a-collestrada-32389/">http://www.perugiaonline.net/societa/bimbi-e-cani-felici-e-sani-in-cammino-a-collestrada-32389/</a>. Nonostante la leggera pioggia, circa un centinaio di persone ha partecipato alla passeggiata con i cani del canile, dedicata quest&#8217;oggi al rispetto e alla cura degli animali e dell&#8217;ambiente.</p>
<p><strong>Adozioni aumentate &#8211; </strong>Essendo l&#8217;ultimo appuntamento stagionale, è tempo di bilanci per l&#8217;esperienza in esame. Silvana Diverio, responsabile di RandAgiamo, ringrazia tutte le volontarie (RandAgenti) che hanno condotto i cani &#8211; educatissimi &#8211; durante i percorsi con bambini e famiglie e rimarca come diverse persone che hanno partecipato alle passeggiate siano poi tornate al canile per adottare un amico a quattro zampe.</p>
<p><strong>Sempre più bambini partecipano &#8211; </strong>Giannermete Romani, responsabile di Eurobis che anche oggi ha letto filastrocche ai bambini seduti in cerchio attorno a lui, ci parla di come l&#8217;attività dell&#8217;associazione (il cui obiettivo principale è la promozione di uno stile di vita sano per i più piccoli e non solo) si stia espandendo, in termini sia di partecipazione che di eventi coperti. L&#8217;educatore menziona il buon successo delle <em>Passeggiate della formica Selma</em>, anch&#8217;esse giunte al termine stagionale, e dà appuntamento ai prossimi due eventi estemporanei, entrambi al lago: il primo il 5 giugno alla Marzolana a Sant&#8217;Arcangelo sul Trasimeno in collaborazione con l&#8217;Aigae (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche), il secondo il 19 giungo all&#8217;isola Maggiore per l&#8217;evento L&#8217;isola del Libro Trasimeno.</p>
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		<title>Caaf Cgil Umbria: &#8220;Il 730 precompilato non funziona&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2016 12:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[dichiarazione dei redditi]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Stamattina (martedì 17 maggio) la Caaf Cgil Umbria ha presentato i dati relativi alla campagna fiscale 2015 e quelli (parziali) relativi all&#8217;anno 2016 presso la sala Pietro Conti del sindacato perugino. Chi ha preso la parola oggi (Renzo Basili, Wilma Gavini e Cristian Bracco per il Caaf, Walter Fattorini e Andrea Corbetti per le due società convenzionate Futura Srl di Perugia e Lavoro e Progresso Srl) non si è limitato a sciorinare numeri, ma ha anche rivolto severe critiche alle recenti riforme del governo in tema di dichiarazione dei redditi.</p>
<p><strong>I centri di assistenza &#8211; </strong>I centri di assistenza fiscale (Caf e Caaf, la differenza tra le due sigle sta nella forma giuridica dell&#8217;ente e nella natura dei soggetti componenti) nacquero nel 1993 per aiutare il cittadino a districarsi all&#8217;interno dell&#8217;intricato mondo degli adempimenti fiscali: da allora il loro ruolo è cresciuto sempre di più per importanza. Questi centri offrono sia servizi gratuiti (ad esempio la compilazione dell&#8217;Isee), sia servizi a pagamento (ad esempio la compilazione della dichiarazione dei redditi). Con la riforma voluta dal governo lo scorso anno, che ha introdotto il modello 730 precompilato relativamente alla dichiarazione dei redditi si auspicava una maggiore semplicità nel sistema e di conseguenza la possibilità per i contribuenti di &#8220;fare da sé&#8221;. Ma tutto ciò non ha a quanto pare funzionato.</p>
<p><strong>I numeri &#8211; </strong>Come dimostrano i numeri, infatti, in Italia circa 19 milioni 200mila contribuenti (il 93% del totale) continuano a rivolgersi alle strutture abilitate per gli adempimenti fiscali. Nella nostra regione le cifre sono in linea con quelle nazionali. Per quanto riguarda il Caaf Cgil &#8211; convenzionato con Agenzia delle Entrate, Inps, enti locali e istituzionali &#8211; esso ha prodotto, mediante le due società sopra menzionate, 56.301 730 precompilati, il 21% del totale in Umbria nell&#8217;anno 2015. Nel 2016 invece, i precompilati sono finora 26.052, con un incremento del 16% rispetto allo scorso anno, a detta dei responsabili ulteriore segno del fallimento della riforma.</p>
<p><strong>Le falle della riforma &#8211; </strong>Gli stessi responsabili hanno poi spiegato quali siano le criticità del nuovo sistema, che non avrebbe per nulla migliorato la situazione, anzi l&#8217;avrebbe peggiorata. I 730 precompilati sarebbero infatti ricchi di errori e lacune, che costringerebbero ad interventi in modifica che il comune cittadino non può fare, a meno che non voglia rischiare di incorrere in contestazioni e multe. In particolare, nel modello mancherebbe la possibilità di inserire alcune spese detraibili, come quelle farmaceutiche e quelle di ristrutturazione di abitazioni, ma anche campi pur previsti come le spese universitarie o addirittura i familiari a carico risulterebbero incompleti in almeno un quarto dei casi, stando alle rilevazioni compiute dalla Caaf Cgil. La Caaf si lamenta anche dell&#8217;eccessivo onere del visto di conformità, che obbliga le strutture a rifondere il fisco in caso di trasmissione di dati inesatti. La conclusione di Basili è abbastanza netta: &#8220;Il governo la smetta di fare demagogia e badi alla concretezza, soprattutto non utilizzi la scusa della spending review per tagliare ulteriori servizi ai cittadini. Non c&#8217;è più un apparato di garanzia per quanto riguarda l&#8217;assistenza fiscale, a maggior ragione, quindi, occorre prendere coscienza dell&#8217;importanza del nostro ruolo&#8221;.</p>
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		<title>Concerto per i 40 anni di Radio Subasio, tutti promossi</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2016 13:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Piazza IV Novembre]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Si conclude con un grandissimo successo sotto tutti i fronti il concerto per i 40 anni di attività di Radio Subasio. Tre ore e mezzo di grande spettacolo in cui i perugini hanno potuto vedere esibirsi dal vivo i grandi nomi della musica italiana. Il concerto &#8211; In un&#8217;atmosfera fantastica (con tutto il centro e la fontana illuminati), per ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Si conclude con un grandissimo successo sotto tutti i fronti il concerto per i 40 anni di attività di Radio Subasio. Tre ore e mezzo di grande spettacolo in cui i perugini hanno potuto vedere esibirsi dal vivo i grandi nomi della musica italiana.</p>
<p><strong>Il concerto &#8211; </strong>In un&#8217;atmosfera fantastica (con tutto il centro e la fontana illuminati), per nulla rovinata dalla leggera pioggia finale, si sono alternati sul palco Max Pezzali, Benji &amp; Fede, Alessandra Amoroso, Fiorella Mannoia, Enrico Ruggeri, Roberto Vecchioni, Francesco Renga, gli Zero Assoluto, Francesco Gabbani, i Tiromancino, Ron, Michele Zarrillo, Alex Britti, Lorenzo Fragola e gli Stadio, introdotti dai presentatori Enrico Papi e Claudia Gerini, sempre sul pezzo ed estremamente coinvolgenti nei confronti del pubblico. Una piccola delusione solo riguardo al fantomatico &#8220;ospite internazionale&#8221;, che diverse voci di stampa avevano preannunciato nei giorni scorsi e che non si è invece materializzato.</p>
<p><strong>Momenti significativi &#8211; </strong>Tra i momenti più emozionanti della serata: il minuto di silenzio iniziale come auspicio di pace universale; il duetto Mannoia-Ruggeri per &#8220;Quello che le donne non dicono&#8221; in versione unplugged; la dichiarazione pro-musica italiana da parte di Vecchioni; il ricordo di Lucio Dalla offerto da Ron e dagli Stadio, grandi amici dell&#8217;indimenticato cantautore bolognese. Tra i momenti per così dire &#8220;simpatici&#8221; invece: il continuo tormentone &#8220;Mooseca&#8221;, ripetuto dai conduttori e dal pubblico (citazione/presa in giro del Papi di qualche anno fa, quando conduceva Sarabanda); l&#8217;imbarazzata intervista della Gerini al compagno Federico Zampagliene, leader dei Tiromancino; l&#8217;annuncio dal palco di una ragazza 17enne smarrita (o più probabilmente scappata) dai genitori a concerto in corso.</p>
<p><strong>Il pubblico &#8211; </strong>Nonostante il tempo incerto, il centro di Perugia si è letteralmente riempito di persone. Impossibile quantificarne correttamente il numero, probabilmente siamo sulle diverse decine di migliaia. Un pubblico estremamente eterogeneo, composto di giovani e meno giovani, residenti e visitatori, tutti estremamente civili ed educati. L&#8217;unico problema è stata la quantità di rifiuti lasciata da una così grande massa di gente, ma era tutto preventivato: una &#8220;squadra speciale&#8221; si è messa al lavoro &#8211; su input del Comune &#8211; già da stamattina per ripulire l&#8217;acropoli.</p>
<p><strong>L&#8217;organizzazione &#8211; </strong>Molto buona anche l&#8217;organizzazione. Le transenne poste in vari punti di accesso a corso Vannucci e piazza IV Novembre e presidiate dalla polizia locale hanno causato qualche brontolio da parte dei presenti, ma hanno in definitiva permesso di &#8220;spalmare&#8221; il consistente pubblico in più punti del centro storico, senza tuttavia scontentare nessuno (data la presenza in loco di diversi maxischermi che permettevano di godersi comunque il concerto). Le numerose ambulanze hanno infine permesso il fulmineo soccorso dei casi di malore verificatisi (una decina in tutto, tutti risoltisi prontamente e senza conseguenze).</p>
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		<title>Perugia, Notre Dame de Paris al Palaevangelisti dal 3 al 5 giugno</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2016 15:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span><em>Notre Dame de Paris</em> è tornato. Il popolarissimo musical, riunita insieme buona parte del cast originale dell&#8217;edizione italiana, sta attraversando tutta la penisola per il tour 2016 &#8211; in programma da marzo a novembre &#8211; che toccherà anche Perugia. Sono previste infatti quattro repliche al Palaevangelisti dal 3 al 5 giugno e, per presentare al meglio l&#8217;occasione, oggi (venerdì 13 maggio) il protagonista maschile Giò di Tonno ha partecipato a un incontro con la stampa e gli appassionati a palazzo della Penna, insieme al produttore esecutivo Clemente Zard (figlio dello storico impresario David), all&#8217;assessore comunale Emanuele Prisco e a tre rappresentanti della compagnia che organizza l&#8217;esibizione in città, la Mea Concerti Srl (Gianluca Liberati, Lucia Fiumi e Marco Agabitini).</p>
<p><strong>Un po&#8217; di storia &#8211; </strong>Il musical (o meglio, opera popolare) nacque, su ispirazione dell&#8217;omonimo romanzo di Victor Hugo, ad opera del compositore Riccardo Cocciante e del paroliere canadese francofono Luc Plamondon e venne rappresentato per la prima volta a Parigi nel 1998. Esportato in tutto il mondo in conseguenza del grande successo che riscuoteva, <em>Notre Dame de Paris</em> venne adattato in lingua italiana da Pasquale Panella (famoso anche per le sue collaborazioni con Lucio Battisti) ed esordì nel nostro paese quattro anni più tardi, nel 2002, grazie all&#8217;impegno del produttore David Zard. Tra i protagonisti vi erano lo stesso Giò di Tonno (nel ruolo del gobbo Quasimodo), la cantante e attrice argentina Lola Ponce (nella parte della zingara Esmeralda) e Vittorio Matteucci (nel ruolo dell&#8217;arcidiacono Claude Frollo), tutti presenti anche nella versione odierna.</p>
<p><strong>Un fenomeno sociale &#8211; </strong>Lo spettacolo ha fatto numeri da record in tutto il mondo, tanto da totalizzare solo in Italia 915 repliche e più di 2 milioni 500mila spettatori. Proprio in virtù di questo straordinario successo si è voluta, a quasi otto anni di distanza, mettere in piedi una nuova tournée con il grosso del cast originale (saranno presenti anche Matteo Setti e Graziano Galatone). Clemente Zard ha definito l&#8217;opera &#8220;un fenomeno sociale, capace di unire più generazioni&#8221;, aggiungendo: &#8220;Prima ancora che produttore sono, anche per la mia storia personale, un fan accanito di <em>Notre Dame</em>&#8220;. Giò di Tonno ha invece confessato di essere tornato con entusiasmo ad interpretare il suo antico ruolo: &#8220;Nella mia carriera mi sono tolto belle soddisfazioni (ha vinto anche Sanremo, in coppia proprio con Lola Ponce, <em>ndr</em>) ma quello che mi ha dato <em>Notre Dame </em>non me l&#8217;ha dato nient&#8217;altro&#8221; e si è dichiarato stupito dall&#8217;accoglienza e dall&#8217;affetto dimostratogli dal pubblico: &#8220;Ogni replica è praticamente sold out. L&#8217;opera è diventata come un evento rock, con la gente che canta insieme a noi e ci applaude incessantemente&#8221;. L&#8217;assessore Prisco ha sottolineato invece l&#8217;importante ruolo culturale dell&#8217;evento, che ha convinto l&#8217;amministrazione &#8220;a concedere gratuitamente la struttura&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;unplugged di giornata &#8211; </strong>Al termine della presentazione, Di Tonno ha concesso una piccola sorpresa ai numerosi fan presenti, cimentandosi in una breve esibizione (voce e pianoforte) di <em>Bella</em>, uno dei brani della rappresentazione. Gli stessi fan (soprattutto donne) hanno dimostrato il proprio apprezzamento con fragorosi applausi.</p>
<p><strong>I biglietti &#8211; </strong>Chi volesse assistere alla messa in scena di <em>Notre Dame de Paris </em>al Palaevangelisti, può acquistare i biglietti in prevendita presso i circuiti Ticketone e Ticket Italia. Il prezzo dei biglietti va da 25 a 80 euro, a seconda della posizione. Le repliche sono in programma venerdì 3 giugno alle 21:00, sabato 4 alle 16:00 e alle 21:00 e domenica 5 alle 16:00.</p>
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		<title>Bastia Umbra, torna il Caccia Village</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2016 13:51:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>È stata presentata ufficialmente nella tarda mattinata di oggi (martedì 10 maggio) presso la sala Fiume di palazzo Donini la VI edizione di Caccia Village, il salone dedicato agli appassionati dell&#8217;attività venatoria, che si terrà presso la struttura di Umbriafiere a Bastia dal 13 al 15 maggio. A presentare l&#8217;evento, l&#8217;assessore regionale Fernanda Cecchini, l&#8217;assessore ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>È stata presentata ufficialmente nella tarda mattinata di oggi (martedì 10 maggio) presso la sala Fiume di palazzo Donini la VI edizione di Caccia Village, il salone dedicato agli appassionati dell&#8217;attività venatoria, che si terrà presso la struttura di Umbriafiere a Bastia dal 13 al 15 maggio. A presentare l&#8217;evento, l&#8217;assessore regionale Fernanda Cecchini, l&#8217;assessore del Comune di Bastia Filiberto Franchi, il presidente di Umbriafiere Lazzaro Bogliari, l&#8217;organizzatore di Caccia Village Andrea Castellani e il responsabile culturale della manifestazione Riccardo Ceccarelli.</p>
<p><strong>Un evento in espansione &#8211; </strong>Durante questi anni di attività il format è creciuto enormemente, fino a diventare una delle maggiori fiere di caccia presenti in Italia e non solo (recentemente ha organizzato un appuntamento anche a Malta). Per fare un esempio, saranno presenti nel corso della tre giorni oltre 300 espositori, tra cui le più importanti aziende armiere internazionale, le quali offriranno agli appassionati la possibilità di testare i propri prodotti presso le apposite linee di tiro allestite in loco (che passeranno da otto a dieci rispetto allo scorso anno). Ma non è solo la caccia ad essere rappresentata: ci saranno anche spazi dedicati alla pesca e al tiro a volo sportivo, senza dimenticare una serie di contenuti a sfondo culturale ed ecologico, per sensibilizzare su tematiche del genere gli appassionati di caccia.</p>
<p><strong>L&#8217;indotto &#8211; </strong>L&#8217;evento, che ha attirato lo scorso anno oltre 30.000 visitatori, il 70% dei quali provenienti da fuori regione, è importante anche per l&#8217;indotto complessivo che crea. Infatti, molti dei visitatori si fermano per più di un giorno riversandosi in alberghi e ristoranti della zona; importante anche il giro di affari che ne deriva per le armerie umbre. Unico problema è quello relativo al congestionamento di traffico e parcheggi nell&#8217;area di Bastia Umbra che si verifica in occasione dell&#8217;evento, come peraltro avviene per i maggiori appuntamenti che hanno luogo nel polo di Umbriafiere. A questo proposito, il presidente Bogliari tiene a sottolineare che Umbriafiere spa è &#8220;l&#8217;unica società a capitale pubblico che chiude sempre il bilancio in attivo, tanto che la governatrice Marini ci ha citato come esempio virtuoso&#8221;.</p>
<p><strong>Il programma &#8211; </strong>Questi i principali appuntamenti in programma tra la giornata di venerdì 13 (apertura alle ore 15:00) e quella di domenica 15 (chiusura alle ore 19:00). Sabato alle ore 12:00 la Browning presenterà in collaborazione con il Club Calibro 16 il nuovo semiautomatico inerziale A5 Sweet Sixteen; domenica alle ore 10:00 si terrà un seminario sulle armi senza piombo; a seguire alle 10:30 avrà luogo un&#8217;esposizione canina. Inoltre sia sabato che domenica &#8211; alle 12:30 e di nuovo alle 17:30 &#8211; il recordman mondiale di extreme shooting e testimonial Winchester Raniero Testa cercherà di stabilire il suo settimo record del mondo nel tiro a volo. Accanto a queste iniziative ce ne saranno moltissime altre, come gli approfondimenti presso lo stand Caccia e Pesca TV di Sky e la presentazione di libri presso lo stand della Regione Umbria. Il prezzo del biglietto d&#8217;ingresso &#8211; disponibile anche sul sito www.cacciavillage.it &#8211; è di 8 euro.</p>
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		<title>Perché l&#8217;UE è l&#8217;epicentro della crisi globale? Una discussione con gli esperti</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/perche-lue-e-lepicentro-della-crisi-globale-una-discussione-con-gli-esperti/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2016 12:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[marco passerella]]></category>
		<category><![CDATA[programma 101]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri (lunedì 9 maggio) presso il Dipartimento di Economia un incontro &#8211; organizzato da Programma 101 &#8211; con due docenti (uno ospite e proveniente dall&#8217;università di Leeds, Marco Passarella, e l&#8217;altro &#8220;di casa&#8221; con funzioni da moderatore, Amedeo Argentiero), che hanno illustrato al pubblico come le diverse scuole di pensiero economico ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri (lunedì 9 maggio) presso il Dipartimento di Economia un incontro &#8211; organizzato da Programma 101 &#8211; con due docenti (uno ospite e proveniente dall&#8217;università di Leeds, Marco Passarella, e l&#8217;altro &#8220;di casa&#8221; con funzioni da moderatore, Amedeo Argentiero), che hanno illustrato al pubblico come le diverse scuole di pensiero economico vedano origini e soluzioni della crisi, con un occhio particolare rivolto al contesto in cui viviamo, quello dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p><strong>I filoni principali &#8211; </strong>Per semplicità (e per mancanza di tempo), Passarella ha suddiviso le teorie analizzate in 4 filoni principali: neoclassici, keynesiani, marxisti (che coprono il tradizionale specchio che va da destra a sinistra), ricomprendendo in ciascuna categoria le teorie derivate, più la Nuova sintesi neoclassica, che da qualche anno a questa parte ha assunto una posizione predominante negli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
<p><strong>Punti condivisi &#8211; </strong>Si è passati quindi ai punti condivisi da tutte queste correnti per quanto riguarda la crisi dell&#8217;area euro: essa nasce negli USA e solo in un secondo momento raggiunge l&#8217;Europa; non è originariamente una crisi del debito pubblico; è invece crisi del debito privato e/o estero che si ripercuote sul sistema bancario; la &#8220;causa ultima&#8221; è rappresentata da squilibri nelle bilance dei pagamenti degli Stati.</p>
<p><strong>Punti di disaccordo &#8211; </strong>I momenti di divergenza cominciano proprio da quest&#8217;ultimo aspetto. Le interpretazioni possono già cambiare a seconda del diverso peso che si fornisce al conto corrente o al conto finanziario nella bilancia dei pagamenti. Ma questo è il meno: individuata la &#8220;causa ultima&#8221;, occorre individuare tanto la &#8220;causa prima&#8221; che le diverse &#8220;cause mediate&#8221;. Per quanto riguarda la prima questione, c&#8217;è chi pone l&#8217;accento sull&#8217;eccessiva deregolamentazione, chi sulla sperequazione distributiva, chi sulla caduta del saggio di profitto. Per quanto riguarda la seconda, invece, di volta in volta sono individuati come problematici: la moneta unica e il complesso sistema di trattati che si porta dietro; il costo del lavoro; la differenza nei tassi di crescita tra i diversi paesi, o quella nei tassi d&#8217;interesse e via dicendo.</p>
<p><strong>Soluzioni proposte &#8211; </strong>Diversissime sono di conseguenza anche le soluzioni proposte: si va dal&#8217;utilizzo della politica monetaria all&#8217; approvazione di riforme strutturali; dall&#8217;uso dell&#8217;arma fiscale alla predisposizione di un piano industriale; per finire con l&#8217;uscita dall&#8217;euro. Possiamo dire che le prime due soluzioni sono quelle tentate finora dalla Banca Centrale Europea: una direttamente, attraverso il Quantitative Easing e il taglio dei tassi d&#8217;interesse, l&#8217;altra indirettamente, mediante i vari &#8220;suggerimenti&#8221; via via susseguitisi nei confronti dei singoli paesi dell&#8217;Eurozona.</p>
<p><strong>Dibattito &#8211; </strong>Al termine della discussione è seguito un lungo dibattito tra i partecipanti, gli organizzatori e i relatori, durante il quale chiunque ha preso la parola ha dimostrato di preferire un&#8217;interpretazione diversa dei fatti trattati, segno una volta di più che l&#8217;economia &#8211; nonostante si serva per l&#8217;esposizione delle sue leggi di formule matematiche &#8211; è una scienza sociale e come tale non può presentare una verità univoca.</p>
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		<title>Lavoro, raggiunto l&#8217;accordo tra Confartigianato e sindacati regionali</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2016 13:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>È stato siglato oggi (lunedì 9 maggio) presso la sede della Confederazione Nazionale dell&#8217;Artigianato e della Piccola e Media Impresa dell&#8217;Umbria il nuovo accordo quadro tra Confartigianato e i sindacati Cgil, Cisl e Uil sulla contrattazione di secondo livello. In rappresentanza degli artigiani erano presenti Roberto Giannangeli (direttore Cna Umbria), Roberta Datteri (vice presidente della ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>È stato siglato oggi (lunedì 9 maggio) presso la sede della Confederazione Nazionale dell&#8217;Artigianato e della Piccola e Media Impresa dell&#8217;Umbria il nuovo accordo quadro tra Confartigianato e i sindacati Cgil, Cisl e Uil sulla contrattazione di secondo livello. In rappresentanza degli artigiani erano presenti Roberto Giannangeli (direttore Cna Umbria), Roberta Datteri (vice presidente della stessa Cna) e Giuseppe Flamini (vice presidente vicario Confartigianato Imprese Umbria); in rappresentanza dei dipendenti sedevano invece i tre segretari confederali regionali di Cgil, Cisl e Uil: Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini.</p>
<p><strong>L&#8217;accordo &#8211; </strong>La firma del documento permetterà di far partire su base regionale la contrattazione settoriale, che a quanto si apprende cercherà di adattarsi ai cambiamenti veloci del panorama del lavoro soprattutto promuovendo una maggiore flessibilità.  Accanto all’accordo-quadro, che stabilisce le linee guida a cui si atterranno tutti i contratti territoriali di settore, è stato firmato anche un avviso comune per l’applicazione del criterio di proporzionalità alle sanzioni irrogate ai dipendenti all’interno delle imprese; sono previste inoltre la creazione di un osservatorio specifico sui livelli di occupazione e Pil e il rafforzamento dell&#8217;Ente bilaterale dell&#8217;artigianato (Ebrau) che si concentrerà soprattutto sulla messa a punto di nuove forme di welfare.</p>
<p><strong>Il ruolo della politica &#8211; </strong>L&#8217;accordo tuttavia &#8211; è questa la sensazione comune da parte dei disserenti &#8211; se potrà favorire un rafforzamento dei rapporti di collaborazione tra i proprietari delle Pmi e i propri dipendenti (superando il modello classico della concertazione), non porterà ricadute sui livelli occupazionali, almeno nel breve periodo. &#8220;Per quello c&#8217;è bisogno dell&#8217;aiuto della Regione, che passa anche attraverso il corretto utilizzo dei fondi europei&#8221; afferma Sbarra; &#8220;Il lavoro si può creare solo con gli investimenti&#8221; gli fa eco Giannangeli.</p>
<p><strong>E Confindustria? &#8211; </strong>L&#8217;intesa rappresenta comunque un primo successo, tanto che c&#8217;è già chi auspica il raggiungimento di un accordo simile con la Confindustria regionale. &#8220;Lo speriamo – commenta in proposito Sgalla – qualcosa si sta muovendo, ma è presto per fare previsioni&#8221;: con l&#8217;ente degli industriali è infatti in piedi un discorso sul modello contrattuale, stavolta però sul livello nazionale.</p>
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		<title>Afghanistan, guerra e droga: il nuovo libro di Enrico Piovesana</title>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2016 14:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[moreno pasquinelli]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Afghanistan 2001-2016. La nuova guerra dell&#8217;oppio è il titolo di un interessante libro di approfondimento del giornalista Enrico Piovesana, che ha lavorato per anni nel paese asiatico come inviato di Peace Reporter, testata appartenente all&#8217;Ong Emergency. Il volumetto, edito da Arianna Editrice e in vendita al prezzo di € 8,90, è stato presentato nel pomeriggio di ieri (sabato 7 maggio) dall&#8217;autore ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> <em>Afghanistan 2001-2016. La </em><i>nuova guerra dell&#8217;oppio </i>è il titolo di un interessante libro di approfondimento del giornalista Enrico Piovesana, che ha lavorato per anni nel paese asiatico come inviato di <em>Peace Reporter</em>, testata appartenente all&#8217;Ong Emergency. Il volumetto, edito da Arianna Editrice e in vendita al prezzo di € 8,90, è stato presentato nel pomeriggio di ieri (sabato 7 maggio) dall&#8217;autore insieme a Moreno Pasquinelli, presso la libreria Feltrinelli.</p>
<p><strong>Un paragone storico </strong>Come si evince dal titolo, il libro parla del traffico di droga in una delle zone più problematiche dell&#8217;intero pianeta. Come spiega Pasquinelli, il titolo stesso vuole fare un parallelismo con le due guerre verificatesi in Cina intorno a metà Ottocento, quando una coalizione di potenze occidentali impose all&#8217;imperatore il libero commercio &#8211; in particolare riferito all&#8217;oppio proveniente dai domini britannici &#8211; con effetti devastanti per la popolazione cinese.</p>
<p><strong>Il paese dell&#8217;oppio </strong>L&#8217;analisi di Piovesana, ricca di dati e di interviste a personaggi influenti &#8211; oltre che di descrizione dell&#8217;ambiente in cui si è trovato ad operare &#8211; è di una drammaticità sconcertante: l&#8217;Afghanistan, oltre ad essere sconvolto da un&#8217;interminabile guerra civile tra filogovernativi e talebani, fornisce da solo 6.400 tonnellate di oppio, l&#8217;88% della produzione mondiale (dati UNODC 2014). E dire che nel 2001, prima cioè dell&#8217;intervento della NATO la produzione era crollata ad appena 185 tonnellate e il paese &#8211; nelle mani dei talebani guidati dal mullah Omar &#8211; era pacificato, sia pur sotto una dura legge coranica.</p>
<p><strong>Governo e narcotraffico &#8211; </strong>Ma come è stato possibile tutto questo? L&#8217;autore parla dei danni compiuti dalla campagna congiunta ONU/USAID che ha inondato a lungo le città di derrate alimentari gratuite, costringendo i contadini delle campagne a coltivare oppio per poter sopravvivere. Ma non è tutto: per poter trasformare l&#8217;oppio in eroina servono delle centrali di raffinazione, costruite di recente, le quali sono per la quasi totalità nelle mani di personaggi molto influenti, vicini al governo o addirittura appartenenti al governo stesso (si parla di capi di province, ministri, generali dell&#8217;esercito, addirittura del fratello &#8211; nel frattempo assassinato &#8211; dell&#8217;ex-presidente Karzai), i quali si servono di polizia e militari per i propri traffici.</p>
<p><strong>La NATO è complice &#8211; </strong>In un contesto del genere, si capisce come il contrasto di questo tipo di attività sia praticamente inesistente; si aggiunga che a tale proposito le forze di occupazione spesso chiudono più di un occhio, quando non si rendano apertamente complici: &#8220;Negli anni ho ricevuto dalle agenzie governative diversi rapporti riservati che contenevano accuse pesanti nei confronti di alcune società di <em>contractors </em>(mercenari, <em>ndr</em>) riguardo al loro coinvolgimento nel contrabbando di droga&#8221; dice nel libro Antonio Maria Costa, ex-capo dell&#8217;UNODC (l&#8217;agenzia antidroga dell&#8217;ONU). Ma i sospetti aleggiano anche sugli eserciti regolari (diversi sono i casi di soldati NATO diventati tossicodipendenti una volta rientrati in patria).</p>
<p><strong>Cui prodest? &#8211; </strong>In tutto ciò, chi è ad avvantaggiarsi? Proprio Costa dichiarò in un intervista del 2009 al settimanale austriaco <em>Profil</em>: &#8220;Nella seconda metà del 2008, la liquidità è stata ancora una volta il più grande problema del sistema bancario. I prestiti interbancari sono stati finanziati con i soldi originanti dal commercio di droga: ci sono stati segnali che alcune banche sono state salvate in questo modo&#8221;. Più recentemente anche l&#8217;ISIS si è aggiunto al business: tra le rotte più gettonate dei carichi di droga vi è infatti quella che passa per i territori sotto il controllo del califfato via Iran (un rapporto dell&#8217;UNODC del 2015 stima in circa un miliardo di dollari l&#8217;anno i ricavi che giungono allo Stato Islamico per mezzo di tale fonte), proseguendo per la Turchia e raggiungendo infine l&#8217;Europa.</p>
<p><strong>Le vittime dell&#8217;eroina &#8211; </strong>Nel frattempo, negli ultimi quindici anni nel mondo i consumatori di eroina stimati sono aumentati del 40% (da 9 a 13 milioni), mentre quelli registrati sono aumentati del 50% (da 700 mila a 1,3 milioni); le vittime sono invece circa 100 mila l&#8217;anno. I mercati maggiori sono rappresentati da Europa, Russia, Cina e dagli stessi Stati Uniti, che nello stesso periodo hanno visto aumentare del 286% i decessi per overdose. Ma la situazione più drammatica è proprio in Afghanistan, dove nel 2015 l&#8217;uso di oppioidi &#8211; un tempo limitato a una funzione medicinale in dosi molto blande &#8211; riguarda 1,5 milioni di persone (il 5% della popolazione complessiva, l&#8217;8,5% di quella adulta, sempre secondo i dati forniti dall&#8217;UNODC).</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/afghanistan-guerra-e-droga-il-nuovo-libro-di-enrico-piovesana/">Afghanistan, guerra e droga: il nuovo libro di Enrico Piovesana</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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